Anita Brightfly: l’achimia, la rabbia, l’emancipazione. Tutto in un disco

Si intitola “Margherite” ed è un titolo che non deve affatto rilassarci le attese e le aspettative. Anita Brightfly affida le sue liriche e le sue scritture alle soluzioni estetiche di Edoardo Piccolo. Il risultato è un disco al fulmicotone, colorato di pop ma eccentrico, sovversivo, dinamico e denso di colpi di testa… insomma quello di Anita Brightfly è un disco LIBERO di essere come vuole. E certamente fa il conto con le abitudini e le mode a cui siamo, ancora inconsciamente, assoggettati da sempre. Ad alto volume… e senza maschere.

C’è tanta rabbia, dolore e rinascita: la musica può davvero restituire potere a ciò che fa male?

Certo che sì la musica è una delle alchimie più potenti che esistano.

 

In quel brano parli di disconnessione emotiva: senti che è una condizione personale o più generazionale?

Io non parlo di disconnessione emotiva, questo è un cliché definito a posteriori, secondo me è errata come definizione. Io parlo della mia esperienza personale e non credo sia generazionale, la disconnessione sì lo è, ma appartiene direi soprattutto alle ultime generazioni ai ventenni ed è sempre stato così poiché è un tratto distintivo della giovinezza. Nel mio caso si tratta di discriminazione sociale, che avviene sin dalla notte dei tempi. ed è dal basso verso l’alto, non come comunemente si pensa dall’alto verso il basso. Mi riferisco alla gerarchia sociale che di fatto costituisce una discriminate, e questo dipende sempre da chi fa la maggioranza. Ma è anche in parte di genere. La verità è che senza arrivare alle frange più estreme, come la violenza fisica e psicologica e l’omicidio, siamo in un’epoca ancora fortemente maschilista e ancora machista talvolta. Ciò è molto grave poiché è proprio da questa mentalità che poi derivano le altre forme di violenza: da una profonda, errata, pervicace convinzione della supremazia maschile ad ogni livello sulle donne, anche se la realtà ovvero le stesse donne non fanno che smentire questo.

 

https://www.youtube.com/watch?v=o1GdS8C8x1Y

 

La produzione è interamente tua, mentre gli arrangiamenti sono di Edoardo Piccolo: mi incuriosisce sempre cosa muove la scelta di una figura in particolare. Come nasce questa connessione?

Istinto, fato ovvero una volontà più alta che muove le cose in maniera misteriosa, lo chiamano anche Dio. Volontà e tenacia mia alla fine.

 

Che poi tutto sembra davvero internazionale… vero? Cosa ne pensi?

Non sono così edotta sulla questione musicale in senso stretto per dare definizioni. Comunque sia è una cosa ottima.

 

Riguardi mai il tuo percorso sino a qui? La prima evoluzione e traguardo che ti viene in mente?

In realtà non lo guardo perché ho un gran bisogno di creare cose nuove. Bè comunque ora che me ne parli il mio primo brano in assoluto “Let me”, un grandissimo exploit secondo me peccato nessuno lo abbia mai promosso non ha mai fatto nemmeno la Radio date, ma ero in mano ad un disgraziato imbroglione.

 

Nel futuro, come spesso accade per gli uomini: si tornerà mai indietro con l’arte che uno fa? Oppure sei una di quelle artiste che sente sempre il bisogno di mettersi ancora in discussione?

Nel futuro se, se, se ….non si sa. Magari diventassi famosa allora farei dei revival dei miei vecchi brani ma bisogna avere un carriera molto importante e anche lunga per arrivarci. Ciao

 

https://open.spotify.com/intl-it/album/4GzGx2yyCVyH8mChLZCOvv?si=d33efe3c508540d0

 

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