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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 496 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

BaccalàRe, torna lo street event sul lungomare Caracciolo

Sabato 19 maggio il sindaco Luigi De Magistris ha tagliato il nastro di inaugurazione di BaccalàRe 2018, dando inizio alla seconda edizione dello street event. Il taglio ha sancito l’apertura di una kermesse che fin dall’inizio si è presentata come un’esplosione di magia e di eleganza, una perfetta sinergia tra il profumo delicato della brezza del mare e un incantevole allestimento di tavoli e piatti variegati dallo stile decisamente gourmet nell’area Lounge Bar. Uno stile raffinato per un’estetica della cucina, unita a sapori prelibati, sono state le chiavi imprescindibili di una kermesse suggellata dallo splendido panorama notturno del golfo di Napoli, che con le sue luci ha armonizzato un’atmosfera di una moderna festa in riva al mare con i gusti soavi ed eterogenei del baccalà preparato in vari modi, caratterizzato da una fresca potenza tradizionale. L’evento si protrarrà fino a domenica 27 maggio con apertura dalle ore 12 fino alle 24, con l’obiettivo da parte degli organizzatori di raggiungere le 400.000 presenze. BaccalàRe, uno sguardo moderno per una nuova concezione dell’arte della cucina e per un nuovo modello di impresa Lo street event BaccalàRe ha l’onore di ospitare importanti chef stellati, tra cui gli chef Luciano Villanidi “Acquapetra “, Peppe Misuriello della “Locanda Severino”, Luigi Salomone di “Piazzetta Milu” e Salvatore Bianco de “Il comandante”, che si esibiscono in uno showcooking, nel quale il baccalà è il protagonista in tutta la sua leggerezza e il suo sapore prelibato. Nella area privata invece, si  svolgono degustazioni di piatti gourmet e vini bianchi e rossi a mescita del Consorzio Vini Vesuviani, in cui il baccalà è il cuore pulsante del gusto. I piatti sono imbanditi su una tavola ai lati dell’area Lounge Bar e sono serviti come aperibaccalà in prodotti di posateria esclusivamente ecocompatibili. Sono allestiti su un tavolo assortimenti tra i più disparati che incoronano il baccalà come una specialità tra le più poliedriche ed eclettiche: all’interno di vaschette dall’aspetto minimalista, ci sono degustazioni di tubettoni con baccalà, piselli e stracciata di bufala; baccalà scottato con scapece di verdure e nocciole tostate; parmigiana di baccalà; baccalà alla napoletana; zuppa di cozze con baccalà; filetto di baccalà su crema piselli con ribes e mentuccia; baccalà con pomodorini e peperoncini verdi; baccalà in olio cottura con crema di patate al limone, puntarelle e camomilla. Non poteva mancare, in questo scambio di novità e tradizione, anche la mitica pizza fritta, che Sorbillo con un tocco di sperimentazione ha deciso di modificare, unendo i classici ingredienti, cioè sugo di pomodoro e ricotta, con quello del baccalà. L’area Lounge Bar si presenta agli occhi dei visitatori come un piccolo rettangolo di eleganza, inebriato dall’odore del mare, circondato da suoni, sapori, emozioni che trascendono la sola arte della cucina. I deliziosi piatti gourmet, le commistioni di sapori mediterranei, una miscela di gusti freschi e raffinati regalano uno stato di  ebbrezza al gusto: l’anima di una cucina povera, che viene ripensata come cucina dal tenore artistico, si amalgama perfettamente alle performance di body art che si svolgono ai lati dello spiazzo, […]

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Touring Club italiano e Fondazione Giambattista Vico insieme per ricordare il filosofo

