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Eroica Fenice

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Anne Et Anne, un libro di Frank Iodice | Recensione

Anne et Anne romanzo di Frank Iodice per l’ associazione culturale “Articoli Liberi” Anne et Anne è un appassionante storia d’amore in cui la mente geniale e fuori dagli schemi di Andrè Colbert si dimena tra due donne, con lo stesso nome, e finirà col trascinarlo prima in un intricato vortice di sensi di colpa, poi in manicomio e, infine,  in fine al centro di una vicenda mafiosa. Colbert ama due donne dalle qualità complementari, e proprio le loro diversità ad incastro sembrano mandare in confusione la scelta del pittore. Anne Colbert e Anne Deberly infatti ammaliano l’uomo per ragioni diverse. La prima è la donna amata da sempre, madre di suo figlio, chiamato teneramente ‘’il poeta’’, la seconda è una giovane studentessa d’arte, incontrata all’organizzazione dell’Expo Artistes Associès. Nonostante con la giovane studentessa non manchino momenti di forte passionalità carnale, dettata anche dal senso di trasgressione umana, anche con la sua ex moglie, non mancano incontri dove i due si lasciano andare a reminiscenze di un amore forse mai consumato del tutto. Molto forte e minuziosa è la descrizione del rapporto che Colbert ha con la sua arte. Infatti il pittore profondamente trascinato dal suo senso artistico, smette di vedere gli oggetti come oggetti fisici in uno spazio, ma vede oggetti e persone già dentro una cornice, ancora prima di raffigurarli su tela. La sua arte si esprime in un’ossessività repentina. Colbert vive in funzione di ombre, luci, chiaro scuri e sfumature, ed è alla ricerca più di ogni altra cosa di un modo per dipingere in modo esaustivo “un mare trasparente”. Un espediente letterario efficace è senz’altro lo scambio epistolare con il fratello, Henri Colbert. Da queste lettere si evince un rapporto forte e ben radicato, fatto però di punti di luce e squarci d’ombre. Infatti Henri non rivelerà mai del tutto a suo fratello i punti d’ ombra della sua vita, considerando Andrè, con le sue crisi repentine, incapace di accettare realtà assolute. Il loro però resta un rapporto vero e solido, basato sulla ricerca continua della felicità altrui. Tra gli argomenti trattati nel libro spicca il tema dei disturbi mentali, approfondito con delicatezza ed innovazione. Importante infatti è la figura del dottor Fontaine. Egli a differenza di diversi medici tratta il disturbo mentale in modo innovativo ed essenziale. In sostanza per lui, esiste una differenza specifica tra pazzia e follia. La prima è una situazione patologica, la seconda è una condizione sostanzialmente sana, in cui riversano i maggiori artisti, tra cui anche Colbert. Non mancano nel libro di Iodice infatti, riferimenti ad una psicologica riformata ed innovatrice, dove alla sostituzione di internamenti si avvicendano ‘’case di cura’’ più umane e dignitose (Maison Claire). Non mancano nemmeno riferimenti a soggetti di pari condizione, come nel caso di Van Gogh, genio rimasto incompreso per molto tempo. A colpire il modo in cui Iodice analizza le vicende di una società attraversata da interessi economici romanzo, da attività illecite svolte alla luce del sole grazie a travestimenti e ad un marketing furbo. […]

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Ti ritroverò: il nuovo romanzo di Natale Vulcano (Recensione)

