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Il sapore della ciliegia: uno sguardo al cinema iraniano

"Il sapore della ciliegia": uno sguardo al cinema iraniano

Il sapore della ciliegia (Ta’m-e gilās in lingua originale) è un film del 1997, scritto, prodotto e diretto da Abbas Kiarostami, che gli è valsa la Palma d’Oro al 50° Festival di Cannes.

Scheda tecnica: dettagli chiave del capolavoro di Kiarostami

Dettaglio Informazione
Regista Abbas Kiarostami
Anno di uscita 1997
Genere Drammatico, Road movie
Riconoscimenti Palma d’Oro a Cannes (1997)
Temi principali Vita, morte, suicidio, bellezza della natura

Origini del cinema iraniano

Il cinema iraniano nasce nel 1900, cinque anni dopo la prima proiezione pubblica a cura dei fratelli Lumière, inventori del cinema. Con il termine “cinema iraniano” (o persiano), si vuole far riferimento a tutte le rappresentazioni cinematografiche che prendono in oggetto le tradizioni, i luoghi e le persone appartenenti alla cultura iraniana.

Trama de Il sapore della ciliegia: la ricerca del signor Badii

Il sapore della ciliegia narra le vicende del signor Badii, un uomo che, giunto al capolinea della sua esistenza, ha deciso di togliersi la vita. Il suo ultimo desiderio è essere seppellito ai piedi di una collina, volontà che tenterà di esaudire attraverso la ricerca esasperata di una persona disposta ad aiutarlo, in cambio di denaro, una volta che questi abbia compiuto l’atto estremo, ultimo; insomma, una sorta di assistenza “alternativa” al suicidio. Il signor Badii si muove tra le colline di Teheran, accompagnato soltanto dalla sua auto e dal desolante rumore dei sassolini che si infrangono sotto al suo peso; solo alla fine incrocerà sul suo cammino un uomo turco, disposto ad aiutarlo per riuscire a sostenere le spese mediche del figlio malato. La storia si conclude con un’ultima immagine sfocata, che lentamente si dissolve fino a scomparire, presumibilmente raffigurante l’ultima immagine del mondo vista dagli occhi stanchi del signor Badii.

L’ambientazione tra le colline di Teheran

Il film si svolge tra le meravigliose valli della capitale iraniana, culla originaria di Kiarostami, la quale assume un valore quasi sacro per il protagonista stesso, che sceglie di ricongiungersi ad esse fisicamente, per sposarle spiritualmente.
Il regista iraniano ha optato per la rappresentazione di spazi ridotti, con il fine di veicolare un messaggio essenziale, privo di fronzoli, e tale scelta annovera la pellicola nella categoria dei cosiddetti “road movies”.

Il road movie come strumento narrativo

Il road movie è un genere cinematografico, altresì definito il genere dei film “su strada” proprio per la loro particolare ambientazione. La strada è presente per larga durata dei film appartenenti a questo genere, all’interno dei quali il protagonista si muove in un viaggio, tendenzialmente in automobile, verso una meta, che è concettualmente l’alterazione della propria quotidianità e l’analisi interiore.

Analisi de Il sapore della ciliegia: vita, morte e libertà

L’opera di Kiarostami riflette sull’intricato tema della vita e, di conseguenza, su quello della sua antitesi (o componente necessaria), la morte. L’intento del regista è quello di porre lo spettatore di fronte ad una serie di quesiti esistenziali, i quali hanno caratterizzato la storia dell’uomo anche prima che questi potesse essere definito “moderno”: cos’è la libertà? E partendo dal presupposto per cui nessuno è realmente libero, è possibile ribellarsi all’obbligazione di una vita alla quale siamo stati sottoposti senza una possibilità di replica? La riflessione è condita, inoltre, dalla metafora della ciliegia, fornita proprio dall’uomo turco, che confessa di essere stato ugualmente tentato dal pensiero di togliersi la vita, prima di ricordare “il sapore della ciliegia”. Il sapore della ciliegia, dolce e succosa all’interno, rappresenta la vasta possibilità di esperire della bellezza che il mero vivere può conferire, racchiusa in un involucro sostanzialmente semplice. Il sapore della ciliegia è, in fondo, la capacità della terra di fornirci elementi degni di tenerci attaccati al suo seno.
La bellezza delle terre di Teheran viene descritta da una fotografia semplice, la quale mira alla raffigurazione di tutti gli elementi primordiali che appaiono meravigliosi all’occhio umano, e talvolta addirittura salvifici. Badii stesso esiterà per un istante, dopo aver ammirato la bellezza di un tramonto, a cui sta consapevolmente rinunciando per sempre attraverso la sua rinuncia alla vita.

Fonte Immagine in evidenza: copertina Prime Video

Articolo aggiornato il: 04/01/2026

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