È una splendida domenica di sole quella del 20 maggio a Napoli, quando la Fondazione “Giambattista Vico”, in collaborazione con la sezione campana del Touring Club italiano, invita la città a festeggiare il “suo” filosofo, testimonial di spicco e d’eccezione dell’edizione corrente del Maggio dei Monumenti napoletano. Il pensatore partenopeo, autore de “La Scienza Nuova”, è al centro di un evento culturale di rilievo, dal titolo invitante: «La discoverta dei luoghi vichiani e la dieta mediterranea». L’orario per il raduno dei partecipanti, tanti e devotamente interessati, è stato fissato per le 10:45 in Piazzetta San Biagio, piccola oasi in un limpido slargo all’incrocio tra San Gregorio Armeno e San Biagio dei Librai. La prima parte della giornata di studi si è svolta in forma di visita guidata: la “discoverta” dei luoghi di Vico comincia, infatti, in via San Biagio numero 31, casetta modesta in cui Vico nacque il 23 giugno 1668, avvenimento immortalato da una lapide in marmo voluta da Benedetto Croce trecento anni dopo e tuttora posta a imperitura memoria. In un solo, magnifico slargo, Napoli offre ben due chiese, che esemplificano il continuum che le unisce essendo comunicanti tra loro: si inizia da quella di San Biagio Maggiore, e quasi ci si ritrova catapultati nel tempo al 24 giugno 1668, giorno del battesimo del piccolo Giambattista, di appena un giorno di vita. Viene subito spiegato ed opportunamente sottolineato che le due chiese, ora sedi della Fondazione, sono state riaperte nel 2006 dopo quarant’anni di chiusura, durante i quali versavano entrambe in condizioni pietose. Touring Club italiano ricorda Giambattista Vico Riesce difficile immaginarne i tempi bui visitando queste chiese adesso in tutto il loro splendore, messo in risalto dalle favolose maioliche che ne costituiscono i pavimenti lavorati in un tripudio di forme e colori. Si continua con la chiesetta attigua di San Gennaro all’Olmo, così chiamata per la probabile presenza di un albero omonimo oggi scomparso. È qui che si è svolto il convegno vero e proprio, che può vantare due speaker di riguardo: il professor Fabrizio Lomonaco, esperto vichiano presso la Facoltà di Filosofia della “Federico II”, e la professoressa Adriana Oliva, docente di Biochimica all’Università “Luigi Vanvitelli”. «Poeta dell’alba» è espressione richiamata da Lomonaco in un esauriente excursus sulla figura del grande intelletto partenopeo, «nato tra i libri» entro e fuor di metafora, in quanto figlio di un libraio, Antonio, sepolto nella stessa chiesa. L’incipit di Lomonaco è tristemente realistico: Vico è purtroppo trascurato. A scuola, spesso, non viene nemmeno studiato: «Vico lo saltiamo», si sente di frequente dire per giustificare l’assenza del pensatore dai programmi di studio annuali. La causa va cercata nella sua collocazione storica – dopo Cartesio e prima di Kant – e nella sua originalità speculativa – che concepisce una ragione “corale” e comunitaria che spetta all’uomo indagare, forte della sua fantasia, dell’inventiva, della memoria. Della sua poesia. Vico non visse solo gli onori dell’esistenza: viene puntualmente ricordato il concorso del 1723, a cui si presentò per ottenere la cattedra mattutina di retorica all’Università […]

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TuttoPizza 2018 alla Mostra d’Oltremare di Napoli

