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Eroica Fenice

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Il ritorno di Huck Finn secondo Robert Coover

Il romanzo d’avventura “Huck Finn nel West” (titolo originale “Huck Out West“, pubblicato negli USA nel 2017) edito in Italia da NN editore (uscito lo scorso marzo e tradotto da Riccardo Duranti), è l’ultimo libro di Robert Coover, uno dei padri della letteratura americana, nonché ipotetico seguito alle storie di Tom Sawyer.  Robert Coover, ancora poco conosciuto in Italia, è stato per più di trent’anni docente alla Brown University ed ha fondato l’International Writers Project, un programma a favore di scrittori perseguitati per le loro idee ed opere. Tra gli altri romanzi di Robert Coover ricordiamo “The Origins of the Brunists” per il quale ha ricevuto il William Faulkner Foundation First Novel Award.  “Huck Finn nel West” – la sinossi Huckleberry Finn e Tom Sawyer sono cresciuti: in questo romanzo Robert Coover immagina come la storia avrebbe potuto continuare, soprattutto per Huck che adesso è il protagonista della vicenda. “Huck Finn nel West” è infatti il racconto della sua storia a cui fa da sfondo l’evolversi di vent’anni di storia americana, da prima della guerra civile, per passare alla corsa all’oro, fino allo sterminio dei Pellirosse e all’Indipendenza. Attraverso Huck, Robert Coover ci descrive una storia americana alternativa a quella che abbiamo imparato sui libri, una sua versione “scorretta”. Ciò che colpisce è il linguaggio, volutamente “semplice”, per certi versi “sgrammaticato” intenzionalmente: Robert Coover adotta questo tipo di linguaggio per descrivere meglio il personaggio, Huck Finn, che non è colto e anche i personaggi con cui interagisce sono così. Questa caratteristica rende un po’ complessa la lettura e ci vuole un po’ ad entrare nella narrazione e a capire il protagonista. Leggere questo romanzo significa entrare nei saloon del vecchio West, dove gli scontri con i nativi sono all’ordine del giorno.  Huck Finn, dopo aver lasciato Tom, inizia a vivere una serie di avventure, si innamora, fa amicizia con i nativi, inizia a domare i cavalli e ad amarli, capisce l’ingiustizia della schiavitù.  “Per un periodo, ho perfino vissuto con una donna Crow, fino a quando lei non ce l’ha fatta più a sopportarmi. Era stata presa prigioniera nel corso di una razzia dei Lakota  e se l’erano lavorata un po’ prima di appiopparmela, probabilmente per farmi uno scherzo. Kiwi il naso non ce l’aveva per gnente ed era brutta perlomeno la metà di me; era parecchio imprevedibile, non tanto in quanto selvaggia, ma proprio perché era una donna, una specie la cui natura va al di là del mio fraintendimento. I Lakota mi avevano dato pure un cavallo, pure questo per farmi uno scherzo tipo Kiwi, mi sa, perché nessuno riusciva a stargli in groppa, però mi ha portato in una meravigliosa avventura e sono rimasto con lui tutto il tempo e da allora non ci siamo quasi mai separati“. Consigliato per chi ama i romanzi d’avventura.  “Si può solo vivere, per quel che si può, nel modo più feroce possibile” Fonte immagine: Ufficio Stampa

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Hard Cash Valley, il nuovo poliziesco di B. Panowich

Hard Cash Valley (tradotto da Matteo Camporesi ed edito in Italia da Enne Enne) è un romanzo di Brian Panowich. Brian Panowich, autore di Hard Cash Valley, è stato per anni un musicista itinerante prima di fermarsi in Georgia, dove ha lavorato come pompiere e vive tuttora.  Dopo Bull Mountain (Enne Enne editore, 2017) finalista nella categoria Mystery/Thriller del Los Angeles Times Book Prize nel 2016 e il suo sequel Come Leoni (Enne Enne Editore, 2018), Brian Panowich torna in questi giorni nelle librerie con un altro romanzo poliziesco ambientato a Bull Mountain, in Oregon, nella contea di Washington.  Hard Cash Valley: sinossi Dane Kirby è un detective di Bull Mountain (Georgia del Nord) che viene ingaggiato dall’Fbi per indagare su un omicidio che poi si capirà essere collegato a scommesse su combattimenti clandestini di galli ad Hard Cash Valley. L’Fbi decide di coinvolgerlo nelle indagini perché conosce bene il territorio di Bull Mountain e le sue regole dove tutti, sia delinquenti che poliziotti, sono cresciuti insieme e dove il confine tra “giusto” e “sbagliato” è decisamente labile.  Dane Kirby ha avuto un passato difficile: ha perso la moglie e la figlia in un incidente stradale e da allora non si è mai completamente ripreso, malgrado abbia una nuova compagna e una nuova vita. I fantasmi del passato continuano a tormentarlo ogni giorno e ogni notte. L’indagine coinvolgerà i suoi amici del passato come Ned, finito in carcere per sbaglio, e William, un bambino affetto dalla sindrome di Asperger, la cui scomparsa influirà in maniera determinante sullo svolgersi della vicenda.  Il fiuto di detective di Dane che gli consentirà di risolvere brillantemente il caso, gli darà anche la possibilità di  riscattarsi e di dimostrare una volta per tutte il suo valore. E a liberarsi di quel peso che portava dentro da tempo. “La pistola era pesante, e iniziò a pensare al concetto di peso e a quello di forza. Aveva dovuto sopportare quel peso, un peso così grande, per un periodo così lungo, che si sentiva ormai definito dalla forza necessaria a sopportarlo. In quel momento, nonostante la pesante pistola che impugnava, lì fermo in mezzo al campo Dane si sentiva leggerissimo, come un frammento di cenere sospeso nell’aria dopo un incendio spento da tempo, e capì che la vera questione che si era trascinato dietro non era portare quel peso sulle sue spalle, ma trovare la forza di posarlo a terra. Di lasciarlo andare.” Hard Cash Valley è un romanzo dalla trama avvincente,  nel quale i personaggi sono tutti ben caratterizzati e di grande spessore psicologico. Da non perdere!  Fonte immagine: Ufficio Stampa.    

