Il colore di Mimmo Jodice al Tesoro di San Gennaro

Dal 17 maggio 2026, al Tesoro di San Gennaro, la mostra “Il colore di Mimmo Jodice” omaggia il grande fotografo recentemente scomparso.

L’esposizione, a cura di Sylvain Bellenger, presenta l’unico progetto a colori dell’artista, noto al grande pubblico per il suo bianco e nero: oltre quaranta opere rare e in parte inedite, dedicate ai dipinti dei maestri del Seicento napoletano, oggi nuovamente realizzate grazie a D’Uva srl in collaborazione con Mimmo Jodice Studio.

Dettagli della mostra Informazioni principali
Titolo Il colore di Mimmo Jodice
Luogo espositivo Museo del Tesoro di San Gennaro, Napoli
Curatore Sylvain Bellenger
Data di apertura 17 maggio 2026
Contenuto Oltre 40 fotografie a colori, rare e inedite

In occasione dell’apertura della mostra e nell’ambito del più ampio intervento di riqualificazione dei portici di via Duomo, sono stati inoltre inaugurati i nuovi spazi del museo: la biglietteria e il bookshop, recentemente ristrutturati da D’Uva su progetto di Vanni del Gaudio e realizzati da Lavaggi&Montella e WorkinArt di Paolo Gambardella e Luigi d’Amore, insieme al nuovo impianto di illuminazione progettato dal lighting designer Filippo Cannata con il sostegno della Regione Campania.

La conferenza stampa

La conferenza stampa: da sinistra Ilaria D’Uva, Francesca Ummarino e Sylvain Bellenger. Ph Francesco Squeglia.

L’inaugurazione è stata preceduta da un’anteprima per la stampa, svoltasi venerdì 15 maggio, e alla quale sono intervenuti:

  • Francesca Ummarino, direttrice del Museo del Tesoro di San Gennaro;
  • Mons. Vincenzo De Gregorio, abate prelato della Cappella del Tesoro di San Gennaro;
  • Riccardo Carafa d’Andria, Deputazione Real Cappella del Tesoro di San Gennaro;
  • Sylvain Bellenger, curatore della mostra;
  • Barbara Jodice, Mimmo Jodice Studio, presente insieme alla madre Angela;
  • Ilaria D’Uva, CEO D’Uva Srl;
  • Brunella Trimarco, Fondazione Tridama.

«La mostra Il colore di Mimmo Jodice, inserita lungo il percorso museale, si colloca in una profonda continuità culturale con il Museo del Tesoro di San Gennaro: un luogo che, pur fortemente radicato nella propria storia, ha sempre mantenuto un dialogo aperto con l’arte del proprio tempo», commenta Francesca Ummarino.

«Le vicende di questa singolare struttura architettonica definita “cappella” – afferma Mons. De Gregorio – sono diventate note, in tutto il mondo, proprio grazie alla tecnologia introdotta dalla fotografia. Mimmo Jodice si inserisce in questo solco di arte e di umanità, con la straordinaria sensibilità di uomo e di artista che sa cogliere, nell’uso della fotografia, le pieghe che nel particolare danno colore e significato all’universale rappresentato».

Il colore di Mimmo Jodice: dialogo tra pittura barocca e fotografia d’avanguardia

Il Colore di Mimmo Jodice_Tesoro di San Gennaro, Courtesy of Mimmo Jodice Studio

Riccardo Carafa d’Andria sottolinea invece l’aspetto emotivo e sensibile del lavoro di Jodice, «L’originalità delle immagini da lui create sta […] nel cogliere un particolare dei dipinti che lo ha profondamente colpito e trasferirla in una foto. Non trasferisce solo un’immagine, ma l’emozione che per primo ha provato e che regala a chi osserva il suo lavoro».

Secondo il curatore Sylvain Bellenger, solo Napoli poteva generare un confronto così forte e identitario tra la fotografia a colori di Mimmo Jodice e lo sfarzo barocco del Tesoro di San Gennaro, «La visione barocca si afferma come una totalità avvolgente, una lettura globale del reale. Al contrario, la visione moderna, quella di Mimmo Jodice, più vicina al nostro sguardo contemporaneo, procede per frammenti, decostruisce, isola, privilegia il dettaglio, il singolare. È in questa frammentazione che oggi si costruisce un’altra forma di realtà, una verità nella quale la nostra sensibilità si riconosce profondamente».

Secondo questa interpretazione, il contrasto tra le due visioni non è una semplice opposizione, ma genera una nuova modalità di rappresentare il mondo, più vicina alla sensibilità contemporanea, in cui il particolare diventa strumento per costruire una diversa idea di verità.

Il colore di Mimmo Jodice: eredità di luce e sguardo

Veduta della mostra “Il colore di Mimmo Jodice”, Tesoro di San Gennaro, 2026, ph Francesco Squeglia.

Le testimonianze di Barbara e Angela Jodice restituiscono un’immagine profondamente intima e poetica del lavoro di uno dei più grandi fotografi della contemporaneità.

