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Eroica Fenice

La categoria Eventi/Mostre/Convegni contiene 549 articoli

Eventi/Mostre/Convegni

Filippo Giardina al Maschio Angioino con “Lo ha già detto Gesù”

Domenica 22 Luglio nella suggestiva cornice del Maschio Angioino, il comico Filippo Giardina si è esibito con il monologo “Lo ha già detto Gesù” per l’evento culturale promosso dal Kesté “Ma che bel Kestello- Marcondirondirondello!”. Filippo Giardina al Maschio Angioino, la serata Una fresca brezza estiva si espande tra le mura del cortile dello storico bastione angioino, i gabbiani volteggiano tra le torri e i capitelli, alla luce di una affascinante gibbosa crescente. L’incantevole atmosfera viene interrotta dal black humour del giovane stand-up comedian napoletano Davide Diddielle che, con buon ritmo, sviscera le sue battute e le sue freddure su temi di attualità e non solo. All’insegna del politicamente scorretto, il giovane prepara il terreno per Filippo Giardina, offrendo al pubblico un piccolo assaggio di una stand-up comedy senza filtri o paletti di sorta, che sceglie la via dell’irriverenza con totale disincanto ma anche con grande coerenza. Così, dopo Diddielle sale sul palco l’ospite più atteso della serata: Filippo Giardina. Si mostra fin da subito sfrontato e bramoso di provocare il pubblico, demolendo i miti e i capisaldi della cultura napoletana: Totò, Troisi, il caffè, la pizza… Il pubblico in larga parte (non tutti) apprezza e partono i primi scroscianti applausi. Giardina presenta il monologo “Lo ha già detto Gesù”, come il suo primo lavoro scritto grazie a un’ispirazione esterna. Partendo dal concetto cristiano del male che può diventare bene, il comico pone sotto il vaglio sovversivo della sua satira i “mostri” creati dalla nostra società (quindi noi stessi) individualista ed egocentrica che, sotto il velo del politicamente corretto, cerca di nascondere i suoi scheletri nell’armadio. Una società ancora profondamente maschilista e patriarcale, rea di concentrare tutte le sue forze sull’efficienza dei singoli individui e non nella collaborazione e nella solidarietà tra essi. Attraverso il racconto della sua vita, sfata tabù e visioni stereotipate sul sesso e sull’autoerotismo, mostrandone con puntuali esempi le loro assurdità logiche. Sono infatti visioni che, seppur razionalmente paradossali, vengono accettate pedissequamente, perché radicate nella nostra cultura. Filippo Giardina ne ha per tutti: le donne, le modelle curvy, Gesù, i suoi genitori, il popolo indignato dei social… Dietro il monologo di questo quarantaquattrenne depresso, menefreghista, cinico, spudorato e non più sicuro nei panni di comico, c’è però un importante sottotesto che va colto. Filippo Giardina rifiuta il diktat del “Credi in te stesso”, ne smantella con sagace ironia tutti gli effetti negativi, ma non si siede sulle sponde del fiume a guardare il cadavere del nemico, offre un’alternativa: quella della gentilezza. Non ne tratta fino in fondo, ne accenna per non venir in meno al suo personaggio crucciato e alla sua ideologia politica del “menefreghismo di sinistra”. Prima di conoscere e focalizzarci soltanto su noi stessi dovremmo conoscere gli altri, perché sono gli altri a costituire il metro di giudizio per conoscersi. Quindi, un atto di gentilezza, seppur minimo, è un primo importante passo per costruire una vasta rete di solidarietà. Giardina distrugge, diverte, provoca e sguazza tra le macerie culturali del nostro paese ma quello […]

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Food

La pizzeria Imperatore lancia Wine Vs Pizza, una sfida tutta da gustare!

