La correlazione tra musica ed emozioni: qual è?

La correlazione tra musica ed emozioni

La correlazione tra musica ed emozioni è una tematica che negli ultimi anni ha suscitato sempre più interesse. La musica ha origini millenarie e da sempre ha fatto parte della vita dell’essere umano. Gli esseri umani sin dai primordi si sono serviti della musica come strumento per esprimere sentimenti, parlare di problematiche scomode, utilizzandola anche come vero e proprio strumento di protesta. Recentemente la scienza ha cominciato ad approfondire la correlazione tra musica ed emotività. In questo articolo, esploreremo come la musica sia capace d’influenzare le nostre emozioni, i meccanismi psicologici dietro questa connessione e in che modo diversi generi musicali riescano a suscitare diverse reazioni emotive.

Quali emozioni suscitano i diversi generi musicali?

Genere musicale Emozioni evocate Caratteristiche strutturali
Musica Classica Tristezza, serenità, malinconia, grandezza Strutture complesse, cambi di tonalità, tensione e rilascio
Jazz Nostalgia, relax, eccitazione, libertà Dissonanze, cambi di tempo, improvvisazione
Techno Energia, euforia, carica fisica Ripetitività ritmica, sonorità ipnotiche

 

Il legame tra suono e natura umana

La musica regala sensazioni diverse ad ogni persona, un crescendo orchestrale può commuoverci ed emozionarci, proprio come la colonna sonora di un film può trasmettere un’incredibile carica emotiva. Il suono e la musica sono sempre stati legati all’essere umano e quindi alle emozioni. I nostri primi antenati utilizzavano suoni e musica come strumenti di sopravvivenza e comunicazione. Nell'”Origine delle specie”, Darwin sostiene che “i suoni musicali hanno posto una delle basi più importanti per lo sviluppo del linguaggio, poiché sia il ritmo che la cadenza del discorso possiedono caratteristiche musicali.

Musica e cervello: le aree coinvolte

Come afferma J. Jauset nel suo libro “Musica e cervello: le chiavi della neuroscienza musicale”, la musica è un’attività che richiede risorse cognitive vaste e molteplici; è un potente stimolante del dialogo tra gli emisferi cerebrali, favorendo un equilibrio dinamico tra le capacità di entrambi. Platone, fu tra i primi a trattare questa interessante tematica e nella sua opera “Repubblica” sostiene che la musica possa influenzare il carattere e il comportamento degli esseri umani, attribuendogli valore educativo.

Sia la percezione che la produzione musicale mobilitano diverse aree corticali (uditive, motorie) e sottocorticali (risposte emotive) che, di fatto, coinvolgono l’intero cervello. Più nella specifico, le aree coinvolte quando ascoltiamo musica sono il sistema limbico, la corteccia uditiva e la corteccia motoria, la quale gioca un ruolo fondamentale nel nostro rapporto con la musica, che si attiva per rispondere fisicamente ai ritmi e ai movimenti che la musica induce. La musica è, dopo la comunicazione non verbale, il primo sistema di comprensione tra esseri umani. Possiamo dividere la capacità linguistica in:

Differenze tra lingua parlata e linguaggio artistico

  • Lingua parlata: in cui anche l’intonazione, il volume e il ritmo forniscono informazioni e provengono dalla musica.
  • Linguaggio artistico (non per la comunicazione immediata): Gli aspetti più emozionali della comunicazione vengono separati da quelli pratici e entriamo in un terreno comunicativo intellettuale ed emozionale superiore al linguaggio parlato.

I codici delle emozioni nella musica vengono appresi dagli esseri umani fin dalla nascita. Le ninne nanne e le canzoni per bambini, quelle cantate a scuola, quelle ascoltate nei cartoni animati, nelle pubblicità, nei film, formano tutte una memoria in cui suoni, giri melodici, scale o armonie cominciano ad assumere un significato in qualche modo astratto ma riconoscibile.

Fin dagli albori della musica, ma soprattutto alla fine del Rinascimento, i musicisti occidentali hanno dedicato grande interesse alla catalogazione dei modi di esprimere le emozioni umane. Piangiamo “verso il basso” e ridiamo “verso l’alto”, camminare e correre sono ritmici, quando abbiamo il singhiozzo facciamo delle “battute d’arresto”.

Come i generi musicali influenzano le emozioni

Ogni genere musicale ha caratteristiche diverse che suscitano quindi, reazioni diverse. La musica classica ad esempio, solitamente evoca emozioni come tristezza, serenità, malinconia o grandezza grazie alle sue strutture complesse, i cambi di tonalità e alterazioni per creare e rilasciare tensione. Il jazz suscita emozioni quali nostalgia, relax, eccitazione, libertà, una libertà che potrebbe essere evocata dai vari cambi di tempo e le numerose dissonanze. La tecno, invece, ci carica d’energia e euforia grazie al suo alla sua ripetitività e spinge il corpo a muoversi grazie a delle sonorità quasi ipnotiche.

Possiamo quindi considerare la musica come una potente manifestazione artistica ma anche uno strumento di comunicazione e di unione che ci aiuta a esplorare e condividere le nostre emozioni con noi stessi e con gli altri. In conclusione, la psicologia e le neuroscienze hanno a lungo parlato di questo binomio musica-emozioni, sottolineando che queste risposte non sono solo frutto di percezioni soggettive, ma di processi più complessi, cerebrali e fisiologici che ci connettono a livello profondo con le melodie che ascoltiamo.

Fonte immagine: Pexels.com

Articolo aggiornato il: 01/01/2026

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