Universo è il recentissimo brano, pubblicato per La foresta urbana, dei Miosphere, gruppo di amici e musicisti nato da Andrea Molteni e Michele Ramondino, esteso poi a Francesco Soncini e Simone Simonassi.
L’uscita del singolo Universo ci offre l’opportunità di intervistare direttamente gli autori per comprendere le sfumature di questo nuovo capitolo discografico.
| Dettaglio del progetto | Informazioni sull’uscita discografica |
|---|---|
| Titolo del brano | Universo |
| Formazione dei Miosphere | Andrea Molteni, Michele Ramondino, Francesco Soncini, Simone Simonassi |
| Etichetta di pubblicazione | La foresta urbana |
| Inquadramento artistico | Brano di chiusura del progetto “Cape Canaveral” |
Indice dei contenuti
Universo: intervista ai Miosphere
Miosphere è un gruppo musicale che nasce dalla passione di alcuni amici per la musica: qual è la genesi del gruppo?
Il progetto nasce da un’amicizia fraterna che ha sperimentato il teatro, la pittura e la poesia prima di approdare alla musica come forma finale di espressione. I Miosphere sono un gruppo formato da quattro elementi.
Il vostro nuovo brano segue una rotta già tracciata dai precedenti brani presenti in Cape Canaveral (nome che richiama, per omonimia, il centro statunitense di esplorazioni nello Spazio) e Houston: come si inserisce Universo in tale scia?
Il viaggio inizia tra le stelle, come un modello irraggiungibile da seguire, per poi accorgersi che la voglia di brillare può portare all’implosione ed alla caduta, ma la caduta è l’unico modo che l’uomo ha per volare, un volo che può essere meraviglioso e può farci scoprire molto di noi se si ha voglia di ascoltare.
Copertina del brano “Universo” (fonte immagine: ufficio stampa)[/caption/>
Miosphere, inizialmente la vostra produzione musicale era incentrata sulla lingua inglese, poi siete approdati alla produzione in italiano: quali le scelte allora e quali le scelte ora, dietro il “cambio di rotta”?
La scelta dell’italiano è la scelta di parlare chiaro, di raccontare quello che conosciamo, che attraversiamo tutti i giorni come umani. Un modo per raccontare in modo semplice e comprensibile cosa significhi indossare una tuta spaziale e attraversare l’universo al giorno d’oggi.
Nella composizione del vostro brano, a quali sonorità, a quali ritmi e a quali stili musicali vi siete maggiormente ispirati e perché?
Ci ispiriamo a noi stessi, a quello con cui siamo cresciuti e a quello che siamo diventati. Veniamo da pianeti diversi e a volte lontani, ma abbiamo imparato a comunicare tra noi con una lingua tutta nostra chiamata Miosphere.
Universo è il brano che chiude Cape Canaveral: cosa potete spiegare ai nostri lettori sui motivi di tale scelta?
Universo chiude il viaggio e descrive la caduta, che può essere paragonata alla nostra vita. Una caduta dove il tempo scorre inesorabile senza che quasi ce ne accorgiamo, ma per quanto possa essere terribile, a volte, è unica ed il nostro volo speciale, sarebbe un peccato sprecarlo per avere solo paura.
Quali sono i vostri progetti futuri?
Continuare a viaggiare, missione dopo missione, per scoprire nuove galassie da raccontare.
Ringraziando i Miosphere, ricordiamo che i nostri lettori possono seguire la musica del duo tramite le principali piattaforme musicali.
Fonte immagine in evidenza: ufficio stampa

