Seguici e condividi:

Eroica Fenice

La categoria Food contiene 836 articoli

Food

Wine Lovers in quarantena, l’iniziativa di Wine&Thecity

In questo periodo di reclusione forzata è partito il progetto Wine Lovers in quarantena, lanciato da Wine&Thecity, l’impresa culturale che celebra l’ebbrezza creativa e la cultura del vino. L’obiettivo è quello di fare rete in questo periodo di grande isolamento domestico, di condividere (anche se solo virtualmente) esperienze e consigli enologici. Pertanto, dallo scorso 21 marzo, l’account Instagram wineandthecity_napoli si è arricchito di un nuovo contenuto multimediale. Condividere la cultura del vino Ogni giorno sul canale IGTV Instagram di Wine&Thecity vanno in onda brevi videomessaggi – della durata di uno o due minuti – che personaggi più o meno noti (influencer e giornalisti del settore, pizzaioli di fama e Stelle Michelin, produttori vitivinicoli e personaggi del mondo della cultura) hanno registrato da casa propria, nei quali raccontano cosa bevono in tempo di quarantena. Ciascun personaggio consiglia un vino da bere tra aneddoti, suggerimenti e riflessioni. In tanti hanno aderito all’iniziativa tra cui il pizzaiolo Gino Sorbillo, da sempre al fianco di Wine&Thecity, lo scrittore Maurizio De Giovanni, lo chef Stella Michelin Luciano Villani de La Locanda del Borgo di Aquapetra Resort, Roberto Di Meo, Presidente Assoenologi Campania e vignaiolo che, nella sua casa di Avellino, degusta un calice di Fiano di Avellino 2018 dell’azienda di famiglia. Ancora, lo chef Stella Michelin Domenico Candela del ristorante George del Grand Hotel Parker’s di Napoli, il collezionista e gallerista Peppe Morra che, sorseggiando l’aglianico dell’Antica Vigna di San Martino, racconta come coltivare la bellezza in questo periodo di quarantena; Fiorella Breglia di Cucino per amore che invita a brindare con le bollicine di Ca’ del Bosco. Tanti i contributi di giornalisti ed esperti del settore da tutta Italia: Antonio Paolini dalla sua casa in Abruzzo, Luciano Pignataro da Salerno, Licia Granello da Torino, Antonella Amodio, Santa Di Salvo da Napoli, Camilla Rocca dal Lago di Garda. Wine Lovers in quarantena: intervista a Donatella Bernabò Silorata Per saperne di più sull’iniziativa Wine Lovers in quarantena abbiamo rivolto qualche domanda a Donatella Bernabò Silorata, fondatrice di Wine&Thecity. Com’è nato il progetto “Wine Lovers in quarantena”? In modo del tutto casuale, parlando al telefono con un amico che mi raccontava di aver stappato un importante rosso toscano, una di quelle bottiglie da grandi occasioni. Mi descriveva il vino e ho pensato, «dai mandami un video messaggio che te lo pubblico come consiglio alla community di Wine&Thecity». Da qui l’idea di coinvolgere altri amici a raccontarsi e a raccontarci cosa stanno bevendo in questi giorni di quarantena. All’iniziativa hanno aderito in tanti, non solo personaggi del settore enogastronomico, ma anche del mondo della cultura. Sì, perché il vino è cultura, il vino è una passione trasversale. E anche perché, da sempre, attraverso Wine&theCity promuoviamo in maniera del tutto non convenzionale la cultura del vino, del bere bene. Sono orgogliosa e grata di aver ricevuto i contributi di Maurizio De Giovanni e di Peppe Morra ed altri ne arriveranno. Dal momento che siamo obbligati a stare a casa, come possiamo acquistare vino in questo periodo di quarantena? Tante […]