Giovedì 19 luglio la pizzeria Imperatore ha inaugurato l’evento “Wine Vs Pizza”, dando il via ad un match all’ultimo sangue tra deliziosi ingredienti e vini raffinati, una lotta tutta campana tra gusti eterogenei. Allo scoccare del gong un incontro di dionisiaco valore ha delineato dei ghirigori di gusti con vino alla mescita, che in un brio di sperimentazione, ha richiamato in una sola serata quella che è la maggiore tradizione culinaria ed enologica campana. Gli abbinamenti di gusto sono stati il tocco di raffinatezza della serata che non ha fatto sconti al palato, traducendo prelibati sapori in emozioni al sapore di terra e vicoli. Le pizze e le fritture, prodotti dalla pizzeria Imperatore, frutto di più di un secolo di tradizione nell’arte della pizza, pregni di ingredienti DOP, si sono miscelati a eccellenti vini di produttori campani, che sono scesi in campo a rappresentare le varie province. Le aziende protagoniste sono state Tenuta Cavalier Pepe pepe, che con un rosato DOC  di Taurasi  ha rappresentato l’Irpinia; per il Sannio, l’azienda Castelle di Castelvenere (BN), che ha presentato una originale Falanghina DOP; per il salernitano,l’azienda Casula Vinaria con un vino spumante Brut. “Wine Vs Pizza”: uno scontro di prelibati sapori alla Pizzeria Imperatore Ad aprire il sipario della sfida è stato il vino “Chiena” di Casula Vinaria, un vino spumante che è la somma di tre vini bianchi, tutte e tre diversi tra loro: il Fiano, la Falanghina e la Malvasia. Con il “Chiena” ad avvicendarsi è stato il fritto della tradizione, composto da crocché di patate, frittatina di maccheroni e ciurilli (fiori di zucca pastellati, ripieni di ricotta e mortadella classica in vescica Slow Food e granella di pistacchio di Bronte). Lo scontro di sapori in Wine Vs Pizza ha ottenuto il risultato sperato in questa prima fase della serata. I due cugini, Gennaro e Salvatore, proprietari della Pizzeria Imperatore, hanno presentato la fatidica sfida, delineando, anche con sprazzi di tecnicismo,  la sensazione ideale dell’interazione di gusto tra vino e cibo. Presupponendo la soggetività in materia di gusto, lo scopo di un buon vino è  quello di ripulire il palato in modo da spingere nuovamente ad un inebriante e soave morso di eccellenti sapori. Difatti, tra le bollicine dell’ ebbrezza del particolare vino spumante “Chiena” si sono rifugiati i sapori appetitosi delle fritture e da lì hanno spinto le nostre papille gustative a richiedere altri boati di paradisiaci sapori ed emozioni. La sfida è continuata con la margherita, composta da pomodoro Bio, fior di latte di Vico Equense, basilico e olio Imperatore. Il vino che è sceso in campo è stato il beneventano “Kydonia” dell’azienda Castelle di Castelvenere. La Falanghina dal colore oro è un richiamo di sapori tipici della Falanghina, inframmezzati da un venereo tocco mieloso, che conferisce al vino quella sapidità dolce che ricorda visioni della antica Magna Grecia. La margherita, che in tutto il suo prelibato sapore di eccellenti ingredienti (caratterizzata da una  perfetta consistenza della pasta, fino a raggiungere un perfetto equilibrio) è stata sovrastata dalla forza […]