Dove, se non a Napoli, capitale mondiale della pizza, poteva tenersi Tuttopizza, il salone internazionale della pizza, che presenta tutte le novità e le innovazioni in questo settore? Dal 21 al 23 maggio la Mostra d’Oltremare di Napoli ospita Tuttopizza 2018, la terza edizione del salone internazionale della pizza organizzata da Raffaele Biglietto, che può vantare una lunghissima esperienza nel settore fieristico e Sergio Miccu, presidente dell’Associazione Pizzaioli Napoletani, che compie 20 anni, dedicato agli operatori del mondo Ho.Re.Ca. (hotellerie-restaurant-catering) specializzati nel ramo pizzeria. La terza edizione di quest’anno, oltre a riconfermarsi come un valido punto d’incontro tra appassionati, venditori ed addetti ai lavori, ha promosso le novità legate al mondo della pizza, forte dallo scorso anno del titolo di patrimonio dell’Unesco, presentando elaborate pizze gourmet, accostamenti audaci e nuove tecniche di lavorazione, senza però dimenticare quella che è la tradizione italiana ed in particolare campana: molto spazio è stato infatti dedicato agli espositori di prodotti locali come la mozzarella di bufala, il fiordilatte di Agerola, l’olio extravergine di oliva, alcune tipologie di pomodori e di farine tipicamente napoletane. Presenti alla fiera nomi del calibro di Perrella, Molino Caputo e Rosso Pomodoro, la Torrente, Birra Poretti, Nastro Azzurro e tantissime altre eccellenze campane ed italiane. Nel corso dell’evento, della durata di tre giorni, si susseguiranno seminari, masterclass, cooking  show con i nomi più noti dell’ambiente, incontri di confronto e di aggiornamento professionale. Nell’ambito della fiera si svolgerà, inoltre, il Trofeo Tuttopizza, quest’anno duplicato rispetto alle precedenti edizioni perché alla gara classica riservata a team composti da 5 persone, che si terrà il 22 maggio, si terrà il 23 maggio quella a tema Gluten Free, tema a cui è dedicata un’area intera all’interno della mostra. Tuttopizza 2018, gli Artigiani del Gusto protagonisti al Villaggio del Gusto di Perrella Tra le numerosissime novità -come la cola piemontese Molecola, totalmente italiana, offerta e presentata nello stand di Perrella nelle varianti classica, senza zucchero e decaffeinata- e le innovazioni presentate nel salone, notevoli le proposte degli Artigiani del Gusto al Villaggio del Gusto di Perrella, prodotti d’eccellenza campana: come pomodori sia rossi che gialli, olio extravergine d’oliva, formaggi e salumi e conserve, presentati agli operatori della ristorazione. Vero motivo di vanto e fiore all’occhiello del progetto è la Farina Intera realizzata dal Molino Varvello, in collaborazione dell’Università degli Studi di Bologna, la sola farina bianca che, grazie alla Lavorazione Fedele, riesca a mantenere le parti più nobili del chicco di grano. A presentare al pubblico questa portentosa e salutare novità, che ha anche il beneficio di ridurre la glicemia postprandiale sia in soggetti sani che in sovrappeso, è Diego Vitagliano, promotore della Farina Intera in Campania, nel giorno d’apertura, lunedì 21 maggio alle 12:00, in un’incontro moderato dalla giornalista enogastronomica Laura Gambacorta e da Giuseppe Gargiulo. Ciascuno dei sei momenti denominati “Incontri di Gusto” sarà poi seguito da un momento di “Mani in pasta” che vedrà protagonisti i più noti pizzaioli del momento, accanto a Laura Gambacorta, e da numerosi cooking show.

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“No Connecting People” di Alessandro Rillo e Vincenzo Colella, la parola delle immagini

Si inaugura, presso la Baccaro Art Gallery la mostra di arte contemporanea No Connecting People (dal 19 maggio al 19 giugno 2018) degli artisti beneventani Alessandro Rillo e Vincenzo Colella, in arte Vinzela, i quali, con i loro personalissimi stili, riflettono sulla solitudine della società di massa contemporanea data dai mezzi di comunicazione digitale. La Baccaro Art Gallery (via Carmine 66, Pagani, Salerno), fondata da Franco Baccaro nel 2001, diviene la centro culturale che si fa promotrice di un discorso che affianca aspetti artistici e al contempo sociali in senso stretto. La mostra, che si avvale della narrazione critica di Antonella Nigro, offre, quindi, all’osservatore lo spunto per riflettere su se stessi e sugli altri e sull’omologazione delle identità individuali. No Connecting People: l’alienazione dalla realtà No Connecting People è una mostra loquace che riflette sul silenzio. Alessandro Rillo e Vinzela, raccontano con le loro opere del senso della contemporaneità, intesa come alienazione da se stessi nei rapporti tra persone. Il graduale processo di allontanamento degli umani, per rifugiarsi in una “vetrina digitale” costruita per mezzo dei social networks, è il centro della denuncia di cui i due artisti si fanno promotori. Già dal titolo della mostra si evince il sottile punto di vista su cui intendono soffermarsi Rillo e Vinzela. La “disconnessione” che è insita in No Connecting People non è quella dai mezzi di comunicazione di massa, bensì quella che esiste tra le persone, quello spazio vuoto minimo e immenso che è frapposto tra i corpi e i sentimenti degli esseri umani. Per quanto riguarda l’itinerario espositivo, la mostra No Connecting People vede affiancarsi due stili diversi, ma che sanno dialogare con le loro rispettive personalità. La composizione materica di Alessandro Rillo e lo stile figurativo di Vinzela sembrano, rispettivamente, analizzare da un punto di vista interno e un punto di vista esterno il tema della disconnessione umana. In particolare, nell’opera di Rillo emerge con prepotenza forsennata la serializzazione del cuore, quasi a significare un battito continuo che è isolato pur nella vicinanza con altri cuori. Ciò che emerge dalle composizioni di Rillo è la dimensione fisica relativa ai rapporti umani, che si esplica nell’uso di materiali, per così dire, desueti. Brani di ombrelli, lamine di alluminio, tavole di legno, materiali utili alla quotidianità, nel micromondo di ognuno, si caricano di sensi affettivi di vita vissuta; essi diventano il cuore pulsante degli uomini, passando, quindi, da un piano fisico a uno metafisico. Nel suo lavoro di prelievo dalla realtà affettiva, Rillo intende, dunque, allineare le tante identità separate e armonizzare la discordia dei cuori in un unico grande battito. Per quanto riguarda, poi, l’opera di Vinzela osserva la solitudine degli uomini da una prospettiva esterna al tutto. Il suo sguardo, l’ampio respiro delle scene da lui rappresentate spazia da paesaggi urbani, spiagge o circhi; eppure i luoghi di aggregazione diventano luoghi deserti, in cui sono spesso solo accennate figure vagamente umane. Esse, con un tratto malinconico, rappresentano quella emarginazione dalla connessione ai mezzi di comunicazione di massa, la […]

