456 di Mattia Torre: una famiglia senza futuro al Teatro Vascello

456 di Mattia Torre

Lo spettacolo 456 di Mattia Torre, in scena al Teatro Vascello di Roma, si apre su una bella cucina di una casa di campagna curata nei dettagli. Il sipario è già sollevato quando il pubblico entra in sala, e questo permette di immergersi fin da subito nell’atmosfera. Una tavola ben apparecchiata, una pentola che fuma sul fuoco, un vassoio colmo di frutta secca: tutto suggerisce l’idea di un focolare accogliente, di un ambiente familiare sereno ed è facile desiderare di essere invitati a cena.

Informazioni e cast dello spettacolo 456 di Mattia Torre

Dettaglio Descrizione
Autore e Regia Mattia Torre
Cast Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino, Giordano Agrusta
Genere Commedia grottesca / dramma familiare
Sede Teatro Vascello, Roma
Temi chiave Famiglia tossica, isolamento, aggressività, rito

Ma l’ingresso dei tre protagonisti cambia radicalmente il tono. I loro movimenti sono nervosi e pieni d’ira, sbattono degli oggetti, si provocano l’un l’altro e mugugnano. L’aria si appesantisce, si riempie di tensione, e quella casa così curata si trasforma immediatamente in un ambiente claustrofobico. È questo il mondo della famiglia di 456: un microcosmo isolato, chiuso, deformato da anni di abitudini tossiche e violenze psicologiche.

La trama di 456 ruota attorno all’attesa spasmodica di un ospite misterioso, una figura da cui sembra dipendere la felicità e il futuro dell’intera famiglia. L’evento assume i contorni di un rito: il ricco menù è pronto da giorni, i dialoghi sono studiati e ripetuti come in una recita. Ognuno ha un ruolo preciso e battute precise da ricordare a memoria per non compromettere l’esito di un incontro che appare tanto decisivo quanto inquietante.

In questa famiglia l’aggressività è parte integrante della quotidianità: è psicologica, ma anche fisica, e si manifesta in ogni scambio, in ogni sguardo. I tre personaggi vivono uno contro l’altro, ingabbiati in un tempo sospeso e pesante, fatto di attese infinite, paure irrazionali e frustrazioni sedimentate.

La loro è la caricatura grottesca e surreale di una famiglia in un’Italia arretrata e portata all’estremo: ignorante, gretta, chiusa, senza prospettive. Parlano un dialetto completamente inventato, un linguaggio quasi primordiale che contribuisce a creare un senso di isolamento totale dal resto del mondo e che, allo stesso tempo, diventa cifra stilistica e simbolica del testo di Mattia Torre.

I personaggi di 456

I protagonisti dello spettacolo 456 di Mattia Torre in scena
I protagonisti di 456 (credits to: Alessandro Cecchi)

Il padre, interpretato da un bravissimo e vigoroso Massimo De Lorenzo, è la figura più dura e disturbante: rabbioso, diffidente, un patriarca padrone. Umilia la moglie in continuazione, e limita il figlio in ogni possibile tentativo di affermazione personale. È un uomo consumato dalla paura del cambiamento, dalla miseria emotiva, e dalla necessità disperata di difendere lo status quo. Il suo più grande desiderio è assicurarsi una degna sepoltura poiché la morte è l’unica certezza della vita.

La madre, portata in scena dalla straordinaria Cristina Pellegrino, rassegnata e confusa, cerca di assecondarlo come può. Anche lei è prigioniera di una realtà gretta e deprimente, dalla quale non riesce a emergere e che anzi ha accettato per quieto vivere. Si aggrappa ossessivamente all’obiettivo di recuperare una tiella perduta, simbolo e ricordo di giorni più felici.

Il figlio, diciannovenne ma già invecchiato dall’immobilismo, è un ispirato Carlo De Ruggieri. È l’unico della famiglia che prova timidamente a immaginare un futuro diverso. Chiede del denaro, una parte del “gruzzoletto” per andare a lavorare a Roma da un cugino, e sogna una via d’uscita dalla famiglia tossica in cui è intrappolato. Il padre, in modo molto pesante, deride ogni suo desiderio, castra i suoi sogni, e cancella ogni possibilità di cambiamento.

Un testo potente, crudele, grottesco

Il testo di 456 è potentissimo: surreale, grottesco, violento. Mattia Torre sa far ridere e soffrire allo stesso tempo. A tratti si ride di questa famiglia così diversa con i suoi rituali un po’ tribali, come il mantenimento del sugo perpetuo della nonna morta da quattro anni o il lancio delle noci per zittire il cucù del pendolo.

Ma sotto quella comicità surreale si avverte un’inquietudine e un “rodersi dentro” che non smette mai di crescere: davvero non c’è speranza, non c’è evoluzione, non c’è futuro per queste persone imprigionate in sé stesse? Lo spettacolo è una lenta implosione, che conduce inevitabilmente al compimento dell’unico destino possibile: la morte è l’unica via d’uscita per tutti loro.

Informazioni pratiche

456 al Teatro Vascello

  • Date: Dal 24 febbraio al 1° marzo 2026
  • Orari: Dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 19 e ore 21.15, domenica ore 17
  • Scritto e diretto da: Mattia Torre
  • Con: Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino e con Giordano Agrusta
  • Scene: Francesco Ghisu | Costumi: Mimma Montorselli
  • Produzione: Marche Teatro / Nutrimenti Terrestri / Walsh
  • Biglietti: A partire da 20€ con possibilità di riduzioni

Fonte immagini: ufficio stampa (credits to: Alessandro Cecchi)

Articolo aggiornato il: 27 Febbraio 2026

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