Tarantino: 6 registi italiani che hanno influenzato il suo stile

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Quentin Tarantino, prima di essere uno dei più grandi cineasti contemporanei, è un accanito cinefilo. La sua carriera iniziò mentre lavorava in una videoteca, dove assimilò cinema di ogni genere e provenienza. Oggi lo stile di Tarantino è unico e riconoscibile, anche grazie alle influenze che ha assorbito. Un capitolo fondamentale della sua formazione è legato al cinema di genere italiano, spesso etichettato in patria come “di serie B” ma celebrato all’estero.

Le influenze italiane di Tarantino in sintesi

Regista italiano Influenza chiave sul cinema di Tarantino
Mario Bava La struttura narrativa e l’idea di base per il film “Le iene”.
Fernando Di Leo Il dialogo brillante e il duo di killer per il film “Pulp fiction”.
Umberto Lenzi La rappresentazione della violenza cruda e senza filtri.
Sergio Corbucci Il tono cupo e nichilista del western e la creazione del personaggio di Django.
Sergio Leone La regia epica, l’uso dei primissimi piani e la gestione del tempo narrativo.

1. Mario Bava

Uno degli esempi più celebri riguarda l’esordio di Tarantino, Le iene (1992). Il film è chiaramente ispirato a Cani arrabbiati di Mario Bava (1974). Il riferimento è palese fin dal titolo originale (Reservoir Dogs vs Rabid Dogs), ma anche la trama prende molto dal cult italiano: un gruppo di criminali, identificati solo con alias, si ritrova a interagire in uno spazio chiuso (un capannone), mettendo in risalto le dinamiche tra i personaggi più che il colpo stesso.

2. Fernando Di Leo

Anche Fernando Di Leo, maestro del genere noir/poliziottesco, ha influenzato Tarantino con La mala ordina (1972). Tarantino ha definito il film un capolavoro e ha riproposto l’iconico duo di killer nella sua opera Pulp Fiction (1994), affidando i ruoli a John Travolta e Samuel L. Jackson. Lo stile dei dialoghi, brillanti e surreali anche in situazioni di tensione, è un chiaro omaggio a Di Leo.

3. Umberto Lenzi

La violenza esplicita e quasi brutale del cinema di Tarantino trova un’eco nel lavoro di Umberto Lenzi. Una scena di Napoli violenta, in cui un bandito sbatte la testa di una donna contro un vagone della funicolare, colpì profondamente Tarantino. Questa rappresentazione della violenza senza compromessi, diretta e scioccante, è una cifra stilistica che il regista americano ha fatto propria in molte delle sue pellicole.

4. Ruggero Deodato

Ruggero Deodato, scomparso nel 2022, conquistò Tarantino con il suo controverso Cannibal Holocaust (1980). Tra i due si instaurò un’amicizia, tanto che Tarantino, per omaggiare il regista italiano, lo volle come attore nel film Hostel: Part II, da lui prodotto e diretto dall’amico Eli Roth. Deodato rappresenta per Tarantino un modello di cinema estremo e coraggioso.

5. Sergio Corbucci

Se Leone è il lato epico dello spaghetti western, Sergio Corbucci ne è l’anima più cupa e violenta. Il suo film Django (1966) è stato un’influenza diretta e fondamentale per Tarantino, che lo ha omaggiato con il suo Django Unchained (2012). Lo stesso Tarantino, durante la presentazione di una retrospettiva sul western alla Mostra del Cinema di Venezia, ha definito Corbucci uno dei più grandi registi western di sempre per il suo stile nichilista e i suoi antieroi tormentati.

6. Sergio Leone

La più grande influenza sul cinema di Quentin Tarantino è senza dubbio Sergio Leone e il suo spaghetti western. Leone, con la “trilogia del dollaro”, ha rivoluzionato il genere e ha ottenuto un successo mondiale, diventando un punto di riferimento assoluto. Tarantino ha dichiarato che Leone è la ragione per cui è diventato regista. Dopo aver visto C’era una volta il West capì come andava fatto il cinema, omaggiando poi il titolo con il suo C’era una volta a… Hollywood. Come confermato da archivi e studi della Cineteca di Bologna, l’impatto di Leone è visibile ovunque nel cinema di Tarantino, dal montaggio alle inquadrature. Agli inizi della sua carriera, durante le riprese de Le iene, per chiedere un primo piano stretto su un dettaglio, Tarantino esclamava: «Give me a Leone!».

 

Fonte immagine copertina: Wikimedia

Articolo aggiornato il: 22/09/2025

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