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Coraggiosa come una ragazza di Sarah Allen: la storia di Libby

“Coraggiosa come una ragazza” (titolo originale “What stars are made of“, traduzione di Silvia Cavenaghi) è il libro d’esordio di Sarah Allen, scrittrice statunitense affetta dalla sindrome di Turner, come la protagonista del romanzo. Edito da Garzanti e pubblicato in Italia nel mese di febbraio di quest’anno, “Coraggiosa come una ragazza” è un inno alla vita, al coraggio e alla forza di volontà. È inoltre un libro per ragazzi (consigliato dagli 11 anni in su). “Coraggiosa come una ragazza”- la trama La protagonista del romanzo è Libby, una dodicenne americana dotata di una mente brillante e un cuore grande, non solo metaforicamente. Libby è affetta dalla sindrome di Turner, una malattia genetica in cui in una donna è assente completamente o parzialmente un cromosoma X. Ciò comporta problemi cardiaci (il cuore di Libby infatti è molto più grande del normale), problemi alla vista e all’udito, oltre a problematiche endocrine. Ma Libby è anche un’adolescente come le altre, con tanti sogni e la voglia di stare con gli altri, ma non ha tanti amici, molti la prendono in giro e non apprezzano il suo modo di essere, spontaneo e fuori dagli schemi. Finché un giorno decide di partecipare ad un concorso di scienza, un progetto che vede  Cecilia Payne come protagonista, la prima astronoma ad aver capito di cosa sono fatte le stelle. La determinazione di Cecilia Payne, la sua forza di volontà diventano un motore per la piccola Libby che studia e si impegna al massimo per vincere il concorso e dedicarlo alla nipotina che sta per nascere che, non a caso, si chiama anch’essa Cecilia. Si dice che quando si vuole qualcosa e lo si desidera davvero, tutto l’universo si mette in moto affinché accada. Libby ne è convinta e, grazie alla sua tenacia ed energia positiva, diventa amica di Talia, una ragazza proveniente dalle isole Samoa, amante delle poesie. “A volte i ragazzini non erano troppo gentili e a volte questo era un promemoria del fatto che avevo un cuore sfregiato e dei cromosomi mancanti e che i giochi dell’ora di educazione fisica non mi venivano molto bene. Se fossi riuscita a fare questa singola cosa mostruosa, però, a raggiungere il traguardo più grande di tutti, allora forse mi sarei sentita come se fossi piena di tisana calda e di pane tostato tiepido con la marmellata di arance, nonostante le parole fredde degli altri. Anche se nessun altro avesse saputo cosa ero in grado di fare, l’avrei saputo io”. “Coraggiosa come una ragazza” nasce come romanzo per ragazzi ma è un libro da leggere a tutte le età, portatore di un messaggio positivo: la vita è bella, ricca, malgrado le difficoltà. La passione è il motore del mondo e se vogliamo qualcosa dobbiamo impegnarci e lottare con tutta la nostra tenacia per ottenerlo, con sacrificio e volontà. Sarah Allen è nata nello Utah il giorno di San Silvestro ed è la prima di otto fratelli. Ha conseguito un master alla Brigham Young University. Come Libby è nata con la […]

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Una madre non sbaglia: il romanzo di Samantha M. Bailey

Una madre non sbaglia (titolo originale Woman on the edge: a gripping suspense thriller with a twist you won’t see coming – edizione Headline Publishing Group-2019, tradotto in italiano da Doriana Comerlati) edito in Italia dalla Garzanti, è il romanzo d’esordio della scrittrice canadese Samantha M. Bailey, uscito in Italia a gennaio di quest’anno. Una madre non sbaglia di Samantha M. Bailey: sinossi Morgan è una madre mancata, ha iniziato la pratica di adozione ma poi l’ha dovuta interrompere: il marito Ryan si è suicidato dopo che ha causato il dissesto finanziario di numerosi cittadini di Chicago, compreso il padre di Morgan. Da allora Morgan si sente molto sola, nemmeno il suo lavoro come assistente sociale l’aiuta. Si sente colpevole per il marito. Nicole è una donna di successo, CEO di un’importante multinazionale, la Breathe, non ha mai pensato ai figli, anche perché ha vissuto una brutta esperienza quando da ragazza faceva la babysitter.  Da poco ha saputo di essere incinta, non potrebbe essere più felice, anche perché ha un marito meraviglioso, Greg, bello e ricco. Ma quando nasce la bambina, Queen, la paura inizia ad invadere la sua vita. Strani pacchi le vengono recapitati a casa, foto compaiono misteriosamente nell’album di famiglia e Nicole inizia ad andare fuori di testa. Queste due donne, cosi diverse fra loro, finiranno per incontrarsi, incrociando le loro vite accomunate dall’amore verso la piccola Queen. «Per favore, prendi la mia bambina.» La voce rotta e stridula mi fa sobbalzare. Come ogni giorno dopo il lavoro, mi trovo sulla banchina della metropolitana, in attesa del treno. Una volta tentavo di sorridere alla gente, ma adesso ci vado più cauta. Alzo gli occhi. Pensavo che la donna parlasse a un’amica, ma non è così. Ha un aspetto trasandato, con quei leggings di un nero stinto e la maglietta bianca macchiata. È sola ed è a me che sta parlando. Con un braccio si stringe al petto un bebè addormentato. Adesso sa di avere la mia attenzione. Mi preme contro, la mia borsa mi sbatte sul fianco. Poi mi affonda le unghie nel polso nudo e dice: «Per piacere, prendi la bambina». Un thriller “americano” Una madre non sbaglia è un thriller ben scritto, con dei personaggi ben caratterizzati. Agli occhi di un lettore “esperto” di thriller, Una madre non sbaglia può apparire convenzionale, soprattutto nel finale. Ciononostante, Una madre non sbaglia è un romanzo piacevole, adatto per letture leggere. Samantha M. Bailey, l’autrice di Una madre non sbaglia, è canadese, lavora come scrittrice e giornalista. È tra i fondatori di BookBuzz, un programma di lettura interattivo che si tiene tra Toronto e New York. Una madre non sbaglia è il suo romanzo d’esordio. Immagine: MilanoNera

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Qualcosa che sa di te, il cibo contro le patologie

