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Differenza tra storia e preistoria: definizione, periodi e la scrittura

Differenza tra storia e preistoria

Qual è la differenza tra storia e preistoria? Questa è una domanda fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’umanità. La distinzione principale risiede nell’invenzione della scrittura, che segna il passaggio da un’epoca basata su fonti materiali e orali a un’epoca documentata da fonti scritte, permettendo una ricostruzione cronologica precisa degli eventi.

Storia e preistoria a confronto

La differenza fondamentale tra i due periodi può essere riassunta in questa tabella a due colonne.

Caratteristica Descrizione comparata
Periodo Preistoria: dalla comparsa dell’uomo (circa 2,5 milioni di anni fa) al 3000 a.C. circa.
Storia: dal 3000 a.C. circa fino ai giorni nostri.
Fonti di studio Preistoria: fonti materiali (fossili, utensili, pitture rupestri) e orali. Assenza di fonti scritte.
Storia: fonti scritte (documenti, libri) integrate da fonti materiali e orali.
Discipline di studio Preistoria: archeologia e paleontologia.
Storia: storiografia e filologia, integrate dall’archeologia.

La preistoria: un’era senza scrittura

La preistoria è il periodo più antico dell’umanità, dalla comparsa dell’uomo fino all’invenzione della scrittura. La sua nascita convenzionale coincide con la comparsa dei primi ominidi e la fabbricazione dei primi utensili da lavoro, circa 2,5 milioni di anni fa. Lo studio di quest’epoca è affidato all’archeologia e alla paleontologia, che analizzano reperti materiali come fossili e manufatti, utilizzando metodi scientifici come la datazione al radiocarbonio per determinarne l’età, come spiegato dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV). La fine della preistoria non avviene contemporaneamente ovunque: la data indicativa del 3000 a.C. si riferisce alle civiltà della Mesopotamia. Esiste anche un periodo di transizione, definito protostoria, che descrive quelle civiltà che, pur non avendo ancora sviluppato una propria scrittura, entrano in contatto con popoli già alfabetizzati, lasciando così le prime tracce indirette nelle fonti altrui.

I periodi della preistoria

Periodo Caratteristiche principali
Paleolitico
(2,5 mln – 10.000 a.C.)
Uomo cacciatore-raccoglitore, nomadismo, prime forme d’arte come le pitture rupestri.
Mesolitico
(10.000 – 5.000 a.C.)
Sviluppo di pesca e prime coltivazioni, prime abitazioni stabili.
Neolitico
(5.000 – 3.000 a.C.)
Rivoluzione agricola, allevamento, ceramica, primi villaggi.
Età del bronzo
(3.000 – 1.200 a.C.)
Lavorazione del bronzo per armi e utensili, sviluppo di città-stato.
Età del ferro
(1.200 – 500 a.C. circa)
Lavorazione del ferro, sviluppo delle prime forme di scrittura in alcune aree.

La storia: l’epoca delle fonti scritte

La storia narra le vicende umane a partire dall’invenzione della scrittura, che permette di avere fonti dirette su cui basare la ricostruzione degli eventi. La separazione tra le due discipline si consolidò quando il progresso scientifico del Settecento permise di affrontare lo studio delle origini umane con un metodo scientifico, superando le spiegazioni basate solo su mito e religione. La scoperta del cranio dell’uomo di Neanderthal (1856) e la teoria sull’evoluzione della specie di Charles Darwin furono decisive per la nascita dell’antropologia e della paleontologia moderna.

Le grandi fasi della storia

Periodo Eventi chiave (inizio e fine)
Età antica
(3000 a.C. – 476 d.C.)
Dall’invenzione della scrittura alla caduta dell’impero romano d’occidente.
Medioevo
(476 – 1492)
Dalla caduta di Roma alla scoperta dell’America.
Età moderna
(1492 – 1789)
Dalla scoperta dell’America all’inizio della rivoluzione francese.
Età contemporanea
(1789 – oggi)
Dalla rivoluzione francese ai giorni nostri.

La scrittura: l’elemento di separazione

L’invenzione della scrittura rappresenta una delle più importanti innovazioni della storia umana, poiché ha permesso di fissare e conservare le informazioni in modo permanente. La scrittura segna la fondamentale differenza tra storia e preistoria, permettendo una ricostruzione più accurata degli eventi e delle civiltà del passato.

L’evoluzione della scrittura

I primi sistemi di scrittura conosciuti sono quelli dell’antico Egitto e della Mesopotamia. L’alfabeto egizio (geroglifici) era composto da simboli che rappresentavano sia suoni che concetti. L’alfabeto cuneiforme, utilizzato in Mesopotamia, era composto da simboli incisi su tavolette di argilla. Successivamente, intorno al 1000 a.C., si svilupparono gli alfabeti fenicio e greco, che sono alla base dei sistemi di scrittura occidentali.

Articolo aggiornato il: 14/09/2025

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A proposito di Chiara Rotunno

Sono Chiara, psicologa di Aversa, classe '91, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Campania. Appassionata fin dalla prima adolescenza al mondo della psicologia, amo cogliere la complessità dell'essere umano e confrontarmi con realtà diverse. Le mie grandi passioni sono: i viaggi, i libri, la fotografia, il cinema, l'arte e la musica.

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