Il nuovo singolo di NeroLuce è Zero Problemi: un inno dal sapore estivo che, dietro al sound energico e leggero, nasconde qualcosa di più profondo. Disponibile dal 5 giugno in rotazione radiofonica, sulle piattaforme digitali e in tutti i digital store.
Dal Conservatorio alla strada, passando per i palchi di Sanremo Rock e una vita vissuta al limite pur di inseguire un sogno. Nel nome di NeroLuce è già scritta la sua filosofia: un costante e affascinante equilibrio tra gli opposti, dove la vulnerabilità diventa energia e l’introspezione si veste di leggerezza. Dopo aver condiviso la scena con grandi nomi della musica italiana, da Achille Lauro a Davide Van De Sfroos, Mario — in arte NeroLuce e originario della Sicilia — torna a far sentire la sua voce con Zero Problemi, il nuovo singolo disponibile dal 5 giugno. Un brano dal sound immediato ma dal significato profondo, che si candida a diventare un vero e proprio manifesto di libertà emotiva e rinascita.
In occasione dell’uscita di Zero Problemi abbiamo fatto una chiacchierata con NeroLuce, che ci ha raccontato come fa a lasciarsi alle spalle le complessità della vita, a dire «buonguaiage» a tutto ciò che toglie serenità.
| Dettaglio progetto | Informazione chiave |
|---|---|
| Artista | NeroLuce (Mario) |
| Nuovo singolo | Zero Problemi |
| Data di uscita | 5 giugno |
| Produttore | Finnico |
| Hashtag ufficiale | #BUONGUAIAGEBABY |
NeroLuce si racconta, tra contrasti e voglia di voltare pagina
Il significato del nome d’arte NeroLuce
NeroLuce è un nome d’arte evocativo, che rimanda immediatamente a un ovvio contrasto, a una forte dualità. Come ti è venuta l’idea, e quanto ti esprime davvero?
NeroLuce è un ossimoro, sì — ma soprattutto è uno specchio. Rispecchia esattamente quello che sono, e quello che credo siamo tutti. C’è una frase di Hegel che non ho mai dimenticato: gli opposti non si annullano, si compongono in qualcosa di superiore. NeroLuce non è un nome d’arte. È il punto in cui ho smesso di combattermi.
La genesi del sound di Zero Problemi
Anche il brano racchiude un importante contrasto, quello tra un sound leggero e un testo che, nella sua arguzia, lascia intendere un trascorso turbolento e tutta l’intenzione di rimuoversi da questo. Come sei giunto a questo connubio e, più in generale, a questa sonorità? Ci sono delle tappe che ritieni siano state fondamentali per la tua visione artistica?
Il brano nasce da una conversazione con Finnico, il producer — e da subito era chiaro che il sound doveva raccontare la stessa storia del testo, non accompagnarla soltanto. Parte acustico, quasi sussurrato. Poi si fa più denso, più urgente. Poi esplode. È la mappa emotiva di chi ha deciso di togliersi un peso di dosso — e quella mappa ha una direzione precisa: la libertà.
Il contrasto che senti non è un effetto estetico. È coerenza. Sarebbe stato poco sincero scrivere di dualità e poi consegnare un sound monodimensionale.
E questa coerenza me la sono guadagnata nel tempo. Diciassette anni di tappe, alcune bellissime, alcune in cui il mio lato oscuro ha preso troppo spazio — al punto da rendermi confuso su chi fossi davvero come uomo, non solo come artista. Ci sono voluti anni di terapia, tanto investimento su me stesso, e soprattutto tanta onestà per trovare l’equilibrio tra le parti.
NeroLuce non è nato in uno studio. È nato dopo un lungo lavoro su di me.
L’ispirazione tra interiorità e tematiche universali
Zero Problemi suona come un vero e proprio inno alla pace mentale, fatto di veloci impressioni — in una certa misura personale e, al tempo stesso, universale. Nel fare musica quanto attingi alla tua interiorità e quanto, invece, NeroLuce lascia che siano gli altri a ispirarlo?
La musica per me è sempre stata il modo più naturale per condividere — e probabilmente è proprio per questo che la amo così tanto. Mi ha sempre permesso di sentirmi parte di qualcosa di più grande. Ma sarei ipocrita se dicessi che scrivo per la gente. Non funziona così.
Scrivo a flusso di coscienza — lascio uscire tutto senza filtri — e solo dopo la prima stesura capisco di cosa avevo davvero bisogno di parlare. A volte è qualcosa di mio, intimo, privato. Altre volte mi accorgo che ho scritto qualcosa che mi trascende, che appartiene a tutti. Zero Problemi è nata così: cercavo pace io, e ho scoperto che la cercavamo in tanti.
Il bello della scrittura onesta è questo: più vai dentro te stesso, più trovi qualcosa che è universale. Non è un paradosso — è la cosa più vera che conosco sulla musica.
Come superare le delusioni: la filosofia del BuonguaiageBaby
Zero Problemi di NeroLuce è, così, un bellissimo invito a voltare pagina, a sorridere nonostante tutto. Qual è il tuo modo per superare le delusioni? La musica gioca forse un ruolo?
Ho un motto che mi porto dietro dall’infanzia, me lo ripeteva mio zio di Mazara del Vallo: “a stare cuntento e a ririre sempre” — devi stare contento e ridere sempre. Te lo dico in siciliano perché in italiano perde qualcosa, quella cadenza lì ha un calore che non si traduce. È una frase semplice, quasi ingenua — eppure è la cosa più rivoluzionaria che mi abbiano mai detto. Perché la vita è un dono, ma è anche dura. E quando arrivano le persone o le situazioni che ti prosciugano, l’unica risposta sana che conosco è: salutale. Con leggerezza, senza rancore. BuonguaiageBaby.
Con Pierre Bonifacio e Cristian Garzena abbiamo creato l’hashtag e prodotto le t-shirt #BUONGUAIAGEBABY che è diventato un manifesto vero, energia da condividere.
“La musica fa parte di tutto questo. Ma il vero lavoro è, non prendersi e non prendere gli eventi troppo sul serio, questa è forse la cosa più seria che esista.”
Il futuro artistico e la sperimentazione musicale
Cosa possiamo aspettarci dal futuro? Ti senti a casa procedendo verso questa direzione artistica o c’è voglia di sperimentare?
La sperimentazione mi attrae, non mi spaventa — ma non mi interessa sperimentare per stupire. Mi interessa farlo rimanendo fedele a quello che sono. E il prossimo pezzo lo dimostra già. Sarà il contraltare di Zero Problemi — sound intimo, testo più denso, un’altra faccia della stessa medaglia. Stiamo lavorando agli arrangiamenti con Fabio Roveroni, e mi piacerebbe avere Giulia Monti al violoncello nel brano. Se ci pensi, un brano che fa da contraltare all’altro è concettualmente NeroLuce nella sua forma più pura. Non poteva essere altrimenti.
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(Fonte immagine: Ufficio Stampa)