Ti ritroverò è il nuovo romanzo di Natale Vulcano pubblicato da Ferrari editore. Lo abbiamo recensito!  Ti ritroverò è un romanzo intriso di umanità, dove un amore contrastato dalla lotta di classe fa da sfondo a numerose vicende storico-politiche. La protagonista appartiene ad una classe sociale alta, e di fatto è una baronessa, al contrario lui è un popolano che vive di stenti e fatica. Dopo un fugace, ma profonda storia d’amore le loro vite continueranno su binari diversi, fino a ritrovarsi dopo una lunga separazione, dimostrando che spesso l’amore vero resiste ad ogni avversità.   Ti ritroverò di Natale Vulcano è un romanzo avvincente e profondo, che regala una fotografia autentica del Novecento Il romanzo di Natale Vulcano è caratterizzato da diversi ambienti, in particolare da due facce opposte. L’una ritrae l’ambiente aristocratico e sfarzoso della nobiltà, l’altro i paesaggi rurali dei campi, dei fiumi, delle spiagge e del ranch. È proprio in quest’ultimo scenario quasi western che si apre e si chiude il romanzo. Numerosi sono gli accenni storici durante tutta la narrazione: con la precisa nomina di date, riportano alla mente del lettore situazioni storiche e momenti di crisi riconducibili ad intere generazioni. Sono chiari esempi il bombardamento del 1943 e la marcia su Roma delle squadre fasciste. Il sentimento di oppressione, molto forte nell’intera narrazione è dovuto sia per la differenza di classi, sia per ragioni storico-politiche. Infatti molto presente è il tema del fascismo, in particolare il clima di terrore in cui le persone erano costrette a vivere, terrore che imbavagliava le bocche e le coscienze del popolo. Molto forte in Ti ritroverò è la differenza sociale tra poveri e ricchi. Restituisce una fotografia autentica di quei tempi. Piccoli, grandi e donne, erano tutti impegnati nel lavoro agrario alle dipendenze dei ricchi. La diseguaglianza sociale diventa quasi insopportabile in alcuni passi della narrazione. Infatti Amanda, figlia del barone Respighi dapprima avvezza a trattare da pari la gente appartenente al popolo, sotto direttive di sua madre, e sotto la rigida scolarizzazione ecclesiastica, crescerà viziata ed egoista, reincarnando i peggiori cliché della nobiltà: «puzzi di terra, non sei alla mia altezza». Solo la vicinanza con Giulio Ambrosi, ragazzo del popolo umile e coscienzioso, saprà risvegliare nella giovane le idee pure della fanciullezza, abbandonando l’impari dislivello tra ricchi e poveri che la società del tempo si era imposta. Il ruolo della donna a quei tempi è raccontato in maniera esaustiva e a tratti quasi violenta. Le donne infatti, al di là della classe sociale di cui facessero parte, erano in qualche maniera soggetto passivo della loro stessa vita. Le donne appartenenti alle classi sociali più basse, lavoravano nei campi nella raccolta delle olive, si occupavano delle faccende di casa e nella crescita dei figli. Spesso erano vittime di soprusi sessuali da parte dei potenti, e numerose erano le gravidanze extra coniugali che erano costrette a tacere a opera dei signorotti più abbienti. Le donne appartenenti alla nobiltà, invece, erano spesso costrette a stringere matrimoni di convenienza suggeriti ardentemente […]

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Loro sono Caino: il nuovo romanzo di Flavio Ignelzi

Nel romanzo di Flavio Ignelzi sono presenti numerose descrizioni dettagliate di fatti, azioni e luoghi. I flashback danno un ritmo incalzante alla storia, che non si adagia su una sola linea temporale. Una questione molto importante, che per lo più si rifà alle rientranze meridionali, è quella della superstizione e dei pregiudizi. La protagonista a causa della cattiva reputazione conquistata da sua nonna sarà vittima degli stessi pregiudizi, anche trascorsi vent’anni, e dopo la morte di sua nonna. Infatti l’appellativo di –ianara– molto comune nel Meridione sarà affibbiato anche alla protagonista rientrata dopo anni nel suo paese. Ad avvalorare questa tesi è il modo in cui le persone vivono con le etichette cucite addosso per il resto della loro vita. Chiari esempi sono i soprannomi delle persone che si spogliano della loro identità personale per abbracciare le etichette nominali o sociali date dalla società. Si avvicendano soprannomi come Peppe lenzòla, Treccialonga o Artenio sette bellezze. Intorno alla giovane protagonista ruoteranno vicende inspiegabili, sparizioni e domande irrisolte. Il tutto sarà agli occhi della gente ricondotto al suo soprannome: la ianara, che nel folklore meridionale altro non è che una donna insospettabile di giorno ed una strega vendicativa di notte.

