A diciassette anni dal loro debutto e a tre dal loro ultimo album, i Florence and the Machine sono tornati con un nuovo disco. Definito dalla stessa band come una sorta di esperimento folk-horror e significativamente pubblicato la notte del 31 ottobre, Everybody Scream è un tripudio di misticismo, teatralità e lirismo.
Dettagli dell’album Everybody Scream
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Artista | Florence and the Machine |
| Data di uscita | 31 ottobre (notte di Halloween) |
| Genere | Folk-horror, indie rock, pop barocco |
| Ispirazione principale | Intervento d’urgenza per gravidanza ectopica |
Indice dei contenuti
Nella discografia dei Florence and the Machine questi elementi non sono una novità: altri brani del gruppo si caratterizzano proprio per la monumentalità del sound, che va dall’indie rock al pop barocco, senza farsi mancare nulla. Tuttavia, in Everybody Scream il gruppo sembra spingersi oltre.
Cosa ha ispirato Everybody Scream?
La compositrice principale della band è, fin dagli esordi, anche la sua frontwoman: Florence Welch. La sua voce, spesso paragonata a quella di giganti come Kate Bush e Siouxie Sioux, e la sua penna, sia lirica che musicale, sono le fondamenta di ogni pezzo dei Florence and the Machine. Nello scrivere testi, Welch ha sempre tratto ispirazione dal suo vissuto. Quelli di Everybody Scream non fanno eccezione, anzi: la cantautrice lo ha definito il suo disco più personale finora, e per un motivo ben preciso. La scintilla che ha portato al concepimento di Everybody Scream è stato, infatti, un intervento chirurgico d’emergenza a cui Welch ha dovuto sottoporsi, causato da una gravidanza ectopica. È questa esperienza ravvicinata con la morte, ma, in un certo senso, anche con una nuova vita, che definisce il tono del disco.
Everybody Scream: 5 brani da ascoltare per capire l’album
Alla luce di ciò, appare chiaro come Everybody Scream sia una personalissima catarsi. Traendo spunto dal folklore e toccando temi quali la guarigione, la morte e una conseguente rinascita, l’occulto, una rabbia che è tutta femminile e la fama, l’album invita chi ascolta a lasciarsi andare in un urlo liberatorio, proprio come fa Welch ogni volta che si esibisce. Il tutto è accompagnato da una musica che vuole essere spettacolo puro: in crescendo, talvolta graffiante, altre più intima, con una produzione che fonde chitarre elettriche e bassi con componenti orchestrali.
Ecco i 5 brani per capire il cuore di Everybody Scream.
1. Everybody Scream
Title track, nonché prima traccia dell’album, Everybody Scream è summa ideale dello stesso. Scritto, non a caso, con Mitski, altra donna nell’industria musicale, nel brano Welch descrive il rapporto di quasi dipendenza che ha col palcoscenico: ammette che, nonostante i danni fisici e psicologici che comporta, non potrebbe mai rinunciarvi, perché è l’unico luogo in cui può accantonare ogni remora ed essere se stessa. Entro la fine della canzone, Welch sembra identificarsi nel leader di un culto, incitando il pubblico a ballare, cantare, urlare con lei come in un rituale.
«The witchcraft, the medicine, the spells and the injections
The harvest, the needle, portect me from evil
The magic and the misery, madness and the mystery
Oh, what has it done to me
Everybody scream»
Everybody Scream è anche il lead single dell’album, rilasciato, insieme al video musicale diretto da Autumn de Wilde, il 20 agosto 2025.
2. One of the Greats
One of the Greats è la traccia più lunga dell’album. Caratterizzata da una sonorità quasi grezza, sono l’intensa vocalità di Welch e il suo lirismo che fanno il pezzo. Evocando l’immagine di una resurrezione – se stessa che si inerpica dalla tomba – la cantautrice riflette sulla sua mortalità in quanto artista, su cosa la sua creatività ha lasciato al mondo: nota al pubblico da quasi vent’anni, la sua carriera è tale da poterla ritenere, nella scena contemporanea, “una delle grandi”. Una conquista non da poco se si pensa, come Welch sottolinea proprio in One of the Greats, agli standard che le donne nell’industria musicale sono costrette a raggiungere per poter brillare.