... continua la lettura
Attualità

Napoli non si spegne – Light mob – Sabato 14 marzo

Napoli non si spegne  Organizzato da Spazio Tangram in collaborazione con il suo direttore artistico Michele Del Vecchio , il “Light mob – Napoli non si spegne” avrà luogo la sera di sabato 14 marzo, prevedendo di dar “luce” e “leggerezza” – entrambe traduzioni del termine inglese “light” – ai cuori delle municipalità napoletane. Ed è proprio alle municipalità che l’appello si estende, incoraggiando le aree partenopee a partecipare a questo evento che si svolgerà ovviamente nell’aera domestica, in vista delle restrizioni governative, e che prevedrà l’accensione e lo spegnimento delle luci esterne e interne della propria abitazione in modo intermittente per la durata di due minuti. Va bene anche affacciarsi ad una finestra o ad un balcone ed accendere e spegnere la torcia del cellulare. Il tutto è stato organizzato a seconda delle municipalità di appartenenza ed il programma indica l’orario a loro dedicato per trasformarsi in “aree intermittenti”. Programma Gli appuntamenti saranno disposti tra le ore 20:00 e le ore 20:30 di sabato 14 e il programma è il seguente: h.20:00: MUNICIPALITA’ 1 + MUNICIPALITA’ 10 (Chiaia, Posillipo, San Ferdinando + Bagnoli e Fuorigrotta) h.20:05: MUNICIPALITA’ 2 + MUNICIPALITA’ 9 (Avvocata, Montecalvario, Mercato, Pendino, San Giuseppe, Porto+Soccavo, Pianura) h.20:10: MUNICIPALITA’ 3 + MUNICIPALITA’ 8 (San Carlo all’Arena, Stella + Piscinola-Marianella, Chiaiano, Scampia) h.20:15: MUNICIPALITA’ 4 + MUNICIPALITA’ 7 (San Lorenzo, Zona Industriale, Vicaria, Poggioreale + Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno) h.20:20: MUNICIPALITA’ 5 + MUNICIPALITA’ 6 (Vomero, Arenella + Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, Barra) TUTTI INSIEME h.20:30: gran finale tutti insieme, tutte le municipalità, quartieri, ecc, spegneremo ed accenderemo le luci TUTTI INSIEME alle 20:30 per cinque minuti! Intervista al direttore artistico Michele Del Vecchio Com’è nato l’evento? << Nato per caso pochi giorni fa. Ero al telefono con un amico fotografo, Paolo Liggeri, e riflettevamo sulla bellezza di Napoli, anche di notte. Poi il discorso si è spostato sulle difficoltà di questo periodo e di quanto sia importante la forza della rete e delle connessioni che si creano tra le persone. Di lì è stato un attimo immaginare “Napoli non si spegne”. Quindi le luci della città che si accendono e si spengono in continua intermittenza, un po’ come si fa con gli accendini e gli smartphone ai concerti>> Perché è nato? <<L’evento è impostato in modo che le dieci munipalità di Napoli che rappresentano tutti i quartieri siano “accoppiate” due a due per accendere e spegnere contemporaneamente le luci di casa, un modo per far sentire vicini anche quartieri distanti tra loro. L’idea è che è proprio nelle difficoltà che bisogna essere più uniti >> Quale è il messaggio che intende esprimere alla nazione in questo momento così delicato? <<E’ un momento difficile per tutti in Italia, non vogliamo sottovalutare la portata del dramma, ma cercare di alleviare un po’ la pesantezza di questi momenti, può solo giovarci. Lo facciamo attraverso le parole di Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni […]

