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Africa Unite: intervista sul nuovo EP Nero su nero

Lontani dai cliché del reggae, gli Africa Unite tagliano il traguardo dei quarantacinque anni di carriera senza cedere ai compromessi. Il nuovo ep Nero su nero – Manca il fiato, distribuito da Believe, è la prova di un percorso musicale sempre coerente. Bunna e Madaski firmano cinque tracce pensate per contrastare la disinformazione, spingendo il pubblico a prendere posizione di fronte alle contraddizioni di oggi.

Da Colla a caldo, che racconta una società schiacciata dalle fake news, all’inedito Brand new jacket, il disco smonta i meccanismi di controllo vecchi e nuovi. I cortocircuiti logici dei conflitti moderni sono il fulcro di Uomini, mentre Il silenzio dell’assenso dipinge la rete come una gabbia che protegge e, allo stesso tempo, imprigiona l’individuo. L’unico momento di respiro è Dritto nel cuore, una lover song che la band ha rivestito con una base strumentale totalmente riscritta.

Copertina di Nero su Nero
Tracce del nuovo ep Tematiche e significato
Colla a caldo Società schiacciata dalle fake news
Brand new jacket Smonta i meccanismi di controllo vecchi e nuovi
Uomini Cortocircuiti logici dei conflitti moderni
Il silenzio dell’assenso La rete come gabbia che protegge e imprigiona
Dritto nel cuore Lover song con base strumentale totalmente riscritta

Per entrare nel vivo di questo nuovo progetto e capire meglio le dinamiche sociali che lo hanno ispirato, abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Madaski e Arianna Muttoni dei Circus Punk, co-autrice di uno dei singoli. Ecco la nostra chiacchierata.

Colla a caldo: iper-connessione e creatività contro le fake news

In “Colla a caldo” canti di un’intelligenza “superficiale” e di una realtà inquinata dalle fake news. Credi che questa continua iper-connessione ci stia rubando l’identità? In che modo la creatività può spezzare queste nuove gabbie?

Arianna Muttoni: Beh forse ogni società è o è stata superficiale a modo suo, l’iper-connessione in cui oggi sguazziamo ha cambiato sicuramente gli assetti della nostra mente, ma credo che abbia di conseguenza aperto altre strade. Trovare la propria identità è un viaggio, la trovi a pezzettini lungo la strada. E bisogna prendersene cura, non farsela rubare. La creatività è un po’ come un passepartout, apre un bel po’ di porte e ti fa credere nei sogni, il pensiero creativo è pensiero libero.

Il silenzio dell’assenso: la rete tra protezione e assuefazione

Ne “Il silenzio dell’assenso” descrivi una rete che protegge ma, allo stesso tempo, imprigiona e svuota i diritti. Qual è secondo te il momento in cui la nostra ricerca di sicurezza si trasforma in assuefazione e “silenzio complice”?

Madaski: Nel momento in cui si comincia a cercare protezione nella demagogia politica di chi ti assicura un mondo migliore fatto di guerre, interessi personali, eliminazione della diversità. Oh che casualità, mi sembra di aver tracciato il disegno politico di un uomo nuovo della scena italiana, proprio di questi giorni… un ex militare… mi pare!

Quarantacinque anni di carriera: la reazione del pubblico di oggi

Ascoltando questi due brani emerge il ritratto di una società completamente anestetizzata. Dopo quarantacinque anni passati a usare la musica come megafono, trovi che il pubblico di oggi sia più difficile da scuotere rispetto a quello dei tuoi esordi?

Madaski: Sicuramente, ma credo che la nuova generazione saprà reagire e lo stia già facendo. La musica non ha il potere di cambiare il mondo, ma può suggerire degli spunti, unire le persone, in maniera pacifica e omnicomprensiva.

Il suono dell’ep: oppressione, elettronica e ritmi in levare

Guardando alla produzione in studio, come sei riuscito a tradurre un senso di oppressione e isolamento così forte senza rinunciare alla spinta ritmica in levare e all’elettronica che da sempre vi caratterizza?

Madaski: Le parti musicali di questi nuovi brani sono piuttosto semplici ed anche i testi sono molto diretti. Forse per questo possono apparire oppressivi, descrivono ciò che ci sta intorno, purtroppo non si può essere molto positivi.

Il tour e la connessione dal vivo con il pubblico

I testi di questo nuovo ep portano un messaggio sociale e politico molto denso. Ora che sei in giro con il tour, che tipo di reazione ed energia ricevi sotto il palco quando suoni dal vivo questi nuovi pezzi?

Madaski: Sinceramente li ho suonati ancora troppo poco. In linea di massima il nostro pubblico è abituato al lasciarsi trasportare ma anche a fornire un feedback molto importante. Sentirlo e vederlo coinvolto è cosa che da sempre ci gratifica molto. Per fare un concerto bisogna essere in due e stabilire una bella connessione. Altrimenti è tutto inutile.

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A proposito di Marcello Affuso

Direttore di Eroica Fenice | Docente di italiano e latino | Autore di "A un passo da te" (Linee infinite), "Tramonti di cartone" (GM Press), "Cortocircuito", "Cavallucci e cotton fioc" e "Ribut" (Guida editore)

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