Il manga, il celebre fumetto nato in Giappone, ha ormai conquistato il pubblico globale, affermandosi come un vero e proprio genere letterario e artistico capace di radunare milioni di appassionati di fumetti e di anime. Storie celebri come One Piece, Death Note e L’Attacco dei giganti sono entrate nell’immaginario collettivo e nelle case di lettori di ogni generazione. Eppure, pochi sono a conoscenza della tecnica grazie alla quale i maestri e autori riescono a trasformare le proprie idee e imprimerle nella carta sotto forma di tavole intricatissime. Se anche tu hai voglia di cimentarti in questa bellissima arte legata all’illustrazione, oggi esploreremo insieme quattro medium dei mangaka che ogni aspirante autore dovrebbe assolutamente padroneggiare per i propri sketch.
| Categoria Strumento | Medium Principale | Scopo nell’Opera |
|---|---|---|
| Base delle Tavole | Carta Kent / Carta Tachikiri | Garantire tratti senza sbavature e rispettare i riquadri editoriali. |
| Riempimento e Texture | Retini (Screentones) | Creare ombreggiature grigie ed effetti speciali. |
| Contorni e Dettagli | Maru-pen / G-pen | Ricalcare le figure con inchiostro nero vivido. |
| Colorazione (Copertine) | Marker Copic / Ohuhu / Polychromos | Aggiungere impatto realistico e immersivo tramite l’uso del colore. |
Indice dei Contenuti
I medium dei mangaka: gli strumenti che non devono mancare sulla tua scrivania
La base delle tavole
Partendo dalla carta, si utilizzano fogli dalla grammatura spessa (circa 150-170 g) e liscia, come quella di tipo Kent, che ha una superficie non porosa, ideale per tratti senza sbavature. Una volta che si ha padroneggiato lo spessore della carta, ci si può cimentare nel tipo più specifico e fatto apposta per i fumetti e per l’editoria giapponese: la carta tachikiri, dal giapponese “riquadro di taglio”, perché ogni foglio presenta dei riquadri preimpostati e una righellatura graduata sui quattro lati.
Il medium dei mangaka per eccellenza

Gli screentones o retini sono un altro elemento immancabile, specialmente per conferire profondità alle atmosfere di opere shonen o shojo. Non sono altro che dei fogli trasparenti su cui sono stampati dei pattern o texture (come puntini, sfumature, linee, ecc.) da ritagliare secondo il proprio gusto e applicare alla tavola per creare ombreggiature grigie ed effetti speciali. Ne esistono di tantissimi tipi e ognuno ha un utilizzo specifico.
Il tratto penna o multiliner
I contorni delle figure vengono ricalcati tramite le penne da tratto, essenziali nella delicata fase dell’inchiostrazione: dei pennini dalle punte sottilissime in metallo e dall’inchiostro nero molto vivido che non sbava, come la maru-pen, che permette di creare dettagli senza macchiare il foglio. Per i principianti, o per chi vuole esercitarsi come un vero mangaka professionista, si consiglia invece la G-pen, dal tratto flessibile che consente di creare anche linee più spesse.
La colorazione

Per concludere, passiamo al capitolo più ampio e atteso: quello dedicato ai colori. Infatti, nonostante i manga siano stampati in bianco e nero, moltissimi artisti utilizzano i colori per alcune tavole o le copertine delle proprie opere, creando un impatto più realistico e immersivo. Esistono tantissimi medium, a partire dai più famosi Copic, i pennarelli ad alcool in tantissime gradazioni di colore e che esistono anche in set fatti apposta per il disegno manga, fino ai pennarelli acrilici, le matite acquarellabili e quelle normali professionali, come le Polychromos della Faber-Castell. I colori che si prestano meglio in assoluto per il manga, però, sono decisamente i pennarelli a base alcolica, che permettono di ricalcare il tratto più volte senza bagnare la carta e rovinarla; ma non temete, non dovete per forza spendere un rene per i Copic. Sul mercato, infatti, esistono alternative ugualmente valide e a prezzi accessibili, come i marker di Ohuhu, disponibili su Amazon, e quelli di Arrtx, un marchio che offre una vastissima gamma di medium, perfetti sia per chi ha già dimestichezza che per chi è neofita.
Fonte immagine in evidenza: Anna Krupa/pexels.com

