I due volti della pioggia di Patrizia Pallotta | Recensione

I due volti della pioggia

Patrizia Pallotta, nativa di Firenze e romana di adozione, appassionata di poesia sin dalla giovane età e laureata in lingue e letterature straniere, è l’autrice del romanzo I due volti della pioggia. Vincitrice di numerosi concorsi per i suoi versi, ha scritto anche il romanzo Il senso della scelta.

I due volti della pioggia, romanzo dal carattere fortemente descrittivo edito da Aracne Editrice, è la storia di Jimmy, ex sergente maggiore ormai in pensione che scappa dagli Stati Uniti in Siria, giustificando la sua fuga con la moglie con il pretesto di dover tornare forzatamente alle armi per combattere una guerra alla quale in realtà egli assisteva dal suo albergo-bettola ma alla quale non prendeva assolutamente parte. Jimmy è in fuga, è in fuga da se stesso, e l’unica guerra che combatte è quella con il proprio mondo interiore.

Oppresso dalla moglie, troppo severa e autoritaria, e padre di un figlio privo di alcuna voglia di imparare che si ribella anche per andare a scuola, vive in simbiosi con il suo smartphone e quasi ogni giorno scrive alla sua donna raccontandole l’esatto contrario di ciò che vive. Racconti di guerra, di costanti pericoli, di verità strazianti del quale però era solo spettatore. Conosce un bimbo di nome Peter, proprio come suo figlio, che gli regala un libro di poesie, e tra i due si instaura un legame forte, tangibile e reale, che non aveva mai avuto con il suo Peter lasciato in America. Dall’incontro dei due si snodano una serie di accadimenti che danno vita ad una serie di colpi di scena inaspettati e sorprendenti.

L’oppressione famigliare, la stanchezza di vivere qualcosa che non gli apparteneva più ormai, portano Jimmy a spersonalizzarsi per rubare “l’anima di un uomo integerrimo in apparenza”, come dice stesso l’autrice, al fine di innalzare, attraverso le lettere che spediva alla moglie, il suo castello di bugie. “Un disertore nella mia famiglia, uno che è fuggito al caos interiore per cercare la pace”. Un uomo esasperato, sfinito, che, sentendosi ormai morto dentro, rischia quasi di morire “fuori”.

I due volti della pioggia

Romanzo “epistolario”, poiché la narrazione si compone di numerose lettere che l’autore spedisce alla moglie, e che rende il lettore parte integrante della vicenda. L’autrice descrive in maniera meticolosa e dettagliata gli stati d’animo di ogni singolo personaggio, i luoghi, le vicende in modo da coinvolgere in modo più assoluto colui che si ritrova di fronte alla storia di Jimmy, facendo riflettere sul fatto che, per quanto possiamo fuggire lontano, non possiamo mai fuggire da noi stessi.

Toccante, struggente, commovente: la sensibilità dell’autrice trapela da ogni singola parola scelta nella prosa adoperata, essenziale ma poetica. Autrice che possiede la rara abilità di far avvertire un pugno nello stomaco al lettore che si sente coinvolto tanto quanto Jimmy nelle vicende che si susseguono nel romanzo. Romanzo che, una volta aperto, chiuderete solo quando sarete arrivati all’ultimo punto in esso presente, poiché non sarete in pace finché non saprete che Jimmy stesso è, in qualche modo, in pace.

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