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Food

Il Dublin Square di Pomigliano D’Arco presenta il suo nuovo menù

Piacevole serata quella trascorsa ieri tra le mura del pub Dublin Square a Pomigliano D’Arco. Per presentare il nuovo menù, i proprietari del pub si sono affidati all’esperienza e alla competenza di Renato Rocco, direttore responsabile del magazine La Buona Tavola, nonché organizzatore di eventi enogastronomici ed agroalimentari, che ha seguito e diretto in prima persona tutti i preparativi della serata. È stato proprio lui, dopo un veloce assaggio di birre e cuoppi di fritti misti, a introdurre agli ospiti il menù e le finalità della serata, dando anche la parola ad Agata Annunziata, una delle due proprietarie del Dublin Square. Agata ci racconta della genesi del locale, nato 4 anni fa da un’idea sua e della sorella Marianna, lo chef del locale, di voler portare in Italia, in seguito a un viaggio in Irlanda, le atmosfere dei pub dell’isola verde. L’arredamento e il mobilio del locale rimandano molto a quel mondo: sembra davvero che ci sia un pezzo di Irlanda a Pomigliano D’Arco! Ma non è un’imitazione pedissequa, anzi, come tiene a precisare Agata, il pub non nasce soltanto con l’idea di riprodurre le atmosfere irlandesi ma anche con quella di integrarle e adattarle alla realtà dei prodotti tipici campani. Un progetto che ha come assi portanti l’Irlanda e la Campania ma guarda anche altrove. Infatti, il Dublin Square è il primo rivenditore campano della birra Chouffe, una birra belga. Nata nel 1982 da un’idea dei due cognati Pierre Gobron e Christian Bauweraerts, la birra si caratterizza per i suoi aromi al gusto d’arancia e alla mela acerba e per il suo inconfondibile marchio: uno gnomo con un cappello rosso e una folta barba bianca. Ieri sera, una piccola riproduzione dello gnomo è stata una delle attrazioni: gli ospiti non hanno esitato a fotografare i loro piatti vicino a lui! Dublin Square, la cena Dopo gli assaggi di fritti e di birra, è arrivata la prime sostanziose portate: lo spezzatino stracotto alla Guiness con purea di patate e le alette di pollo Irish Style in salso agropiccante. A questi due piatti sono seguiti le due nuove, e soprattutto squisite, proposte di panini: il Callan e il Carlow. Il primo è una variante di un panino con ingredienti abbastanza tipici: mini burger di Chianina, cheddar, bacon croccante, cipolla caramellata, patatine, salsa BBQ e senape. Il secondo, invece, presentava sapori e ingredienti decisamente più particolari e ricercati: mini burger di maiale affumicato, melanzane alla contadina (fritte con un particolare metodo con l’uovo), caciotta dolce, capocollo di Martina Franca, salvia fritta e maionese. Per concludere in dolce bellezza, sono stati serviti degli assaggi di due dolci preparati in esclusiva dalla pasticceria Antignani per il Dublin Square: una cheesecake ai frutti di bosco con ricotta di bufala e una Birramisù, una variante “birrica” del tiramisù. I dolci sono stati accompagnati da due liquori, uno alla crema di caffè e uno alla crema di latte. Un finale con i fiocchi per suggellare una piacevole serata all’insegna dei sapori irlandesi e campani.

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Food

Te le do io le bollicine, champagne e piatti stellati al Nabilah

“Te le do io le bollicine” è l’evento esclusivo che si è tenuto al Nabilah lunedì 16 luglio, una vera e propria esperienza sensoriale che ha accompagnato gli ospiti attraverso un percorso fatto di champagne e piatti stellati, il tutto all’interno di una cornice di grande suggestione. I banchi d’assaggio e degustazione, tra piscine illuminate con vista sul mare, hanno offerto ai numerosi partecipanti piatti originali e finger food, con accostamenti di colori e sapori originali ed inediti, stimolando la curiosità e l’appetito. La X edizione di “Te le do io le bollicine” è stata organizzata dall’Associazione Italiana Sommelier in partnership con il Nabilah per festeggiare con stile la chiusura dell’anno di attività dell’AIS, accostando ai calici di bollicine gustosi piatti gourmet (stellati e non), tra cui crostini con parmigiana di melanzane, cannoli con tartare di sgombro, taco con farina di semola e alici marinate, ostriche e ricciola su base di fagiolini e patate con crema di maionese e riccio. Bollicine, chef gourmet e street food a “Te le do io le bollicine” Alle 22 si è aperta la sezione “Stelle e Pasta”, con degustazioni a cura di chef stellati come Lino Scarallo di “Palazzo Petrucci”, Marianna Vitale di “Sud Ristorante”, Luciano Villani de “La Locanda del Borgo Aquapetra” e Pasquale Palamaro di “Indaco”, che hanno deliziato i palati degli ospiti con primi piatti fatti di ingredienti selezionati e accostamenti particolari. Fusilli con crema di melanzane, calamaro e limone e carbonara con uovo fritto sono solo alcuni tra i piatti proposti per l’occasione. Alle 23, invece, si è dato il via alla sezione Street Food + Champagne bar, con i panini della nota macelleria Da Gigione, a base di hamburger, pesche sciroppate all’aceto e crema agli agrumi e i crocchè della pizzeria Olio e Pomodoro. A seguire, il dessert offerto da Sweet Emotions e Pasticceria Lisita, con una selezione di panettoni al limoncello, grappa e cioccolato, e un biscuit al pistacchio, bavarese alle bollicine e composta di lamponi. Food Oyster Experience a cura di Vincenzo Supino Old Friends Tarallificio Tonino Malafronte Panificio Olio Guglielmi ONAF Napoli con i formaggi della famiglia BUSTI e i salumi LEVONI Carmasciando Tempio dei formaggi Kuma 65 La Locanda del Testardo La Fescina Liv Bistrot Mamma Elena Le Lune Bistrot Il Falangone Maria Rosaria canò Masseria Guida Masseria Alaia Locanda Rei Mosè a Ridosso La Playa Chef Stellati Palazzo Petrucci* con Lino Scarallo Sud Ristorante* con Marianna Vitale La Locanda del Borgo Aquapetra* con Luciano Villani Indaco* con Pasquale Palamaro Josè Villa Guerra Area street food Chamade Macelleria Hamburgheria Da Gigione Da Pasqualino Happy Hours Caseari Cautero Casa de Rinaldi Olio e pomodoro Dessert Sweet Emotions Pasticceria Lisita Kiwi SunGold Zespri Wine Banco d’Assaggio PROPOSTA VINI Una selezione di bollicine da uve autoctone italiane, dalle Alpi alla Sicilia Metodo Classico: Rosè Brut S-ciopét – Pelaverga – Castello di Verduno Bianco Dosaggio Zero – Erbaluce, Timorasso, Cortese, Moscato – Erpacrife Groppello Brut Nature Paxtibi Bianco dal Nero – Zuliani Blanc de Sers Brut Nature – Vernaza, Valderbara, Nosiola […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Filippo Giardina al Maschio Angioino il 22 luglio