... continua la lettura
Food

Cantina La Barbera: la nuova proposta del locale vomerese

Cantina La Barbera: la rivoluzione del gusto con gli chef Igor Margotti e Fabiana Ferrucci. L’edificio Ottocentesco in Via Morghen, tra le zone più suggestive del quartiere Vomero, ospita negli ambienti spaziosi delle due sale superiori, della taverna e del giardino pensile, la Cantina La Barbera, luogo del gusto dal 1999. Fondata da Alberto Turco, scomparso prematuramente nel 2018, il locale vive ancora lo spirito del suo ideatore, grazie alla curatela dei suoi due amici, Antonio Pizzo e Alfonso Maria Avitabile, cultori della tavola e perdutamente innamorati del progetto della Cantina. Gli chef Igor Margotti e Fabiana Ferrucci contribuiscono oggi a saldare un’intesa culinaria che non teme di unire alle novità delle sue proposte i grandi classici della carta della Cantina La Barbera. Un trionfo di sapori è quindi la variegata selezione di formaggi proposta dal maestro Elio Testa. Con emozione racconta di un amore nato da quando, ancora piccolo, lo chiamavano Calimero, mentre rivolgeva gli occhi stregati dal basso verso il bancone di quelle leccornie che “colleziona” tutt’oggi, giocando con gli accoppiamenti e proponendo esperienze degustative raffinate. Tra queste, il Quadrello di capra alla salvia, dal sentore delicato; lo Stregato alla menta, frutto di lungo lavoro, uno dei formaggi portanti della tradizione casearia italiana, affogato nella strega beneventana e foderato di menta fresca; il Portocereja, dolce, erborinato di mucca consistente ma infiltrato dal vino liquoroso del Porto e coperto di ciliegia rossa di Vignola; il formaggio Fiori di Arancio, infiltrazione siciliana al Passito di Pantelleria, giocato con arancio trattato con l’erborinato di mucca come il Portocereja, la resa finale è qui di una consistenza meno marcata, piuttosto una crema morbidissima; il Blufalimo, primo dedicato alla Campania, lavorato meticolosamente su certezze di gusto. Punto di forza della Cantina La Barbera è la carne alla brace nella sue varianti più pregiate e, grazie all’impatto creativo dello chef Igor Margotti, anche nei tagli meno nobili, alla base di piatti delicati come la Tartare di diaframma di manzo con crackers di capperi, polvere di pomodoro e maionese di limone, e il Quinto quarto, cialdina di pane all’origano, cremoso al pecorino. Accoppiamenti interessanti quelli previsti per le variazioni di meat balls, una tavolozza di colori nel menu della Cantina La Barbera: si sono ottenuti così il Ragù inverso (fondente di pomodoro nel ripieno), il Burger di maialino nero in salsa di provola, il Black Angus, cremoso di zucca e chips di provolone piccante, e l’Absolute di vitellone bianco. Tra i classici intramontabili e irrinunciabili anche nella rivoluzione della nuova carta, i primi piatti di Riso acquerello, cremoso di blu di bufala e tartare di black angus e gli Ziti alla genovese. Lo chef Fabiana Ferrucci presenta la nota dolce della proposta della Cantina La Barbera, con la sua Sfera di cioccolato callebaut ripiena di rocher al cocco. Lo spazio della cantina, reso accessibile nei suoi ampi locali dal 2012, gode dell’intimità che l’esperienza enogastronomica è in grado di ispirare. La Cantina La Barbera si nutre della competenza del sommelier e degustatore Ais: Steggen Wagner. […]

... continua la lettura
Eventi/Mostre/Convegni

Vincenzo De Simone e Le anime di Partenope al PAN

Le anime di Partenope, mostra a cura di Vincenzo De Simone, al PAN dal 26 febbraio al 9 marzo. In un coro polifonico, ognuno ha il suo idioletto. Nove sono le voci incantatrici della collettiva in esposizione presso il Palazzo delle Arti di Napoli. La mostra Le anime di Partenope è un percorso plurilingue in cui si intonano melodie ogni volta nuove, perché sempre mutevole è lo sguardo sulla città. Rievocare Partenope vuol dire recuperare una dimensione di atavismo mitico che non dimentica di essere stato a lungo un tassello fondamentale della Storia, con misteri e suggestioni di quegli antichi che comunicano costantemente con i moderni. Il profilo della sirena madre della città è così riprodotto dai tratti innovativi delle grafiche di Riccardo Scognamiglio, il quale nel suo Canto accorato ricorda l’estremo sacrificio per la fondazione di Napoli, tratto fondamentale di questa intramontabile figura di donna. E ancora, Partenope rivive nelle fotografie di Valentina De Felice, nel territorio del parco Nazionale del Vesuvio, devastato dagli incendi del 2017. «L’alchimia della terra ha trasformato il carbone in argento», recita la didascalia del polittico della De Felice, dove figurano in parallelo la terra martoriata dall’azione dell’uomo e il busto di una Partenope che «oggi porta una serpe in petto». In questa ricostruzione dell’identità della città, si ritorna alla materialità tangibile della pittura con le opere di Giuliana Divino. Partenope è da lei riconosciuta nella sua essenza marina, e trasposta quindi nell’ideale attualizzazione di protettrice dei viaggiatori per mare, coloro che, abbandonati spesso a un destino di morte, vengono da lei traghettati verso luoghi sicuri, perché protetti dall’abbraccio della madre dell’accoglienza. Il curatore della mostra, Vincenzo De Simone, figura tra i nomi degli artisti de Le anime di Partenope, nella sua indagine sul cosiddetto genius loci, «che gli antichi riconobbero come quell’”opposto” con cui l’uomo deve scendere a patti per acquisire la possibilità di abitare». Per il tramite della fotografia, De Simone indaga i luoghi del quotidiano, sondandone la superficie sensibile, recuperandone lo spiritello. Di luoghi e sovrapposizioni di linguaggi si fa portavoce anche Gioia Sassano, con un gioco di acrilico su riproduzione fotografica. La sua Napoli è quella della metropolitana, degli angoli di strada individuabili nella loro quotidiana ricorsività, nel miracolo del quotidiano. Ancora un linguaggio nuovo quello adottato da Cristina Sodano, con il suo dipinto su tessuto La Dea della Luna. Una Partenope questa che vive la «capacità di creazione vulcanica» nel suo essere anello di congiunzione tra il mondo terrestre e quello celeste. Maurizio di Nassau è il fotografo premonitore, come dimostra con la sua serie irriverente Vacanze 2021, presentata all’inaugurazione del 26 febbraio con un esperimento di performing art di estrema attualità. Le acque di Partenope vivono la psicosi degli uomini di terra, in una contemporaneità virale, che nell’opera di Nassau gioca con se stessa, recuperando quel sano infantilismo ormai avvelenato da una claustrofobica ossessione. Francesca Cerfeda trasmette la sua Napoli con il linguaggio della scultura, nell’opera Amplesso, installazione che partecipa dell’innato presentimento mortifero del momento dell’estremo tripudio del […]