Qualcosa che sa di te. Storie di cibo, 31 ricette a basso indice infiammatorio per patologie croniche e immunitarie  (pubblicato nel 2019) è il libro di Marialuisa Maruzzella (da lei edito), una giovane donna napoletana che ha saputo reinventare se stessa partendo dalla malattia che sta contrastando, abbinando alle cure una giusta e sana alimentazione. Le 31 ricette illustrate nel libro hanno ingredienti che non contengono glutine, caseina, lieviti, lattosio né zuccheri raffinati e si ispirano alla Dieta dei gruppi sanguigni del dott. Mozzi.  Qualcosa che sa di te non è un semplice libro di ricette. Qualcosa che sa di te parla di un percorso di guarigione dove l’alimentazione riveste un ruolo da protagonista. Il libro è una speranza e uno sprono per chi è affetto da varie patologie e sa che esistono alternative sane e di successo. Qualcosa che sa di te intende proporre nel suo piccolo una nuova visione della malattia come occasione di rinascita, dalla quale ripartire. Le ricette comprendono ingredienti poco usuali nella nostra cucina quali la chufa, la quinoa, il lino, l’amaranto, il grano saraceno, l’azuki abbinati a elementi semplici, quali l’olio evo, la farina di noci, di lenticchie, di ceci ma che riescono a riprodurre ricette “tradizionali” in maniera alternativa e parimenti gustosa, permettendo a chi è affetto da intolleranze alimentari di non privarsene, come la “torta caprese” e la “pizza con le scarole”, cult della cucina partenopea. Ma ci sono anche ricette del tutto innovative che invitano a provare nuovi sapori. Riproponiamo la ricetta della Parmigiana Bianca di Zucchine, accompagnata nel libro da una splendida fotografia illustrativa. Ingredienti: 1 kg zucchine, basilico fresco q.b., sale q.b., 200g maionese, 100 g farina di mandorle. Procedimento: Tagliare a fette in senso verticale le zucchine, disporle su una leccarda da forno e lasciarle in forno per 10 minuti (forno ventilato a 160 gradi). Munirsi di una pirofila da forno in ceramica o vetro. Mettere sul fondo un cucchiaio di maionese, su cui iniziare a fare gli strati, alternando maionese e zucchine spolverandole con la farina di mandorle. Aggiungere foglie di basilico fresco. Ripetere il procedimento per tre volte  e al termine cospargere le sommità della parmigiana con abbondante farina di mandorle. Riporre in forno e lasciar cuocere a 180 gradi per 40 minuti. Marialuisa Maruzzella ha anche un blog, Mantra bio dove, oltre alle ricette è possibile trovare contributi di esperti nell’alimentazione,  quali la biologa nutrizionista Tiziana Persico, il medico di nutrizione biologica Elena Fiorentini, lo psicologo Silvestro Grimaldi; consigli su acquisti salutari e indicazioni per poter vivere una vita sana, in pace con se stessi. Marialuisa Maruzzella parte dal presupposto che “ogni sintomo che il nostro corpo esprime, porta con sé un messaggio e lì dove le nostre orecchie non vogliono ascoltare parla la Malattia come via di accesso verso la guarigione. Sono dell’idea che dando un ruolo alla Malattia, probabilmente si guarisce prima o perlomeno si migliorerà di gran lunga la qualità della propria vita”. Marialuisa Maruzzella sta studiando per diventare una Health coach per mettersi […]

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L’uomo senza epilogo di Gabriele Dolzadelli

Lo scorso ottobre (2020) è uscito nelle librerie “L’uomo senza epilogo”, l’ultima opera di Gabriele Dolzadelli, edito da Augh!Edizioni (collana Frecce) con il quale è stato finalista al Premio Internazionale “Città di Como” nella sezione dedicata alla narrativa inedita. L’autore de L’uomo senza epilogo, Gabriele Dolzadelli, è  nato nel 1988 e vive in provincia di Sondrio. La sua prima opera iniziava la saga “Jolly Roger, La terra di nessuno”, seguito da “Le chiavi dello scrigno”, “I fratelli della costa”, “La torre del ribelle” e “Il piano di Archer”. Nel 2019 lo scrittore ha pubblicato “Backup” e ha fondato il festival “Libri in Valle”, in Valtellina. Qui la nostra recensione! L’uomo senza epilogo- la sinossi Stefano è un “senza dimora” con una grande dote: sa scrivere delle storie bellissime perciò tutti lo chiamano “Scribacchino”. Tant’è che la cassiera del supermercato nei pressi della sua panchina (del Viale degli Ippocastani) si fa “pagare” la spesa che gli dona con le storie che lui scrive per la sua bambina. “Si accovacciò, mise le mani sporche di inchiostro su un piccolo tombino in disuso e ne alzò il coperchio. Ne tirò fuori una scatola in metallo. L’aprì, facendone cigolare i cardini arrugginiti. Vi mise dentro alcuni dei suoi tanti fogli e la richiuse con discrezione, rendendola ancora una volta partecipe di uno dei suoi più intimi segreti”. Stefano ha avuto una vita difficile, la sua debolezza verso l’alcool gli ha fatto perdere suo figlio Davide per sempre e poi, sua moglie Anna, che ha preferito rifarsi una vita con un altro uomo. E forse proprio per questo Stefano non riesce a dare un finale alle sue storie che finiscono tutte senza un epilogo. “L’epilogo è solamente un confine artificiale fittizio, tanto rassicurante, quanto inutile. Un po’ come un muretto di pietra sul limitare di una distesa erbosa, che non si propone tanto di dividere, quanto di stabilire che oltre quella linea non esiste nient’altro. Eppure dall’altro lato c’è una vastità inesplorata”. Rachele invece è una ragazza che frequenta il primo anno delle superiori:  la sua scuola si trova proprio di fronte alla panchina dello “Scribacchino”. Per evitare le scocciature della festa di San Firmino, nel corso della quale per un giorno all’anno le matricole sono le vittime dei veterani, dietro richiesta esplicita di Mirko, uno degli studenti dell’ultimo anno, decide di rubare il block notes di Stefano, dove lui scrive le sue storie e che tiene gelosamente conservato in un tombino.  Tale “furto”, casuale e apparentemente innocente, come un vaso di Pandora, porterà alla luce tanti segreti e misteri sulla sua famiglia. L’uomo senza epilogo e le altre opere L’uomo senza epilogo è un libro ben scritto, molto piacevole da leggere, malgrado sia caratterizzato da una trama che appare scontata in alcuni punti ma che nel complesso appare convincente. L’autore de L’uomo senza epilogo è Gabriele Dolzadelli  nato nel 1988, vive in provincia di Sondrio. La sua prima opera iniziava la saga “Jolly Roger, La terra di nessuno”, seguito da “Le chiavi dello scrigno”, […]

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Filelfo e L’assemblea degli animali: una favola selvaggia

