Mario Talarico inaugura a Napoli il Museo dell’Ombrello

Il Museo Mario Talarico, the Lord of the Umbrellas, apre le porte al pubblico nel cuore di Napoli a via Toledo 329.

Informazioni pratiche sul Museo Mario Talarico

Dettaglio museo Informazione
Indirizzo Via Toledo 329, Napoli
Anno di fondazione bottega 1860
Orari di apertura Dal lunedì al sabato
Costo del biglietto Ingresso libero
Esposizioni principali Ombrelli in seta, cimeli di Totò, Eduardo De Filippo e Maradona

Inaugurato venerdì 22 maggio 2026 alla presenza dell’assessora Teresa Armato, dell’attrice Ornella Muti con la figlia Naike Rivelli, il nuovo spazio espositivo, al primo piano della storica bottega di via Toledo, racconta tre secoli di tradizione artigiana napoletana.

Tra ombrelli in sete di San Leucio, bastoni intagliati, parasole, ventagli, cimeli di personaggi celebri, oggetti di scena e documenti storici, il museo offre un affascinante viaggio nella storia dei maestri ombrellai partenopei.

Il taglio del nastro con gli ospiti illustri

Il taglio del nastro con Teresa Armato, Svetlana e Mario Talarico, Ornella Muti e la figlia Naike Rivelli.

«È doveroso omaggiare una grande famiglia e una bottega che ha saputo trasformare un oggetto apparentemente semplice come l’ombrello in un simbolo di eleganza, di napoletanità e della capacità artigianale della nostra città» ha evidenziato Teresa Armato.

Per Ornella Muti, aprire un museo significa custodire e tramandare una storia fatta di sacrificio e amore: «Gli ombrelli Mario Talarico sono stati realizzati per il Re d’Inghilterra, ma anche per il Re d’Italia: è una tradizione importante, che merita di essere custodita e raccontata».

«È un sogno che si avvera – ha aggiunto commosso Mario Talarico che con sua moglie Svetlana ha coltivato il progetto per quasi vent’anni ». 

«È la storia della nostra famiglia. Ci sono vetrine con pezzi della prima, seconda, terza, quarta e quinta generazione. E poi cimeli legati a Totò, Eduardo De Filippo, Scarpetta, Re Carlo III, la Real Casa di Borbone. Non mancano i grandi numeri 10 del calcio, una mia grande passione con gli ombrelli che sono stati realizzati per Diego Maradona e Roberto Baggio».

Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, Paola De Crescenzo, Elena De Curtis, Aldo Cobianco per la Real Casa di Borbone, Massimiliano Rosati e Michele Sergio del Gran Caffè Gambrinus, Francesco Somma della Fondazione Eduardo De Filippo e l’attore Enzo Salvi.

Il Mario Talarico Museum: una storia che dal 1860 attraversa cinque generazioni

L’interno del Mario Talarico Museum

Ad animare la cerimonia inaugurale è stato l’artista di strada Angelo Picone nei panni de ‘O pazzariello, storica maschera popolare napoletana, che tra filastrocche in rima, scetavajasse e putipù ha ripercorso la lunga storia della famiglia Talarico.

Fondata a Napoli nel 1860 da Giovanni Buongiovanni con il nome “Al Giapponese”, la storica bottega produceva ombrelli, parasole, bastoni e ventagli tra Via Chiaia, Via Roma e il laboratorio di Via Sergente Maggiore.

La tradizione è proseguita attraverso le generazioni della famiglia Buongiovanni-Talarico fino ad arrivare a Giovanni Talarico e poi a Mario Talarico, che ha consolidato l’eccellenza artigianale degli ombrelli realizzati con legni pregiati, avorio, sete di San Leucio e altri materiali ricercati.

Dal 2006, al suo fianco c’è Mario Talarico Jr, attuale proprietario, che ha innovato la storica bottega con comunicazione digitale e nuova immagine, senza rinunciare alla tradizione familiare e all’artigianalità che da oltre 160 anni rappresentano un simbolo di Napoli.

Oggi la bottega Mario Talarico esporta i suoi ombrelli in tutto il mondo ed è anche fornitore ufficiale della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e della famiglia De Curtis, legata a Totò.

Nel 2022 ha ricevuto il riconoscimento del Gran Premio Internazionale Leone d’Oro di Venezia per meriti professionali, mentre nel 2023 è stata premiata da SDA Bocconi e American Express con il titolo di “Eccellenza nello shopping di prossimità”.

L’evento è stato patrocinato da Comune di Napoli, Fondazione Eduardo De Filippo, Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e Principe Antonio De Curtis in arte Totò. Partner dell’iniziativa Gran Caffè Gambrinus, Caffè Borbone, Quostro – il bistrot della Fondazione Foqus e Agricola Bellaria.

Il museo è visitabile dal lunedì al sabato con ingresso libero.

Fonte immagini: Ufficio stampa

Altri articoli da non perdere
NOMEA: l’identità di un progetto plurimo
NOMEA: l'identità di un progetto plurimo

NOMEA è un progetto artistico dalle plurime manifestazioni nato di recente e già affermato e conosciutissimo; nonostante ciò, descrivere con Scopri di più

La Natura in Festa tra musica e sapori: l’evento a Pollena Trocchia
Evento a Pollena Trocchia 13 luglio 2025

Il 13 luglio 2025, Pollena Trocchia ha celebrato la sua ricchezza ambientale e culturale con la terza edizione di Natura Scopri di più

The other side of the wind, l’ultimo film di Welles a Venezia a Napoli
The other side of the wind, l'ultimo film di Welles a Venezia a Napoli

A distanza di 40 anni The other side of the wind, l’incompiuto film girato da Orson Welles, è stato ultimato. Scopri di più

Luca Grechi e la nuova mostra: Ci sono occhi, dei giorni
Luca Grechi e la nuova mostra: Ci sono occhi, dei giorni

CI SONO OCCHI, DEI GIORNI la nuova mostra personale di Luca Grechi presso gli spazi di Gallerie Riunite, in via Scopri di più

Eugenio Giliberti all’Intragallery: indici.casa.volo
Eugenio Giliberti

Dal 16 maggio all’11 luglio la mostra indici.casa.volo di Eugenio Giliberti alla galleria per le arti contemporanee Intragallery Quando Eugenio Scopri di più

Giovanni Mancini: “Una vita per l’arte”, retrospettiva a Guardia Sanframondi
Giovanni Mancini: "Una vita per l'arte", retrospettiva a Guardia Sanframondi

Domenica 20 agosto alle ore 19, presso la Galleria Domus Mata (Museo delle Arti e delle Tradizioni Attive) di Guardia Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Martina Coppola

Appassionata fin da piccola di arte e cultura; le ritiene tuttora essenziali per la sua formazione personale e professionale, oltre che l'unica strada percorribile per salvare la società dall'individualismo e dall'omologazione.

Vedi tutti gli articoli di Martina Coppola

Commenta