... continua la lettura
Food

Opera Restaurant e le nuove esplosioni di sapore

Opera Restaurant, sito in via Simone Martini 2, regala agli ospiti la magia di sentirsi distanti, avvolti da una calda atmosfera che rende labili i confini. Il locale presenta un’impressionante commistione di stili che combaciano alla perfezione: il cocktail bar tipicamente americano, le ampie tende di velluto sulle vetrate da hotel di lusso e un incredibile albero della vita al centro della sala. Il tutto perfettamente incorniciato da un affascinante gioco di specchi, luci e musica che nel fine serata ci trasportano idealmente all’interno di un lounge bar newyorkese. Il locale, aperto quasi da un anno, vive ora di un’impronta rilevante, quella dello Chef Raffaele Campagnola che, dopo aver lavorato come braccio destro dello stellato Gianluca D’Agostino, prende le redini di Opera Restaurant con un nuovo e innovativo menù. La scelta è mirata e studiata: materie prime di alto livello, cotture semplici che ne rispettino la qualità, rispetto dell’ambiente (100% plastic free) e sapori esplosivi. Tutto ciò si basa su una scelta locale, oltre che su una particolare dedizione per i prodotti fatti a mano, come i grissini al burro e il pane bianco ottenuto con il lievito madre. I piatti di Opera Restaurant: ideazione e gusto L’idea dei piatti nasce sicuramente da un’attenta collaborazione e una particolare premura per i prodotti di stagione. La prova del gusto è, però, la detentrice della conferma: protagonista assoluto è il Mediterraneo, con una cura particolare rispetto alla classicità napoletana, avvolta da note orientali e americane. Spiccano l’uovo poché, il carciofo con fonduta di pecorino e pane croccante, i tortelli con genovese (questi ultimi due tra i preferiti dello chef) e la ribs di maiale di Parma con friarielli e crema di patate. Tra le proposte di pesce, invece, risaltano i mezzi paccheri con vongole veraci, lupini e broccoli baresi, gli spaghetti al ragù di seppie con pinoli e cicoria, il baccalà al vapore con cipolle in agrodolce e insalata di rinforzo. Sicuramente la proposta del menù degustazione permette di dare il giusto spazio ad ogni pietanza, oltre che a lasciarsi condurre attraverso un pensiero mirato e studiato. La cucina si dimostra pronta ad adattare la sua impronta personale alle diverse necessità del cliente, adoperandosi velocemente nell’accontentare richieste vegane e celiache, senza rinunciare al gusto. Questo sicuramente grazie ad un importante ed efficace lavoro di squadra che lo chef Campagnola tiene a sottolineare, dimostrando gratitudine per i suoi collaboratori: Daniele Pace e Simone Vicchiariello. Anche i dessert si differenziano per il sapore: la cheesecake rivisitata e il tortino con cioccolato e castagne con ganache di cioccolato bianco sono precedute da una vera esplosione, un mini predessert al frutto della passione che inebria totalmente il palato. I dolci sono poi accompagnati da cocktail particolari e frutta. L’attenzione per il vino, invece, resta centrale: si è scelto di prediligere cantine pregiate ma anche distanti da scelte classiche, per rendere, anche sotto questo punto vista, l’esperienza di Opera Restaurant unica ed esclusiva. Attraverso questo piacevole viaggio tra gusto, musica e atmosfera una cosa arriva diretta: il […]