Grande attesa per lo spettacolo di Filippo Giardina al Maschio Angioino. Il comico romano, classe ’74, si esibirà Domenica 22 Luglio alle 21:00, nella suggestiva cornice del bastione angioino, grazie alla collaborazione del Kestè e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. L’evento suggella la terza edizione del “Marcondirondirondello – ma che bel Kestello!”, il festival organizzato dallo storico locale della movida napoletana, che si inscrive nella rassegna di eventi culturali promossa dal comune di Napoli: Estate a Napoli 2018. Uno dei più famosi e irriverenti stand-up comedian italiani, reduce inoltre da ben quattro sold-out al Kesté a Largo San Giovanni Maggiore, potrà tornare a esibirsi nel capoluogo campano con il suo monologo “Lo ha già detto Gesù” (spettacolo rigorosamente vietato ai minori di 18 anni). Un’analisi impietosa e senza mezzi termini del nostro paese che offre, attraverso l’ironia, non un pretesto per ridere e non pensare, ma uno spunto per riflettere e ragionare. Giardina sfata miti e tabù con approccio cinico e sarcastico, affidando alla sua satira non soltanto il compito di sovvertire e distruggere gli stereotipi, ma anche quello di creare un terreno ideale per poter costruire una nuova consapevolezza, più pura e sincera. Filippo Giardina al Maschio Angioino, alla scoperta del comico Filippo Giardina, come scritto precedentemente, è uno dei più famosi stand-up comedian italiani, autore di otto spettacoli comici. La sua satira pungente e la sua ironia irriverente vantano ormai anni di decennale esperienza. Giardina ha infatti iniziato a esibirsi come monologhista satirico in locali e teatri dal 2001. Arriva al grande pubblico nel 2013 quando, contattato dal produttore televisivo Gregorio Paolini, partecipa al programma di Rai 2 “Aggratis!”, insieme al collettivo da lui fondato Satiriasi. Nello stesso anno diventa anche autore del programma “Nemico Pubblico”, targato Rai3. Dal 2014 fino al 2016 partecipa e coordina il programma “Stand Up Comedy” su Comedy Central, per poi diventare, nella stagione televisiva 2016/2017, autore e panelist delle cinquantacinque puntate di “Sbandati” su Rai2. Filippo Giardina al Maschio Angioino, non solo stand-up comedy Dopo il monologo di Giardina la serata non giunge affatto al termine: il pubblico potrà infatti assistere a ben due spettacoli musicali. A esibirsi saranno i Barabba e i Mantrika. I primi sono un energico trio Rockabilly che porta avanti un vivace sound che spazia da Chuck Berry a Buddy Holly. Batteria, contrabbasso, piano, chitarra e un pastrocchio linguistico napoletano, italiano e inglese all’insegna del “Politically Incorrect”. I Mantrika, invece, sono il gruppo teatrale musicale/teatrale di Danilo Rovani e Cosimo Alberti. Nacchere, tammorre e voci partenopee per far rivivere il suono antico del capoluogo partenopeo, trasportando il pubblico in una grande festa popolare.

