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Proteggere i figli online: perché creare per loro un’email sicura fin dal primo smartphone

Secondo diverse ricerche europee, in Italia l’accesso ai dispositivi mobili avviene sempre prima dei 12 anni, e fin dal primo approccio con il telefono, Internet viene trasformato in uno spazio quotidiano di socializzazione, studio e intrattenimento. Tuttavia, insieme alle opportunità aumentano anche i rischi legati alla privacy, alle truffe online e alla gestione inconsapevole dei dati personali. In pratica, già in questi primi momenti nasce l’esigenza di proteggere i figli online.

Molti genitori si concentrano giustamente sul controllo del tempo trascorso davanti allo schermo o sull’uso dei social network, ma spesso trascurano uno degli strumenti più centrali nell’identità digitale: l’indirizzo email. È proprio attraverso l’email che si attivano account, si recuperano password e si accede a numerosi servizi online. Creare un ambiente digitale sicuro, partendo proprio dalla posta elettronica, può fare una differenza significativa nel lungo periodo.

L’email come primo passo nell’identità digitale dei ragazzi

Per un giovane utente, l’email non è soltanto uno strumento di comunicazione, ma la chiave d’accesso a piattaforme educative, videogiochi online, app di messaggistica e servizi cloud. Senza una gestione attenta, l’indirizzo personale rischia di diventare rapidamente un bersaglio di spam, pubblicità invasive o tentativi di phishing. Alcuni genitori scelgono quindi di introdurre gradualmente i figli all’uso consapevole della rete e di proporre loro degli strumenti che limitano l’esposizione iniziale dei dati personali.

In questo contesto, risulta sempre più utile avvalersi di un servizio di email temporanea. Questo tipo di indirizzo di posta elettronica permette di registrarsi ai servizi non essenziali senza diffondere l’indirizzo principale del minore. In altre parole, con questa soluzione si riduce nettamente il rischio di contatti indesiderati o di una condivisione eccessiva di informazioni personali.

I dati sulla sicurezza digitale in Italia e i rischi per i minori

La necessità di avere una maggiore attenzione è confermata dai numeri. Il Rapporto Clusit 2025 evidenzia un aumento significativo degli attacchi informatici in Italia (+36% nel primo semestre rispetto al precedente), con una crescita notevole delle campagne di phishing e social engineering che colpiscono sempre più spesso utenti privati e famiglie.

È stato riscontrato inoltre che i criminali informatici sfruttano molto la scarsa esperienza digitale dei più giovani per ottenere informazioni personali o accessi agli account. Non a caso, anche la Polizia Postale segnala un incremento delle truffe rivolte ai minori, spesso legate a giochi online, falsi premi o richieste di verifica degli account.

Educare alla sicurezza digitale fin dal primo accesso a internet

Creare un’email sicura fin dal primo smartphone rappresenta un gesto semplice ma simbolico: introduce i ragazzi all’idea che la privacy ha valore e che ogni azione online lascia delle tracce. Quest’azione, tuttavia, non dovrebbe sostituire l’educazione digitale.

Proteggere i figli online significa altresì insegnare loro come utilizzarla in modo consapevole e con la giusta attenzione. Anche le autorità sottolineano l’importanza del coinvolgimento attivo dei genitori e mettono a disposizione materiali informativi e consigli pratici sul portale ufficiale della Polizia Postale. Parallelamente, le istituzioni europee stanno promuovendo programmi di alfabetizzazione digitale destinati alle scuole e alle famiglie, riconoscendo la sicurezza online come parte integrante dell’educazione civica contemporanea.

In altre parole, l’educazione digitale sta diventando una competenza fondamentale. I giovani che imparano presto a distinguere comunicazioni affidabili da tentativi di truffa sviluppano una maggiore autonomia digitale nel presente e ridurranno nettamente la propria esposizione ai rischi della rete anche in futuro.

 

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