Fenomeno I-turn: il Giappone che ritorna alle campagne

Fenomeno I-turn: il Giappone che ritorna alle campagne

In Giappone, negli ultimi anni due decenni, si è notato un riflusso di giovani e meno giovani dalle città alle campagne. Questo movimento è stato chiamato “I-turn”. Quando si tratta di tornare alla propria casa e al proprio villaggio di origine si tratta di “U-turn“. Persone sempre più numerose si stanno spostando dalle zone urbane verso le campagne, per una vita di migliore qualità nelle zone agricole o meno abitate.Questo fenomeno rappresenta il movimento opposto a cui normalmente si spetta nella società: lo spostamento dalle campagne alle zone di città, di cui la maggior parte delle ragioni ricadono nelle maggiori opportunità lavorative che offre una zona urbana.

La campagna come luogo di benessere

Secondo uno studio di Hiroki sasaki, pubblicato nel 2018, la vita nelle campagne equivale per molti a un maggiore benessere soggettivo (Subjective Well-Being o SWB). I punti principali dello studio sono che:

  • Gli abitanti delle zone rurali riportano un maggiore benessere soggettivo, malgrado il loro reddito sia inferiore rispetto agli abitanti della città.
  • Il reddito familiare non è l’unico fattore di benessere personale. La campagna fornisce oltremodo molti degli altri fattori di benessere personale, rispetto alla città.
  •  Chi prima risiedeva nelle zone urbane si è spostato nelle zone rurali riporta una maggiore SWB.

Lo studio evidenzia che la campagna contribuisce alla percezione del benessere con rilevanti fattori come capitale naturale e socialità, quindi si va oltre agli indicatori economici che sono comuni alla sempre più crescente letteratura sul benessere personale (sempre secondo Hiroki).

Questi dati sono stati estrapolati da un sondaggio online del 2014 che ha coinvolto numerosi partecipanti giapponesi (1500) compresi tra i 20 e i 40 anni. Le domande erano in primis sulla percezione del benessere soggettivo, sui fattori economici e sulle attitudini personali dei partecipanti. Rispetto alle tradizionali classificazioni amministrative da parte del governo giapponese questo studio afferma di aver colto meglio la diversità geografica del Giappone e i suoi cittadini.

Nel villaggio è possibile coltivare i propri ortaggi e frutti, la natura è suggestiva, i materiali sono reperibili da essa, il livello di inquinamento è ridotto e non c’è la stessa frenesia della città: questi fattori sono fondamentali per determinare il livello di benessere soggettivo di qualcuno.

I-urn per le campagne che si spopolano

Riabitare le campagne è un movimento (nel vero senso della parola) che deriva dalla ricerca di maggiore benessere personale. Ma notiamo che può avere anche fini comunitari.

Come è risaputo, il Giappone è il paese più longevo del mondo, con un numero di anziani molto elevato ma un tasso di natalità piuttosto basso. Nel 2006 si pensava che per il 2050 la percentuale di anziani nella popolazione si sarebbe alzata al 35%.
Stando ai dati ufficiali, però, già nel 2024 il numero di anziani in Giappone era di 36.25 milioni, quindi un terzo della popolazione (all’incirca il 29.3%).

Cambiare l’attitudine dei giovani sulle campagne che vanno disabitandosi è diventata quindi una priorità per il Giappone, nel quale più del 90% della popolazione è assembrata nei grandi centri urbani. Ci sono centinaia di migliaia di casa vuote e terreni abbandonati nelle zone rurali; il numero si prospetta a peggiorare.
Anche solo un aumento dell’1% della popolazione delle aree rurali in Giappone, ogni anno, potrebbe essere un aiuto molto importante; così la popolazione si stabilizzerebbe, secondo L’istituto di Ricerca per la Comunità Sostenibile. Il fenomeno dell’I-turn può essere la chiave per questa risoluzione.

Il documentario di Vice Asia mostrato sopra illustra bene i cambiamenti sociali nel Giappone del secondo ventennio.

Fonte immagine in evidenza: Wikicommons

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