L’assemblea degli animali. Una favola selvaggia è un libro edito dalla casa editrice Einaudi (Stile Libero Big), scritto da Filelfo e arricchito dalle bellissime illustrazioni di Riccardo Mannelli. L’assemblea degli animali di Filelfo: sinossi Gli animali decidono di riunirsi in un luogo segreto per discutere del futuro del mondo: ci sono tutte, ma proprio tutte le specie animali esistenti, dal leone all’insetto più piccolo che ci sia mai stato sulla Terra. La Terra deve essere salvata dall’uomo che la sta distruggendo. Non c’è più tempo, ne va della loro sopravvivenza. Ma come far capire all’uomo che bisogna smetterla di non rispettare gli animali con gli allevamenti intensivi, di distruggere le foreste credendo che siano infinite, di favorire l’estinzione di specie intere? L’uomo non capisce che «c’è una parentela tra la terra e il cielo, la psiche e la carne, il corpo e lo spirito, e questo universo si regge sui loro legami» e continua indisturbato a fare della Terra la sua riserva personale di beni, senza rispettare equilibri e tempi della natura. Gli animali sono tutti indignati e ogni specie si lamenta della sua condizione, mostrando il suo disagio con grande veemenza. L’ospite d’onore dell’assemblea è il Koala, sopravvissuto ad un attacco dell’uomo che, da animale pacifico e sereno qual era, si era trasformato in un essere vivente distrutto fisicamente e psicologicamente. Il topo invece si mostra sicuro di sé e pieno di argomentazioni, non si lamenta, propone soluzioni. Il topo è  l’animale che più conosce l’uomo perché ha avuto più contatti con lui e sa come fermarlo: propone di diffondere un’epidemia usando la sua specie come principale diffusore. In passato, epidemie come la peste hanno davvero cambiato le cose, addirittura hanno causato la caduta dell’Impero Romano! Alla fine gli animali capiscono che per salvare la Terra bisogna salvare l’uomo da un altro male. Una favola dei nostri tempi L’Assemblea degli animali è una favola scritta con linguaggio forbito, piena di citazioni letterarie e decisamente moderna: una riflessione attuale e necessaria rispetto all’epidemia sanitaria in cui sta vivendo l’umanità, quasi da un anno. Una favola non adatta ai bambini per la scelta del linguaggio ma a loro si rivolge, al fine di dare una speranza di sopravvivenza a questo mondo malandato. Fonte immagine: Einaudi

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Un lago pieno di misteri di S.K. Tremayne

SK Tremayne, pseudonimo di Sean Thomas, scrittore inglese, conosciuto per i romanzi “La gemella silenziosa” (Garzanti, 2015) e “Il bambino bugiardo” (Garzanti, 2017) che hanno avuto grande successo in Italia, offre al pubblico dei lettori un avvincente romanzo. Infatti, ad ottobre è uscito nelle librerie l’ultimo libro dello scrittore inglese SK Tremayne, “Nelle profondità del lago” edito dalla casa editrice Garzanti (Collana Narratori Moderni), tradotto da Claudia Marseguerra. “Nelle profondità del lago” di SK Tremayne- La sinossi Siamo nella brughiera del freddissimo Dartmoor e Kath è appena sopravvissuta ad un incidente che le stava quasi costando la vita e non sa come la sua auto sia finita nel lago ghiacciato. Tutto lascia pensare ad un tentativo di suicidio ma lei non ricorda nulla: i medici parlano di amnesia temporanea. Intanto suo marito Adam è arrabbiato con lei perché con il suo gesto non ha pensato alle conseguenze che potrebbe arrecare alla loro figlia, Lyla, una ragazzina molto sensibile forse affetta dalla sindrome di Asperger. Lyla però ha visto qualcosa quella notte ma non sa spiegarlo: sicuramente questa cosa la inquieta e i genitori non sanno come aiutarla, è particolarmente nervosa, ha comportamenti strani e si isola spesso con i suoi amatissimi cani nel bosco. Come se non bastasse un uomo sconosciuto si aggira nella brughiera e lascia tracce strane, tipo simboli legati alla stregoneria, alle quali Kath non riesce a trovare una spiegazione, tanto che non sa se è la sua testa che le fa brutti scherzi o queste cose accadono davvero. Così inizia ad avere paura e a non fidarsi di nessuno, nemmeno di suo fratello Dan e di suo marito Adam. Poi, grazie all’aiuto di sua cognata Tessa, di professione psicologa, riesce pian piano a ricostruire i suoi ricordi e a capire con molta sofferenza cosa è accaduto quella notte e a comprendere anche qualcosa in più sulla sua famiglia, su suo fratello Dan, ma soprattutto su sua  madre, appassionata di stregoneria, morta qualche anno prima, che ha lasciato irrisolti molteplici misteri, come quello di aver lasciato in eredità la sua casa solo al fratello e niente a lei. “Nelle profondità del lago” di SK Tremayne L’opera di SK Tremayne è un romanzo ben scritto, con una trama avvincente che lascia il lettore con il fiato sospeso, sebbene la trama raggiunga il suo epilogo in breve tempo.  Bellissime sono le descrizioni della brughiera, del Dartmoor e dei paesaggi invernali che permettono al lettore di sentirsi immerso in questo splendido altopiano inglese.   Fonte immagine: https://www.ibs.it/nelle-profondita-del-lago-libro-s-k-tremayne/e/9788811605416?inventoryId=227542857

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Pechino pieghevole di Hao Jingfang

Pechino pieghevole (“The depth of loneliness”, titolo originale, pubblicato in Cina nel 2016) della scrittrice cinese Hao Jingfang è stato da poco pubblicato da Add editore (2020) e tradotto dal cinese da Silvia Pozzi. Pechino pieghevole rientra nel filone letterario della “science fiction” e dell’”ultra-irrealismo”: un viaggio futurista dove il progresso dettato dalle nuove tecnologie non riesce a soppiantare ma addirittura rafforza le antiche disuguaglianze sociali. Pechino pieghevole, la sinossi Pechino pieghevole raccoglie le storie di undici protagonisti che vivono in questa realtà surreale, dove il mondo è diviso in tre Spazi (spazio uno, spazio due e spazio tre) che richiamano antiche stratificazioni sociali, esistono i metalieni, le nuove tecnologie acuiscono le differenze sociali tra le persone. Solo l’arte e la musica possono salvare le persone. Lao Dao è un abitante di Pechino, ma della città pieghevole, in pratica il terzo stato di questa Pechino del futuro. Pechino ora è una città divisa in strati e anche il tempo è stato modificato per venire incontro alle esigenze della classi sociali superiori, media e alta. Il “terzo stato” è il sottosuolo, dove vivono gli “invisibili“, la cui vita viene messa al servizio del “sistema”. Lao Dao lavora in una discarica, in condizioni di vita e di salute estremamente precarie ma prende consapevolezza della sua condizione di inferiorità quando trasgredisce alle leggi e va in un altro stato, passando dagli interstizi della città pieghevole e lo fa per soldi, per fare una commissione dietro pagamento. E lì scopre un mondo diverso. Il romanzo è il frutto dei nostri tempi ricchi di incertezza e solitudine dove il progresso tecnologico non ha saputo avvicinare le persone ma le ha allontanate ancora di più. «In capo a tre anni gli esseri umani avevano dimenticato cosa fosse la passione per sostituirla con il pragmatismo. Non lottavano strenuamente, cercavano il compromesso. A fatica ci adeguammo per sopravvivere, ipotizzando che dedicarsi alle scienze e all’arte fosse l’unica via d’uscita.  Se avessimo accettato di vivere sotto il cielo dominato dai metalieni, forse ce la saremmo potuta cavare. Bisognava arrendersi, desistere, intonando canti e intrecciando danze sotto il loro cielo. Ma c’è sempre chi non si rassegna e insegue le proprie illusioni». Biografia delll’autrice Hao Jingfang Hao Jingfang (1984) è un’autrice cinese di fantascienza, la prima ad aver vinto lo Hugo Award, grazie a Pechino Pieghevole, il suo primo libro tradotto in italiano. Vive a Pechino dove lavora come ricercatrice presso la China Development Research Foundation. Immagine copertina: ufficio stampa

