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Quarta serata del Roma Fringe Festival 2026 tra fine e follia

Alla quarta serata del Roma Fringe Festival 2026, il Teatro Vascello ha accolto una nuova tappa del concorso dedicato alla scena indipendente delle arti performative. Tra gli spettacoli in programma, Fine di Gianluca Zaccaria e Castagne Matte di Denis Fontanari e Carlo Orlando: due lavori differenti, accomunati dal tentativo di attraversare ciò che normalmente spaventa, disorienta o lascia senza parole il pubblico del teatro contemporaneo.

Dal 13 al 24 luglio, il Roma Fringe Festival 2026 torna nella città di Roma Capitale con la sua quattordicesima edizione e trova nel Teatro Vascello la propria dimora. Diretto artisticamente da Fabio Galadini, il Festival continua a rappresentare uno dei principali osservatori italiani dedicati al teatro indipendente, alle nuove drammaturgie e alle forme sceniche che difficilmente trovano spazio nei circuiti più tradizionali della drammaturgia contemporanea.
Quindici spettacoli in concorso compongono un programma attraversato da linguaggi, temi e sensibilità differenti. Durante la fase eliminatoria, ogni serata propone tre rappresentazioni, offrendo al pubblico la possibilità di confrontarsi con esperienze teatrali molto diverse tra loro. L’edizione 2026 amplia inoltre il proprio raggio d’azione con una sezione dedicata alla stand-up comedy.

Dettaglio Evento Informazione
Rassegna Roma Fringe Festival 2026 (Quattordicesima Edizione)
Date di Svolgimento dal 13 al 24 luglio 2026
Location Teatro Vascello, Roma
Direzione Artistica Fabio Galadini
Prezzo Biglietto 12 euro

Fine: abitare ciò che resta alla quarta serata del Roma Fringe Festival 2026

Spettacolo Fine al Roma Fringe Festival 2026
Fine

Scritto e interpretato da Gianluca Zaccaria, con la presenza musicale di Lo Straqen, Fine prende una parola apparentemente definitiva e la trasforma in uno spazio da esplorare. La conclusione non viene rappresentata soltanto come perdita o annullamento, ma come una soglia: il punto in cui ciò che si conosceva smette di essere noto e spinge a domandarsi che cosa possa ancora esistere.
Il lavoro procede come un rito essenziale, sospeso tra parola, corpo e musica. Più che raccontare una storia lineare, invita lo spettatore a sostare nell’incertezza senza affrettarsi a riempirla. Ogni fine impone una separazione tra ciò che si era e ciò che si potrebbe diventare. Il lutto, il cambiamento e la trasformazione non sono eccezioni alla vita, ma processi attraverso i quali l’identità viene continuamente riscritta. La quarta serata del Roma Fringe Festival 2026 è sì intrattenimento, ma anche profonda riflessione. Fine sembra suggerire che tra la conclusione e un nuovo inizio esista uno spazio fragile, nel quale non si sa ancora chi o cosa si diventerà. Il vuoto, allora, può essere una risposta o una possibile parentesi di respiro all’interno del palcoscenico?

Castagne Matte: raccontare la follia senza definirla

Scena dello spettacolo Castagne Matte
Castagne Matte. Foto di Matteo De Stefano

Di natura diversa, ma altrettanto complesso, è Castagne Matte, scritto da Denis Fontanari e Carlo Orlando, interpretato da Fontanari insieme a Candirù, autore anche delle musiche originali.
Lo spettacolo attraversa la storia della psichiatria, le trasformazioni avvenute dopo la chiusura dei manicomi (ispirandosi ai principi introdotti da Franco Basaglia e dalla legge 180) e le contraddizioni ancora presenti nel modo in cui la società guarda alla sofferenza mentale. Non tenta di stabilire una linea netta tra normalità e follia, ma mostra quanto quel confine sia stato spesso costruito, modificato e utilizzato per separare chi poteva essere accolto da chi doveva essere allontanato. Parole e musica diventano strumenti per dare forma a un materiale complesso, nel quale si incontrano memoria storica, linguaggio clinico, istituzioni e vite individuali. Il merito di Castagne Matte è quello di non ridurre la malattia mentale a un elenco di sintomi e di non trasformarla in semplice spettacolo. Alla quarta serata del Roma Fringe Festival 2026 la follia viene avvicinata come un’esperienza umana che resiste alla comprensione completa. Quanto del bisogno umano di classificare nasce davvero dal desiderio di aiutare e quanto, invece, dalla paura di ciò che non si riesce a controllare nei contesti sociali?

Il programma del Roma Fringe Festival 2026

Con spettacoli come Fine e Castagne Matte, il Roma Fringe Festival 2026 alla sua quarta serata conferma la propria vocazione: offrire spazio a lavori capaci di rischiare, sperimentare e affrontare temi che raramente ammettono risposte semplici. Il Festival prosegue al Teatro Vascello fino al 24 luglio, quando i tre spettacoli selezionati dalla giuria del circuito Zona Indipendente si confronteranno nella serata finale.

Il programma completo del Roma Fringe Festival 2026, gli aggiornamenti e i biglietti sono disponibili sul sito ufficiale.

  • Biglietto: 12 euro
  • Prenotazioni: [email protected]
  • Contatti telefonici: 06 5881021 – 06 5898031

Fonte immagini: fornite da Ufficio Stampa e foto di Matteo De Stefano

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