Eco-friendly, come esserlo in 3 modi

Cartello protesta per diventare più eco-friendly

Ci confrontiamo quotidianamente con il cambiamento climatico; di fatto, negli ultimi anni abbiamo avuto molto a che fare con i suoi effetti: incendi, scomparsa di specie animali e vegetali, scioglimento dei ghiacciai e inondazioni fluviali. Ci troviamo in un momento storico in cui un piccolo cambiamento nel nostro stile di vita può svoltare il destino del nostro mondo e delle nostre stesse vite. È vero che, all’inizio, può sembrare drammatico fare scelte ecologiche. Ma possiamo, passo dopo passo, contribuire a salvare la nostra amata Terra e le persone che la chiamano casa. Ecco tre modi per diventare più eco-friendly.

Veganesimo o quasi

Quando si ragiona su scelte eco-friendly, si pensa subito ai vegani: coloro che non mangiano alimenti di origine animale. Con il passare degli anni, sempre più persone decidono di abbracciare questo stile di vita; non lo fanno subito, a volte è un percorso fatto di vari step: si passa dall’essere onnivori, all’essere vegetariani e, soltanto dopo un po’, al veganesimo. Alla base di questo percorso c’è sicuramente una maggiore consapevolezza dell’impatto che le nostre azioni possono produrre sull’ambiente circostante: mangiando meno carne, non solo contribuiamo a ridurre l’uccisione e il maltrattamento di milioni di animali, ma contribuiamo anche a ridurre il consumo di acqua. Non sorprende che l’acqua, già insufficiente, venga utilizzata il più possibile per questo tipo di allevamenti. Ovviamente, non bisogna obbligare le persone a essere vegane. È chiaro che non tutti possono gradire una dieta a base di frutta, verdura e alimenti vegetali.

Acquisti plastic-free

Uno dei modi più semplici per salvaguardare l’ambiente è sicuramente quello di usare meno plastica possibile o addirittura non usarla affatto. Al giorno d’oggi ci sono molte aziende che producono oggetti eco-friendly, che sostituiscono quelli eccessivamente inquinanti fatti in plastica. Infatti, si stanno producendo spazzolini da denti in bambù, bottiglie d’acqua in acciaio – di conseguenza non compreremo e getteremo via centinaia di bottiglie di plastica – shampoo e saponi per il corpo solidi, per evitare la produzione di inutili imballaggi di plastica. Acquistando questi articoli, che purtroppo hanno un costo più elevato della media, possiamo sicuramente fare la nostra parte, in modo semplice, per salvare l’ambiente.

Eco-friendly, shopping intelligente e responsabile

Le aziende sono certamente quelle che più gravano sull’ambiente, molto più delle singole persone che popolano il mondo. Difficilmente fanno scelte eco-friendly, soprattutto se parliamo di aziende fast fashion. Non sono affatto sostenibili né in termini di gestione del loro capitale umano – i lavoratori vengono sfruttati, sottopagati e lavorano ore e ore per realizzare quel vestito alla moda che troviamo da Zara – né nella produzione dei loro prodotti: utilizzano chiaramente prodotti scadenti, i loro abiti sono fatti di poliestere e fibre sintetiche.

A volte la soluzione più consigliata, per evitare di acquistare fast fashion, è quella di comperare prodotti di alta moda (high fashion): abiti di qualità, ma anche più costosi. È chiaro che, in una società in cui la disoccupazione è all’ordine del giorno, comprare a cinquanta euro una semplice maglietta non è una delle mosse più appropriate. La soluzione sta nel non esagerare con l’acquisto di capi fast fashion: non è necessario comprare in modo ossessivo per il piacere di farlo e una semplice t-shirt può essere indossata più di una volta, fino a consumarla.

Soprattutto nell’ultimo anno, specialmente tra i giovani, si è diffusa la tendenza di frequentare mercatini e negozi vintage e fare thrifting: in sostanza si acquistano abiti di seconda mano e questo dà la possibilità di riutilizzare un capo d’abbigliamento vendendolo a qualcun altro.

Sicuramente non è facile essere più eco-friendly e più attenti all’effetto che le nostre azioni possono causare all’ambiente, ma il desiderio di provare e di impegnarsi ad esserlo è ammirevole. È molto più ammirevole che fingere che la questione ambientale sia uno scherzo o qualcosa di cui non ci si deve preoccupare. Tutti noi, con piccole azioni, possiamo salvare la nostra casa, anche perché è l’unica che possediamo. Non a caso uno degli slogan più diffusi nella lotta al cambiamento climatico è proprio: “Non c’è nessun Pianeta-B!“.

Immagine in evidenza: Pixabay

A proposito di Nadia Martorana

22 anni passati con la testa fra le nuvole, di cui 3 come studentessa di Mediazione linguistica e culturale, e se ne prospettano altri facendo le cose che più amo: scrivere, fotografare, viaggiare, sognare.

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