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Poker di donne di Edmondo Cipolli: quattro donne difficili da dimenticare

“Poker di donne. Storie di donne straordinarie e difficili da dimenticare” (edito da GmPress, luglio 2020) è il libro d’esordio di Edmondo Cipolli. Si tratta di tre lunghi racconti che vedono quattro donne protagoniste, molto diverse le une dalle altre ma tutte accomunate da un carattere tenace e dalla voglia di godersi la vita e i suoi piaceri.  Poker di donne- La trama dei tre racconti Poker di donne vede quattro donne protagoniste di tre lunghi racconti che possono essere considerati tre romanzi: Antonella, una ragazza veneta trasferitasi a Roma con la mamma e il papà, troppo autoritario per il suo carattere forte e volitivo che la porterà a sposarsi molto presto con un uomo senza grandi pretese. Antonella, grazie alla sua tenacia, riuscirà ad affermarsi nel mondo del lavoro, tanto da diventare una manager di successo. Santina e Yana sono invece le due protagoniste del secondo racconto: la prima, donna ossessiva e maniaca delle pulizie, deciderà di cambiare completamente approccio alla vita; la seconda, proveniente dall’Ucraina, era una dei bambini reduci dall’esplosione di Chernobyl che nel periodo estivo venivano ospitati presso le famiglie italiane. Il terzo racconto vede Edda protagonista, figlia di un fanatico fascista, è affetta da cleptomania da quando era bambina, agevolata dalle sue doti ipnotiche. Tutti e tre racconti sono molto piacevoli da leggere, in quanto appaiono ironici e smaliziati al punto giusto: la voglia di godersi la vita in tutti i suoi aspetti la fa da protagonista, rendendo le storie accattivanti e molto intriganti. Poker di donne- Intervista all’autore Edmondo Cipolli Dalla sua biografia si evince che lei si occupa di tutt’altro dal punto di vista professionale, come nasce la sua scrittura? Se fosse stato per me, dopo il diploma mi sarei fermato. Non ero mai stato uno studente che brillasse particolarmente, anzi potrei dire di non aver mai studiato, i libri se potevo evitarli lo facevo ogni volta. A farmi continuare gli studi è stata mia mamma, anche se questo comportava un impegno economico non indifferente, non navigavamo certamente nell’oro. Per farla contenta ho accettato di continuare, mi sono iscritto alla Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università Cattolica. Mi sono buttato a studiare con una nuova forza, dovevo dare soddisfazione a mia madre. Primo esame: Botanica Generale.Chi mi esaminava era il mitico professor Gerola, un uomo alto, elegante, pizzetto bianco, burbero, che solo a guardarlo metteva terrore. Ero il quarto che entrava per farsi macellare, i tre che mi avevano preceduto li aveva cacciati dopo la seconda domanda. Sette domande, credo di aver risposto bene, ma non ne sono sicuro. Mi fa uscire. Passano tre minuti, rientro. Mi dice: “Firmi qui”. Io firmo e leggo Trenta e Lode.  Questo Trenta e Lode mi ha dato una gasatura tale che ha influito enormemente in tutta la mia carriera universitaria.  Ottenuta la laurea invio decine di curricula a società e aziende operanti nei vari settori dell’agricoltura: dalla meccanica alla zootecnia, nessuna risposta. Un giorno mi dicono che la Federconsorzi a Roma farà un corso per assumere giovani agronomi […]

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Un uomo a pezzi l’ultima fatica di Francesco Muzzopappa

Francesco Muzzopappa torna nelle librerie. Lo scrittore pugliese ma milanese d’adozione, con il romanzo “Un uomo a pezzi”, edito da Fazi Editore della Collana Le Meraviglie. Francesco Muzzopappa questa volta diventa il protagonista del romanzo raccontando di se stesso, della sua vita in Puglia fino al trasferimento a Milano. Un uomo a pezzi di Francesco Muzzopappa: la sinossi Francesco Muzzopappa in Un uomo a pezzi descrive se stesso e la sua vita: abbandona quindi i panni dello scrittore e diventa il protagonista di questo divertente romanzo, fatto di aneddoti che raccontano la sua vita da quando era ragazzo fino al trasferimento a Milano. Qui incontra la sua amata Carmen, alla quale dedica il libro, donna amante del mangiaresano e dei frigoriferi con l’eco nonché appassionata di mercatini dell’usato e dei libri. Muzzopappa alterna la narrazione con aneddoti della sua vita di adesso, dove è esperto in pubblicità radiofonica, con quella trascorsa in Puglia, con i genitori, dall’esperienza traumatica del busto ortopedico a quella della preparazione delle passate di pomodori fatte in casa come si faceva una volta soprattutto al Sud Italia (e per chi l’ha vissuta quest’esperienza leggere quest’aneddoto è davvero esilarante!). «Di solito una giornata di preparazione della salsa inizia a orari in cui la gente comune sta ancora entrando nella fase REM. Alle quattro del mattino, invece, mia madre è già operativa e sveglia mio padre con il suo grido d’assalto. La bombola! […]. Mio padre è il dio delle bombole. Nessuno come lui è in grado di percuotere con le nocche il fusto e capire con precisione quanto gas c’è all’interno. Le suona come campane».” Lo scrittore racconta di barbieri evangelisti pugliesi capaci di fare solo un taglio di capelli ma anche di hair stylist milanesi che forse non sono cosi bravi come si crede ma si fanno pagare molto di più di quello che meritano; racconta ancora di idraulici maschilisti pugliesi con mentalità che risalgono all’età della pietra e racconta di premi da spendersi in ristoranti milanesi ma convertiti in prodotti provenienti da supermercati di lusso e, ancora, Muzzopappa racconta di donnine cinesi che rammendano pantaloni, gentili con i clienti ma terribili con le dipendenti. Un uomo a pezzi e le altre opere di Francesco Muzzopappa Un uomo a pezzi è un libro divertente, molto piacevole da leggere che dà leggerezza e spensieratezza e ricorda molto lo stile dello scrittore napoletano Diego de Silva. Gli altri romanzi di Francesco Muzzopappa, copywriter esperto in pubblicità radiofonica, sono Una posizione scomoda, il suo libro d’esordio uscito nel 2013, Affari di famiglia (2014), Dente per dente (2017) vincitore del Premio Troisi e Heidi (2018).  Tutte le opere sono state tradotte in Francia dall’editore Autrement riscuotendo un grande successo di critica e di pubblico. Francesco Muzzopappa ha pubblicato quest’anno per la De Agostini Il primo disastroso libro di Matt, il suo primo libro per ragazzi.   Fonte immagine: fazieditore.it

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I valori che contano, il nuovo libro di Diego de Silva

Da pochissimo è uscito nelle librerie “I valori che contano (avrei preferito non scoprirli)” dello scrittore napoletano Diego de Silva. Edito dalla casa editrice Einaudi, il romanzo di de Silva ci delizia ancora una volta con le “avventure” dell’avvocato Vincenzo Malinconico. La trama Per chi non lo conoscesse, Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano di circa cinquant’anni, reduce da una separazione, ha due figli adulti (Alagia in realtà è la figlia della ex moglie Nives, una psicologa nevrotica e Alfredo, studente universitario sui generis che ora vive in un’altra città per motivi di studio), un lavoro pressoché precario -non esistono più gli avvocati di una volta-, un approccio alla vita ironico e leggero e una casa arredata con mobili Ikea che lui preferisce chiamare con il nome originario svedese. “I valori che contano” è il sequel di “Divorziare con stile” (2017), recensito da Eroica Fenice: la vita di Vincenzo Malinconico adesso è molto cambiata; non lavora più con Espedito in uno studio anonimo, bensì con Benny Lacalamita, un avvocato molto quotato -anche perché “figlio di”- dalle maniere poco convenzionali e dal grande appetito; ha una nuova storia d’amore dai contorni molto incerti con una donna molto pragmatica e dal carattere forte e, soprattutto, l’avvocato Malinconico ha nuove sfide da affrontare. La prima si presenta all’improvviso alla sua porta: una ragazza in biancheria intima chiede asilo per sfuggire alla retata della polizia, che irrompe in una casa di appuntamenti presente nel suo condominio. Solo Vincenzo Malinconico poteva accogliere la malcapitata, dal nome inequivocabile-Venere- senza battere ciglio. Varie saranno le vicende vissute dall’avvocato Malinconico anche questa volta, da una causa per divorzio, dove vengono privilegiate le sue competenze “di psicologo” e/o di scrittore, per l’utilizzo di una frase che suscita interesse in chiunque la ascolti, che acquista contorni esilaranti da commedia all’italiana; a una causa molto particolare che vede la ragazza “svestita” di cui sopra come protagonista; a vicende molto personali che lo toccheranno profondamente, facendogli capire cosa conta davvero nella vita, a prescindere da quello che ti accade. “I valori che contano” è un libro ben scritto: ironico e irriverente in certi punti (ti trovi a ridere leggendolo e nemmeno te ne accorgi) e commovente in altri (eh si, questa volta Malinconico ci fa anche piangere!). Vincenzo Malinconico non sarà un campione di coraggio e non si può definire un uomo responsabile e tutto d’un pezzo però è un esempio di come va vissuta la vita: con leggerezza ed ironia, affrontando un problema alla volta, senza agitarsi e strafare, ma scherzando sempre senza abbattersi mai. “Per quanto mi riguarda, se questo è il prezzo del senso della vita, ne faccio tranquillamente a meno. Preferisco una vita insensata, che ti regali qualche bella giornata ( e soprattutto qualche bella notte) e non si faccia tirare per i capelli quando finisce. Con la vita, meglio avere una storia disimpegnata che starci insieme con la paranoia di perderla”. I valori che contano e gli altri libri Diego de Silva non ha bisogno di presentazioni. […]

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Azzorre di Cecilia Giampaoli – Recensione

Lo scorso giugno è uscito nelle librerie “Azzorre”, il romanzo di Cecilia Maria Giampaoli per edizioni Neo: la narrazione di un viaggio da Bergamo (la sua città) alle isole Azzorre, dove anni prima il padre aveva trovato la morte, vittima di un incidente aereo.  La sinossi “Azzorre” racconta di un viaggio fatto dall’autrice del romanzo, Cecilia Maria Giampaoli che ha perso suo padre all’età di sei anni in un incidente aereo. Il padre era uno dei 144 passeggeri dell’aereo boeing 707 della Indipendent Air che l’8 febbraio 1989, alle ore undici, era partito dall’aeroporto di Orio al Serio per Santo Domingo ma si è schiantato su una montagna nelle isole Azzorre, dove invece avrebbe dovuto fare solo uno scalo tecnico. Cecilia- all’età di 31 anni- decide di andare nei luoghi dove il padre ha perso la vita per fare pace con questa storia, non per aprire un’inchiesta (ormai le indagini sono chiuse) ma per ricostruire la sua storia personale profondamente segnata dalla perdita, con la quale deve imparare a convivere in quanto donna oramai adulta. Quindi la scrittrice prende un aereo e arriva nelle Azzorre, sull’isola di Santa Maria, dove incontrerà molte persone che l’aiuteranno in quest’opera di “ricostruzione”: partire dai ricordi autentici per passare attraverso quelli emersi dai racconti, le testimonianze, le immagini, i filmini, dando cosi concretezza all’immagine del padre, spogliandola delle idealizzazioni di una bambina di sei anni. Molti gli incontri, spesso fortuiti, altri programmati, che arricchiranno il racconto e lo renderanno molto più “umano”: un incidente è il più delle volte frutto di banalità, di piccole distrazioni difficili da accettare o da capire. Queste memorie, sono confluite nel romanzo “Azzorre”, che è un racconto di viaggio, fatta eccezione per l’ultimo capitolo. Un flusso di pensieri, emozioni, incontri che avranno il pregio di rimettere Cecilia in sintonia con il mondo. “Non sono venuta per riportare in vita mio padre, il passato è passato e non si può rifare, ma ho un conto aperto con questo posto. Nel male e nel bene, sarei diversa se non fosse successo. Non sarei io.” Azzorre e Cecilia Maria Giampaoli Cecilia Maria Giampaoli nasce nel 1982,  ha studiato musica, illustrazione, fotografia, animazione, scultura e grafica.  “Azzorre” è il suo primo romanzo ed è candidato  a numerosi premi: John fante, Megamark, Stresa, Comisso, Napoli, Flaiano, Città di Como, Rapallo, Massarosa. A parte la trama, decisamente toccante perché racconta una storia vera, colpisce in “Azzorre” la capacità narrativa della giovane scrittrice che sceglie un linguaggio fluido, caldo e avvolgente. “Oggi non ho voglia di parlare, non riesco a smettere di pensare alla donna uscita a comprare il pane. Percepisco il limite. Nella testa c’è un confine preciso, un recinto dentro il quale è bene restare. È uno spazio abbastanza grande per contenere la coscienza delle cose e tutte le emozioni sostenibili. Il panico, la fobia, la pazzia e la depressione ruminano lì fuori in attesa che tu metta il piede sulla staccionata”     Fonte immagine: ufficio stampa.

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Massimo Villivà: La colpa del figlio | Recensione

La colpa del figlio, romanzo dello scrittore Massimo Villivà (edito da Il Libraio, 2020) è una delle dieci opere vincitrici del Torneo Letterario Ioscrittore 2020 La colpa del figlio, sinossi La colpa del figlio vede come protagonista Tommaso Berti, un professore di storia e filosofia di mezza età, da poco separato dalla moglie e senza figli. Non ha amici e come familiari ha solo una sorella che però vive in Canada con marito e figli.  La sua vita è triste e monotona finché un giorno un raggio di sole entra con prepotenza nella sua vita e la sconvolge completamente: si chiama Viviana, una quarantenne che lavora in un’agenzia pubblicitaria, conosciuta in chat. Viviana è bellissima, allegra e piena di vita, se non fosse per un grande neo che si chiama Davide, suo figlio, avuto e cresciuto da sola in gioventù. Davide ha poco più di vent’anni e un passato poco lusinghiero: è stato condannato per spaccio di droga e ha già scontato la sua pena. Da allora sta chiuso in casa e ha amicizie poco raccomandabili, con poca voglia di fare qualcosa di buono nel futuro immediato. Il rapporto tra Davide e Viviana è complicato e difficile da comprendere da Tommaso, abituato alla sua vita ordinaria poco incline alle complicazioni. Appassionato di haiku e di musica, intelligente, arguto e inquietante, Davide metterà in crisi la vita di Tommaso oltre che quella della madre. Non piangete, insetti! Gli amanti, perfino le stelle, si devono separare. (Kobayashi Issa) La colpa del figlio di Massimo Villivà e Ioscrittore La colpa del figlio ha una trama che incuriosisce, è ben scritto e risulta molto piacevole da leggere. Pertanto si può dire, senza alcun dubbio che l’opera abbia vinto con merito il torneo letterario Ioscrittore2020, torneo letterario gratuito che esiste da dieci anni ormai, del gruppo editoriale Mauri Spagnol. Il torneo è nato da un’idea dell’editore (e presidente del gruppo) Stefano Mauri. IoScrittore si sviluppa in 2 parti, che prevedono la valutazione degli incipit delle opere partecipanti e la valutazione dell’intero romanzo. Alla seconda parte accedono solo le 300 opere i cui incipit sono risultati migliori nella prima. Il torneo è costantemente monitorato dagli editor delle case editrici di GeMS (tra le quali ricordiamo Corbaccio, Garzanti, Guanda, Longanesi, Nord, Salani, TEA) sempre alla ricerca di nuove voci narrative da pubblicare. I premi consistono nella pubblicazione in formato ebook delle 10 migliori opere mentre in formato cartaceo viene pubblicata la migliore fra tutte. Massimo Villivà è uno scrittore milanese, con un passato da musicista. Ha lavorato come editor di riviste, cartacee e online. Nel 2015 ha pubblicato l’antologia di racconti La divisione dei ruoli della casa editrice Giovane Holden. Immagine: Ufficio Stampa

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Pornage, il libro di Barbara Costa – recensione

“Pornage” della giornalista Barbara Costa è uno dei ventisetti libri che la casa editrice Il Saggiatore ha messo a disposizione gratuitamente sul suo sito web (in formato ebook) nel periodo di emergenza sanitaria Covid-19 per allietare con la lettura la reclusione forzata di tutti noi. Di seguito vi proponiamo la nostra recensione. Pornage, il libro di Barbara Costa “Pornage”- Viaggio nei segreti e nelle ossessioni del sesso contemporaneo, pubblicato da Il Saggiatore nel 2018, è un viaggio interessante e sfaccettato nel mondo del porno e della sessualità di ciascuno di noi. Non è estremo, né volgare o eccessivo: semplicemente informa il lettore su cosa c’è nel mondo, anche a pochi metri da casa propria nel campo della sessualità, dove tutti i gusti possono essere soddisfatti, niente è bandito, tutto è lecito ma sempre nel rispetto dell’altro e della sua volontà. Per Barbara Costa– giornalista che scrive del rapporto tra pornografia e contemporaneità per diverse testate on line- “porno” significa emancipazione, rivendicazione dei diritti delle donne, dei gay, dei transessuali e di tutti coloro che spesso vengono etichettati come “diversi” e quindi non meritevoli di diritti o di vedere soddisfatti i propri bisogni. Si parla di trav (travestiti), di “femminielli” e di tutte le identità di genere esistenti. Le possibilità di relazionarsi con gli altri sono infinite grazie alle nuove tecnologie:  app dating come Sizzl o Cacao dating o Vegan Dating, scelte da chi ha gli stessi gusti culinari o ancora, Muslima app che mette in contatto musulmani e musulmane di tutto il mondo a scopo matrimoniale secondo la legge islamica e ancora App molto conosciute come Badoo, Gleeden, Bumble, Feeld. Particolare è invece l’App Adottaunragazzo: qui le utenti valutano gli uomini come merce, scegliendoli in base alle schede personali allegate, stabilendo la tipologia di legame (relazione seria, scopamico, a chiamata). Segue una valutazione post prestazione come qualsiasi prodotto acquistato. Esistono anche app dedicate a chi è stato lasciato e aiutano la persona ad elaborare la fine della storia, come Mend.  Ci sono poi le app di fidanzate virtuali come Gatebox e Invisible Girlfriend, dove il rapporto fisico è assente ma sublimato dalla presenza premurosa di una ragazza che manda messaggi, ascolta sfoghi, consola da ogni tristezza. Barbara Costa partendo dal porno e della sua storia arrivare a descrivere le mille possibilità esistenti nel mondo di oggi per avere una sessualità libera ed appagante, anche con l’aiuto delle nuove invenzioni del mondo moderno, come la sexdoll, una sorta di robot che riesce a soddisfare le fantasie di mariti stanchi, migliorandone la vita di coppia. Esistono anche modalità diverse e nuove di avere una sessualità appagante; mille sono i desideri dell’essere umano e mille le modalità esistenti per soddisfarli, come gli asili nido per adulti: uomini d’affari e manager affermati che decidono di trascorrere due ore in una struttura che li accolga come bambini piccoli, accudendoli; o ancora ci sono donne che hanno ai loro piedi uomini che decidono di diventare i loro “schiavi”, non solo arricchendone il conto in banca ma […]

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L’isola dei senza memoria di Yoko Ogawa

