Mario Martone porta in scena al Teatro Vascello il testo Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo di Fabrizia Ramondino, in programma fino al 19 aprile.
Non ho niente da dire in questo secolo. Non ho niente da dire.
Io sono e sòno, solo questo. Io sono.
Mario Martone mette in scena al Teatro Vascello Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo, uno dei testi più emblematici di Fabrizia Ramondino, della quale trent’anni fa aveva già rappresentato Terremoto con madre e figlia.
Indice dei contenuti
Mario Martone e Fabrizia Ramondino: un sodalizio artistico
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Titolo opera | Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo |
| Regia | Mario Martone |
| Autrice | Fabrizia Ramondino |
| Protagonista | Lino Musella |
| Sede | Teatro Vascello, Roma |
La rappresentazione vede la collaborazione della sceneggiatrice Ippolita di Majo che ha curato l’edizione Einaudi dei testi teatrali della Ramondino.
«A distanza di trent’anni dalla messa in scena di Terremoto con madre e figlia sono felice di portare all’attenzione degli spettatori un altro suo testo, Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo, che spero contribuisca a mettere in luce Fabrizia Ramondino come autrice della nostra contemporaneità. Le sue prose come il suo teatro esplorano coraggiosamente sentieri espressivi che oggi vengono praticati dagli autori e autrici più interessanti; credo che Fabrizia sia stata una precorritrice», ha commentato il regista Mario Martone.
Lino Musella è il protagonista, un compositore che, dal chiuso della sua stanza, si confronta – nell’ordine – con la madre, la moglie, la figlia e il fidanzato della figlia interpretati rispettivamente da Iaia Forte, Tania Garribba, Giorgio Pinto, India Santella, Matteo De Luca.
Il testo di Fabrizia Ramondino tra poetica e teatro
Fabrizia Ramondino è una scrittrice nata a Napoli e cresciuta apolide a causa dei continui trasferimenti della famiglia. Ha esordito con il romanzo Althénopis, in cui riflette sul ruolo della donna e della femminilità nella storia, e ha raggiunto la maturità artistica con L’isola riflessa, opera in cui accosta con sapienza il mito e la realtà, alla ricerca del seme recondito e primitivo delle cose; come l’infanzia, come la semantica, come la follia dell’uomo e la sua irrisolvibile solitudine.
Il testo fa parte della raccolta Teatro pubblicata da Einaudi con la curatela di Ippolita Di Majo, che comprende i quattro lavori teatrali inediti della scrittrice napoletana:
- Tredici metri di stoffa turchese per foderare due divani (1991)
- Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo (1993)
- Senese con masso, vagabondo, gitanti (1994)
- Caffè degli Specchi (1995)
La curatrice nell’introduzione al volume scrive: «La voce del teatro coincide a tratti con la voce della follia. […] I personaggi che prendono vita dalla sua penna stanno sul bordo di territori della mente inesplorabili».
La messinscena al Teatro Vascello di Roma
Il compositore, interpretato da Musella con estrema intensità, semplicemente è e suona, e le due cose quasi coincidono. È perché suona, parla con parole che mette in fila come fossero note musicali e intesse relazioni con strumenti.

Il ruolo della musica e il conflitto interiore
Orchestra la sua vita come orchestra i suoni e si interroga su quale sia il primo suono che ha udito al mondo, appena nato. Pensa, quindi suona. Suona quindi pensa e smette di essere. Smettere di essere e smettere di creare sono due fasi che nella vita di un artista arrivano quasi sempre insieme. E arrivano, in genere, come arriva la crisi di mezza età. Non c’è scampo.
Un tempo la madre lo ha portato nel grembo, al riparo da ogni rumore e da ogni imbarazzo; un tempo tra lui e la moglie c’era un cerchio magico; un tempo il cerchio magico ha messo al mondo una figlia bella e desiderata. Adesso il compositore non ha più niente da dire a questi tre strumenti musicali che hanno trasformato la sua vita e la sua musica. Solitudine e incomunicabilità sono le due uniche compagne di vita che gli restano; la sua lingua sembra corrotta dalla confusione, il suo pensiero è imbalsamato dal disincanto e l’arte paralizzata dal disorientamento.
Il cast e la struttura dello spettacolo
Il testo di Fabrizia Ramondino è un monologo che, di volta in volta, si fa dialogo, quando il protagonista interagisce con i suoi affetti; il suo parlare è una corolla di parole scelte, quasi sempre con più livelli di lettura, che fa la spola tra il mondo interiore e il mondo esteriore. Tutto quello che succede nella sua mente trova una collocazione sul palcoscenico, facendosi al tempo stesso elemento del racconto e suggestione emotive per il compositore e per lo spettatore.

In un mondo di figuranti allegri e chiassosi, il compositore non ha niente da dire. Ha da suonare i suoi strumenti, ha da coltivare il suo mondo interiore nel disincanto di chi sa che nessuno riuscirà a comprendere ciò che sente. Ha da tollerare le velleità e la pochezza della vita della madre, della moglie e della figlia, distratte dai fatterelli insignificanti nei quali le tre donne annacquano la loro vita.
«Lo dobbiamo salvare questo mondo», tuona agli spettatori davanti a sé. «Lo possiamo salvare? Lo dobbiamo salvare questo mondo?», si chiede subito dopo.
Programmazione e prossimi spettacoli al Teatro Vascello
Stanza con compositore sarà in scena fino al 19 aprile. La stagione del Teatro Vascello continuerà con tre spettacoli della “autentica irregolare di scena” Eleonora Danco, in programma dal 22 al 30 aprile, seguiti da Le baccanti nella riscrittura di Marco Isidori, dal 5 al 10 maggio, e dal Casanova di Fabrizio Sinisi dal 13 al 17 maggio. A chiudere la stagione 25/26 sarà La vegetariana tratto dal romanzo di Han Kang Premio Nobel per la letteratura 2024.
Per info e prenotazioni: https://www.teatrovascello.it/2025/06/07/stanza-con-compositore-donne-strumenti-musicali-ragazzo/
Foto fornite dall’ufficio stampa.

