Lo Jago Museum Capri è un percorso stabile tra la scultura contemporanea di Jago e il patrimonio storico e sospeso di Villa Lysis, che ospita anche il laboratorio dell’artista: un luogo in cui le opere continuano a nascere mentre lo spazio le accoglie
Inaugurato il 20 giugno, lo Jago Museum Capri si inserisce all’interno di Villa Lysis, uno dei luoghi più riconoscibili e sospesi dell’isola, dove lo spazio sembra trattenere una propria dimensione fuori dal tempo.
La villa, costruita nei primi anni del Novecento, porta con sé una storia già stratificata e un immaginario estetico sognante. È in questo contesto che arriva e si inserisce – con grande sensibilità – il lavoro di Jago, scultore romano che ha legato la sua arte a Napoli già a partire dal rione Sanità.
È lì che siamo entrati in contatto col suo linguaggio scultoreo; un linguaggio che lavora sulla materia e, allo stesso tempo, sulla sua trasformazione simbolica, quasi mitica, mettendo in tensione forme classiche con l’empatia di temi e linguaggi contemporanei.

Il progetto dello Jago Museum Capri a Villa Lysis nasce come percorso stabile, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio culturale attraverso l’arte contemporanea. In una delle sale della villa è poi attivo un laboratorio dell’artista, pensato non come spazio separato ma come parte del museo. Qui Jago realizzerà nuove opere che entreranno progressivamente a far parte di un percorso espositivo che, nel suo sviluppo, conserva – anche qui – un carattere intimo e profondamente legato al luogo che lo accoglie.
| Opera di Jago | Anno | Dettagli e caratteristiche |
|---|---|---|
| ACQUA | 2025 | Marmo che ricompone il movimento di un’onda e riflette sul ruolo vitale dell’acqua. |
| MEDUSA | 2026 | Busto con le sembianze dell’attrice Whoopi Goldberg, reinterpretazione del mito della Gorgone. |
| APPARATO CIRCOLATORIO | 2017 | Trenta cuori in ceramica accompagnati da un video in loop per un battito condiviso. |
| DAVID | 2024 | Scultura in bronzo che rilegge il mito in chiave femminile. |
| FETUS | 2019–2024 | Studio essenziale legato al progetto aerospaziale. |
| THE FIRST BABY | 2019 | Scultura in marmo di 200g inviata sulla Stazione Spaziale Internazionale. |
Indice dei contenuti
Materia e visione: il percorso dello Jago Museum Capri
All’interno dello Jago Museum Capri il percorso espositivo si sviluppa attraverso sei opere di Jago, distribuite nei diversi ambienti di Villa Lysis. L’insieme delle opere restituisce la continuità della sua ricerca, in cui sperimentazione e definizione formale convivono sensibilmente.

Tra le opere presentate trovano spazio anche due lavori esposti per la prima volta: “ACQUA” (2025) e “MEDUSA” (2026). In “ACQUA” la materia sembra avvicinarsi a una condizione instabile, come sul punto di trasformarsi. Il marmo viene articolato in una sequenza di elementi che ricompongono il movimento di un’onda, come se il mare di Capri fosse stato tradotto in una forma cristallizzata, che riproduce il suo stesso fluire. Da qui emerge la tensione costante tra la solidità della pietra e la leggerezza del movimento, insieme alla riflessione sul ruolo essenziale dell’acqua come principio vitale del nostro ecosistema.

“MEDUSA” è invece un ritratto a mezzo busto in cui Jago rilegge il mito della Gorgone in chiave contemporanea, prendendo come riferimento le sembianze dell’attrice Whoopi Goldberg. La figura ha un’espressione intensa e ambivalente; i suoi capelli sono serpenti che si proiettano nello spazio e, così facendo, danno forma a una metamorfosi sospesa tra movimento e immobilità. Lo sguardo della statua è elemento centrale del racconto: va oltre la condanna, aprendo a un territorio di consapevolezza e possibile autodeterminazione.
Accanto a questi lavori più recenti trovano posto opere già parte del percorso dell’artista, come “APPARATO CIRCOLATORIO” (2017), in cui una serie di trenta cuori in ceramica restituisce l’idea di un battito infinito e condiviso, accompagnata da un video in loop che ne riproduce la contrazione continua, e “DAVID” (2024) che rilegge in maniera contemporanea un immaginario iconografico classico attraverso una figura che è essa stessa tensione narrativa; che, attraverso la pietra che trattiene nella mano, mostra il segno di un’azione imminente e coraggiosa.

