Kakegurui: il nuovo live action Netflix | Recensione

Kakegurui: il nuovo live action Netflix

Il 15 maggio 2025 ha debuttato su Netflix il nuovo live action di Kakegurui, adattamento del famoso manga e anime giapponese di Homura Kawamoto e Tōru Naomura, diretto da Simon Barry. La serie, composta da 10 episodi e che in inglese prende il nome di Bet, ha ricevuto molto sostegno da parte del pubblico di Netflix, detenendo un solido posto nella Top 10 delle serie tv su Netflix sin dal momento dell’uscita. Nonostante questo, però, non sono mancate le critiche, soprattutto da parte dei fan più fedeli ai manga e anime originali.

La trama di Kakegurui: il nuovo live action Netflix

Il nuovo live action Netflix di Kakegurui è ambientato in un collegio d’élite statunitense, in cui il sistema scolastico e sociale è basato sul gioco d’azzardo e gli studenti rischiano tutto pur di scalare la gerarchia. La trama, oltre che intorno alle scommesse, gira attorno a Yumeko (Miku Martineau), una kakegurui (giocatrice compulsiva) intenzionata a vendicare la morte dei genitori. Incontrerà degli amici come Ryan (Ayo Solanke) e Mary (Eve Edwards) che la sosterranno, soprattutto contro i membri del consiglio studentesco (in particolare Kira, interpretata da Clara Alexandrova), ed altri che le nasconderanno dei segreti come Michael (Hunter Cardinal).

Critiche a Netflix: controversie sul cast e l’identità culturale

La serie presenta molte differenze sia con anime e manga di Kakegurui, sia con il live action giapponese del 2019. Se quest’ultimo è stato in grado di adattare l’anime in modo assolutamente fedele, lo stesso non è avvenuto in questo caso, e i fan non sono rimasti in silenzio.

La trama, infatti, si basa principalmente sull’obiettivo di Yumeko di vendicare la morte dei genitori, mentre nell’anime ci si sofferma maggiormente sul gioco e, in particolare, sul gioco compulsivo della ragazza. Per molti fan di anime e manga, questa importante differenza è risultata essere una snaturalizzazione del personaggio, che avrebbe una maggiore complessità psicologica, oltre che risultare in una perdita di tensione narrativa che caratterizzava l’opera originale.

Inoltre, nonostante la scelta di Miku Martineau come Yumeko molto apprezzata, non ha riscosso tanto sostegno la scelta di modificare completamente l’identità culturale (anche sessuale nel caso di Suki, interpretato da Ryan Sutherland e che nell’anime è una ragazza che diventerà amica di Yumeko) di molti altri personaggi. Molti fan hanno parlato di cancellazione asiatica, sottolineando l’ironia di adattare una storia profondamente radicata nella cultura giapponese senza rappresentare adeguatamente la sua origine etnica. Probabilmente, questa scelta è dovuta a un tentativo di adattare la serie a un pubblico occidentale.

La serie ha dunque ricevuto un’accoglienza mista. Da una parte, ci sono i fan di lunga durata non molto soddisfatti delle modifiche a trama e personaggi, dall’altra ci sono alcuni nuovi spettatori che hanno apprezzato la serie e la sua originalità affacciandosi, con una interessante introduzione, al mondo di Kakegurui.

Fonte immagine: Netflix

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