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Food

A lezione di cucina dall’osteria Signora Bettola a Chiaia

Nel quartiere di Chiaia, in Vico Satriano 3B, a pochi passi dal lungomare, l’osteria Signora Bettola è una piccola oasi di tradizione partenopea, dove un’atmosfera intima ed accogliente ospita chiunque voglia immergersi nel paradiso della cucina napoletana. La giovane osteria, nata nel dicembre 2017 da un’idea di Gianluca Amoroso e Carmine Di Lorenzo, ha presentato giovedì 17 maggio il suo nuovo menù al pubblico, guidando i suoi ospiti in un viaggio attraverso i sapori e i profumi dei piatti tipici della cucina partenopea. Dopo un antipasto con golosi panzerotti, trippa e taralli napoletani, è la volta della parmigiana di melanzane, in cui, come spiega Gianluca Amoroso, le melanzane sono infarinate, fritte, ed infine condite con mozzarella, formaggio e l’ingrediente che fa la differenza: il ragù. Tra ragù, genovese e pasta e patate: il viaggio nella cucina della Signora Bettola Con un menù interamente ispirato alla tradizione culinaria campana, l’osteria Signora Bettola presenta al pubblico i suoi cavalli di battaglia: ragù e genovese (cotti rigorosamente dieci ore, come da tradizione), ed, infine, la pasta e patate con la provola e l’immancabile ingrediente magico: la scorzetta di formaggio. Da capogiro anche le irresistibili polpette al ragù, con pinoli ed uvetta, come vuole la vera ricetta della nonna, il tutto accompagnato da tipici vini “da cantina”. Ma nel menù di casa non manca un omaggio alla costiera con gli spaghetti alla Nerano e piatti più estivi come insalate di polpo, salmone e baccalà, in grado di soddisfare anche i palati più fini. E per concludere degnamente questo viaggio, la Signora Bettola propone una scelta di dolci tradizionali: il tiramisù servito in tazzine da caffè, la caprese, la zuppetta e l’immancabile babà. A lezione di cucina dalla Signora Bettola con il progetto “Cook-t” La filosofia della Signora Bettola, come spiega Gianluca Amoroso, è quella di far sentire “a casa” i propri ospiti, accompagnandoli in un percorso gastronomico che propone piatti semplici ma tradizionali. Proprio in linea con questa idea, nasce il progetto “Cook-t”, rivolto ai turisti e a tutti gli appassionati che vogliono apprendere i segreti dei piatti più famosi della cucina campana. Il progetto, che partirà a giugno con uno show cooking di pasta e patate e proseguirà con le cooking class di ragù e genovese, svelerà ai suoi partecipanti le ricette dello Chef della Signora Bettola, attraverso gustose lezioni ed assaggi in grado di soddisfare la curiosità (e la golosità) di tutti gli amanti della tradizione culinaria partenopea.