«Accompagnare ancora oggi il lavoro di mio padre significa entrare ogni volta in un universo fatto di silenzio, rigore e meraviglia – interviene commossa Barbara Jodice – In questi lavori fotografici […] ritrovo la sua capacità unica di vivere la luce restituendo alle opere una presenza intensa e contemporanea».

Angela Jodice ricorda invece il valore sperimentale di questo lavoro, unico progetto a colori del fotografo, nato negli anni Ottanta dall’osservazione ravvicinata dei dipinti del Seicento napoletano al Museo di Capodimonte, alla mostra La civiltà del Seicento a Napoli, curata da Raffaello Causa.

In quell’occasione Jodice rivolge la sua attenzione alle grandi tele di maestri come Caravaggio, Ribera, Luca Giordano, Artemisia Gentileschi e altri protagonisti del Seicento napoletano, concentrando lo sguardo su dettagli apparentemente marginali – frammenti di volti, mani, sguardi o pieghe di tessuto – che, isolati dal contesto originario, si trasformano in vere e proprie visioni artistiche. Si tratta di rare fotografie a colori, stampe da diapositive già presentate nel 1985 nella storica mostra Un secolo di furore al Museo Villa Pignatelli a Napoli.

Il colore di Mimmo Jodice: un progetto nato da un’idea di Francesca Ummarino e Ilaria D’Uva

Il colore di Mimmo Jodice_Tesoro di San Gennaro – Courtesy of Mimmo Jodice Studio_Inedita

«Mimmo realizzò Un Secolo di Furore – chiarisce Angela Jodice – […] creando un percorso segreto e magnetico capace di spingere il visitatore a guardare le opere con occhi nuovi e a immergersi profondamente nella loro forza espressiva».

«L’idea di questa mostra nasce dalla visione del catalogo di ‘Un secolo di furore’ – spiega Ilaria D’Uva – […] che Francesca Ummarino ebbe modo di vedere nello studio di Mimmo Jodice. Riconoscendo in copertina un dettaglio dell’opera di Jusepe de Ribera custodita nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, nacque immediatamente l’intuizione di riportare quel progetto proprio al Tesoro. Quell’idea, sviluppata subito insieme a me e a D’Uva, ha dato origine a Il colore di Mimmo Jodice».

Brunella Trimarco, nel corso del suo intervento, conclude sottolineando il valore del mecenatismo contemporaneo che «non è solo tutela, ma investimento nel futuro culturale e sociale. Significa generare valore per tutti, rendere l’arte un motore attivo di crescita e identità».

L’allestimento della mostra

L’allestimento de “Il colore di Mimmo Jodice”, Tesoro di San Gennaro, 2026, ph. Barbara Jodice.

Ideato da Sylvain Bellenger e progettato da WorkinArt per gli spazi del Museo del Tesoro di San Gennaro, l’allestimento della mostra costruisce un suggestivo dialogo tra le fotografie di Mimmo Jodice e le ricchezze del Tesoro attraverso un raffinato intervento tessile site specific: velluti e tessuti antichizzati neobarocchi, dipinti con tonalità profonde e materiche, avvolgono il percorso espositivo creando un’atmosfera immersiva che amplifica il cromatismo delle opere e ne esalta la forza visiva.

«La grande sfida era aggiungere un’opera contemporanea in un museo piccolo e già ricco di tesori, così ho chiesto l’intervento dell’Accademia di Belle Arti, dove il maestro Mimmo Jodice è stato il primo docente di fotografia», ha dichiarato Bellenger.

Su questa base scenografica si innesta la progettazione tessile curata da Maddalena Marciano, docente di costume dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, con la collaborazione di Giuseppe Ambrosio e degli studenti del corso di Costume. Il lavoro, sospeso tra sperimentazione contemporanea e sapere artigianale, ha dato forma a un’elegante e pregiata materia tessile pensata in perfetta armonia con gli spazi e con la stratificazione storica del museo.

All’interno di questo dispositivo visivo e materico, “lo sguardo di luce” di Mimmo Jodice trova un punto di risonanza con la teatralità del barocco napoletano: i dettagli isolati delle opere si aprono così a nuove letture, trasformandosi in immagini autonome e contemporanee, sospese tra memoria e interpretazione del presente.

Ad accompagnare la mostra l’accurato catalogo Il colore di Mimmo Jodice. Tesoro di San Gennaro, a cura di Sylvain Bellenger, coedito da D’Uva e Paparo Editore, che raccoglie i testi di Luca Massimo Barbero, Sylvain Bellenger, Stefano Causa, Erri de Luca, Ilaria D’Uva, Angela Jodice, Maddalena Marciano, Mario Martone e Francesca Ummarino.

La mostra è stata realizzata con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli, con il sostegno di Fondazione Tridama, Mulino Caputo, Grimaldi Lines, D’Amico e Caronte spa.

Per ulteriori notizie e info sugli orari e le visite guidate solidali promosse dall’Associazione La Scintilla, clicca qui.

Fonte immagini: Ufficio stampa (Courtesy of Mimmo Jodice Studio)

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A proposito di Martina Coppola

Appassionata fin da piccola di arte e cultura; le ritiene tuttora essenziali per la sua formazione personale e professionale, oltre che l'unica strada percorribile per salvare la società dall'individualismo e dall'omologazione.

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