Goal di Samuel Eto’o: i 3 più importanti

Goal di Samuel Eto'o: i 3 più importanti

Samuel Eto’o nasce il 10 marzo del 1981 in Camerun. Nelle strade polverose di Douala, dove la vita è in bilico, un ragazzo che gioca scalzo sogna un futuro diverso. Le sue prima scarpe da calcio – un paio di caucciù intrecciato regalate dal padre – diventano il suo talismano. Samuel corre, segna, sogna. Vuole diventare un calciatore e rendere orgogliosa la sua famiglia. Il viaggio comincia in Spagna: Leganès, Real Madrid poi Maiorca. È qui che il «Re Leone» ruggisce davvero. Giunge la chiamata del Barcellona e veste per sei anni la casacca blaugrana diventando un’icona. Conquista la stima e la fiducia dei tifosi a suon di gol e prestazioni eccezionali. Trascina la squadra dal Santiago Bernabeu all’Olimpico, dal Camp Nou allo Stamford Bridge. Il numero 9 segna di destro, di sinistro, di esterno, di testa. Segna sempre.

Nel 2009 arriva la svolta. Massimo Moratti vuole che l’attaccante approdi all’Inter. Come si convince un giocatore che ha già vinto tutto? Con la visione del presidente… e con un SMS di Marco Materazzi: «Per favore vieni qui, sei il miglior centravanti del mondo e con te vinciamo la Champions». Samuel accetta. Nel 2010 mantiene la promessa. Con la Beneamata vince Scudetto, Coppa Italia e soprattutto la Champions League. I nerazzurri di Zanetti, Sneijder e dell’instancabile Eto’o riportano la coppa a Milano dopo 45 anni. Nel 2011 arriva l’offerta che nessuno avrebbe voluto leggere: l’Anzhi Makhachkala, squadra del Daghestan, mette sul tavolo 27 milioni per l’Inter e 20 milioni a stagione per lui. Le offerte irrinunciabili esistono davvero. Eto’o ritornerà in Italia con la Sampdoria, ma prima di chiudere la sua carriera calcistica, giocherà in Inghilterra con Chelsea ed Everton. Questi sono i goal di Samuel Eto’o che sintetizzano la forza, la volontà, la sua fame di vincere contro tutto e tutti. Il Black Mamba che uccide, tramortisce e finisce. Uno che non lascia spazio alle sue prede.

I goal leggendari di Samuel Eto’o

Partita Data Tipo di goal Significato
Brasile-Camerun 19/06/2003 Potenza in corsa Vittoria storica in Confederations Cup
Barcellona-Man United 27/05/2009 Esterno destro Apertura delle marcature in finale Champions
Inter-Livorno 24/03/2010 Rovesciata Gesto tecnico di rara bellezza in Serie A

Potenza assoluta: Brasile-Camerun 0-1 (19/06/2003)

Francia, 19 giugno 2003. Lo Stade de France a Saint-Denis ospita Brasile-Camerun, gara valevole per la Confederations Cup. Il Brasile è campione del mondo, i «Leoni Indomabili» sono l’orgoglio del continente africano. Il divario sulla carta è enorme, ma la partita resta bloccata sullo 0-0. Samuel decide di cambiare la storia. Dida rinvia lungo e un centrocampista camerunense intercetta la palla. È un invito perfetto per il numero 9. Eto’o lascia rimbalzare la sfera e con una finta di corpo manda fuori tempo Lucio, uno dei difensori più temuti al mondo. Brucia sullo scatto il difensore verdeoro, lo lascia alle spalle come un’ombra e scarica un destro violentissimo che si infila in porta. È un goal che pesa ed è una vittoria di prestigio. Questa è la dimostrazione che il Camerun può guardare negli occhi chiunque. Samuel Eto’o, appena ventiduenne, si presenta al mondo come un vero predatore.

Tecnica pura: Barcellona-Manchester United 2-0 (27/05/2009)

Roma, corre l’anno 2009. Non una partita qualunque e nessuno allo Stadio Olimpico lo ignora. È la finale di Uefa Champions League: da una parte il Barcellona di Eto’o, Henry e un giovane Messi e dall’altra il Manchester United campione in carica guidato di Giggs, Rooney e Cristiano Ronaldo. Una sfida epica. I Reds partono forte e aggrediscono, provando ad imporre il proprio ritmo. Andrés Iniesta, in una delle sue classiche accelerazioni, supera Anderson e verticalizza servendo il camerunense dentro l’area. Samuel controlla. Davanti a lui c’è Nemanja Vidic, uno dei difensori più intelligenti d’Europa. Samuel lo affronta e con una finta secca lo manda fuori tempo. Prima che Van der Sar possa uscire, lo anticipa con un tiro di esterno. È uno dei goal di Samuel Eto’o più importanti della sua carriera, quello che spezza l’equilibrio. Il Barcellona prenderà il controllo del match. Per Eto’o arriva la seconda Champions. Un traguardo che certifica la sua grandezza nei momenti decisivi. Samuel, nelle finali, non sbaglia mai.

La rovesciata: Inter-Livorno 3-0 (24/03/2010)

San Siro, 30ª giornata di Serie A. L’Inter ospita il Livorno, una partita semplice, vero? In realtà non lo è affatto. Dopo mezz’ora di gioco i neroazzurri costruiscono, attaccano ma non concretizzano. Il risultato è inchiodato sullo 0-0. Lo stadio mormora. Samuel Eto’o decide di segnare il goal del vantaggio con un destro a incrociare. Il raddoppio è un pezzo di pregevole fattura. Pandev riceve palla, alza la testa e disegna un traversone morbido verso Eto’o. È troppo avanti per un colpo di testa, allora cosa si fa? Beh, l’attaccante si coordina in un istante, si avvita in una rovesciata perfetta e inventa un goal che sfida ogni logica. Il pallone batte il portiere e fa esplodere tutto lo stadio. Una rete che appartiene alla memoria collettiva di tutti gli sportivi. Questo goal di Samuel Eto’o racconta la sua qualità. Un attaccante capace di inventare con la freddezza di un «killer».

Grazie, Samu

Questi sono i goal di Samuel Eto’o: i tre più importanti, ma oltre a queste reti il camerunense è stato un giocatore ed un uomo straordinario. Un calciatore che al giorno d’oggi è difficile trovare, in un’epoca in cui tutti vogliono apparire piuttosto che essere. Lui ha sempre scelto il lavoro, il sacrificio e l’abnegazione. Ha combattuto guerre silenziose, spesso lontane dai riflettori. La più importante? Quella contro il razzismo. È stato un punto di riferimento fuori dal campo. Ha denunciato, ha protestato e portato rispetto. Ha trasformato la sua voce in un’arma pacifica. Un giocatore da amare per la sua integrità. La sua citazione più grande? «Corro come un nero, per vivere come un bianco». Sintesi di una vita passata ad inseguire un sogno più grande delle barriere e dei pregiudizi. A voi, le altre più libere interpretazioni.

Fonte immagine: Depositphoto

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