Differenza tra storia e preistoria, scopriamola!

Differenza tra storia e preistoria

Differenza tra storia e preistoria? Scopriamola insieme

Differenza tra storia e preistoria

Definizione di preistoria

Differenza tra storia e preistoria, partiamo dalla preistoria che è il periodo più antico dell’umanità che intercorre dalla comparsa dell’uomo sul nostro pianeta fino all’invenzione della scrittura, circa 5000 anni fa o secondo altri storici fino alla nascita delle prime civiltà monumentali. È un periodo privo di fonti scritte, documentazioni e testimonianze in cui è impossibile una ricostruzione cronologica precisa degli eventi. È indubbio che, allo stato attuale, grazie all’avanzamento tecnologico raggiunto, sia possibile scrivere di epoche molto lontane, anche in assenza di testimonianze scritte. La parola preistoria è composta dai termini latini pre (prima) e historia (storia),  che quindi significa “prima della storia“.

Lo studio della preistoria è affidato all’archeologia attraverso l’analisi dei fossili, e la sua nascita coincide con la comparsa dell’Homo Sapiens in Sudafrica circa 200 mila anni fa. In alcuni manuali viene datata molto più tardi con la comparsa dei primi ominidi, fino a circa 2 milioni di anni fa, o dei primi utensili da lavoro fabbricati dall’uomo. La fine della preistoria non si verifica contemporaneamente ovunque per tutti i popoli, la scoperta indicativa della scrittura nel 3000 a.C. si riferisce alle civiltà monumentali della Mesopotamia mentre altre popolazioni l’hanno raggiunta più tardi.

I periodi della preistoria

Prima di introdurre la differenza tra storia e preistoria, ecco una breve descrizione dei principali periodi della preistoria:

  1. Paleolitico: è il periodo più antico della preistoria, che va da circa 2,5 milioni di anni fa a circa 10.000 anni fa. Durante questo periodo, l’uomo viveva come cacciatore-raccoglitore, cioè si nutriva di ciò che poteva raccogliere o cacciare. In questo periodo si sono sviluppate le prime forme di arte, come le incisioni rupestri.

  2. Mesolitico: questo periodo va da circa 10.000 a 5.000 anni fa. Durante il mesolitico, l’uomo cominciò a sviluppare tecniche di pesca e di coltivazione delle piante, oltre a continuare a cacciare e raccogliere. Inoltre, in questo periodo si svilupparono le prime forme di abitazione stabili, come le capanne.

  3. Neolitico: il neolitico è il periodo della preistoria che va da circa 5.000 a 3.000 anni fa. In questo periodo si verificò una vera e propria rivoluzione tecnologica, con lo sviluppo di nuove tecniche di lavorazione della terra, come l’aratro, e la produzione di ceramica. Inoltre, in questo periodo si svilupparono le prime forme di economia di scambio.

  4. Età del bronzo: l’età del bronzo va da circa 3.000 a 1.200 anni fa. In questo periodo l’uomo scoprì il modo di lavorare il bronzo, che diventò il materiale principale per la fabbricazione di armi e utensili. Inoltre, in questo periodo si svilupparono le prime forme di organizzazione sociale complesse, come le città-stato.

  5. Età del ferro: l’età del ferro va da circa 1.200 a 500 anni fa. In questo periodo l’uomo scoprì il modo di lavorare il ferro, che diventò il materiale principale per la fabbricazione di armi e utensili. Inoltre, in questo periodo si svilupparono le prime forme di scrittura, come l’alfabeto fenicio.

Quando si parla di storia

Differenza tra storia e preistoria, parliamo ora della storia, che narra invece le vicende degli uomini a partire dall’invenzione della scrittura in Egitto ed in Mesopotamia. I diversi metodi di indagine hanno spinto la separazione delle due discipline di studio poiché in precedenza l’origine dell’uomo era un argomento relegato al mito e alla religione, invece con la scoperta del continente americano l’uomo europeo entra in contatto con le civiltà native fino ad allora sconosciute e gli scienziati iniziano ad interrogarsi sulla vera origine e sul passato remoto dell’uomo. Il mito e la religione non sono più sufficienti a fornire così una spiegazione valida. Il progresso scientifico e culturale del Settecento permette agli scienziati di affrontare quindi il problema con un metodo scientifico. La scoperta del cranio dell’uomo di Neanderthal nel 1856 e la teoria sull’evoluzione della specie di Charles Darwin contribuirono alla nascita dell’antropologia. Nella storiografia occidentale si identificano tradizionalmente le seguenti età:

  • Età antica: Si fa riferimento al periodo compreso dell’impero di Diocleziano (285) e la fine di quello di Giustiniano (565). Diocleziano introdusse la “Tetrarchia” mentre Giustiniano promosse la “Restauratio Imperii”.
  • Medioevo: Si parte dalla scoperta dell’America  (1453), alla fine della Guerra dei cent’anni, alla pubblicazione del primo libro a stampa nel 1455 ed infine al 1517 anno in cui Lutero affisse le sue tesi.
  • Età moderna: coincide con la conquista di Costantinopoli, l’inizio del Rinascimento e la fine delle Crociate.
  • Età contemporanea: Lo scoppio della Rivoluzione Francese, l’inizio di quella Industriale fino ad arrivare al Congresso di Vienna.

Differenza tra storia e preistoria, ovvero la scrittura

L’invenzione della scrittura rappresenta una delle più importanti innovazioni della storia umana, poiché ha permesso di fissare e conservare le informazioni in modo permanente, trasmettendole da una generazione all’altra. La scrittura è stata inventata in diverse parti del mondo in epoche diverse, ma i primi sistemi di scrittura conosciuti sono quelli dell’antico Egitto e della Mesopotamia.

L’alfabeto egizio, chiamato anche geroglifici, era composto da circa 700 simboli che rappresentavano sia suoni che concetti. I geroglifici venivano incisi sulla pietra o sull’argilla e servivano per registrare le informazioni di carattere amministrativo o religioso.

L’alfabeto cuneiforme, utilizzato in Mesopotamia, era composto da circa 600 simboli a forma di cuneo, incisi su tavolette di argilla. Veniva utilizzato principalmente per scrivere testi amministrativi, ma anche per documentare le leggende, le storie e i miti della cultura mesopotamica.

Gli alfabeti fenicio e greco, che sono alla base degli alfabeti occidentali attuali, sono stati sviluppati in epoca successiva, intorno al 1000 a.C. L’alfabeto fenicio era composto da 22 lettere, che rappresentavano solo i suoni delle parole e non i concetti. L’alfabeto greco, invece, era composto da 24 lettere e veniva utilizzato per scrivere testi letterari, scientifici e filosofici.

Grazie alla diffusione dell’alfabeto fenicio e dell’alfabeto greco, la scrittura è diventata uno strumento di comunicazione universale, che ha permesso di trasmettere le conoscenze e le idee a un pubblico sempre più ampio.

 

Fonte immagine sulla differenza tra storia e preistoria: Pixabay.

A proposito di Giovanna Scarpato

Vedi tutti gli articoli di Giovanna Scarpato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *