Azzurro come te è un libro dell’autrice Roberta Salvati, che la redazione ha avuto il piacere di intervistare per approfondire le tematiche della sua opera.
| Dettaglio dell’opera | Informazioni editoriali |
|---|---|
| Titolo del libro | Azzurro come te |
| Autrice | Roberta Salvati |
| Casa editrice | Graus Edizioni |
| Tematiche principali | Dialoghi interiori, elaborazione del lutto, resilienza |
| Arco temporale narrativo | Dicembre 2023 – Dicembre 2024 |
Cenni biografici dell’autrice
Roberta Salvati è nata a Napoli il 14 settembre 1996. Dopo la laurea in Scienza della Comunicazione, ha conseguito un Master in Scrittura, Drammaturgia ed Editoria all’Università Suor Orsola Benincasa del capoluogo campano. Attualmente lavora come scrittrice, teatrante e giornalista. Tra le sue opere pubblicate troviamo:
- quando si sceglie di raccontarsi;
- cuore a metà;
- labirinto fa rima con istinto;
- ricordati di accendere la luce.
Azzurro come te: recensione e tematiche
L’opera, pubblicata dalla casa editrice Graus Edizioni, può essere definita come una sorta di diario personale. All’interno delle sue pagine il lettore viene accompagnato attraverso dialoghi, conversazioni quotidiane e immaginarie, oltre a intense scene di vita vissuta.
La narrazione segue i passi di una ragazza che si trova a fare i conti con i propri “mostri” interiori, provando gradualmente a rimettere insieme i frammenti della sua esistenza. Il colore azzurro presente nel titolo fa riferimento non solo alle sfumature naturali del cielo e del mare, ma è volutamente legato a uno dei protagonisti della storia, una figura chiave che guiderà la giovane verso una nuova e profonda consapevolezza di sé.
Dal punto di vista stilistico, ci troviamo di fronte a un testo avvolgente, capace di catturare l’attenzione sin dalle prime battute grazie a una scrittura semplice ed intuitiva, che sembra annullare ogni barriera spazio-temporale. La dinamica principale del racconto si sviluppa attraverso il dialogo, strutturato in modo diretto e senza giri di parole. Ogni scambio verbale si inserisce perfettamente in un preciso arco narrativo, seguendo un filo conduttore che descrive gli eventi riuscendo, al contempo, a creare la giusta suspense.
Immergersi in questa lettura significa entrare a far parte della quotidianità dell’autrice, percependo la sua presenza in modo quasi tangibile. È proprio questa estrema semplicità a rendere l’atmosfera delicata ed emozionante, trasformando il testo in un autentico gesto d’amore letterario. Si avverte chiaramente la volontà di prendere per mano il pubblico, offrendo speranza e spronandolo ad affrontare e superare i momenti difficili. Identificandosi nei protagonisti, il lettore si sente meno solo: ritrovarsi in situazioni simili e condividere le stesse emozioni agisce come un’ancora di salvataggio. Questo rappresenta, in fondo, uno dei meriti più grandi della letteratura.
L’opera si configura quindi come uno scritto autentico, un canale dove suggestioni e sentimenti fluiscono liberamente, diventando uno strumento di reale condivisione emotiva. Autore e lettore si posizionano sullo stesso piano, senza schermi o distanze, lasciandosi trasportare in modo lineare tra vicende ordinarie e descrizioni paesaggistiche. Valori come la resilienza, l’importanza dei legami affettivi e il ruolo fondamentale di ogni personaggio, anche secondario, contribuiscono a rendere questa esperienza di lettura profondamente toccante.
Intervista a Roberta Salvati
Il titolo rimanda alla mente immagini legate al mare, al cielo, ma anche a una profonda sfumatura emotiva, quasi di malinconia o purezza. Chi o che cosa rappresenta questo “azzurro” all’interno della storia?
Quelle che elenchi sono tutte immagini giuste e in linea con alcune sfumature emotive del romanzo; tuttavia, l’azzurro rimanda specificamente al colore degli occhi di mio nonno Renato.
Puoi riassumerci brevemente la trama?
Il romanzo racconta un anno della mia vita da quando mio nonno non c’è più. L’arco temporale narrativo si estende precisamente da dicembre 2023 a dicembre 2024. Il racconto si sviluppa attraverso dialoghi quotidiani, sia reali che immaginari, intrattenuti con lui.
C’è un personaggio in particolare in cui ti rifletti?
All’interno del romanzo ci sono fatti e nomi reali, non vi è alcun personaggio di finzione. Potrei dirti che ritrovo senza dubbio me stessa, essendo il botta e risposta con il nonno anche il risultato dei miei pensieri, delle mie sensazioni e delle mie emozioni. C’è uno strato di profondità doppio, protetto dalla pagina scritta stessa, in maniera più o meno esplicita, esattamente come vuole il fare della poesia e della letteratura.
Se questo titolo dovesse racchiudere il messaggio centrale della storia, quale sarebbe?
Bellissima domanda! Il messaggio è: “Robertì, continua a scrivere!”, gridato da quel cielo infinito dal quale il nonno si affaccia con i suoi occhi azzurri.
C’è un momento preciso della giornata o un luogo particolare in cui riesci a scrivere meglio?
Prediligo il pomeriggio o la tarda sera, specie in piena estate quando fa molto caldo. Scrivo un po’ ovunque mi trovo in verità, non sempre e necessariamente seduta alla scrivania della mia stanza; a volte scrivo anche solo osservando cose, persone e momenti. Nella scrittura, lo spirito di osservazione e la sensibilità che ne consegue nel percepire e notare i dettagli attorno e dentro di te fanno gran parte del lavoro, ed è anche il lato più divertente del mestiere. Se una determinata cosa, uno sguardo o una persona mi attraversa l’anima, stai certo che finirà scritta qualche tempo dopo.
Quali sono gli autori o i libri che ti hanno influenzata di più nel tuo percorso?
Le mie principali influenze letterarie sono state:
- Jane Austen, in particolare con i capolavori Orgoglio e Pregiudizio ed Emma;
- gli aforismi di Oscar Wilde;
- le pagine intrise di sentimento di Massimo Bisotti;
- la maestria dialogica profonda di Oceano Mare e Novecento di Alessandro Baricco;
- Piccole Donne di May Louisa Alcott, il romanzo di formazione per eccellenza. Delle sorelle March la mia preferita è sempre stata Jo, perché sogna di essere una scrittrice e mi ritrovo molto nel suo temperamento temerario, grintoso, appassionato e libero;
- Alda Merini, da sempre fonte di ispirazione per me;
- Emily Dickinson, Elsa Morante e Oriana Fallaci;
- in ultimo, Italo Calvino, che mi ha accompagnato in uno studio e in una lettura più consapevole della letteratura.
Immagine in evidenza: ufficio stampa

