Il Giappone è da sempre considerato la fabbrica dei film d’animazione, con case di produzione pioniere del settore come Studio Ghibli (Il castello errante di Howl, Kiki – Consegne a domicilio, Porco Rosso), Toei Animation (Dragon Ball, I Cavalieri dello Zodiaco, Sailor Moon), Mappa Studios (Jujutsu Kaisen, Chainsaw Man) e altri che hanno sfornato capolavori accompagnandoci tutta l’infanzia e, in molti casi, anche l’età adulta. Non tutti però sono a conoscenza di questi 3 cult del genere coming-of-age della cinematografia giapponese non d’animazione, ognuno dei quali è ambientato dentro le mura scolastiche, vissute dai protagonisti in maniera diversa. Ciò che li accomuna di più è il carattere malinconico e nostalgico, espresso con diverse sfumature, tipico di quello che nella cultura nipponica viene chiamato Seishun, ovvero la “primavera della vita”, e cioè quel periodo dell’adolescenza fragile ma al contempo esplosivo, fatto di esperienze negative e positive che caratterizzano la vita tanto di personaggi fittizi, quanto di persone nella vita reale.
I migliori film coming-of-age giapponesi: 3 titoli cult
| Film | Regista | Anno | Tematica principale |
|---|---|---|---|
| All About Lily Chou-Chou | Shunji Iwai | 2001 | Bullismo e musica come rifugio. |
| Blue Spring | Toshiaki Toyoda | 2001 | Delinquenza giovanile e crescita dark. |
| Linda Linda Linda | Nobuhiro Yamashita | 2005 | Amicizia, band liceali e festival scolastici. |
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All About Lily Chou-Chou (Rirī Shushu no Subete)
Film uscito nel 2001 e diretto da Shunji Iwai. Il coming-of-age giapponese per eccellenza: la storia segue una cronologia non lineare e ruota principalmente attorno a un ragazzo di nome Yuichi, costretto a fare i conti col bullismo a cui, però, trova sollievo attraverso la musica di Lily Chou-Chou. Una curiosità poco nota è che il regista ha cominciato il progetto del film con un esperimento sociale. Il fan-blog su cui scrive Yuichi è in realtà frutto della fantasia del regista un anno prima delle riprese, che decise di osservare come gli utenti interagivano tra di loro parlando di un gruppo musicale (Lily Chou-Chou, per l’appunto), anch’esso finto. Il film è considerato un capolavoro cult del cinema giapponese, capace di descrivere, in maniera esplosiva e brutale, la vita turbata della gioventù distaccata giapponese degli anni del “Decennio perduto”.
Blue Spring (Aoi Haru)
Film sempre del 2001 con la regia di Toshiaki Toyoda (considerato uno dei migliori registi giapponesi dei nostri tempi) basato sull’omonimo manga di Taiyō Matsumoto. È la storia di un gruppo di ragazzi delinquenti delle scuole superiori intenti a fare i conti con la crescita e i problemi che essa comporta. Il film contiene una scena passata alla storia come una delle più difficili da metter a punto nei panni di un attore: si tratta di un time-lapse in cui l’attore che interpreta Aoki, prima del finale tragico, rimane immobile sul tetto della scuola a guardare l’orizzonte. L’attore è dovuto rimanere nella stessa posizione per ben 8 ore consecutive, senza pause e in un’unica ripresa e, per evitare che collassasse, gli furono legate le mani alla ringhiera. Il tono è più dark rispetto al primo film della lista ma riesce comunque a mostrare con trasparenza la bellezza insita nelle difficoltà di tutti i giorni, aspetto tipico dell’estetica giapponese e che accomuna molti lavori cinematografici e d’animazione nipponici.
Linda Linda Linda
Film del 2005 diretto da Nobuhiro Yamashita, segue la storia di quattro ragazze del liceo (Kei, Kyoko, Nozomi e Song, una studentessa coreana in scambio culturale) intente a preparare un concerto per il festival di fine anno. La canzone che hanno scelto è Linda Linda dei The Blue Hearts, gruppo punk giapponese, dalla melodia accattivante e che entra subito in testa. Il film scorre piacevolmente, con una fotografia che è nostalgia, quasi malinconia, pura. Sembra di rivivere i momenti di scuola insieme a loro, guardandole a distanza mentre provano insieme nella band e fanno i conti con amori, problemi di inserimento e tutte le preoccupazioni che frullano in testa quando si è adolescenti. Un film leggero e solare, a tratti comico, ma profondo al tempo stesso a cui bisogna per forza dare una chance.
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