Conto corrente: le proposte specifiche per l’utenza under 35

Molti prodotti dell’ambito bancario sono dedicati a specifici gruppi di utenti identificati dalle banche in base a determinati criteri; uno di quelli più usati è la fascia anagrafica di appartenenza. Gli istituti bancari infatti suddividono di solito l’utenza in tre grandi gruppi: fascia anagrafica giovane (soggetti under 35), fascia anagrafica adulta (over 35) e fascia dei percettori di pensione (over 65). Questa suddivisione è dettata dal fatto che ogni fascia anagrafica ha specifiche esigenze ed è quindi logico offrire prodotti ad hoc

Un esempio a tal proposito è il conto corrente giovani Crédit Agricole, un conto online caratterizzato da agevolazioni per l’utenza under 35 come per esempio l’azzeramento del canone del conto e del canone della carta di debito, buoni regalo, spese ridotte ecc. 

Conto corrente: le problematiche della fascia anagrafica under 35

Nella fascia anagrafica 18-35 anni possiamo individuare due macrocategorie: studenti e giovani lavoratori. 

La fascia studentesca è ampia poiché comprende sia coloro che frequentano ancora la scuola superiore (18-19enni) sia gli studenti universitari. 

Anche la fascia dei giovani lavoratori è piuttosto ampia e variegata perché include sia coloro che sono entrati da pochissimo nel mondo del lavoro (alcuni si trovano nella fase dell’apprendistato), sia giovani lavoratori autonomi, sia lavoratori a tempo determinato o indeterminato. 

Per tutte queste persone, il conto corrente è uno strumento che nella pratica è indispensabile, perché sarebbe di fatto impossibile gestire le transazioni finanziarie che caratterizzano la vita quotidiana: acquisti nei negozi fisici e online, pagamenti vari, accredito dello stipendio ecc. 

Si deve però considerare che per molti giovani le disponibilità economiche sono più ridotte rispetto a quelle che caratterizzano la fascia over 35. Occorre quindi un prodotto che sia funzionale, ma allo stesso tempo poco costoso ed è qui che entrano in gioco i conti correnti under 35. 

Conti correnti online under 35: convenienza e praticità 

Le minori disponibilità economiche dell’utenza giovane hanno spinto le banche a creare prodotti ad hoc che si caratterizzano per la loro convenienza; si tratta infatti di solito di conti denominati “zero spese” che prevedono l’azzeramento del canone del conto e spesso anche del canone della carta di credito. L’azzeramento può essere temporaneo oppure permanente in presenza di determinate condizioni (per esempio se sul conto si dispone l’accredito dello stipendio). 

Altri incentivi sono rappresentati dalla gratuità di alcune operazioni e dalla riduzione dei costi di altre. Possono anche essere previste promozioni speciali come appunto i già citati buoni spesa oppure particolari sconti. 

Non si deve poi sottovalutare che questi conti sono di norma prodotti gestibili online, quindi utilizzando uno smartphone o un altro dispositivo connesso a Internet; sono quindi strumenti molto pratici che permettono di risparmiare molto tempo. 

Conti correnti online: l’aspetto della sostenibilità

L’attenzione alla sostenibilità ambientale è un aspetto al quale viene data da anni una crescente importanza e ciò è particolarmente vero per le generazioni dei più giovani, sempre più impegnati da questo punto di vista. 

Il conto online è sotto questo aspetto una proposta interessante dato che è un prodotto paperless e che evita anche diversi viaggi con i mezzi di trasporto pubblici o privati (non c’è bisogno di recarsi in banca per effettuare un’operazione). 

In ultima analisi quindi un conto corrente under 35 risulta una scelta che vale la pena di considerare sotto diversi punti di vista se si rientra nella fascia anagrafica in questione.  

 

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Il dipartimento delle Finanze ha diffuso i dati sulla diffusione dei regimi agevolati scelti dalle persone fisiche nel corso del 2017, da cui si nota un forte incremento di aperture di regime forfettario al posto di quello ordinario. Il "popolo" delle partite Iva in Italia ha deciso: il regime forfettario è il sistema migliore per la gestione delle propria (piccola) attività. È questo il messaggio più chiaro che arriva dal puntuale aggiornamento realizzato dall’Osservatorio insediato presso il dipartimento delle Finanze, che ha diffuso un report con le informazioni definitive sulle decisioni assunte nel corso dello scorso anno. Le adesioni al regime forfettario I numeri parlano chiaro: più di 182 mila soggetti, su un totale di 512 mila nuove aperture in proprio sia a livello imprenditoriale che professionale registrate nel Paese, hanno optato per il sistema "forfettario", vale a dire più del 35 per cento del totale, a conferma di come il metodo abbia un appeal crescente. Per fare un paragone, nel 2016 questa tipologia rappresentava "solo" il 27 per cento delle nuove posizioni, con un dato quantitativo stimato in 165 mila soggetti. I requisiti L'analisi si sposta dal piano quantitativo a quello qualitativo quando prova a chiarire le motivazioni del successo di questo regime, individuate innanzitutto nelle imposte ridotte di cui beneficia chi è in possesso dei requisiti per beneficiare del sistema agevolato. Come spiega anche l'approfondimento del blog di Danea, tra i requisiti per il regime forfettario 2018, validi dunque anche per questo anno fiscale, c'è innanzitutto il vincolo dei ricavi e compensi, che a seconda della attività esercitata può andare da una soglia di 25 mila fino ai 50 mila euro. Vantaggi e semplificazione In termini pratici, poi, il grande vantaggio principale che funge da calamita per accedere al regime agevolato sono le imposte ridotte, ma non bisogna trascurare gli aspetti legati alla semplificazione degli adempimenti fiscali e burocratici: giusto come citazione veloce, si deve ricordare che i professionisti rientranti in minimi e forfettari non devono compilare gli studi di settore né inviare lo spesometro, né tanto meno sono soggetti allo split payment. Niente obbligo di fatturazione elettronica Proprio nelle ultime settimane, inoltre, durante l'evento Telefisco (organizzato dal Gruppo 24 Ore) è stato possibile appurare che i sistemi agevolati saranno esclusi anche dall’obbligo di fatturazione elettronica tra privati che prende il via nel 2019, anche se invece sono sottoposti regolarmente alle norme che regolano l’e-fattura verso le Pa (e, allo stesso modo, sono obbligati a ricevere il documento digitale in scambi tra privati in qualità di fornitori). Una flat tax Insomma, il sistema si poggia su leve che attraggono i soggetti con Partita Iva, al punto che nei giorni scorsi Il Sole 24 Ore si è spinto a parlare di "flat tax sui redditi delle persone fisiche", descrivendo i risultati del regime forfettario e, soprattutto, mettendo in relazione il sistema con la sua caratteristica di base, ovvero la presenza di un’imposta sostitutiva del 15 per cento. Un appeal crescente Sempre nello stesso articolo, poi, si invita a non misurare l’appeal del regime forfettario soltanto con le nuove aperture, segnalando le distinzioni con il vecchio regime dei minimi (in quest'ultima tipologia la flat tax è ancora più bassa, fissata al 5 per cento, ma le adesioni sono terminate nel 2016): con il forfettario è infatti possibile anche il "cambio in corsa", ovvero il passaggio durante l'anno da un regime ordinario e semplificato, "in cui comunque si applica l’Irpef ad aliquota progressiva con tanto di addizionali locali, ma anche l’Irap (se c’è il requisito dell’autonoma organizzazione) e l’Iva".

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