C’è un posto a Napoli in cui il calcio si riprende la sua essenza più pura, senza contratti milionari e business televisivi, tornando alla passione della strada e all’autenticità dello street football. Quel posto è lo Scugnizzo Liberato, ex carcere minorile nel cuore di Salita Pontecorvo dove, tra i vari eventi legati allo sport sociale organizzati dalla comunità che lo gestisce, spicca la Scugnizzo Cup. Nato per divertimento come torneo di calcio dilettantistico, questo torneo di calcio è diventato un appuntamento imperdibile per gli appassionati. Scopriamo insieme questo evento calcistico nato dal popolo nel cuore di Napoli, diventato un vero e proprio simbolo di inclusione sociale.
| Caratteristica del Torneo | Dettagli Scugnizzo Cup |
|---|---|
| Location | Napoli, ex carcere minorile Filangieri (Scugnizzo Liberato) |
| Periodo di Svolgimento | Mesi estivi (giugno e luglio, partite serali) |
| Formato Sportivo | Calcio a 5 (limite massimo di 32 squadre) |
| Scopo dell’Evento | Totalmente no profit, beneficenza e autofinanziamento sociale |
Cosa devi sapere sulla Scugnizzo Cup
Il torneo si svolge interamente a Napoli, nel cortile dello Scugnizzo Liberato nell’ex carcere minorile Filangieri, ristrutturato e adibito a campo di calcio a 5. Proprio il campo è una delle caratteristiche portanti del torneo: piccolo, circondato da mura e sovrastato dai ballatoi. Questa situazione crea un’atmosfera unica, in cui il pubblico – sempre caldissimo – si stabilisce proprio sui ballatoi, sui balconi e addirittura a ridosso delle linee laterali del campo.
La Scugnizzo Cup solitamente ha luogo nei mesi estivi, tra giugno e luglio, con partite serali per evitare il caldo, tipico del periodo.
Il torneo nasce inizialmente come una “sfida” amichevole tra i diversi quartieri (“rioni”) della città partenopea (da qui squadre che prendono il nome di Montesanto, Materdei, Rione Sanità, Quartieri Spagnoli…), e vi partecipano ragazzi di quartiere, talvolta giovanissimi, o atleti che giocano in categorie minori del calcio a 5 regionale, favorendo una sana aggregazione giovanile.
Negli ultimi tempi, le squadre hanno adottato i nomi dei club più blasonati del calcio mondiale (Manchester City, Bayern Monaco, Galatasaray…), indossandone anche le divise (più o meno accurate): l’anima delle rose, però, resta tendenzialmente legata alla provenienza dei ragazzi, degli stessi quartieri.
Dato il grande successo del torneo, si è reso necessario porre un limite di 32 squadre partecipanti, per evitare che lo stesso si protraesse troppo a lungo. Considerando che nacque come una “scommessa”, il successo avuto è straordinario.
In ultimo, ma non per importanza, c’è da sapere che il torneo è interamente “no profit”: nessuno scopo di lucro e, anzi, una forte impronta di solidarietà: i ricavati del torneo e delle varie iniziative collaterali spesso vengono devoluti a progetti sociali e di beneficenza sul territorio, oltre che per autofinanziare altre iniziative dello Scugnizzo Liberato, tra cui la scuola calcio popolare per i bambini di quartiere che non possono permettersi quelle private.

Dai vicoli al web: il fenomeno mediatico della Scugnizzo Cup
L’energia che si respira in queste partite ha ormai abbondantemente valicato i confini dell’ex carcere, trasformando il torneo in un vero e proprio fenomeno mediatico, vantando numeri importanti che fanno invidia anche alle competizioni professionistiche.
Il solo canale Youtube dell’evento, che mostra sintesi delle partite, highlights e altri contenuti simili a quello allegato, registra migliaia di visualizzazioni; i canali Instagram e Facebook, invece, contribuiscono a tenere costantemente attiva e viva la community, coinvolgendo anche creator per arricchire lo storytelling.
L’evento ha inoltre catturato l’interesse della stampa e dei media tradizionali: testate locali, regionali e nazionali (ad esempio la RAI) hanno acceso i riflettori sulla competizione.