... continua la lettura
Food

Bertie’s Bistrot a Nola: un viaggio tra sapori esotici e tradizionali

Pressdinner di presentazione del menù primaverile del Bertie’s Bistrot di Nola. Materie prime di ottima qualità del panorama campano accostate a sapori esotici e freschi, come lo zenzero e l’alga in polvere. Il Bertie’s Bistrot si trova a Nola, in Via dei Mille n. 50, in provincia di Napoli. Già dall’entrata si percepisce il calore e la piacevolezza dello spazio interno, arredato in stile post-industriale e con una forte presenza dell’elemento legno. Ad addolcire e abbracciare lo sguardo sono inoltre le luci calde e soffuse che illuminano l’ambiente e catapultano immediatamente i commensali in una dimensione intima e rilassata. Questa è l’atmosfera che ci ha accolti e che ci ha permesso di poter godere a pieno del percorso culinario, minuziosamente studiato e curato dallo chef Valentino Buonincontri. Buonincontri non concepisce il cibo soltanto come mera esperienza sensoriale, ma lo associa anche ad un momento di convivialità e condivisione. Proprio per questo, tra le altre novità del Bertie’s Bistrot, troviamo l’introduzione del menù “Family Style” che si costruisce proprio sulla filosofia della condivisione, servendo tutte le portate dall’antipasto al dessert  a centrotavola in un unico piatto. Welcome Aperitif itinerante del Bertie’s Bistrot All’insegna della socialità e convivialità, siamo stati accolti al Bertie’s Bistrot da un aperitivo itinerante sul bancone in legno del locale in cui abbiamo assaggiato l’irresistibile Carrozzami, un croccante di mozzarella di bufala, per poi continuare con le alici in tempura e, degne di particolare attenzione, le ribs di maialino  croccanti accompagnate da un chutney di mela annurca, un accostamento perfetto per chi ama piatti vivaci e  agrodolci . In abbinamento agli assaggi dell’aperitivo, abbiamo provato la rivisitazione del Cocktail french 75, dalle tonalità fresche e perfetto per riequilibrare il palato dai sapori forti e corposi. Dinner Come antipasto abbiamo assaggiato un hot dog di polpo su un letto di patata concia. Un piatto che si è presentato molto equilibrato nell’esecuzione. Una nota di merito va alla cottura, effettuata a basse temperature per un tempo prolungato, che ha reso il gusto e la consistenza del polpo molto soffice e piacevole. Continua a sorprendere il Bertie’s Bistrot con la proposta dei due primi: Ravioli con ricotta, vongole, zenzero e polvere di alghe tritate e Risotto, piselli, limone e taleggio di bufala mantecato all’olio al rosmarino. Piatti che stuzzicano la fantasia di chi li legge sul menù e che non deludono nel sapore. L’accostamento del ripieno di ricotta dei ravioli con lo zenzero è ottimo e descrive a pieno la freschezza del menù primaverile e del vino abbinato, l’Aryete, un caprettone maturato in anfora dalle note delicate e floreali della casa vinicola Setaro. Come secondi la proposta è molto semplice. Abbiamo assaggiato un piatto a base di pollo, miso e croccante di verdure. A seguire una selezione ottima  di carne di bovino e suino alla brace, con cui siamo passati dalla cottura al sangue fino alle carni ben cotte.  La bottiglia di “Don Vincenzo”, un lacryma christi riserva del 2014 sempre prodotta dalla cantina Setaro, è riuscita ad esaltare e a […]

