L’industria della moda, soprattutto negli ultimi anni, si colloca tra i settori produttivi a più alto tasso di degradazione ambientale e il più basso di sostenibilità. Il degrado dei corsi d’acqua è causato direttamente dai residui liquidi dei processi di colorazione e dei trattamenti finali dei tessuti. Questi liquidi contengono pigmenti, agenti chimici e altri componenti che contaminano i fiumi. Il settore tessile incide in modo profondo anche sul surriscaldamento globale causando il 4% e l’8% di anidride carbonica nell’atmosfera. Per tutti questi motivi, le aziende fashion si sta mobilitando nell’utilizzare fibre ecologiche per la produzione dei capi.
| Fibra ecologica | Origine e produzione | Caratteristiche principali |
|---|---|---|
| Cotone biologico | Coltivazione naturale non OGM, senza pesticidi o fertilizzanti tossici | Basso consumo idrico, ipoallergenico, morbido, traspirante e resistente. |
| Lyocell | Cellulosa di eucalipto estratta con processo a ciclo chiuso in laboratorio | Basso impatto ambientale, biodegradabile, morbido ed elastico. |
| Poliestere riciclato (rPET) | Fusione e filatura di scarti di plastica post-consumo | Riduzione dei rifiuti plastici, ipoallergenico, resistente e traspirante. |
Scopriamo adesso 3 delle fibre ecologiche innovative più utilizzate.
Cotone Biologico

Il cotone biologico è un tipo di cotone non geneticamente modificato coltivato con metodi a basso impatto ambientale. Nella coltivazione non vengono utilizzati pesticidi tossici o fertilizzanti sintetici, mantenendo la fertilità del suolo. Inoltre durante la coltivazione del cotone biologico viene utilizzata meno acqua.
Quindi a differenza del cotone tradizionale permette di creare un ecosistema più pulito, rispettando l’ambiente e rendendosi versatile a più utilizzi, passando dall’abbigliamento all’arredamento. Questa fibra ecologica dona, anche, una vita più lunga ai capi, che sono di una qualità superiore essendo più resistenti, morbidi e traspiranti.
Lyocell

Il Lyocell è una fibra tessile artificiale di origine naturale estratta dalla cellulosa della pianta di eucalipto. Non può essere considerata una fibra tessile naturale, perché viene realizzata in laboratorio grazie all’aiuto di alcune sostanze chimiche.
Questa è una delle fibre ecologiche più innovative, perché viene realizzata con un processo di lavorazione a ciclo chiuso che garantisce una produzione a basso impatto ambientale, essendo anche biodegradabile.
Nonostante i suoi vantaggi sull’ambiente, per essere definita ecologica deve essere prodotta in aziende certificate.
Quando questa fibra viene miscelata con altre fibre come l’elastan, risulta essere più elastica, traspirante e morbida, rendendo i capi di alta qualità.
Poliestere riciclato

Il poliestere riciclato (r PET) è una fibra tessile sintetica che si ottiene fondendo la plastica e infilandola di nuovo in una nuova fibra di poliestere. Viene quindi realizzata con gli scarti di plastica che noi gettiamo via ogni giorno, evitando che la plastica si disperda nell’ambiente.
Il poliestere riciclato ha le stesse qualità del poliestere vergine, ma richiede meno risorse per la produzione.
L’unica pecca dove si sta cercando di lavorare, è che molto spesso i capi in poliestere non possono essere riciclati per sempre, ma per un periodo più breve.
Gli abiti e gli accessori come scarpe e borse realizzati in poliestere riciclato, infine, risultano avere un’ottima qualità, come il fatto di essere morbidi, ipoallergenici e traspiranti.
Fonte immagine in evidenza: Pexels
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