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VitignoItalia 2018 torna con la sua XIV edizione al Castel dell’Ovo

Anche quest’anno torna con la XIV edizione l’evento che rende il vino suo protagonista, VitignoItalia. Domenica 20 maggio il Salone dei Vini e dei Territori Vitinicoli Italiani verrà ospitato nella suggestiva cornice di Castel dell’Ovo, a Napoli. La tre giorni è stata organizzata volgendo tutta l’attenzione al dolce nettare di Bacco, offrendo l’opportunità di prendere parte a degustazioni, convegni ed incontro di vario genere. L’evento si qualifica come uno dei principali nel centro sud, almeno in questo campo, con la partecipazione di ben 250 aziende vitivinicole provenienti dall’intera Italia, dall’Alto Adige alla Sicilia, con una particolare attenzione alle cantine campane. La manifestazione dà la possibilità ai partecipanti di bere vino di qualità in un’ambientazione unica ed eterna, il Castel dell’Ovo, patrimonio dell’Unesco, volgendo lo sguardo al panorama che si può ammirare da questa location unica. VitignoItalia 2018 comprende la seconda edizione del “Napoli Wine Challenge” VitignoItalia è un appuntamento ormai fisso per gli estimatori del vino ed un evento in costante crescita. Quest’anno, infatti, è stata anche realizzata la seconda edizione del “Napoli Wine Challenge”. Si tratta di una gara tra vini, una kermesse tutta partenopea. Il concorso, realizzato in collaborazione con Luciano Pignataro Wine Blog e Doctorwine, prevedere che a selezionare i vincitori sia una giuria composta da esperti nel settore, tra cui anche Daniele Cernilli, giornalista noto nel campo enogastronomico. A prender parte alla gara sono i vini classificabili in cinque categorie: vini rossi, bianchi, rosati, spumanti e dolci. Al termine delle degustazioni i vincitori riceveranno  un premio, uno per categoria. Il Direttore di VitignoItalia, Maurizio Teti, sottolinea come l’interesse della tre giorni sia volto al vino e alla sua conoscenza sotto ogni aspetto: «Oltre alle degustazioni per il pubblico stiamo allestendo un interessantissimo programma convegnistico, con workshop e seminari condotti da personalità note del mondo del vino. Indispensabile poi, come sempre, l’aspetto business: per questo motivo, anche quest’anno, una delegazione di 25 buyer internazionali, proveniente da 17 differenti Paesi, incontrerà le aziende partecipanti in proficui B2B. Quella di saper combinare l’aspetto culturale a quello commerciale del vino rimane la peculiarità che caratterizza questa manifestazione fin dai suoi esordi.» La XIV edizione di VitignoItalia sarà anche la prima organizzata dalla nuova compagine societaria. I nomi già incontrati nelle precedenti edizioni sono quelli di Chicco de Pasquale, Maurizio Teti, Luigi Cremona e Roberto De Santis, a cui quest’anno si sono aggiunti quelli di Maurizio Cortese, Giancarlo Di Luggo (Fiart Rent) e Antimo Caputo (Farine Caputo).

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Food

Pizzeria Ristorante Franco, dove i ripieni sono una cosa seria!