... continua la lettura
Food

Al President di Pompei ricette d’autore all’olio d’oliva

Al ristorante President di Pompei, lo chef stellato Paolo Gramaglia ha presentato lo scorso martedì 18 febbraio un menu d’eccezione con un prodotto di qualità: l’olio DOP “Colline salernitane” dell’azienda Olivarte. Un prodotto antichissimo e pregiato, ricco di benefici per la salute, nonché alimento centrale della cultura mediterranea: l’ olio d’oliva, le cui origini risalgono all’età minoica, è indissolubilmente legato alla storia dell’uomo sia per la sua capacità di impreziosire qualsiasi cibo, rappresentando un ottimo alleato per la salute e la bellezza del corpo, sia per i risvolti economici che il suo commercio ha avuto nei secoli. Il cosiddetto “oro verde” della dieta mediterranea, grazie ai suoi componenti antiossidanti, svolge una preziosa azione protettiva contro le malattie cardiovascolari e l’invecchiamento. Il suo consumo può favorire il miglioramento dei valori pressori, ridurre il colesterolo cattivo e aiutare a prevenire le malattie metaboliche, come il diabete. Nell’antichità, era molto diffusa la credenza che l’olio d’oliva conferisse forza e giovinezza. Nell’antico Egitto, Grecia e Roma, veniva infuso con fiori ed erbe per produrre medicine e cosmetici.  Proprio per celebrare l’importanza dell’olio d’oliva, al President di Pompei presso gli Scavi è stato presentato da Paolo Gramaglia un menu interamente dedicato all’olio DOP Colline salernitane” prodotto dall’azienda Olivarte di Anna Smeraglia . L’azienda ha fatto della divulgazione in tutto il mondo dell’eccellenza dell’olio extra vergine prodotto nella provincia di Salerno la sua missione. Attraverso un lavoro pluriennale, l’azienda produce, commercializza e promuove l’olio extravergine DOP “Colline salernitane” e quello da “Agricoltura biologica”. Un riconoscimento europeo che indica un prodotto agricolo o alimentare il cui ciclo produttivo, dalla materia prima al prodotto finito, si svolge in un’area geografica ben delimitata e non riproducibile altrove. Lo straordinario menu all’olio d’oliva proposto da Paolo Gramaglia al President di Pompei Ciascuna portata è stata il risultato di un connubio più che riuscito tra la maestria dello chef e l’eccellenza dell’olio proveniente dal territorio del Cilento: ad inaugurare la degustazione, una zuppetta di farro, orzo, bacche di goji, mirtilli rossi e passion frutta, crema di olio extravergine Olivarte spalmabile, accompagnata da una selezione dei pani antichi pompeiani. Come primo piatto, un mischiato potente in trafila di bronzo cotto in sette essenze di mare, calamari, bottoni di impepata di cozze, alghe ed anemoni di mare; il secondo, un baccalà alla napoletana, scottato sulla sua pelle, salsa di pomodorino corbarino alla marinara, patate viola, fior di capperi e olive. Il dessert era l’ultima novità proposta da Olivarte: cioccolatini all’olio d’oliva classici, al peperoncino e al limone. Insomma, al President di Pompei si incontrano storia, cultura e gusto che danno origine a qualcosa di unico in campo enogastronomico, sempre all’insegna dell’alta qualità.   Fonte immagine: https://www.facebook.com/ristoranteppresidentinpompei/photos/a.10151299591282994/10157497065682994/?type=1&theater  