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Eventi/Mostre/Convegni

Ottavo Cielo – Infinity Sunset “White Emotion”, aperitivo stellato all’Hotel Excelsior

Venerdì 13 luglio il Roof Garden dell’Hotel Excelsior (Via Partenope 48 Lungomare Caracciolo, Napoli) si è tinto di bianco con uno degli appuntamenti più esclusivi dell’estate napoletana, l’aperitivo stellato Ottavo Cielo – Infinity Sunset by Skip Events. Nella suggestiva cornice del Roof Garden dell’Hotel Excelsior, hotel di grande fascino, dagli arredi che riportano indietro nel tempo ed una posizione di estremo prestigio sul golfo di Napoli, l’aperitivo White Emotions è pensato per un pubblico selezionato e d’eccezione, per dare vita ad un evento unico e da sogno, all’insegna dell’eleganza e della sobrietà. Appuntamento alle 19:00 per ammirare un incantevole tramonto da una location d’eccezione, al di sopra di tutto e guardando dall’alto la sera che cala sul lungomare e sul Castel dell’Ovo, mentre tutt’intorno si accendono lentamente le luci del golfo di Napoli. L’aperitivo Ottavo Cielo – Infinity Sunset proposto dalla Skip Events è curato nei minimi dettagli, dalla vasta scelta di cocktails degli esperti bartenders alla musica della deluxe selection di Filippo Arienzo, che coccolano gli ospiti e li accompagnano verso l’ottavo cielo, in una delle calde serate dell’estate napoletana. Dalle 20:00 alle 22:00 un buffet internazionale preparato dal top executive chef Ciro Salatiello offre al pubblico una vasta scelta in grado di soddisfare tutti i palati, dagli amanti del raffinato finger food ai sostenitori dei piatti tipici della tradizione partenopea, come pasta e patate e pasta e fagioli (proposta anche nella variante con le cozze). Il dress code total white e l’incantevole vista sul Castel dell’Ovo completano la splendida cornice dell’evento e sono gli elementi fondamentali del tema White Emotion, contribuendo a creare un’atmosfera quasi “celestiale”. Ottavo cielo – Infinity Sunset, un evento d’eccezione in una location mozzafiato Per il secondo ed ultimo appuntamento di questa estate 2018, dopo il grande successo riscosso già a giugno, la scelta del tema White Emotion mira a creare uno scenario suggestivo e quasi “surreale”, per un evento dal gusto ricercato, in linea con la filosofia della Skip Events & public relations, fondata nel 2000 da un’idea di Filippo Arienzo, insieme con Massimo Arienzo e la collaborazione di Paola Fiorenzano, che propone al pubblico solo eventi esclusivi e raffinati, con ingresso a numero chiuso e su invito, in locations d’eccezione. Grazie ad un’organizzazione che punta alla massima cura dei dettagli, giochi di luci soffuse ed un’accurata selezione musicale, gli ospiti dell’evento Ottavo Cielo – Infinity Sunset sono avvolti in un’atmosfera da White Emotions e partecipano ad un evento dall’eleganza e la raffinatezza difficile da dimenticare.