Mercoledì 16 maggio il giovane pizzaiolo e patron Francesco Gallifuoco ha presentato presso la sua pizzeria ristorante Franco, ubicata a pochi passi dalla stazione centrale di Napoli, la nuova sezione del menù tutta dedicata ai ripieni che prenderà il nome di “Le grotte di Franco”. Attiva dal 1966, questa pizzeria da sempre unisce piatti della tradizione partenopea con ricette sperimentali.  Il suo intento di innovare è dimostrato anche dai due primati che le sono stati riconosciuti: nel maggio 2016 è stato il primo locale di Napoli ad avere il menù in braille e nel febbraio 2017 il primo in Italia a disporre di un menù nella lingua dei segni. La gestione attuale vede a capo proprio Francesco Gallifuoco, che insieme al fratello Pasquale, alla mamma Maria Calabrese, una delle pioniere dell’arte bianca al femminile, alla zia Silvana e allo chef Gennaro Zannotti, tiene viva la tradizione gastronomica partenopea iniziata con il padre Marco, che rilevò lo storico “Il fungo velenoso”. La serata di ieri sera, una cena per addetti ai lavori organizzata dalla giornalista Laura Gambacorta, è stata incentrata su una tipologia di pizza molto spesso sottovalutata o preparata con malagrazia: il ripieno. Frutto di mesi di sperimentazioni che hanno portato alla creazione delle ben dodici ricette che saranno disponibili a menù, “le grotte di Franco”, ribattezzate scherzosamente così perché presentano volutamente una forma cavernicola atta ad ottimizzare la cottura, si sono rivelate una deliziosa scoperta. Pizzeria Ristorante Franco e le spettacolari “Grotte di Franco” Durante la cena abbiamo avuto modo di gustarne quattro: la prima prende spunto dalla ricetta del gateau di patate con alcune rivisitazioni, è infatti preparato con patate viola, prosciutto cotto, provola di Agerola e polvere di patate; la seconda è stato realizzato con carne tritata, pistacchio, stracciata di bufala e granella di pistacchio; la terza, più vicina alla tradizione, reinterpreta il cuzzetiello con polpette al ragù, provola di Agerola e salsa di basilico. La quarta e ultima grotta è il “fondente”, al cui interno troviamo ricotta di pecora addolcita e cioccolato fondente Lindt all’arancia. Altra particolarità dei ripieni della pizzeria ristorante Franco è la crosta di formaggio sulla superficie esterna che li rende deliziosi al palato, e insieme alla leggerezza dell’impasto e all’accostamento di ingredienti, delicati e sapidi al punto giusto. Ad accompagnare la degustazione sono state tre birre in bottiglia artigianali: Verbum 5%, una bianca caratterizzata da una schiuma molto densa che si presenta come panna montata; una chiara, la Gaudens 5%, caratterizzata da una buona frizzantezza e moderatamente amara e, infine, una cremosa, la Monasta 7%, una birra doppio malto dal piacevole sapore aromatico.  

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Ferrillo Day: i 25 anni della Pizzeria Ferrillo di Napoli

La pizzeria Ferrillo, pizza ai piani alti (via Michelangelo da Caravaggio 33, Napoli) si è aperta a nuovi itinerari gastronomici in occasione del Ferrillo Day (16 maggio 2018), in cui, offrendo la degustazione delle sue pizze gourmet, il pizzaiolo Maurizio Ferrillo ha festeggiato i suoi 25 anni di attività gastronomica. Il Ferrillo Day: dalle origini alla pizza Il Ferrillo Day, evento organizzato dall’Associazione Spaghettitaliani rappresentata da Luigi Farina, ha visto protagonista l’arte pizzaiuola di cui Maurizio Ferrillo continua a diffondere e insegnare col suo mestiere. La pizza è soltanto l’esito finale di un’attenta scelta preliminare di ingredienti di primo ordine. L’uso di prodotti partenopei, dalla varietà di farina a quella di pomodori, dai prodotti caseari a verdura e ortaggi, fa sì che la pizza di Maurizio Ferrillo mantenga il contatto con la tradizione partenopea, dando spazio a uno sperimentalismo culinario tale da rendere unica e saporita la regina pizza napoletana. Come ha riferito lo stesso Maurizio Ferrillo, che ha accolto tutti gli ospiti con garbo, cortesia e sana napoletanità, la preparazione della pizza parte dalla lievitazione del panetto, lunga 30 ore, al fine di raggiungere la giusta consistenza durante la manipolazione e la preparazione. La cottura tiene, poi, conto anche degli effetti della cottura della pizza e dei suoi ingredienti, facendo sì che l’amalgama dei sapori si armonizzi senza confondersi. Si tratta questo di un passaggio molto importante, in quanto quel che si è detto risulta essere più vero e più complesso per quel che riguarda le pizze da asporto. La questione si lega indissolubilmente alla pizzeria Ferrillo poiché, come ha informato Luigi Farina dell’Associazione Spaghettitaliani, essa è stata tra le prima pizzerie a intraprendere la consegna delle pizze da asporto. Le pizze gourmet da asporto di Maurizio Ferrillo mantengono comunque tutte le caratteristiche culinarie, sapore aroma, fragranza, di quelle appena uscite dal forno, ma a questo punto era forse anche inutile specificarlo, rigorosamente a legna. Pizzeria Ferrillo: tra fritture e pizze Il punto di forza della pizzeria Ferrillo sta nell’uso di ingredienti genuini e soprattutto partenopei. A partire dalla frittura offerta da Maurizio Ferrillo, si assapora la freschezza dei prodotti fatti in casa: frittatine di pasta, panzarotti, mozzarelle impanate e arancini serbano un sapore unico e leggero che fungono da “apripista” per la pizza. Come si accennava, il panetto della pizza risulta ottimamente lavorato, come si è potuto saggiare dalla friabilità dell’impasto. Un impasto morbido al tatto e al gusto, delimitato da un cornicione altrettanto gustoso, nel rispetto dell’arte pizzaiola. Tra le varie pizze offerte da Maurizio Ferrilo, oltre le classiche ma intramontabili marinara e margherita, si ricordano alcuni esperimenti moderni quali l’accostamento di mozzarella di bufala campana, pomodorino giallo e pancetta, o ancora l’accostamento di provola e fiori di zucca, in un bilancio equilibrato tra dolcezza e acidità di ingredienti che rende pieno il sapore della pizza. Ma la vera specialità di Maurizio Ferrillo è la Panafritta: una pizza fritta che, prima di essere cotta nell’olio, viene impanata con uovo e  pangrattato, stratagemma che elimina la possibilità della presenza di olio […]

