Il “purosangue napoletano” Sal Da Vinci “sbanca” a sorpresa il Festival dedicato a Pippo Baudo

Dedicata al grandissimo Pippo Baudo, di cui dalla prima all’ultima serata si sono, in sottofondo, giustamente “cantate le gesta”, la 76° Edizione del Festival di Sanremo, il “Conti-Five”, è stata vinta a sorpresa dal purosangue napoletano Sal Da Vinci che, con la vibrante canzone “Per sempre sì”, a dispetto dei favoriti della vigilia, si è imposto al foto-finish, di una corta incollatura, sul genovese Sayf e sulla conturbante Ditonellapiaga.

Sintesi e Classifica di Sanremo 2026

Categoria / Premio Vincitore Brano
1° Classificato (Big) Sal Da Vinci Per sempre sì
2° Classificato (Big) Sayf Tu mi piaci tanto
3° Classificato (Big) Ditonellapiaga Che fastidio!
1° Classificato (Nuove Proposte) Nicolò Filippucci Laguna
Premio Canzone Sostenibile Ermal Meta (8° classificato) Stella Stellina

I Protagonisti della “Corsa”: la vittoria di Sal Da Vinci

Felice, emozionato sino alle lacrime, Sal Da Vinci, al secolo Salvatore Michael Sorrentino, nato a New York ma in realtà proveniente dai quartieri popolari di Napoli, “dal basso” – come lui stesso afferma -, non avrebbe mai potuto sperare tanto: ma la titanica kermesse sanremese è stata una sensazionale “Corsa di Cavalli” anche questa volta laddove, si sa, il “black-horse” è sempre in agguato! Dopo una partenza in sordina e con i tre favoriti subito al comando, il cantautore ha preso con determinazione la testa del gruppone degli inseguitori per accelerare imperiosamente sull’ultima curva ed apparigliare e superare prima la favorita “biga” Fedez-Masini incredibilmente in fase calante proprio al momento decisivo per poi, in un sensazionale crescendo, andare a prendere e a stampare sin sul palo la sempre splendida Arisa superata alfine anche dal potente “rush finale” del giovane Sayf e dal prevedibile ritorno della conturbante Ditonellapiaga che aveva aperto davvero “col botto” la prima serata della manifestazione canora sciorinando una prestazione formidabile!

Affermando con certezza che rappresenterà l’Italia al prossimo “Eurovision Song Contest“, il cantante-attore alzando al cielo con entusiasmo esagerato il “Leone d’Oro” appena conquistato, ha dedicato la sua inaspettata vittoria a Napoli, alla sua famiglia e al popolo che lo ha sostenuto con il Televoto regalandogli il prestigioso alloro. Con un distacco di soli 0,3 punti percentuale dal vincitore, il giovane genovese Sayf (Adam Sayf Viacava), di padre italiano e madre tunisina, proveniente da ambienti “hip-hop”, ha avuto una gran progressione finale e con la gradevole canzone Tu mi piaci tanto si è aggiudicato meritatamente il secondo posto, suscitando molta tenerezza nell’abbraccio con la madre sul palco. Ditonellapiaga, con l’originale ed irriverente Che fastidio!, ha letteralmente “spaccato” conquistando la terza piazza “con lode”!

Penalizzata dalla “Giuria delle Radio”, solo quarta è risultata alfine Arisa. L’artista cresciuta a Pignola aveva infatti proposto con la sua rara voce cristallina una classica “Magica Favola” meritevole della vittoria finale. Dopo aver raccolto lo scorso anno solo la “medaglia di latta”, ha masticato ancora un’altra volta amaro Fedez coadiuvato in questo da Marco Masini: la loro delusione è stata evidente quando il verdetto finale ha relegato il loro Male necessario al quinto posto!

Una citazione a parte va infine ad Ermal Meta, già nell’elenco storico dei vincitori del Festival di Sanremo nel 2018 in coppia con Fabrizio Moro. La sua struggente Stella Stellina, che canta l’estremo dolore per i bambini vittime di una guerra cruda ed insensata, gli è valsa l’ottavo posto in classifica generale e la prestigiosa vittoria del Premio per la Canzone Sostenibile, riportandoci a un dramma globale che il mondo intero sta vivendo.

