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La psicologia dei colori in La sposa cadavere: qual è il significato?

La psicologia dei colori è una vera e propria disciplina che analizza i colori e l’effetto che generano sugli individui. Le scelte cromatiche giocano un ruolo fondamentale come ausilio della comunicazione: costituiscono un escamotage per veicolare dei messaggi e trasmettere sensazioni. Per tal motivo, questa disciplina viene spesso applicata nell’ambito cinematografico, attribuendo all’utilizzo del colore un ruolo importante, al pari di quello dei personaggi, nella costruzione di una storia. Un celebre esemplare di produzione audiovisiva, che sfrutta altamente la psicologia dei colori, è senz’altro La sposa cadavere di Tim Burton, un lungometraggio d’animazione in stop-motion. Ma com’è che vengono utilizzati i colori in La sposa cadavere per trasmettere un messaggio?

Il paradosso della psicologia dei colori in La sposa cadavere

La psicologia dei colori in La sposa cadavere è la chiara rappresentazione di come Tim Burton vede la relazione tra la vita e la morte, che egli non analizza come fenomeni distinti, ma come realtà parallele, che si snodano contemporaneamente nell’esistenza umana: il Mondo dei Vivi è dominato da toni grigi e spenti, che non trasmettono alcuna emozione, se non la sua concezione secondo la quale le angosce che ci colpiscono durante la nostra esistenza sulla Terra ci impediscono di goderci la vita a pieno. Infatti, i personaggi che abitano il Regno dei Vivi sono apatici e sopraffatti dalla vita. Al contrario, l’Aldilà è paradossalmente invasa da tonalità più vivaci, con il suo tripudio di colori sgargianti, rappresentando una dimensione dove le frivolezze che ci affliggono in vita, nell’oltretomba diventano vane e si “vive” spensierati, proprio come fanno gli scheletri canterini.

Quindi, emerge un paradosso sul piano cromatico, che definisce chiaramente la percezione di Burton riguardo il dualismo tra vita e morte. In questo modo, non viene solo ribaltato l’utilizzo del colore nella scenografia, ma anche le aspettative degli spettatori.

Trama di La sposa cadavere

Siamo nell’Inghilterra del XIX secolo e, per evitare di cadere in miseria, la famiglia Everglot promette in sposa la figlia Victoria Everglot al figlio della benestante famiglia Van Dort, Victor Van DortIn questa dimensione prevalgono tonalità cupe, in quanto la psicologia dei colori in questa parte de La sposa cadavere serve per trasmettere l’angoscia dei personaggi. Nonostante il loro sia un matrimonio combinato, tra Victor e Victoria è amore a prima vista. Dopo una serie di goffi incidenti durante le prove della cerimonia che fanno sì che il matrimonio venga sospeso, Victor cerca di memorizzare i voti nuziali, mentre cammina affranto per la foresta. Qui, pervaso da un’improvvisa ispirazione, pronuncia la promessa matrimoniale in maniera impeccabile, infilando l’anello ad un ramo. Tuttavia, questo gesto avrà conseguenze nefaste nella sua vita: quel ramo contorto si rivela essere la mano scheletrica del cadavere di una ragazza vestita da sposa, di nome Emily, la quale è stata uccisa dal suo amato prima di poter coronare il suo sogno di sposarsi. Catapultato nell’Aldilà, Victor scopre la triste storia della Sposa Cadavere, che il ragazzo ha risvegliato involontariamente dal limbo. È proprio qui che assistiamo ad un utilizzo dei colori completamente diverso: è tutto più acceso e vivo, a prova del fatto che la psicologia dei colori in La sposa cadavere detiene un significato importante.

Per tornare dalla sua amata, Victor si vede costretto ad ingannare Emily e questo scatenerà la sua ira. Emily però, nel profondo del suo cuore, realizzerà che non può competere in alcun modo con Victoria per una cosa fondamentale che lei non possiede: la vita.

Venuta a conoscenza dell’accaduto, Victoria è intenta ad aiutare il suo fidanzato ma nessuno le crede e la sua famiglia decide di darla in sposa a un nuovo pretendente, Lord Barkins. Egli è solo apparentemente un uomo di buoni costumi: in realtà è un imbroglione a caccia di doti che si spaccia per un uomo ricco, che per altro è anche l’assassino di Emily. Nonostante si ribelli, Victoria alla fine è costretta ad acconsentire al matrimonio.

Intanto, Victor scopre che le sue nozze con Emily non sono valide perché, come il saggio ricorda, il matrimonio dura «finché morte non vi separi»; pertanto, per ufficializzare le nozze Victor dovrà tornare nel Mondo dei Vivi, ripetere i voti nuziali e bere il “Vino del Tempo dei Tempi”, cioè un veleno. Il giovane accetta le condizioni, rassegnatosi al suo destino, e invita tutti i deceduti alle nozze.

Tornare nel Regno dei Vivi ed assistere alla tristezza di Victoria metterà alla prova Emily, che dovrà scegliere se coronare il suo desiderio di sposarsi e rinchiudere per sempre Victor nell’oltretomba con lei, o divincolarlo dal suo voto nuziale e permettergli di sposare la sua amata Victoria.

Il poeta gotico-romantico del cinema

La psicologia dei colori adottata in La sposa cadavere ha senza alcun dubbio contribuito all’attribuzione del titolo di “poeta gotico-romantico del cinema” al nostro caro Tim Burton. La sua fervida fantasia ha concepito personaggi affascinanti e stravaganti, malinconici e macabri ma dal cuore d’oro. Ha raccontato storie d’amore che rompono le barriere spazio-temporali e che vincono la morte, il tutto avvolto da quell’umorismo spettrale che costituisce il suo tratto distintivo.

Se sei un fan sfegatato della mente geniale e visionaria di Burton, non puoi assolutamente perderti la mostra “Il mondo di Tim Burton”, dedicata a lui e a tutte le sue creazioni. L’esposizione è allestita presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino e sarà possibile assistere ad essa fino al 7 aprile 2024. Perciò, che stai aspettando? Prenota il tuo biglietto.

Fonte immagine in evidenza: copertina ufficiale de La sposa cadavere 

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