Come vorrei che fosse, l’esordio di Gianni Fornasari

Come vorrei che fosse, l'esordio di Gianni Fornasari

Come vorrei che fosse, la nostra recensione

Come vorrei che fosse dello scrittore esordiente Gianni Fornasari ed edito dalla Koipress è un romanzo ambientato in Emilia Romagna, tra Forlì, Bologna e Rimini. E proprio a Rimini, Riccardo, commercialista affermato che si trova di passaggio in città per un convegno, incontra Valerio, il suo migliore amico d’infanzia. Ma l’incontro non ha nulla di ordinario: Riccardo è al semaforo mentre Valerio gli vuole lavare i vetri dell’auto in cambio di qualche spicciolo. Valerio ha avuto un passato difficile e ora è un senza dimora: vive da quattro anni ai margini della società insieme al suo amico Catania che crede di essere ricercato dalla mafia.

Riccardo dopo varie esitazioni  aiuta Valerio a rimettersi in sesto: gli trova un lavoro, gli dà una casa e soprattutto gli permette di tornare a vivere. Entrambi però non hanno fatto i conti con tutte le questioni irrisolte che hanno caratterizzato la loro adolescenza e che, nel corso della storia, riemergeranno con violenza. L’incontro con Giulia della quale erano innamorati entrambi ridesterà vecchi rancori tra i due amici e concorrerà all’esplosione di emozioni contrastanti.

Intanto Marina è una loro coetanea: frutto di una relazione occasionale ha sempre vissuto da sola con sua madre sognando giorno e notte di avere un padre. E per colpa di questo desiderio Marina si troverà a fare scelte di vita alquanto pericolose.

Nel romanzo viene alternato il racconto passato e presente, dove i protagonisti di oggi, ormai quarantenni, si rispecchiano nei ragazzi di ieri che giocavano a pallone insieme, per poi vivere le prime esperienze amorose e di vita. Un evento terribile li costringerà a prendere strade diverse.

Come vorrei che fosse parte da una storia qualunque per poi prendere quota con risvolti inaspettati che lasciano il lettore con il fiato sospeso

Come vorrei che fosse è un romanzo ben scritto dove i personaggi sono ben caratterizzati: Riccardo è quello apparentemente più “ordinario”, viene da una famiglia comune, ripercorre la strada tracciata dal padre diventando anch’egli un commercialista; è sposato con Melissa con la quale cerca di avere un figlio. Valerio nasce come promettente calciatore, vede la sua vita spezzarsi quando il padre lascia la madre per costruirsi un’altra famiglia. Ciò lo porterà a lasciarsi andare e a fare scelte di vita molto discutibili. Ma il personaggio più interessante della storia sarà proprio Marina.

All’apparenza, il romanzo può sembrare la classica storia di “buoni sentimenti” dove il buon samaritano incontra il senza dimora per strada e  nasce una bella amicizia. Andando avanti con la lettura, piano piano ci si accorge che non è così: Come vorrei che fosse è un romanzo complesso, articolato e allo stesso tempo piacevole da leggere.


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A proposito di Rita Giordano

Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e mi occupo di progettazione sociale per il No Profit. Mi definisco curiosa e appassionata verso l’arte in tutte le sue forme: amo scrivere, dipingere ma soprattutto leggere, tanto da andare in astinenza se non leggo per più di un una settimana. Ho collaborato con varie riviste specializzate (Storie, Cevitasumarte, Guerra e Pace, Eco delle città).

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