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Napoli & Dintorni

I quaderni di Marcopolo: la nuova guida è sulle coste amalfitane, Capri, Ischia, Procida

Coste amalfitane, Capri, Ischia, Procida ed i tesori nascosti della costiera queste e mille mila altre informazioni sono presenti nella nuova guida di Marcopolo “costiera”. Il progetto tutto nuovo appartenente alla collana “I quaderni di marcopolo”, questa, si arricchisce e si rinnova di tante novità per i molti lettori e viaggiatori in cerca delle più particolari informazioni sulle scenografiche località della società amalfitana. Nella magica cornice del prestigioso hotel Romeo di Napoli, Luigi Pignataro ha introdotto il nuovo libretto, sulle coste amalfitane,  arricchito di spettacolari fotografie, sublimi perle per i soggiorni dei viaggiatori e cento e più luoghi dove recarsi per assaggiare la migliore cucina tradizionale caratteristica delle coste mediterranee. Corrado Azzolini, direttore editoriale di Alma Media, si dimostra entusiasta del nuovo progetto affermando che “in una realtà sicuramente non facile, come quella che sta vivendo oggi l’editoria, abbiamo con coraggio progettato questo stupendo lavoro che offre ai nostri lettori tutte le risposte necessarie ai suoi quesiti”. E cosi anche il nuovo amministratore delegato di Alma Media, Andrea Baracco, che con fierezza illustra il finito lavoro. I quaderni di Marcopolo, una presentazione stellata Dal balcone del Romeo Hotel, con intorno la cornice magica del Vesuvio ed in lontananza la sagoma di Ischia, chef stellati e maestri pizzaioli hanno offerto alla platea i migliori ingredienti della terra campana rivisitati in modo magistrale. Da quella stessa veduta presente all’interno di “costiera” ci spostiamo con l’immaginazione tra i profumi di Capri, tra le righe della monografia che celano i segreti più nascosti di questi magici posti. Più di 500 gli indirizzi dedicati agli hotel ed alle dimore scelte per i turisti nelle coste amalfitane, 1000 fotografie ed altrettante cartine, mappe tematiche ed indicazioni pratiche per raggiungere le mete prescelte. Insomma, tutto spiegato alla perfezione nella presentazione di Marcopolo sui “quaderni-diari di viaggio”. Varie sono anche le testimonianze di personaggi illustri, all’interno della guida, che narrano con i propri sensi le esperie legate ai luoghi descritti. Ne “I quaderni di Marcopolo” essi raccontano i propri viaggi, le loro avventure, i ricordi che inevitabilmente vengono lasciati all’interno di ogni luogo che viene visitato, insieme ovviamente anche a quelli che ogni viaggiatore porta con se. Ed è proprio questo il senso della descrizione minuziosa di “costiera”: rendere il viaggio nelle coste amalfitane, dall’andata al ritorno, una sicurezza. Permettere al turista di programmare anche emozionalmente il proprio tragitto, di dare l’opportunità a 360° di scoprire i posti, nascosti o visibili, dell’amata costiera amalfitana, di Capri, di Ischia, di Procida. Non ci resta quindi che prendere per mano i nostri accompagnatori, di custodire gelosamente sottobraccio la nostra guida, e di partire all’avventura.