... continua la lettura
Napoli e Dintorni

Maria Mazzotta a Napoli con Amoreamaro

Lo scorso giovedì 13 Febbraio 2020 in una location del centro storico, l’Auditorium Novecento, Maria Mazzotta – una cantante che ha dell’incredibile vocalmente parlando, con un passato nel “Canzoniere Grecanico Salentino” – ha presentato con il fisarmonicista Bruno Galeone il suo nuovo album “Amoreamaro” (Agualoca Records), in anteprima a Napoli, con la produzione di I Zimbra Culture. La musica popolare è il fil rouge della serata – musica di gente che si sporca le mani, che sta a contatto con la terra e con la realtà e conosce il peso delle cose – alla quale prendono parte gli ArsNova, il gruppo dall’anima gipsy che è facile incontrare girando per le piazze del centro storico partenopeo e che propone un repertorio musicale intriso di atmosfera meridionale, senza fronzoli o sovrastrutture. Una formazione che “rilegge la tradizione con occhi moderni” e che è stata superlativa nel condividere più di un’esibizione con la regina della world music europea, giovedì sera. Maria Mazzotta e la sua appassionata riflessione sull’amore amaro Un’intensa e appassionata riflessione, da un punto di vista femminile, sui vari volti dell’amore ha preso corpo sul palco dell’Auditorium. La voce ipnotica di Maria Mazzotta ci ha rivelato la complessità e il mistero di un sentimento dalle mille sfaccettature: grande, disperato, tenerissimo, malato, possessivo e abusato. In un mondo in cui siamo ammaestrati a interpretare svariati stereotipi, finiamo per essere ormai caricature di noi stessi persino sotto le lenzuola. Si cerca disperatamente di anestetizzare l’angoscia che infonde la luce malata del sole e siamo sempre un po’ più tossici in un mondo di tossici. Ogni giorno, perdiamo un po’della nostra umanità e abbiamo quasi dimenticato ormai quale sia la vera essenza dell’amore, quella che ti cambia la vita e che rende il nostro pianeta meno ostile e più colorato. Cerchiamo tutti l’amore, ma lo facciamo poco. Siamo bombardati da grida e insulti in tv, da haters sui social network e da aggressività e rabbia volti ad affermare le proprie idee. La gentilezza e i sentimenti nobili sono considerati “roba da sfigati”, che pare essere passata di moda. Ma probabilmente stiamo sbagliando tutto. Se solo costruissimo più ponti, potremmo essere tutti più felici. E questo è il messaggio che Maria Mazzotta, come un arciere dall’arco dorato, lancia sulla platea scoccando frecce d’amore. [Fonte immagine: v-news.it]

... continua la lettura
Napoli e Dintorni

Napoli Animal Save e Napoli Climate Save al Liceo Pansini | Intervista

Venerdì 14 Febbraio le associazioni di attivisti di Napoli Climate Save e Napoli Animal Save interverranno al Liceo Classico A. Pansini di Soccavo (Napoli) per tenere una lezione informativa sulle conseguenze delle azioni umane sugli attuali cambiamenti climatici e le correlazioni che esistono tra quest’ultimi e le industria zootecnica. L’obbiettivo è quello di far conoscere la complessità di queste tematiche che richiedono studio e forte responsabilizzazione da parte di tutti. Organizzatisi sotto l’egida del movimento internazionale abolizionista Save Movement nato a Toronto nel 2010 e anche sotto la spinta del movimento Friday’s for Future di Greta Thunberg, queste associazioni svolgono diverse attività per la tutela dell’ambiente e dei diritti degli animali. Ne abbiamo parlato con Connie Dentice, rappresentante del gruppo Napoli Animal Save.  Cosa sono Napoli Climate Save e Napoli Animal Save, e quali sono i loro obbiettivi? Sono dei gruppi locali di attivisti, il primo per la tutela dell’ambiente mentre il secondo per la tutela dei diritti degli animali. Nascono dall’organizzazione internazionale Save Movement che conta gruppi in tutto il mondo. Il primo obbiettivo è quello di informare le persone sulle conseguenze dei cambiamenti climatici e promuovere l’antispecismo, ovvero, che tutte le creature viventi sono sullo stesso piano: non esistono animali da compagnia o animali da reddito. Le attività di Animal Save Movement consistono nell’andare in ogni luogo di sfruttamento animale: allevamenti, macelli, fiere, zoo, circhi, negozi che vendono animali. Lo facciamo sempre in maniera pacifica parlando anche coi lavoratori e riscontrando che spesso neanche loro vogliono fare certi lavori. Portiamo quindi la testimonianza di chi vive nell’ombra, parliamo di persone che fanno uso di alcool e droghe, persone che chiaramente non vogliono uccidere ogni giorno, sentire urla e sporcarsi col sangue… non è umano. Si parla tanto della classe operaia ma non si parla mai di queste persone che spesso sono immigrati che non hanno altra scelta. Il nostro atteggiamento è di comprenderle, non di giustificarle e di guidarle verso la transizione. Poi siamo contro la trivellazione, siamo contro gli inceneritori e facciamo manifestazioni per questo. A marzo faremo una manifestazione a Milano fuori la sede della Cargill, una multinazionale che, disboscando intere foreste, rifornisce gli allevamenti di mangimi e distribuisce carne a grandi colossi come McDonald’s e Burger King. Napoli Climate Save, nello specifico, si occupa di far capire e informare sul come l’industria zootecnica incida in maniera consistente sull’inquinamento e i cambiamenti climatici. Ma tra le diverse attività ci sono anche azioni di riqualificazione e pulizia di zone degradate, oppure azioni di rimboschimento. In cosa consiste la lezione che terrete al Liceo Pansino? È una lezione di quattro ore incentrata sulle cause e conseguenze del cambiamento attualmente in atto. Parleremo dei combustibili fossili, della fast fashion, della plastica e dell’industria zootecnica. Sarà una lezione frontale con un dibattito alla fine. Avete già svolto attività simili in altre scuole? Abbiamo svolto la stessa lezione in un istituto professionale a San Giorgio a Cremano per gli studenti del triennio e abbiamo riscontrato che c’è poca informazione ed è […]

