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La contessa Matilde di Canossa: la sua storia

Matilde di Canossa: storia della contessa medioevale

Ardente sostenitrice della Chiesa, ma allo stesso tempo vassalla e cugina dell’imperatore. La figura perfetta, capace di mantenere in equilibrio queste due forze in continuo contrasto: tutto questo è la contessa Matilde di Canossa.

La vita 

La contessa Matilde di Canossa nasce tra il 1045 e il 1046, molto probabilmente nella città di Mantova. Figlia del marchese di Toscana, Bonifacio di Canossa e di Beatrice di Lorena, imparentata con l’aristocrazia imperiale tedesca. In breve tempo, Matilde perse prima suo padre, poi anche sua sorella e suo fratello e tutto questo spinse Beatrice, sua madre, a risposarsi con Goffredo il Barbuto, duca della bassa Lotaringia. Un matrimonio poco gradito all’imperatore Enrico III, poiché l’unione dei casati di Canossa e Lotaringia dava troppo potere ai due vassalli. Per questo, Enrico fece arrestare Beatrice e Matilde, mentre Goffredo riuscì a fuggire in tempo.

La liberazione delle donne avvenne solo nel 1056, alla morte dell’imperatore. Da questo momento le informazioni riguardo la vita di Matilde di Canossa sono alquanto carenti, ma è molto probabile che dopo aver trascorso del tempo con la famiglia in Lorena e prima della morte del patrigno, venne fatta sposare con il suo fratellastro Goffredo il Gobbo: un matrimonio forzato e infelice che, ben presto, portò Matilde di Canossa ad abbandonare il marito per ritornare da sua madre.

Il 22 aprile del 1073, Gregorio VII venne nominato papa e in veste di maggior rappresentante della Chiesa, sostenne la lotta per le investiture: da tempo, infatti, gli imperatori avrebbero voluto imporre la propria decisione sull’elezione dei vescovi, una prerogativa che i papi rifiutavano. Per questa ragione il papa contattò fedeli signori che potessero sostenere la sua causa come Goffredo, Beatrice e la stessa Matilde, a cui fu anche chiesto di ripristinare i rapporti con suo marito, ma ancora una volta la contessa Matilde di Canossa dimostrò di non ascoltare ciò che le veniva imposto, piuttosto ciò che sentiva di fare.

Mentre i rapporti tra stato e chiesa iniziarono a incrinarsi rapidamente, soprattutto quando il papa Gregorio VII decise di scomunicare l’imperatore Enrico IV, Goffredo il Gobbo fu assassinato e gran parte dei sospetti ricaddero su Matilde di Canossa che scatenarono alcuni pettegolezzi secondo i quali avesse una relazione con il papa. La scomunica rappresentava un atto di grande rilevanza in quanto privava l’imperatore di ogni autorità, scatenando una crisi politica che trovò la sua soluzione proprio nella figura di Matilde di Canossa, la quale era sostenitrice del papa, ma anche cugina e vassalla dell’imperatore e per queste ragioni decise di intervenire per quietare la situazione. Nei mesi successivi, Matilde di Canossa perse sua madre Beatrice e si ritrovò ad amministrare un’eredità territoriale vastissima, pertanto la pace tra stato e chiesa, divenne per lei un’assoluta necessità.

Mentre il papa era ospite della contessa Matilde nel castello di Canossa, lei convinse il cugino a fare pubblica ammenda. L’imperatore implorò il perdono del papa per tre giorni e tre notti fuori dal castello, senza i simboli del potere, scalzo e vestito da umile penitente. Alla fine, grazie alla mediazione della duchessa, la revoca della scomunica arrivò. Quello di Enrico era chiaramente un pentimento di facciata, ma era indispensabile per mantenere gli equilibri politici, si trattava infatti solo del mezzo più veloce per rientrare nel pieno possesso del suo potere.

All’età di 43 anni, Matilde di Canossa, sposò il diciassettenne Guelfo il Grosso di Baviera. Ancora una volta, fu un matrimonio politico, e i due non vissero mai insieme. Nonostante i rapporti con i suoi mariti fossero stati pressoché inesistenti, Matilde era stata comunque accusata dai suoi nemici di essere una donna lussuriosa. Fra i suoi presunti amanti vennero additati anche il vescovo di Lucca, Anselmo e come già detto papa Gregorio VII. Inoltre, a lei vennero attribuiti almeno due omicidi: quello del primo marito e quello di Corrado, figlio dell’imperatore Enrico IV, avvelenato per mano di Aviano, il medico di corte fedele a Matilde.

La leggenda di Matilde di Canossa

Nel corso del tempo ha preso vita una leggenda che riguarda proprio la contessa Matilde di Canossa: si dice che la donna desiderasse il sacerdozio per le donne e probabilmente per non dirle di no, il papa recuperò del tempo, promettendole che le avrebbe permesso di celebrare una messa se avesse fatto costruire cento chiese. Lei morì a un passo dal traguardo, dopo aver fatto costruire la novantanovesima chiesa. Realtà o frutto dell’immaginazione, nel suo testamento, Matilde di Canossa lasciò tutti i suoi possedimenti al papa.
Nonostante fosse protagonista di un periodo storico, come il Medioevo, in cui la donna non ricopriva un ruolo preponderante nella società, Matilde di Canossa fu capace di imporre le sue straordinarie qualità di mediatrice e di rispettare ogni sua volontà, volontà spesso in contrasto con quelle che venivano considerate necessarie da osservare.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia.

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