“DAVID”, nello specifico, è una scultura in bronzo con cui Jago rilegge il mito di Davide e Golia ma lo trasforma in una figura femminile di rivalsa. Nata nel 2020 con un primo modello in argilla, la DAVID si è sviluppata attraverso fasi successive fino a una versione monumentale in marmo di Carrara, ricavata da un blocco unico e ancora in lavorazione nello studio dell’artista a Napoli. L’opera è destinata allo Jago Museum Napoli, all’interno della chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi.
Accanto a questo lavoro si collocano due opere legate tra loro, presentate a Villa Lysis come parte di uno stesso percorso.
FETUS (2019–2024) segna l’origine di un percorso che porterà alla realizzazione di “The First Baby”. L’opera prende forma a New York nel 2019 come studio legato a un progetto pensato per la Stazione Spaziale Internazionale. Le limitazioni tecniche della missione, che prevedevano un peso massimo ridotto, costringono Jago a ripensare completamente la scala del lavoro, concentrandolo in una forma essenziale. Da questa riduzione nasce il primo nucleo dell’opera, poi ripreso e sviluppato nel 2024.
THE FIRST BABY (2019) è una scultura in marmo di dimensioni minime, pari a circa 200 grammi, che raffigura un corpo allo stadio embrionale. Realizzata per la missione “Beyond” dell’Agenzia Spaziale Europea, viene inviata sulla Stazione Spaziale Internazionale e successivamente riportata sulla Terra nel 2020 dall’astronauta Luca Parmitano. L’opera, non firmabile proprio per la sua scala, porta l’impronta dell’artista direttamente nel materiale e viene documentata anche in orbita, dove appare sospesa nello spazio.
Nel loro insieme, le opere costruiscono un attraversamento coerente e delicato della ricerca di Jago, dove la materia non è mai statica ma costantemente orientata verso una trasformazione possibile.
Villa Lysis sospesa sull’isola: tra spazio espositivo e laboratorio vivo
Villa Lysis è uno dei luoghi più riconoscibili di Capri, costruita nei primi anni del Novecento da Jacques d’Adelswärd-Fersen. Da sempre porta con sé una natura duplice: dimora privata e, allo stesso tempo, spazio attraversato da una dimensione culturale e intellettuale che nel tempo ne ha stratificato il significato.
È in questa posizione sospesa, sull’isola e nel tempo, che si inserisce lo Jago Museum Capri, in un dialogo che attraversa dolcemente la struttura degli ambienti della villa. Le opere si distribuiscono tra le stanze e sembrano riattivare una memoria che resta sospesa tra dimensione mitica e contemplativa.

Accanto al percorso espositivo, la villa ospita anche un laboratorio dell’artista. Non si presenta come un ambiente separato, ma un luogo in cui le opere continuano a nascere mentre lo spazio le accoglie. Questa dimensione rende il progetto qualcosa di non concluso, ma in continuo movimento, dove creazione ed esposizione convivono nello stesso tempo.
A Capri, infine, il museo si inserisce in una trasformazione più ampia dello sguardo sull’isola, che non vuole essere soltanto destinazione turistica, ma luogo di produzione culturale in cui memoria e contemporaneità si ritrovano, e tornano a dialogare.
Per info e biglietti si può visitare il sito ufficiale di Jago.
Il format Jago Museum Capri segue gli orari e il calendario di apertura di Villa Lysis.
Tutte le foto sono di promd.studio.