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4891. La speranza del viaggio: il nuovo libro di Maura Messina

4891. La speranza del viaggio: il nuovo libro di Maura Messina è edito da Homo Scrivens. Nel 4000 la Terra non sarà più la stessa. Il mondo è affaticato e buio, ha perso tutti i suoi colori, e il grigio è l’unico non-colore dominante di tutte le cose. Gli umani si sono adattati ai cambiamenti, il loro dna è mutato, aggiungendo dettagli fisici e nuove capacità. Gli spazi sono divisi in settori diversi, si vive in mini ambienti multifunzionali e si mangiano cibi sintetizzati in pillole. L’unica cosa che regala speranza, parola importantissima per l’intera storia, sono i sogni. I sognatori rivestono un ruolo importante nella società, e saranno proprio alcuni di essi a prendere parte al progetto D.E.A per compiere un viaggio nel passato e cambiare il futuro. Spes, dapprima bambina prodigio, e poi ragazza intraprendente, compirà un viaggio nel passato per cambiare il futuro utilizzando come ”strumenti di redenzione” i suoi sogni e i suoi incubi. Essi, infatti, serviranno da monito a chi distrugge, inquina ed odia le cose belle della Terra. Il romanzo è diviso da una linea invisibile che raggruppa momenti e situazioni diverse: il punto di vista della protagonista, le emozioni ed il viaggio extra dei suoi compagni Blossom ed Espoir, le descrizioni vivide di luoghi realmente esistenti e spruzzi di fantasia. Il romanzo è scritto da Maura Messina in una lingua semplice e chiara, in alcuni punti sono presenti parole o piccole frasi in dialetto napoletano, facilmente comprensibili da chiunque. Esso offre numerosi spunti di -viaggio- poiché in diversi passaggi sono citati luoghi turistici della ridente Napoli. Ciò spinge il lettore laddove sia interessato a ripercorrere in modo concreto e fisico i luoghi che Spes ha visto coi suoi occhi. Si raccontano, inoltre, diverse leggende partenopee che stimolano la curiosità altrui. Un ruolo molto importante in tutta la vicenda è ricoperto dai sogni, che possono accumularsi nel ‘’giardino dei sogni’’, o possono trasformarsi in armi di cambiamento, attraverso gli incubi che seminano terrore e avvisano preventivamente, evitando così catastrofi e disagi ambientali. Esso ci suggerisce come sia importante ‘’saper sognare’’ sottolineando proprio l’incapacità di Blossom del saperlo fare. Essa infatti dovrà imparare a sognare con studio e tenacia. Uno dei temi centrali del romanzo è l’ambiente. La protagonista, infatti, vivendo in un mondo ormai arido, inquinato, e senza colori, intende tornare indietro nel tempo per evitare i numerosi effetti negativi che ha la mano dell’uomo sulla Terra. La mancanza di colori intende far capire ai lettori, utilizzando quasi ‘’un’iperbole descrittiva’’, come sia triste e sterile un mondo dove è tutto ormai in bianco e nero. Esso sottolinea inoltre come sia importante sperare anche quando tutto va male, ingegnandosi per trovare una soluzione al problema. Il romanzo fornisce importanti spunti di riflessione, uno dei quali, inserito in modo sottile e romantico, è l’argomento -omosessualità-. Poiché la giovane protagonista non specificherà mai il suo orientamento sessuale durante tutto il romanzo, ma si innamorerà spontaneamente e senza troppe paure dell’unica persona che le è sempre stata accanto: […]

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