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Tiger King: conosciamo meglio la serie del momento

Tiger King: conosciamo meglio la serie del momento

Tiger King, su Netflix la docuserie già diventata cult | Opinioni

Chi lo avrebbe mai detto che una serie incentrata sul commercio privato di animali esotici negli Stati Uniti potesse diventare uno dei programmi streaming più visti di sempre? Eppure, in tempi di pandemia globale ed isolamento domiciliare forzato, tutto questo è realmente possibile. Tiger King, docuserie in sette puntate su Netflix, è il prodotto del momento. Joe Exotic, protagonista della serie, negli Stati Uniti è diventato un vero e proprio personaggio di culto. Basti pensare alle fantomatiche trattative avviate dai coniugi più famosi d’oltreoceano, Kim Kardashian e Kanye West, per rilasciarlo dal carcere federale dove sta scontrando 22 anni di reclusione. Il colosso fondato da Reed Hastings ha ordinato la produzione di un’ulteriore puntata evento, che, come dichiarato da Jeff Lowe, uno dei protagonisti della serie, dovrebbe essere diffusa a breve.

Vero e proprio mattatore di Tiger King, che gli deve probabilmente gran parte del proprio successo, Joe Exotic è un losco figuro a dir poco strampalato. Genuino cowboy dell’America rurale, quella della Bible Belt, mal vista dalle grandi città costiere e che ha contribuito prepotentemente all’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, Joe è un redneck, bianco, razzista, gay ed amante delle armi, che più eccentrico non si potrebbe. Ha un look stravagante (da sottolineare il mullet ossigenato fuori moda da decenni) e nel suo curriculum può vantare una doppia candidatura alla presidenza degli Stati Uniti e dello stato dell’Oklahoma. E, fatto che diventa lo spunto di Tiger King, è il proprietario di uno zoo privato ricco di animali esotici, tra cui spiccano centinaia di tigri che sfornano in continuazione teneri cucciolotti, future attrazioni del parco giochi di Joe. Numeri pazzeschi, sottolineati nel finale della docuserie: se nei soli Stati Uniti si contano tra le cinquemila e le diecimila tigri in cattività, nel resto del mondo non ve ne sono più di quattromila.

Ma Tiger King non è un documentario che porta avanti una causa animalista, considerando quanto tutto l’universo da Joe e dagli eccentrici protagonisti della serie sia da condannare. La forza della serie risiede probabilmente nella progressiva ed inarrestabile perdita di interesse per quello che in realtà dovrebbe essere il tema portante: le tigri. I felini infatti cedono man mano la scena, nel corso delle puntate che scorrono velocissime, a un’intricata vicenda fatta di omicidi, sette esoteriche e incroci abominevoli tra animali. Durante i sette appuntamenti non c’è letteralmente un’inquadratura, un fotogramma già visto o che si possa definire inerente a qualsivoglia tradizione documentaristica.

Tiger King ed i suoi volti: Joe Exotic e la sua nemesi Carole Baskin

In particolare, nel corso della narrazione diviene essenziale lo scontro tra Joe Exotic e la sua nemesi, Carole Baskin, una perfida milionaria che porta avanti la sua crociata onorevole contro l’eccentrico protagonista ed il suo business, ma che in realtà si scopre invischiata in una serie di episodi a dir poco controversi. Come tutta la vicenda inerente al suo ex marito scomparso in circostanze mai chiarite. Una trama complessa, con la quale Tiger King assume un registro quasi criminoso, senza tuttavia perdere la sua caratterizzazione descrittiva. Carole è infatti un’ossessione totalizzante per Joe, che progetta nel corso degli anni tutti i possibili modi per sbarazzarsene. Arrivando ad assoldare un sicario, motivo per il quale verrà successivamente incastrato dall’FBI.

Per tutta la durata di Tiger King risulta tuttavia impossibile non provare un’antipatia sincera per Carole e, al contrario, un’empatia profonda per Joe. Se l’una si rivela essere un personaggio profondamente meschino, lasciando comunque i toni populisti ai coniugi Kardashian, è impossibile non riconoscere quantomeno il profondo amore di Joe per i suoi felini, nonostante l’imponente giro di affari che si cela dietro di loro. Tiger King è abile a giocare su questo filo sottile, su questa contrapposizione tra due personaggi che più diversi non potrebbero essere.

Difficile affermare con certezza cosa risulta più stravagante al termine di questa docuserie incredibile. Tiger King ha molteplici punti di forza, momenti che divengono veri e propri cult all’interno di una faccenda intricatissima e già di per sé leggendaria. La web tv aperta ad ogni ora e ogni giorno a casa di Joe. Le sue canzoni che urlano amore eterno per le tigri. E poi i personaggi secondari, attorno ai quali si raccolgono altre storie incredibili: il razzista e xenofobo Jeff Lowe, vero e proprio esponente di dell’America più profonda e oscura ed il furbo e misantropo Doc Antle, anche lui a capo di un impero di animali esotici. Una visione che non lascia indifferenti, che coinvolge e che, se scelta con qualche necessaria premessa, potrebbe risultare il prodotto più incredibile che avrete modo di vedere in questa quarantena.

 

Foto in evidenza: https://www.netflix.com/it/title/81115994

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A proposito di Matteo Pelliccia

Cinefilo, musicofilo, mendicante di bellezza, venero Roger Federer come esperienza religiosa.

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