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I Whittaker: storia della famiglia più isolata d’ America

Whittaker

La famiglia Whittaker è una famiglia molto nota del West Virginia che vive da generazioni in una condizione di estremo isolamento sia geografico che sociale. La notorietà della famiglia è data dal fatto che questo totale isolamento è la causa principale della loro consanguineità.

I Whittaker vivono a Odd, una piccolissima comunità rurale nascosta tra le montagne degli Appalachi, nel West Virginia appunto, zona molto isolata dal resto del Paese. Oltre all’isolamento geografico, i membri della famiglia Whittaker sono isolati socialmente poiché vivono da sempre quasi esclusivamente all’interno della loro proprietà, senza alcun tipo di frequentazione esterna e scambio sociale, in condizioni di estrema povertà in una casa fatiscente.

Dato chiave Dettagli della vicenda
Luogo di residenza Odd, montagne degli Appalachi (West Virginia)
Condizione clinica principale Consanguineità causata da isolamento estremo
Autore del documentario Mark Laita
Data di pubblicazione video 4 luglio 2020

Le cause e le conseguenze della consanguineità

Non avendo avuto possibilità di incontrare e frequentare altre persone al di fuori del loro nucleo familiare, i Whittaker si sono riprodotti tra di loro per intere generazioni. Questa condizione ha causato la comparsa di anomalie fisiche e di gravissimi deficit cognitivi. Infatti, la maggior parte dei membri della famiglia Whittaker comunica solo attraverso versi e grugniti, non avendo sviluppato mai l’uso della parola.

Il ruolo protettivo della comunità locale di Odd

Nonostante vivano in condizioni estreme e siano isolati dal mondo moderno, i Whittaker possono contare sull’empatia degli altri abitanti di Odd, che sono estremamente protettivi nei loro confronti. Infatti, i residenti della zona non hanno perso tempo ad allontanare, anche con le minacce, turisti curiosi che visitavano quella zona oppure giornalisti che tentavano di carpire informazioni, difendendo la privacy della famiglia da possibili atti di sciacallaggio.

Il documentario di Mark Laita e l’impatto mediatico

La famiglia Whittaker è divenuta nota a livello internazionale attraverso un documentario pubblicato il 4 luglio 2020 su YouTube dal fotografo e regista americano Mark Laita. Non si tratta di un singolo video ma di una serie di video-interviste a puntate.

Questa serie di video ha mostrato per la prima volta l’impatto della consanguineità e della povertà estrema in un’America remota, quasi dimenticata, generando decine di milioni di visualizzazioni. Il primo incontro, nel 2004, di Mark Laita con i Whittaker non ebbe subito un esito positivo. L’accoglienza iniziale fu infatti ostile e Laita venne minacciato dai vicini di casa con un fucile per evitare che la famiglia venisse derisa o strumentalizzata.

Col passare del tempo Laita riuscì a conquistare la fiducia della famiglia riuscendo anche ad avere delle interviste ravvicinate con i fratelli Ray, Lorraine e Timmy. Grazie al documentario, il regista aprì una campagna di raccolta fondi il cui ricavato permise alla famiglia di ristrutturare la casa fatiscente ed acquistare beni di prima necessità. Tuttavia, non sono mancate le polemiche: molti critici hanno accusato il canale di sfruttare la miseria della famiglia a scopi commerciali.

La situazione attuale e l’intervento dei servizi sociali

Purtroppo, la situazione della famiglia Whittaker è peggiorata. Dopo un incendio che ha quasi distrutto la casa e a causa dell’aggravarsi delle loro condizioni fisiche e mentali, sono intervenuti i servizi sociali del Paese e alcuni membri storici della famiglia sono stati trasferiti all’interno di strutture di assistenza.

 

Foto in evidenza: Youtube

 

 

 

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A proposito di Costantino Gisella

Sono nata a Napoli nel 1977 e sono cresciuta con la musica di Pino Daniele, i film di Massimo Troisi e il Napoli di Maradona. Ma non sono mai stata ferma e infatti metà del mio cuore e’ nel Regno Unito dove ho vissuto per svariati anni. Dopo l’esperienza all’estero, ho deciso di iscrivermi all’ Università di Napoli “L’Orientale” (sono laureanda magistrale in Lingue e Culture dell’Europa e delle Americhe) per specializzarmi in quella che è la mia passione più grande: la letteratura anglo-americana. Colleziono dischi in vinile, amo viaggiare e non rientro mai da un posto senza aver assaggiato la cucina locale perché credo che sia il modo migliore per entrare realmente in contatto con culture diverse dalla mia.

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