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Napoli & Dintorni

Frida Kahlo, l’omaggio del Teatro alla Deriva VII edizione

Tanto si è detto, tanto si è costruito su Frida Kahlo, un personaggio del ‘900 di così grande spessore. Tante canzoni, tanti film (impossibile dimenticare la Frida interpretata da Salma Hayek), tanti adattamenti sulla sua vita di artista ma anche di donna: trasgressiva, irriverente, passionale, caparbia, una vincente pur nel suo immenso dolore e la sua lotta personale contro i numerosi ostacoli che il destino le ha purtroppo inferto. Più di tutto ciò che riguarda la sua pittura, o la sua terra, il Messico, si è raccontato moltissimo del suo grande amore, perché si sa che non c’è Frida senza Diego. E questo vale anche per l’adattamento del Teatro alla Deriva al “teatro sulla zattera” delle terme Stufe di Nerone a Bacoli, dove ieri è andato in scena Frida Kahlo, testo e regia di Mirko De Martino e presentato dal Teatro dell’Osso. I due soli attori sul palcoscenico/zattera, che hanno impersonato Frida (Titti Nuzzolese) e Diego Rivera (Peppe Romano), iniziano a esporre la loro storia d’amore fin dal principio, presentando prima brevemente ed eloquentemente il corso di eventi principali, come l’incidente sull’autobus della pittrice messicana o la collaborazione di Diego al partito comunista. Storie quasi rivissute anche a mo’ ricordo, ogni volta che l’interlocutore diventa lo spettatore, a partire dalla narrazione del loro primo incontro – tramite una specie di discorso indiretto che si alterna per tutta la rappresentazione con i dialoghi tra i due. Un espediente che aiuta sia chi non conosce il vissuto di Frida sia per chi invece vuole rivivere ancora una volta i ricordi di un’artista, e donna, così straordinaria. Lo spettacolo si dimostra convincente per prima cosa soprattutto per la capacità di aver raccontato nel breve tempo di una rappresentazione, non solo il susseguirsi degli accadimenti tra Frida e Diego, ma anche per essere stati capaci nel delineare il profilo dei due senza tralasciare nessun aspetto che abbia influito in questa grande e tormentata storia d’amore. E in special modo, avere dato più spazio alla figura di Diego: anch’egli pittore messicano, pittore del popolo, attraverso la sua arte riuscì ad ottenere un grande successo anche all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, dove ottenne importanti commissioni come quella al Rockfeller center di New York, ma viene ricordato proprio per avere dato una forte impronta sociale alle sue opere. Frida Kahlo, tra arte e vita Di racconto in racconto, i due protagonisti prendono forma insieme, e facilmente i due attori riescono a trasmettere quello che fu il loro legame, così travagliato a causa dell’infedeltà cronica di lui e del grande temperamento di Frida, una donna nel suo essere rivoluzionaria e controcorrente. Perché ogni quadro di Frida è indissolubilmente legato ai momenti più importanti della sua vita, come molti a Diego, e la regia ha sapientemente sottolineato questo aspetto permettendo a Frida di descrivere in prima persona, attraverso le parole, ogni quadro, al momento giusto: un tassello di vita che va ad intersecarsi con un tassello della sua arte. Un esempio è la descrizione di uno dei quadri più famosi […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Anime partenopee al PAN: al via la IV edizione di Napoli Expò Art Polis