... continua la lettura
Food

 Mommò, il nuovo panino di Gaetano Genovesi per Cipajo

Il pizzaiolo Gaetano Genovesi e il pub di Fuorigrotta Cipajo si incontrano per realizzare insieme il panino “Mommò”, che dal 3 febbraio è disponibile nel locale di Via Francesco Morosini, 44. Il pub è presente anche a Giugliano in Via S. Giovanni a Campo 8, e a Frattamaggiore in Via Padre Sosio del Prete, 26/28. È un format che unisce cibo, passione e gioventù. E lo si percepisce dall’aria che si respira entrando nel pub, molto giovanile, seppur professionale e con un menù che ha l’obiettivo di fondere la tradizione del nostro territorio con l’innovazione. L’idea di unire queste due realtà campane arriva dall’istituzione di Stefano Siviero, giovane creativo che sviluppa contenuti per il web. «Ho provato a creare questa sinergia qui per qui, perché credo molto nelle energie positive che lascia la mia terra. Tutto è nato da una riflessione sui social network che hanno praticamente distrutto ogni tipo di distanza, spezzando in maniera drastica i tempi. È vero che i social, utilizzati bene, sono produttori di legami ed opportunità anche se spesso ci spingono a vivere con dei ritmi poco umani. Ed è vero anche che in un attimo potrebbero cambiarti la vita. Siamo tutto ciò che postiamo, nel bene e nel male. Chiaramente mi affascinano le storie di ragazzi che con sacrifici riescono a raggiungere massimi livelli grazie all’appoggio di questa rete immensa di canali virtuali. A fronte di chi vorrebbe raggiungere tutto e subito. Ecco l’ispirazione al nome del panino “Mommò” che in italiano si traduce “adesso”, “ora” pronto ad unire le realtà del territorio rispettando i valori di tempo, dedizione e talento». Il Mommò di Cipajo – Genovesi ci ha conquistato! Noi di Eroica abbiamo avuto il piacere di provare in anteprima il nuovo panino di Cipajo e siamo rimasti del tutto entusiasti del connubio fra i diversi ingredienti. Prima di provare la nuova creazione abbiamo degustato patatine sale e limone e tre tipi diversi di polpettine: quella classica preparata con la carne macinata, quella di pollo sfilacciato con cottura a legna in salsa barbeque e infine la polpettina di tracchia con pesto di basilico. Anche le polpettine hanno soddisfatto appieno le nostre aspettative. Per quanto riguarda il panino, esso punta ai prodotti del territorio, in quanto farcito con cheese steak di maialino nero casertano cotto a bassa temperatura, provolone del monaco, cotoletta di provola dei Monti Lattari e zucca stufata. Ottima la cottura della carne, molto gustosa e ben bilanciata con gli altri ingredienti. Per finire in dolcezza finger di panettone di Capri che lo chef Pasquale Rinaldo, volto della trasmissione “La prova del cuoco” su RaiUno, ha creato in partnership con Cipajo. «Sono molto contento di aver realizzato questa collaborazione con dei giovani imprenditori del nostro territorio. Abbiamo provato a creare un qualcosa di diverso rispetto al solito ma al tempo stesso gustoso, genuino e all’altezza della situazione» spiega Gaetano Genovesi, titolare dell’omonima pizzeria in via Alessandro Manzoni 26/i. E voi cosa aspettate a provare il nuovo panino di Cipajo? Alessia Giannino  

... continua la lettura