Corsa Giovani, Premi Collaterali e Premi alla Carriera

Nell’ambito della globale manifestazione canora, abbiamo piacevolmente assistito anche all’epilogo della speciale “Corsa Nuove Proposte”: dopo aver eliminato i rispettivi avversari, sul palco dell’Ariston si sono affrontati i promettenti Angelica Bove e Nicolò Filippucci con la netta affermazione di quest’ultimo che, alzando al cielo il “Leone d’Argento”, ha dimostrato di essere di un’altra categoria, sebbene i premi della Sala Stampa e della Critica siano stati appannaggio della sua “runner-up”!

E le molteplici giurie hanno assegnato anche i consueti premi di contorno: se a Fedez-Masini è stato assegnato il “Premio per il Miglior Testo” e a Ditonellapiaga il “Premio per la Miglior Composizione Musicale”, il gagliardo Fulminacci si è invece aggiudicato il “Premio della Critica”. Serena Brancale si è potuta consolare ricevendo il “Premio Tim”, l’ambito “Premio della Sala Stampa Radio-TV-Web Lucio Dalla,” e il “Premio Lunezia”.

Durante l’appassionante evolversi delle serate, ben cinque sono stati gli artisti a cui è stato conferito il “Premio alla Carriera – Città di Sanremo”: Andrea Bocelli, i Pooh, Caterina Caselli, Fausto Leali e l’immortale talento di Mogol, un vero poeta e autore dei testi di più di 1.700 canzoni.

Ospiti e Co-Conduttori: da Laura Pausini a Tiziano Ferro

Promossa a pieni voti Laura Pausini che ha affiancato il Direttore Artistico Carlo Conti in tutte e cinque le serate con simpatia e consumata professionalità. Fra gli altri co-conduttori, ricordo senz’altro Alessandro Siani, l’inaspettata versatilità dell’attrice Pilar Fogliati, e soprattutto il ritorno sorridente della modella Bianca Balti! E ancora, il fantastico imitatore Ubaldo Pantani, il solito esilarante Nino Frassica, e la giornalista del TG1 Giorgia Cardinaletti.

Fra i “Super-Ospiti” da evidenziare lo strabiliante duetto della terza serata laddove lo splendore della voce di Alicia Keys ha sfumato con classe la voce di Eros Ramazzotti nell’interpretazione di Aurora. E l’omaggio ai 25 anni di carriera di Tiziano Ferro. Dal “Suzuki Stage” si sono esibiti anche i The Kolors, Gaia e Francesco Gabbani.

La Serata Cover: il trionfo di Ditonellapiaga

Ditonellapiaga ha globalmente conseguito in questo Festival risultati superlativi. L’irriverente artista romana si è presa anche il lusso di aggiudicarsi la “Serata Cover” cantando in coppia con il principe dei provocatori Tony Pitony. La loro teatrale ed accattivante esecuzione della fenomenale The Lady is a Tramp si è imposta nettamente. Doppia “medaglia d’argento” per Sayf che, insieme a Mario Biondi e Alex Britti, ha deliziato il pubblico con Hit the road Jack. Terza la cristallina voce di Arisa con Quello che le donne non dicono.

Sempre splendida e suggestiva la “Serata Cover” che ha visto riproporre alcune delle canzoni più belle di Sanremo e della musica italiana, confermando l’importanza di celebrare il patrimonio musicale nazionale su questo palco storico.

Conclusioni: il passaggio di testimone e il ricordo di Pippo Baudo

Si chiude il sipario su un Sanremo offuscato da venti di guerra a livello globale, ma anche su un Festival dove i buoni valori tradizionali sembrano riemergere: la Famiglia, il Matrimonio, il rapporto genitori-figli. Si chiude soprattutto il sipario sul Festival dedicato al “Superconduttore” Pippo Baudo, che qualche mese fa ci ha lasciato. A Pippo, che è stato l’artefice della rinascita della kermesse, va tutta la nostra ammirazione. Per ripercorrere le origini e i grandi protagonisti, vi invitiamo a leggere la Storia del Festival di Sanremo.

Conduttori che vanno e conduttori che vengono: dopo la “pentade” di Amadeus, Carlo Conti ha condotto egregiamente anche questo “Conti-Five” riportando in parità il computo con il ravennate. Ma forse si sentiva già incalzato da un più giovane, ancorché eclettico “Cavallo di Razza”, uno stallone napoletano che già da qualche mese scalpitava per prendere in mano le redini. Non credo si rivelerà una fugace apparizione… probabilmente il “regno” di Stefano De Martino durerà a lungo!

Mario Brugnolini

 

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