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Cinema cileno, 3 film da non perdere

Cinema cileno, 3 film da non perdere

Il cinema cileno inizia a strutturarsi negli anni Sessanta del Novecento, periodo in cui vengono istituiti una cineteca nazionale e un centro di cinema sperimentale all’interno dell’Università del Cile. Fino alla fine del decennio la produzione cinematografica rimane limitata, ma a partire dal 1967, con il governo riformista di Eduardo Frei, lo Stato comincia a fornire aiuti economici al settore. Nel periodo compreso tra il 1970 e il 1973, durante la presidenza di Allende, il cinema nazionale riceve un ulteriore impulso grazie ai finanziamenti pubblici. Tuttavia, il colpo di Stato del generale Augusto Pinochet segna una brusca interruzione di questo percorso. Le forze armate smantellano scuole di cinema e strutture produttive, distruggendo materiali e archivi e arrivando a bruciare numerose pellicole. Molti intellettuali vengono incarcerati e gran parte dei giovani registi è costretta all’esilio. Successivamente, con il ritorno alla democrazia, il cinema cileno conosce una nuova fase di vitalità: tra le opere più significative di questo periodo figurano La frontera di Ricardo Larraín (1991) e La febbre del loco di Andrés Wood (2001).

Quali sono i film fondamentali

Titolo del film Temi principali
Una donna fantastica Identità di genere e lutto
No – i giorni dell’arcobaleno Politica e comunicazione
Gloria Rinascita e terza età

Ecco 3 film da non perdere del cinema cileno

Una donna fantastica

Una donna fantastica è un film diretto da Sebastián Lelio che unisce dramma intimo e critica sociale. La protagonista, interpretata da Daniela Vega, è Marina, una giovane donna transgender che vive a Santiago e conduce una vita apparentemente tranquilla, divisa tra il lavoro e la relazione con il compagno. La morte improvvisa di quest’ultimo sconvolge la sua quotidianità e la costringe ad affrontare non solo il dolore personale, ma anche l’ostilità e il sospetto di chi la circonda. Marina si trova così a difendere il proprio diritto a essere riconosciuta e rispettata, affrontando una serie di situazioni umilianti e oppressive. Il film si distingue per uno sguardo empatico sulla protagonista, evitando il melodramma facile e costruendo un racconto sobrio, attraverso l’esperienza soggettiva di Marina.

No – i giorni dell’arcobaleno

No – i giorni dell’arcobaleno è un film diretto da Pablo Larraín che mescola dramma politico e commedia in maniera originale e coinvolgente. Ambientato nel Cile dei primi anni ’80, durante la dittatura di Augusto Pinochet, il film segue René Saavedra, un pubblicitario brillante, incaricato di guidare la campagna pubblicitaria per il referendum che deciderà se Pinochet rimarrà al potere. René deve trovare un modo per comunicare con la popolazione senza fare propaganda diretta, utilizzando strumenti creativi e innovativi per motivare gli elettori a partecipare e a fare una scelta consapevole. Nel film, Larraín combina umorismo sottile e tensione politica, mostrando il coraggio e la capacità di resistere a un regime autoritario senza ricorrere alla violenza.

 

Gloria

Si tratta di un film diretto da Sebastián Lelio, che esplora la vita e le emozioni di una donna nella maturità, con uno sguardo realistico e delicato. La protagonista è Gloria, interpretata da Paulina Garcia, una donna sulla cinquantina, divorziata da 10 anni e che vive a Santiago. La donna affronta la quotidianità con indipendenza e spirito libero, lavora e gestisce la propria vita con determinazione. Tuttavia, il suo equilibrio viene spezzato da un incontro inaspettato che le cambia la vita: Rodolfo, il proprietario di un parco creativo. Nonostante Gloria sia felice per la nuova relazione, avverte dentro di sé una crisi interiore che cresce sempre di più. Gloria si distingue per la profondità psicologica del personaggio principale, uno stile sobrio e contemplativo.

 

Fonte immagine: Wikipedia, Di I, Sailko, ritagliata

Articolo aggiornato il: 22/12/2025

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