Il caldo di una soleggiata Napoli non ha fermato i tanti interessati dal partecipare all’inaugurazione della rassegna Napoli Expò Art Polis, tenutasi il 14 luglio al Palazzo delle Arti di Napoli. Saranno le sale del PAN, infatti, ad ospitare fino al 27 agosto la quarta edizione del Napoli Expò Art Polis, che quest’anno si arricchisce con un sorprendente calendario di eventi che coinvolge alcune delle più importanti personalità artistico-culturali della nostra città. Alla domanda “Che cos’è Napoli Expò Art Polis?” ha risposto il professor Gianpasquale Greco, che ha curato il catalogo e i testi critici e che, insieme all’organizzatrice Daniela Wollmann, ha selezionato gli artisti partecipanti: “È una mostra? Sì, ma non solo. È un grande contenitore di storia dell’arte a tema napoletano”. A voi il compito di trovare ragione in queste parole, nel labirinto di meraviglia e spettacolo che animerà l’estate napoletana di quest’anno. Dal 14 luglio al 27 agosto: cosa aspettarsi da Napoli Expò Art Polis Al vernissage di inaugurazione del 14 luglio era presente la curatrice del progetto (elaborato in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Napoli), Daniela Wollmann, che ha illustrato il filo conduttore e lo spirito che animano questa edizione. “Anime partenopee” è il tema scelto per quest’anno, il comune denominatore che unisce le opere degli 80 e più artisti in esposizione, tra pittori, scultori, illustratori, installatori. Dalla magia del golfo di Napoli che incontra Van Gogh nel quadro di Paola Fenelli fino all’espressività delle fotografie di Bruno Ciniglia e ai colori di Sandra Statunato: tanti i richiami e le reinterpretazioni in chiave napoletana delle grandi opere del passato, altrettante le manifestazioni d’arte sentite ed eloquenti, specchio del nostro oggi, narratrici dei sentimenti più veri che accomunano gli uomini. Inoltre, anima partenopea d’eccellenza è Tina Pica, attrice e commediografa napoletana scomparsa nel 1968, a cui è dedicato il documentario di Lucilla Parlato e Federico Hermann, prodotto da Identità Insorgenti, che sarà possibile vedere, per tutta la durata della rassegna, nella Sala Video del secondo piano del Palazzo delle Arti di Napoli. Non solo dotato di ampi e luminosi spazi, ma anche aperto a nuovi linguaggi sperimentali, lo storico PAN, con i suoi 100mila visitatori l’anno, spiega l’assessore Gaetano Daniele, è il luogo più adatto ad ospitare una rassegna come Napoli Expò Art Polis: una palestra per artisti che vogliono crescere, un punto fermo per immergersi in un mondo altro, quello dell’arte. Presente al taglio del nastro anche la madrina dell’evento, la cantante Monica Sarnelli, che, sulle note della sua “Chesta sera”, ha con la sua voce riempito d’arte anche la conferenza di presentazione. La canzone è stata dedicata al ricordo di Luigi Necco, a cui sarà dedicata la giornata del 23 luglio, durante la quale interverranno anche la figlia Alessandra, Nino Daniele, Paolo Giulierini, Giuseppe Maggi, Massimo Perna. Tra gli eventi in calendario anche la presentazione del libro “Il giallo di Van Gogh” di Marina Albamonte d’Affermo, il 16 luglio alle ore 17.00, le performances di body painting di Giulia Avallone il 30 […]

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Napoli & Dintorni

«La cultura è l’unica possibilità»: l’Ermitage incontra il MANN

MANN (Museo Archeologico Nazionale Napoli) che incontra il Museo Ermitage. 28 marzo 2019. La “Danzatrice”. Il “Genio della Morte”. “Ebe stante”. “Amorino alato”. “Amore e Psiche stanti”. “Le Tre Grazie”. Una data attesa come un conto alla rovescia, una location di nicchia, a dir poco perfetta, nomi di opere immortali dell’artista che – dalla prossima primavera e fino al 30 giugno – sarà soggetto e oggetto della mostra dell’anno da tutto esaurito, dal titolo sintomatico, nitido come il marmo che scolpiva, pulito come le mani di cera che ad esso dava: «Canova e l’antico». Una collaborazione più che promettente, quella tra Museo Archeologico partenopeo e il Museo Ermitage di San Pietroburgo, suggellata dal vivace e fecondo incontro tra i due rispettivi direttori: Paolo Giulierini, etruscologo di fama e formazione classica, da tre anni alla guida di un MANN in una crescita priva d’affanno, e Michail Piotrovsky, figlio d’arte, saldo nella sua posizione dirigenziale dal 1992 e da allora capo indiscusso di un colosso da quasi 5 milioni di visitatori l’anno. Museo Ermitage e Mann, San Pietroburgo e Napoli «San Pietroburgo rappresenta la porta della Russia sull’Europa. Napoli è il porto dell’Europa sul Mediterraneo»: suona così un passaggio tratto dalla conversazione tenutasi venerdì 13 luglio alle 17, alla quale partecipa un nutrito gruppo di amanti dell’arte, addetti ai lavori, curiosi astanti. «ERMITAGE/MANN – MANN/ERMITAGE. Il patrimonio della storia e i grandi musei: esperienze e idee a confronto». Piotrovsky e Giulierini sono alla sinistra di chi guarda, entrando in contemplazione de “Il supplizio di Dirce”, meglio conosciuto come “Toro Farnese”,  la più grande scultura dell’antichità mai ritrovata e che per le sue dimensioni dà il nome alla sala prescelta come cornice per l’incontro del giorno. Sulla destra tre giornalisti invitati ad intervistare i due protagonisti: Davide Cerbone de “Il Mattino“, Antonio Ferrara de “La Repubblica – Napoli” e Vincenzo Esposito del “Corriere del Mezzogiorno“. «Sono felice di essere qui, in questa meravigliosa sala: mai avrei immaginato di sedermi un giorno davanti al “Toro”, capolavoro assoluto della Collezione Farnese […]. Siamo un museo enciclopedico: rappresentiamo un monumento per la memoria e la cultura russa e custodiamo capolavori da tutto il mondo»: è dal tesoro senza eguali dell’Ermitage che infatti arriveranno, in prestito, le sei opere succitate del Canova, nonché la grande statua romana dell’”Ermafrodito dormiente” del III-I sec. a.C. ed il gruppo bronzeo di “Ercole e Lica“. La mostra «Canova e l’antico» porrà l’accento sul dialogo stesso che essa nomina, ponendo il genio del Neoclassicismo accanto alle epiche opere classiche che egli soleva “imitare, ma non copiare“. Lo scalone monumentale del MANN presenta già la grandi statue canoviane di “Ferdinando di Borbone” e “Minerva“, a riprova del fatto che un tempio dell’antico quale il Museo Archeologico si qualifichi da sé come sede ideale più che mai pronta ad ospitare ulteriori capolavori del grande scultore. La parola chiave del MANN è “sperimentazione” Dopo un filmato sull’Ermitage, in lingua inglese, è la volta di un video targato “MANN“, ideato da Ludovico Solima. Il titolo lo si scopre soltanto alla fine, e […]

