Platone nella Silicon Valley è un saggio filosofico di Simone Regazzoni, edito da Ponte alle Grazie.
| Dettagli dell’Opera | Informazioni |
|---|---|
| Titolo | Platone nella Silicon Valley |
| Autore | Simone Regazzoni |
| Casa Editrice | Ponte alle Grazie |
| Tematiche Principali | Intelligenza Artificiale, Filosofia contemporanea, Relazione Corpo e Mente |
Trama e analisi del saggio
Scrivere, in questo preciso momento sociale un romanzo sull’intelligenza artificiale e sul machine learning, significa redigere qualcosa che l’intelligenza stessa non avrebbe potuto generare, un testo originale, unico. L’uomo può farsi sostituire nel pensiero da un’intelligenza superiore, in questo caso specifico artificiale, per sfidare il tecno-bio-capitalismo, tutto ciò che l’IA propone come ‘nuova forma di vita’.
Platone nella Silicon Valley, un libro ricco e “provocatorio”
In Platone nella Silicon Valley, l’autore prova a raggiungere il cuore della questione, in qualche modo cerca di scoprire se AI e pensiero possono essere sovrapponibili, o se, invece, sono inevitabilmente separati. Per Platone, grande filosofo greco, la filosofia rappresentava una sorta di attività agonistica in cui ne andava dell’intera persona, anima e corpo. Senza corpo, non si può pensare e quindi nulla può essere realizzato o divenire. Si tratta di un libro estremamente interessante, dove specifici concetti filosofici vengono associati a qualcosa di “meccanico”, come l’intelligenza artificiale e i suoi algoritmi. I due argomenti, estremamente diversi tra loro, camminano a braccetto, spostando l’attenzione del lettore su focus narrativi che si aprono a riflessioni profonde e soggettive al tempo stesso.
Nulla è come sembra, tutto si trasforma e niente resta così com’è. In un certo senso, anche l’intelligenza artificiale, che sembra essere perfetta, insormontabile, ha un corpo, che funziona a comando e che agisce per conto terzi.
Tema centrale di Platone nella Silicon Valley è il pensiero. L’autore si chiede se l’uomo sia ancora capace di pensare e in che forma. In questo modo, il lettore si trova dinnanzi ad un bivio, s’interroga su se stesso, sul modo in cui si pone in una società in continuo divenire, sempre più tecnologica.
L’uomo è capace di pensare senza un supporto esterno? La domanda potrebbe sembrare ovvia, ma non lo è affatto e il romanzo di Simone Regazzoni, lo insegna.
Pensare prevede uno sforzo, una fatica, l’IA fornisce l’illusione che un determinato pensiero possa essere generato senza sacrificio, senza quella tensione alla fatica. Naturalmente non è così. Ecco quindi che il pensiero assume le sembianze di un esercizio fisico, come ogni muscolo del corpo, va allenato, altrimenti si rischia di perderlo.
Platone nella Silicon Valley insegna una cosa importantissima, è opportuno rimettere al centro di ogni prospettiva e pensiero, la stretta correlazione tra corpo e mente, o meglio, quell’unione di anima e corpo, come la definisce Platone nel Timeo, che identifica l’uomo nella sua accezione più completa, poiché solo allenando vigorosamente i due comparti, egli può aspirare ad essere bello, naturalmente non dal punto di vista estetico.
Ecco dunque, che in quest’ottica, lo sport, amato da Platone, diventa uno spazio di pensiero incarnato, a corpo vivo. Per ereditare Platone nell’epoca dell’IA occorre farlo incontrare con il più grande sportivo di tutti i tempi che è stato anche uno straordinario pensatore, Muhammad Ali, figura cardine per comprendere la filosofia dello sport.
Il saggio di Simone Regazzoni rappresenta una vera e propria provocazione di stampo filosofico e fortemente attuale. L’autore usa come oggetto l’intelligenza artificiale, dalla quale poi, si dirama la domanda al centro della narrazione: siamo ancora capaci di pensare?
Immagine in evidenza: Casa editrice Ponte alle Grazie

