Le Sette mostre immaginifiche di Marzia Migliora al Madre

Marzia Migliora. Sette Mostre Immaginifiche 1993–2024, la prima monografia dedicata all’artista presentata al Museo Madre di Napoli

Dopo il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la sede milanese della Galleria Lia Rumma, l’Istituto Italiano di Cultura a Londra e Artissima a Torino, lo scorso mercoledì 2 aprile, il tour di presentazione del libro Marzia Migliora. Sette Mostre Immaginifiche ha fatto finalmente tappa a Napoli, negli ampi spazi del Museo Madre.

L’evento, tenutosi alla presenza dell’artista in dialogo con i curatori Anna Cestelli Guidi e Matteo Lucchetti, è stato introdotto dalla direttrice del Museo, Eva Fabbris.

Paradossi dell’abbondanza #44 di Marzia Migliora
Paradossi dell’abbondanza #44, 2021 – Courtesy dell’artista e Galleria Lia Rumma, Milano e Napoli

“Siamo molto lieti di accogliervi questo pomeriggio – afferma Eva Fabbris rivolgendosi ai suoi graditi ospiti – per un’affezione speciale che nutriamo verso una delle opere che abbiamo la fortuna di avere nella collezione del Madre e che è riportata, celebrata e analizzata in questo importante volume. L’opera Paradossi dell’Abbondanza #44 è entrata in collezione dopo esser stata commissionata in occasione della mostra “Rethinking Nature” a cura della mia predecessora Kathryn Weir” spiega Eva Fabbris.

Sul valore scientifico del libro – continua la direttrice – credo che sia davvero importante per gli artisti italiani della generazione di Marzia, grazie al contributo dell’Italian Council, avere uno strumento per la loro internazionalizzazione nell’ottica di un sistema di potenziamento dell’arte italiana all’estero”.

Marzia Migliora. Sette Mostre Immaginifiche 1993-2024 è la prima monografia dedicata all’artista

Pubblicato da NERO Editions in italiano e inglese, prodotto da Looking Forward Art Projects – Londra e realizzato con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito della XII edizione (2023) del programma Italian Council, il volume raccoglie oltre trent’anni di produzione dell’artista e include testi e mostre a cura di Diana Campbell, Anna Cestelli Guidi, Francesca Comisso e Nicoletta Leonardi, Maja e Reuben Fowkes, Matteo Lucchetti, Adrian Piper e Andrea Viliani, e i contributi di Eva Brioschi, Emanuele Coccia, Marzia Migliora, Elena Pugliese, Davide Quadrio e Vandana Shiva.

Sulla scelta del titolo i curatori Anna Cestelli Guidi e Matteo Lucchetti specificano: “Abbiamo chiamato le mostre immaginifiche e non semplicemente immaginarie poiché, nel giustapporre opere provenienti da contesti e momenti diversi della pratica dell’artista, esse sono in grado di creare, a loro volta, nuove immagini e visioni su questi «primi trent’anni» di Marzia Migliora.”

Sette mostre immaginifiche per una geografia emozionale attraverso l’Italia

Concepito come un concept book, il volume propone una rilettura dell’intero corpus delle opere attraverso sette tematiche ricorrenti nella pratica artistica di Migliora. A dare forma al progetto sono sette “mostre su carta”, ciascuna curata da una voce diversa che ha immaginato un allestimento attraverso luoghi significativi della biografia e della carriera dell’artista. Ne nasce una personale e intima geografia emozionale, che attraversa l’Italia da nord a sud: dall’infanzia di Marzia con la sua famiglia ad Alessandria fino alle profondità delle miniere di salgemma in Sicilia.

I temi che informano le sette mostre immaginifiche sono quelli della ruralità, del museo come luogo di classificazione, dei dispositivi di visione e percezione della realtà, del fare comunità, dell’estrattivismo, dell’oppressione patriarcale e delle metamorfosi interspecie nel passaggio tra vita e morte.

Per quanto riguarda le modalità di scelta delle opere, i curatori Cestelli Guidi e Lucchetti affermano: “Per sottolineare le evoluzioni e l’eclettismo formale delle opere – dalla fotografia alla performance, passando per video, installazioni, disegni e collage – abbiamo deciso di mantenere all’interno di ciascuna mostra immaginifica un’impostazione cronologica tra le tre decadi interessate. Ogni mostra si apre quindi con delle immagini tratte dai lavori fotografici dei primi anni Novanta, spesso inedite, selezionate dall’immenso archivio dell’artista, e si chiude con i progetti installativi recenti”.

Ringraziamenti

Il libro è stato realizzato grazie anche ai generosi contributi di Archivorum, Fondazione Torino Musei e Collezione La Gaia, e con le partnership culturali con il Mao-Museo d’arte orientale, Torino; Museo delle Civiltà, Roma; e la Samdani Art Foundation, Dhaka.

Fonte immagini: Museo Madre

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A proposito di Martina Coppola

Appassionata fin da piccola di arte e cultura; le ritiene tuttora essenziali per la sua formazione personale e professionale, oltre che l'unica strada percorribile per salvare la società dall'individualismo e dall'omologazione.

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