Gia – Una donna oltre ogni limite | Recensione

Gia - Una donna oltre ogni limite | Recensione

Gia – Una donna oltre ogni limite è un film del 1998 diretto da Michael Cristofer ed interpretato da Angelina Jolie per documentare la storia della modella Gia Carangi, amatissima negli anni ’70 e ’80 e morta a 26 anni.

Gia: biografia della modella

Gia era la terza figlia di Joseph Carangi e Kathleen Adams, i quali si separarono quando lei e i suoi due fratelli erano piccoli. Lei rimase con il padre mentre la madre trovò un compagno poco dopo la separazione. Lo stile di vita di Gia era molto particolare e non sempre si sentiva amata. Era omosessuale e fu una notizia dura per la madre. Il suo primo vero amore omosessuale fu Sharon, una bellissima ragazza bionda incontrata in un bar. La mentalità della madre era totalmente opposta a quella della giovane Gia; arrivò a costringere la figlia a fare un test anti-droga a cui risultò positiva perché era convinta che il suo orientamento fosse cambiato a causa di questa dipendenza. La vita di Gia cambiò radicalmente quando venne assunta dall’agenzia Wilhelmina Models, a New York, a soli 17 anni e si trasferì con Sharon. Durante un servizio fotografico, s’infatuò di Sandy Linter, la sua truccatrice.

Gia era amata da tutti per la sua spontaneità, era un po’ maschiaccio, ma era assolutamente ipnotica. E’ stata il volto delle campagne di Armani, Dior, Versace e Yves Saint Laurent. Purtroppo, ciò che ha distrutto la modella è stata la tossicodipendenza, condizione che peggiorò quando morì la sua tutor, Cooper. Non riusciva più nemmeno a lavorare e, oramai, si era sparsa la voce riguardo le sue dipendenze e nessun’agenzia era più interessata a lei. Cercò di seguire un gruppo di disintossicazione che, purtroppo, fu inutile. Lavorò per alcune agenzie, in particolare per Francesco Scavullo, il quale la fotografò per la copertina di Cosmopolitan dell’82; alla fine di quest’anno fece davvero pochi lavori ed ebbe pochi clienti. Venne trovata con la droga sui set e fu costretta ad abbondare tutto e tornare a casa. Tra i momenti più bassi di Gia ci sono sicuramente gli abusi sessuali da parte di spacciatori, fino ad arrivare a violenza fisica. Accettò il ricovero all’Eagleville Hospital grazie al quale iniziò a conoscere se stessa e trovò lavoro in un negozio di abbigliamento quando finì il programma. Ciò non bastò per non ricorrere ancora all’eroina e subito dopo tornò a vivere con la madre. In seguito, le venne diagnosticata la polmonite e l’ARC, una fase dell’AIDS, malattia a cui lei sapeva di andare incontro. Morì all’Hahnemann University Hospital il 18 novembre 1986 a soli 26 anni.

Gia: il film

Gia – Una donna oltre ogni limite documenta la storia di Gia Carangi, ma il film ricalca molto la storia con Sandy, la quale è chiamata Linda nel film. Si parla di un disperato bisogno di amare ed essere amata. La modella aveva una personalità molto creativa, spontanea, genuina, e anche i suoi sentimenti erano tali. Non era la tipica donna che andava a letto con tutti, infatti, il film è raccontato anche riportando le testimonianze di amici e parenti e tutti sembrano ripetere «Non è mai stata una questione di sesso». Insomma, Gia era di una bellezza disarmante, aveva il potenziale per avere il mondo tra le mani e sapeva di essere bella ma, nonostante ciò, faceva fatica a conoscere se stessa. Nel film Angelina Jolie cattura il personaggio di Gia fino a cucirselo addosso; l’attrice allora aveva solo 23 anni e concquista il secondo Golden Globe grazie a questo ruolo. Non è stato difficile interpretarlo, Angelina ebbe problemi di autolesionismo, soffrì la separazione dei genitori e perse la madre per colpa del cancro. Gia era bella ma dannata; credeva di non meritare nulla e la sua tossicodipendenza l’ha portata ad autosabotarsi. Forse, questo complesso nacque dall’abbandono della madre, dal modo in cui si comportavano gli uomini con lei, i quali volevano solo il suo corpo. Gia cercò la madre quando iniziò la sua carriera, come se non l’avesse mai lasciata sola. L’aveva perdonata, l’animo di Gia era così puro, probabilmente opposto a quello della madre, alla quale interessava solo vivere la vita che non ha mai avuto, attraverso sua figlia. 

Gia: considerazioni finali 

Essendo un film dell’80, ci sono scene in bianco e nero ed altre a colori, ma ciò contribuisce a renderlo molto più dinamico. Questa dinamicità è accompagnata dalle musiche che rendono l’atmosfera ancora più straziante, soprattutto durante i crolli emotivi di Gia. Angelina Jolie è stata scelta per rappresentare un personaggio dotato di bellezza esteriore ed interiore ed è riuscita senza esitazioni. Può risultare un film un po’ pesante in alcune scene e, a tal proposito, va ricordato che esistono due versioni di questo film: quella censurata e non. Gia Carangi è stata una delle prime modelle che ha spopolato e probabilmente la prima donna ad essere affetta dall’AIDS. Non tutti conoscono la sua storia e questo film è sicuramente un’ottima documentazione. Oltre alle testimonianze di amici e parenti, vengono riportate delle pagine di diario di Gia, nel quale scriveva per comprendere meglio se stessa e, talvolta, era davvero poetica

Uno dei suoi versi celebri riportato a fine film:

heaven on earth
back again
into
under
far in between
trough it
in it
and above…

 

Fonte dell’immagine: Copertina ufficiale di Amazon Prime

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