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El infarto del alma, Diamela Eltit | Recensione

El infarto del Alma

El infarto del alma è un libro a quattro mani del 1992 estremamente peculiare e di difficile categorizzazione di Diamela Eltit, che si abbina contemporaneamente al progetto fotografico di Paz Errázuriz. Le due autrici hanno lavorato congiuntamente, unendo gli sforzi e le ambizioni in un’attività quasi utopica, al fine di descrivere una realtà che non è nuova, ma che è stata a lungo trascurata, occultata e denigrata; infatti, Diamela Eltit e Paz Errázuriz attraverso una nuova ricerca estetica rivelano la storia degli internati nel manicomio di Putaendo, tracciando una traiettoria illuminata in un argomento d’ombra, completamente ignorato. 

Diamela Eltit (24 ottobre 1947, Santiago) è una personalità estremamente presente nel panorama universitario cileno, ma anche statunitense ed europeo. Ripercorrendo il percorso dell’autrice notiamo che è sempre stata devota al veicolare la verità, e in particolare ai temi e ai personaggi marginalizzati; inoltre, il suo apporto letterario è tangibile ed importante.

Paz Errázuriz (2 febbraio 1944, Santiago) è una fotografa, che condivide lo stesso progetto artistico ed intellettuale di Diamela Eltit, anche lei si è dedicata ai personaggi denigrati, isolati e screditati.

El infarto del alma vede una trama estremamente semplice, ma contemporaneamente è inserita in una struttura complicatissima, molto simile al gioco delle matrioske russe; infatti, si descrivono pezzi di vita di alcuni degli ospiti del manicomio, intervallati non solo dal progetto fotografico (ed è da notare che quasi sembrano due progetti completamente distinti, poiché si supportano ma non si descrivono reciprocamente, infatti, non è si segue la convenzione di “diapositiva” affiancata da “didascalia”, i due iter sono indipendenti e vivono di vita propria), ma anche da diverse forme narrative, come la prosa descrittiva, il lamento, la biografia, l’autobiografia, ma si rintracciano anche momenti di speculazione filosofica e letteraria.

In El infarto del alma la prosa di Diamela Eltit descrive un mondo come nuovo, fino a quel momento mai descritto, dinanzi al quale, ipocritamente, tutti chiudevano gli occhi. Le due artiste, invece, non solo hanno abbracciato caldamente questo mondo occultato, di cui condizioni mai nessuno parlava, ma addirittura hanno creato in simbiosi un’opera testimoniale, perché non solo descrivono fedelmente le condizioni dei personaggi reclusi nel manicomio di Putaendo, ma addirittura loro stesse sono le protagoniste di questo viaggio insolito e unico. 

In El infarto del alma le due artiste conferiscono visibilità a queste anime in pena, voci residuali, emarginate, escluse, esuberanti, caotiche e confusionarie, rimossa loro dalla cultura dominante che in quel periodo storico voleva costruire un’identità del Cile senza macchia, senza infermità, senza difetti, perché era quello che, supponevano, servisse per rilanciare il Cile, per far sì che si rialzasse e imponesse la sua voce sul territorio.

Infine, il tema principale del Infarto del alma è l’amore: l’amore tra gli internati, che è un amore genuino, un amore non imposto dalle convenzioni sociali, dai bisogni della comunità o dalle necessità della routine, si tratta sempre di amori che si instaurano per il volere di amarsi; ma l’amore viene trattato anche in un’altra forma e questo è l’amore per una causa personale, è un amore che ha la forma di devozione, ed è l’amore per la scrittura e per la fotografia, per la parola e per l’immagine, mezzi in cui viene investito amore da parte di Diamela Eltit e Paz Errázuriz, attraverso cui viene rispecchiato e manifestato l’amore

Fonte immagine: Wikipedia

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