«I crawled up from under the earth
Broken nails and coughing dirt
Spitting out my songs so you could sing along
Ajnd with each bedraggled breath, I knew I came back from the dead
To show you how it’s done, to show you what it takes
To conquer and to crucify, to become one of the greats»
One of the Greats è stato scelto quale singolo promozionale dall’album, rilasciato il 24 settembre 2025.
3. Witch Dance
Witch Dance è un’altra riflessione sulla mortalità, ma in quanto essere umano. Dal sound incalzante, talvolta angoscioso, per esso Welch pare essersi ispirata a una tradizione gaelica: il keening, lamento funebre che è stato, almeno fino al XVIII secolo, parte integrante dei riti irlandesi. In Witch Dance paradossalmente la morte mostra a Welch cos’è la vita, in un chiaro riferimento alla gravidanza ectopica che la ha quasi uccisa. Interpolando la tradizione del keening, la cantante elabora il lutto per un bambino mai nato e tutta la rabbia che ne deriva, superati grazie alla vicinanza di donne che hanno vissuto la medesima esperienza e la consapevolezza della sua grandezza, accennata nella traccia precedente, One of the Greats.
«I came back to a clearing
Full of wailing and keening
A well of tears that never runs dry
The women said, “We’ve been waiting
Waiting to meet you, it’s only a matter of time”»
4. Drink Deep
Drink Deep è il brano di Everybody Scream che più si rifà al folklore. L’intera canzone richiama il mito del fae folk, il “piccolo popolo” fatto di fate, folletti, elfi e gnomi che nella mitologia gaelica sono, in realtà, esseri spaventosi che traggono in inganno gli umani. Secondo la leggenda, se nel reame delle fate si accetta del cibo o da bere da una di queste, la persona che li consuma potrebbe, non rendendosene conto, non tornare mai più nel suo mondo. Welch paragona l’esperienza dell’essere in tour e, più in generale, l’essere sotto ai riflettori, al venire trascinati in un’altra realtà senza possibilità di ritorno. Pur consapevole dei pericoli del mestiere, la cantante ha deciso di “bere” e di arrischiarsi, ribadendo ancora una volta quanto per lei essere un’artista ed esibirsi dinanzi a una folla sia irrinunciabile.
«My eyes began to hollow
My skin began to fade
What I thought was a night, was a thousand years
But still they said drink deep»
5. And Love
And Love è la conclusione pacata e cristallina di un album tenebroso sia nella sonorità che nella gravità dei temi. Nel brano Welch richiama un altro tipo di, per così dire, magia: la manifestazione, l’atto di affermare ciò che si desidera avvenga, nella convinzione che le parole bastino per farlo avverare. Dopo 12 tracce in cui ha esplorato il confine tra vita e morte, il suo personale lutto, la mostruosità della fama, Welch osa sperare in un futuro tranquillo, cantando: «Peace is coming».
«And love was not what I thought it was
It crept up on me despite myself
And it was not a love song, it was something else
More like surrendering to something
And more like resting than running
Peace is coming»
Un percorso di guarigione e rinascita
Come anticipato, Everybody Scream è soprattutto una catarsi, un percorso di guarigione: Welch rinasce, tirandosi fuori dal fango, ed esorcizza i suoi demoni interiori attraverso una creatività che, a volte, è anche inquietante. Così, ogni canzone vuole essere, da un lato, una storiella horror, e, proprio attraverso questa esasperazione mostruosa dei fatti, dall’altro, un modo per superare momenti difficili.
(Fonte immagine: florenceandthemachine.net)