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Food

Villa Diamante e APCI presentano “Giro d’Italia – In corsa tra le eccellenze culinarie”

Raccontare il cibo, come forma di arte oltreché espressione fondamentale del nostro essere potenza creatrice nel mondo. La serata di lunedì, un “Taste & Learn” organizzato dall’APCI –  Associazione Professionale Cuochi Italiani, è stata una splendida occasione di condivisione di conoscenze e saperi sul mondo della cucina e della gastronomia a 360°. Nomen Omen del progetto che ha fatto tappa a Napoli è, infatti, “Giro d’Italia – In corsa tra le eccellenze culinarie”. La location scelta per l’occasione è stata scelta in coerenza con il prestigio degli ospiti e degli interventi che hanno scandito lo svolgimento della serata. Villa Diamante, piccola perla architettonica sita in via Alessandro Manzoni e da cui si riesce a respirare l’aria del Golfo, ha accolto questo originale format che ha visto come protagonisti la Squadra Nazionale APCI Chef Italia e le principali aziende del settore Ho.Re.Ca, coordinate dall’eccezionale carisma di Davide Pini, esperto di gastromarketing che ha introdotto i presenti – per lo più addetti ai lavori, giornalisti, chef e ristoratori del territorio –  alla comunicazione legata al mondo del food. Particolare attenzione è stata rivolta verso gli attuali trend culinari che sono antitetici rispetto la tradizione. Un piatto per puntare all’eccellenza deve farsi arte e rispettare canoni estetici ben precisi per poter appagare gli occhi prima che le papille. Proprio per questo la degustazione che ci è stata offerta non era soltanto ricca di saporite sfumature ma anche visivamente appagante. Ognuno dei sette piatti proposti (tre antipasti, tre primi e un dolce) prima di essere servito è stato oggetto di discussione. Le portate sono state infatti introdotte e poi spiegate nel dettaglio da clip tutorial che hanno mostrato ai presenti come preparare nel modo più celere ed efficace quelle delizie, o eventuali varianti. Menù del “Taste and learn” a Villa Diamante Nido D’autore – focaccia gourmet con farina cuoco, pomodori a cubetti, pioppini trifolati e carciofini a spicchi Pancake all’italiana – farina di riso, fava tonka, spuma di stracchino, perle di ravanello antico e riduzione di aceto balsamico 5 grappoli Capasanta di bosco – zuppa di cardoncelli trifolati con tartare di pomodorini tuttosole al limone e capasanta scottata Carnaroli in fiore – risotto carnaroli rustico con burrata, senape antica e tartare di gambero all’aglio marinato Rivoluzione nel campo – sedano quadrato con pesto leggero di mugnoli selvatici di campo, pomodorini semi dry e filetti d’acciuga Bauletto scarlatto – bauletti con friarielli e caciocavallo silano dop su crema di stracciatella all’extravergine d’oliva, polvere di olive nere taggiasche e peperoncini gocce rosse in agrodolce Enigma cube – bavarese di riso ai frutti acidi con foglie al cocco fritto Altro importante focus della serata svoltasi a Villa Diamante sono stati gli Chef emergenti, e tra questi, non poteva mancare la partenopea Faby Scarica, vincitrice della seconda edizione di Top Chef Italia, che insieme a Cinzia Fumagalli ha raccontato della sua esperienza televisiva e di come è nata la sua passione per la cucina. A proposito di cucina, ai fornelli si sono alternati gli Chef della Squadra Nazionale sotto lo […]

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