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Food

Sfogliata fredda, la nuova delizia di SfogliateLab

Una torta gelato al gusto di sfogliatella. Questa è la novità estiva di SfogliateLab, splendida fucina del gusto sita a pochi passi dalla stazione di Napoli. Vincenzo Ferrieri, figlio di Salvatore, storico proprietario del marchio, ha tirato fuori dal cilindro un’altra imperdibile creazione che farà felici la sua folta quanto affezionata clientela. Dopo le SfogliaCampanella (la sfogliatella con il cuore di babà, una delle golosità più ricercate e imitate in città, che è disponibile in ben 13 declinazioni: classica, al caffè, al croccantino, al panettone, al pistacchio, all’arancia, al cioccolato bianco, al gusto bacio, e nelle versioni estive al limone, alla pesca, ai frutti di bosco, al cocco e alla fragola), è tempo della “Sfogliata fredda”: una sfogliatella scomposta (gli ingredienti sono gli stessi del dolce tanto amato in tutto in mondo) che si  presenta come una torta (sia in formato monoporzione che in formato classico di diverso peso) e va consumata rigorosamente fredda (quindi va conservata in frigo come se fosse un gelato). Per quanto concerne gli ingredienti, essa ha di base un Pan di Spagna ricoperto da uno strato di ricotta aromatizzato gli agrumi, sopra cui troviamo uno strato si sfogliata sbriciolata, un altro strato di ricotta e un secondo strato croccante. Per concludere in bellezza, sulla parte superiore, è stata collocata una sfogliatella classica in versione mignon. La sfogliata fredda è un piccolo capolavoro Abbiamo avuto il piacere di provarla ieri sera in anteprima, nel corso di un evento riservato alla stampa organizzato da Maria Consiglia Izzo e Grazia Guarino, e ce ne siamo subito innamorati. Si tratta di un dolce particolare perché racchiude in sé più consistenze e ciò gli permette di non essere stucchevole – come sarebbe un semplice gelato al gusto di sfogliatella, ad esempio – e tutti gli ingredienti sono distinguibili e per ben percepibili al palato. Insieme alla monoporzione di torta e ad un drink come aperitivo, c’è stata servita una “Pupetta”, un dolcetto (base di Pan di Spagna farcita con una mousse composta da latte, ricotta e panna, e poi rifinita con l’ingrediente corrispondente al gusto specifico) dedicato alle donne e che sarà protagonista ad ottobre – mese per la prevenzione oncologica – di un altro imperdibile evento.

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