Ci sono esperienze che segnano profondamente l’infanzia e continuano a vivere nella memoria anche molti anni dopo. Alcune diventano ferite, altre si trasformano in forza. È proprio da questa consapevolezza che nasce “Quella grandissima Z…..a della maestra – Una storia vera”, il nuovo libro di Davide Giancola, pubblicato da Verdone Editore, un’opera che tocca tematiche preziose legate alla psicologia infantile e alla resilienza.
| Titolo del Libro | Autore | Casa Editrice | Tematiche Principali |
|---|---|---|---|
| Quella grandissima Z…..a della maestra | Davide Giancola | Verdone Editore | Trauma scolastico, Bullismo, Resilienza emotiva, Amicizia |
Indice dei Contenuti
La sinossi del libro Quella Grandissima Z…a della maestra
Nel suo libro, Davide Giancola ripercorre uno dei periodi più difficili della sua infanzia, segnato da un rapporto conflittuale con una maestra che ha lasciato ferite profonde nel suo percorso di crescita e di sviluppo cognitivo ed emotivo. Attraverso una narrazione sincera e senza filtri, l’autore rielabora in età adulta quei momenti dolorosi, trasformandoli in una testimonianza di forza, riscatto e rinascita, affrontando in modo diretto il complesso processo di elaborazione del trauma infantile. Una storia autentica che parla a chiunque abbia affrontato ostacoli, incomprensioni o ingiustizie, mostrando come sia possibile trovare la forza per andare avanti e costruire il proprio futuro.
Il libro di Davide Giancola fin dalle prime pagine si presenta come un memoriale intimo, a tratti doloroso, incentrato su una tematica profondamente delicata: la formazione dell’individuo nell’infanzia. Nato a Sanremo, cresciuto in Toscana e trasferitosi definitivamente in Abruzzo, il giovane protagonista, si trova ad affrontare non solo l’impatto considerevole che ha su un bambino un trasferimento geografico e un cambiamento linguistico, ma soprattutto il rapporto complicato con una figura educativa fortemente autoritaria e abusiva.

Trauma scolastico e rapporto abusante
Il fulcro del romanzo risiede nel difficile rapporto tossico e abusante instauratosi con l’insegnante di scuola elementare. La narrazione procede per accumulo drammatico, l’autore racconta in maniera profonda la sensazione di inadeguatezza vissuta in quegli anni, dove a soli sette anni è costretto a fare i conti non solo con la propria cadenza toscana, ma anche e soprattutto con la sua insegnante, che lo etichetta costantemente con l’appellativo di “Fannullone”.
Il bullismo scolastico raccontato dall’autore racconta in maniera esemplare “i favoritismi” del paese. Esempio lampante è senz’altro Ernesto (il figlio del medico del paese), a cui tutto è concesso, tutto è dovuto, persino l’errore. La dinamica del potere, all’interno del romanzo è molto forte, e si stabilisce in maniera prepotente attraverso le canzoni auto celebrative che la maestra obbligava a cantare alla sua classe. Il climax di oppressione e abuso psicologico, giungerà al suo culmine, con il drammatico episodio di violenza fisica. Un attimo, un dolore e un’umiliazione cocente, che sembra cambiare il protagonista per sempre.
Il libro di Giancola seppur capace di raccontare eventi drammatici, si configura come una vera e propria cronaca di resistenza emotiva. Sono tre i punti di luce che in qualche maniera salvano il protagonista: la famiglia, la musica, e l’amicizia. Il protagonista vede nella sua famiglia delle vere e proprie ancore di salvataggio: suo padre diviene il simbolo di eleganza e misura, mentre sua madre una fonte infinita d’amore incondizionato, una carezza balsamica che esclude sempre il giudizio. Anche l’amicizia è un valore fondante del testo. Il legame con Lorenzo, infatti, rappresenterà un modo per resistere all’isolamento e al buio. Per ultimo, ci sarà il supporto della musica. Il pianoforte, diviene in qualche maniera un porto sicuro dove rifugiarsi, un luogo dove il valore si crea solo attraverso l’impegno e non il pregiudizio.
Sanremo…Firenze… Abruzzo…
Il protagonista incarna in qualche maniera il disagio di chi cambiando più spesso casa e amicizie, si trova in difficoltà, dibattuto tra una regione e l’altra, dimostrando che molto spesso “le differenze territoriali” invece di essere valore aggiunto, appaiono agli occhi dei più giovani, e talvolta anche dei grandi, come profondi handicap. A contrasto, questo, con il sentire del protagonista che vede in Sanremo il suo orizzonte, in Firenze il suo equilibrio e nell’Abruzzo la sua anima. Una miscellanea preziosa che scorrendo nelle vene di Davide regala al lettore profonde sfumature, tutte da cogliere ed interiorizzare. A monito, che essere diversi è solo che un valore aggiunto.
Lo stile di Davide Giancola
Lo stile dell’autore è asciutto, immediato, ma fortemente empatico. Egli permette al lettore di entrare in maniera prepotente nella sua vita, cogliendone tutte le sfumature. L’ironia tipicamente infantile, si mescola insieme con il dramma vissuto, regalando al lettore un romanzo autobiografico e un memoir senza pari. Il protagonista compirà un viaggio vero e proprio, e questo si riflette nelle sue parole: si parte da un primo smarrimento, fino alla costruzione di una corazza forte, capace di estirpare la forza brutale della maestra, definita ironicamente diavolo, antagonista principale del romanzo.
Il romanzo di Davide Giancola, ha un titolo volutamente provocatorio, che tuttavia, si racconta così: non è un libro contro qualcuno, ma per qualcuno. È un testo a tratti pedagogico ed esistenziale. Un romanzo che diviene in qualche maniera strumento di catarsi, ricerca interiore, cura contro i drammi del proprio passato. È un libro adatto a chi ha subito durante l’infanzia, trattamenti simili, e anche per chi ne è stato solo spettatore o uditore, per comprenderne gli effetti reali sulla psiche umana. Un monito per gli educatori e gli insegnanti, a fare più attenzione, a vivere con responsabilità il proprio ruolo educativo e di pedagogia.
Un romanzo per chi ha subito ingiustizie e anche per gli addetti ai lavori
Un memoir che parla di scuola, ma soprattutto di dignità, resilienza e rinascita. Una lettura capace di coinvolgere non solo chi ha vissuto esperienze simili, ma anche genitori, insegnanti, educatori e tutti coloro che credono che l’ascolto e l’empatia possano davvero cambiare una vita. È il racconto di un percorso che dimostra come il valore di una persona non possa essere definito dai giudizi ricevuti durante l’infanzia. Un messaggio di coraggio e rinascita che ricorda come anche le esperienze più difficili possano trasformarsi in energia positiva, diventando il punto di partenza per costruire il proprio futuro.
Biografia dell’autore Davide Giancola

Davide Giancola nasce a Sanremo il 21 gennaio 1985 e nel 1992, all’età di sette anni, si trasferisce con la famiglia in Abruzzo, in provincia di Teramo. Ex militare dell’Esercito Italiano, diplomato all’Istituto Tecnico Industriale in Elettronica e Telecomunicazioni, oggi è tecnico biomedicale e fondatore del duo musicale FraKasso Sound ProJect. Con “Quella grandissima Z…..a della maestra” sceglie di condividere una parte importante della propria storia personale, trasformando un ricordo doloroso in un messaggio di speranza e resilienza.
Fonte immagine in evidenza: Ufficio Stampa

