Film con Rosamund Pike: tre da vedere

Rosamund Pike, figlia di musicisti nata a Londra, prima di approdare nel mondo del cinema è stata una studentessa modello, laureata all’Università di Oxford in letteratura inglese. Nel 1998 fa la sua prima apparizione televisiva nel film A Rather English Marriage. La sua carriera decolla nel 2002 dopo il ruolo della Bond girl Miranda Frost nel film La morte può attendere, per il quale si aggiudica il premio come miglior debutto agli Empire Awards del 2003. Da allora l’attrice può vantare un meritato successo, di cui sono testimoni numerosi premi e candidature che ha collezionato fino ad oggi. Scopriamo 3 film con Rosamund Pike da vedere assolutamente!

Ecco i 3 film con Rosamund Pike da vedere

1) Saltburn 

Uno dei film con Rosamund Pike più recenti è Saltburn, distribuito sulla piattaforma Prime Video da dicembre 2023, scritto e diretto dalla sceneggiatrice, regista e attrice Emerald Fennell, già nota nei panni di Camilla Parker-Bowles nella terza e quarta stagione di The Crown nonché per aver scritto e diretto il film Una donna promettente. 
A meno che negli ultimi mesi non abbiate praticato un qualche ritiro ascetico rimanendo tagliati fuori dal mondo è impossibile che non abbiate quantomeno sentito parlare di questo film, che ha fatto tanto discutere tra scene di necrofilia e la famosa scena della vasca da bagno (su Etsy è persino in vendita la candela all’essenza Felix Catton’s Bathwater). Se non avete visto Saltburn, un film con Rosamund Pike, correte a recuperarlo e uno dei motivi per farlo è certamente la sua interpretazione. La vediamo nei panni di Lady Elspeth Catton, donna eccentrica e da un’esuberanza sapientemente centellinata nelle sue affermazioni, talvolta sconnesse dal discorso, che spiazzano l’ascoltatore; un esempio è l’iconica battuta:

“Sono stata lesbica per un po’, sai? Ma era tutto troppo bagnato, gli uomini sono piacevoli e asciutti.”

Elspeth ne ha per tutti e non si fa problemi a sparare a zero su qualcuno o disporre della vita degli altri a proprio piacimento. Non glielo sentiamo dire e d’altronde non ce n’è bisogno, ma si reputa una spanna al di sopra degli altri, complici la sua prorompente personalità e la sua condizione sociale. Ciò però non le risparmia di subire la fascinazione di Oliver, amico di suo figlio Felix e ospite nella tenuta di Saltburn, che la colpisce con la sua perspicacia e riesce ad entrare nelle sue grazie. Lady Catton, tuttavia, non immagina neanche lontanamente che è diventata una pedina di una conturbante macchinazione orchestrata dal giovane Oliver.

2) I Care a Lot 

Un altro film con Rosamund Pike da vedere è I Care a Lot (2020) scritto e diretto da Jonathan Blakeson, in cui l’attrice interpreta Marla Grayson, truffatrice algida e senza scrupoli.
Marla ha messo in piedi un’organizzazione ben oleata in ogni suo ingranaggio: la dottoressa e amica Karen Amos le segnala i casi di anziani che vivono da soli dei quali amplifica nei referti le patologie, facendo intendere che non sono più persone autosufficienti. Marla così si rivolge ad un giudice con l’intento di ottenere la tutela legale su queste persone. Una volta ottenuta, le vittime vengono confinate in una residenza per anziani e da questo momento è impedito loro ogni contatto con l’esterno e Marla, in virtù della sua nomina di tutrice, può procedere alla vendita dei beni personali dei malcapitati intascando tutti i guadagni.
Un giorno, dopo l’ennesima dritta alla dottoressa Amos, attua con successo il suo consolidato stratagemma stavolta ai danni della ricca e anziana Jennifer Peterson. Come da programma, procede ad esaminare i beni personali della donna e trova in una cassetta di sicurezza dei diamanti: convinta di avere tra le mani la sua gallina dalle uova d’oro è intenzionata a spremerla fino all’ultimo centesimo. Marla però non ha idea di chi ha davanti e del guaio in cui si sta cacciando: stavolta potrebbe aver truffato l’anziana sbagliata.

3) L’amore bugiardo

L’amore bugiardo – Gone Girl (2014) diretto da David Fincher è un film con Rosamund Pike e Ben Affleck, tratto dall’omonimo romanzo di Gillian Flynn.
La vicenda si apre con la scomparsa di Amy Dunne, interpretata da Rosamund Pike e il carattere apatico del fedifrago Nick Dunne lascia pensare ad un’inevitabile conclusione. La storia però si basa su una narrazione inattendibile e quando viene presentato il punto di vista di Amy crollano tutte le certezze che si erano fatte strada nella mente dello spettatore.
Quello di Amy è un personaggio che si regge sulle aspettative altrui, è una donna che ha sempre cercato di incarnare la visione di sé che gli altri avevano di lei: dei genitori che la vedevano come la “mitica Amy”, diventata anche protagonista di una serie di libri per bambini, e del marito che non si è innamorato di Amy, ma della “cool girl” (in italiano inefficacemente tradotto come “strafica”) che cercava di incarnare per sedurlo.
L’esasperazione di questo personaggio culmina nella demistificazione dell’archetipo della “cool girl”. Amy stessa ammette, nel celebre monologo (solo per il quale vale la pena di vedere questo film con Rosamund Pike), di essersi abbassata ad incarnare questo stereotipo che si basa su un personaggio femminile la cui esistenza è circoscritta nella proiezione dei desideri del suo uomo. La “cool girl” è compiacente, rassicurante, disinvolta e necessariamente attraente. Ciò che spezza l’inganno è il momento in cui Amy scopre che il marito si è trovato una più giovane e soda “cool girl”, costituendo anche il frangente in cui la protagonista compie l’evoluzione da personaggio a soggetto e si sottrae a questa narrazione, realizzazione così espressa nella conclusione del monologo:

“Credete che gli avrei permesso di distruggermi e poi vivere felice e contento? Col cazzo, non può vincere lui!”

Fonte immagine in evidenza: Depositphotos

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