L’isola dei senza memoria di Yoko Ogawa è disponibile gratuitamente sul sito de Il Saggiatore, ma solo per due giorni! Leggi qui la nostra recensione. L’isola dei senza memoria della scrittrice giapponese Yoko Ogawa, edito da Il Saggiatore (2018, traduzione di Laura Testaverde) è uno dei libri messi a disposizione gratuitamente dalla casa editrice (in formato .epub e .mobi per due giorni) sul suo sito web  insieme ad altri titoli di grande pregio, al fine di contribuire ad allietare, con la lettura, queste giornate di quarantena.  L’isola dei senza memoria è il racconto di un’isola, situata in un luogo imprecisato, dove il potere politico rappresentato dalla polizia segreta decide di far sparire oggetti di vario genere per motivi sconosciuti. Così scompare il profumo e l’idea stessa di un liquido che emana un buon odore diventa qualcosa di sconosciuto, anche a chi fino a poco tempo prima ne faceva un uso regolare. Scompaiono i traghetti, così le persone non possono più spostarsi dall’isola, ma non ne sentono nemmeno la mancanza perché non sanno più a cosa servono. Scompaiono i romanzi e, anche chi di lavoro fa lo scrittore, non sa più  come si fa a immaginare di combinare le parole così da narrare una storia.  Meno male però che non tutti subiscono tale potere: tra le persone ci sono individui che non dimenticano. La polizia segreta lo sa e gli dà la caccia. Ma loro rappresentano l’unica speranza di rivalsa, l’unico spiraglio di resistenza. L’isola dei senza memoria è un romanzo allegorico che ricorda molto le opere di Josè Saramago, in particolare “Cecità“, anche se in Cecità è il male fisico che li colpisce, non causato dal potere: sarà quest’ultimo però che concorrerà alla devastazione fisica e psicologica dell’umanità, come ne L’isola dei senza memoria. Orrori non solo dettati dalla malattia, ma dalla mancanza di umanità che ne è conseguita. Dalla scomparsa degli oggetti de L’isola dei senza memoria, si arriverà alla scomparsa dell’identità di ciascun abitante. L’elemento più sconcertante è la mancanza di ribellione da parte di gran parte della popolazione: dopo ogni scomparsa ognuno resta un po’ disorientato ma poi si abitua, anche quando sono le parti del proprio corpo a mancare. L’isola dei senza memoria e la scrittrice Yoko Ogawa Yoko Ogawa è una delle più importanti scrittrici giapponesi contemporanee. Ha vinto vari premi letterari giapponesi come il premio letterario Akutagawa con l’opera “La gravidanza di mia sorella” (1991). Altre opere tradotte in italiano sono: Una perfetta stanza d’ospedale, trad. di Massimiliano Matteri e Matake Yumiko, Adelphi, Milano, 2009; La Casa della luce, trad. di Mimma de Petra, Il Saggiatore, Milano, 2006; L’anulare, trad. di Cristiana Ceci, Adelphi, Milano, 2007; Hotel Iris  trad. di Ornella Civardi, Tropea, Milano, 2005; Vendetta trad. di Laura Testaverde, Il Saggiatore, Milano, 2014; Profumo di ghiaccio trad. di Paola Scrolavezza, Il Saggiatore, Milano, 2009; La formula del professore trad. di Mimma De Petra, Il Saggiatore, Milano, 2008; Nuotare con un elefante tenendo in braccio un gatt trad. di Laura Testaverde, Il Saggiatore, Milano, 2015. […]

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Piatti gourmet e pizza gourmet: l’evoluzione dell’eccellenza

La società italiana degli ultimi anni sta rivolgendo sempre di più la sua attenzione al cibo in tutte le sue sfaccettature: se accendi la tv puoi facilmente incappare in programmi che parlano di ricette, format di sfide culinarie di ogni genere, quali Masterchef, I quattro ristoranti, Cucine da incubo, I menu di Benedetta, Fatto in casa da Benedetta (ma l’elenco è davvero poco esaustivo), che vengono trasmessi in tutti i canali televisivi. Anche nelle trasmissioni tv che parlano d’altro ci si riserva uno spazio per spiegare una ricetta o far venire il cuoco di turno. E sempre più spesso si sente parlare di piatti gourmet. Ma cosa significa gourmet? «Gourmet solitamente descrive, in gastronomia, una classe di ristoranti, cucine, pasti o ingredienti di alta qualità, altamente sofisticati, con grande attenzione alla presentazione e all’aspetto della pietanza. Negli Stati Uniti, viene usato per descrivere il cibo dal gusto elitario, con un’avversione contro quello populista. Gourmet è anche una classificazione tipica del settore gastronomico per gli alimenti di qualità premium; alimenti e bevande, come il caffè, sono spesso divise tra una qualità standard e una “gourmet”» (Wikipedia). Gourmetè un movimento alimentare nato negli Stati Uniti nel 1980 che non accettava più il tipo di alimentazione adottato dalla stragrande maggioranza della popolazione, perché non lo considerava adeguato. Dagli anni Duemila, il movimento, espressione di una classe sociale medio-alta, ha iniziato a dare importanza agli aspetti salutistici del cibo e alla sua provenienza, opponendosi in pratica al concetto di “Fast food” che impera tutt’oggi. Quindi negli USA gourmet rappresenta la cucina che si oppone al “cibo-spazzatura” mentre in Italia, dove la cucina è nella gran parte dei casi già un’eccellenza, gourmet designa il grado superiore dell’eccellenza.  Pertanto, la cucina gourmet dovrebbe innanzitutto far bene alla salute esaltando il palato con gusti ricercati, utilizzando ingredienti selezionati. L’innovazione va bene ma sempre nel rispetto della salute del commensale. (Fonte: ideegreen.it). Spesso si sente parlare di Pizza gourmet: la differenza con una pizza tradizionale sta proprio nella scelta degli ingredienti, ad esempio usando varietà tipiche come i Pomodorini del Piennolo del Vesuvio e la Mozzarella di bufala campana DOP, anziché la semplice passata di pomodori. Da qualche anno è nata l’Associazione Pizza Napoletana Gourmet che persegue l’obiettivo di promuovere e valorizzare la Pizza Napoletana Gourmet in Italia e nel mondo. Secondo l’associazione la pizza per essere definita gourmet deve essere realizzata con ingredienti freschi e di stagione, preferibilmente del territorio. La pizza è soprattutto il risultato di un “processo di ricerca, sperimentazione e anche innovazione”. Grande importanza viene data all’impasto, preparato con farine di tipo 1 e 2. Tra le pizzerie di Napoli che aderiscono all’associazione ci sono: 50 KALÒ – NAPOLI; PIZZA GOURMET DI GIUSEPPE VESI – NAPOLI (VOMERO E VIA CARACCIOLO), e tantissime altre. Molti sono i piatti gourmet e innumerevoli i siti web dal quale è possibile scaricare le ricette, tra gli altri ricordiamo: ricettegourmet.com e italiangourmet.it. Chiudiamo con una ricetta gourmet che ci piace particolarmente perché prende un piatto cult della tradizione napoletana […]

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