A Villa Pagliano, tra alberi secolari, luci magenta e vinili, Mihao porta a Portici un nuovo modo di vivere la cucina asiatica e la cultura dell’ascolto
Alle otto di sera, nel giardino di Villa Pagliano, la luce del giorno c’è ancora, ma si accendono le prime luci magenta tra gli alberi. Il verde della villa settecentesca, il ritmo del vinile e i simboli della cultura giapponese definiscono un nuovo spazio estivo.
È qui che Mihao World ha presentato – lunedì 6 luglio – il suo Mihao Garden, l’outdoor nato all’interno di una delle dimore storiche del Miglio d’Oro vesuviano, a Portici. La formula è quella del listening bar giapponese reinterpretata in chiave mediterranea: un luogo dove il suono del vinile accompagna la serata con la stessa ricerca riservata alla cucina e alla costruzione dell’atmosfera.
Sotto i fiori rosa del giardino, dopo aver attraversato gli orti sociali, Mihao ha accolto gli ospiti in una dimensione dove il suono raffinato del vinile incontra la ritualità della cucina giapponese.
| Dettaglio del progetto | Informazioni principali |
|---|---|
| Location | Villa Pagliano, Via Salvatore Pagliano 5, Portici (NA) |
| Concept del locale | Listening bar giapponese e cucina asiatica/nikkei |
| Progetto musicale | Impianto hi-fi in vinile calibrato sullo spazio |
| Co-founder | Emanuele Raniello e Antonio Luigi Improta |
| Progetto sociale | Orto in collaborazione con Agricoltura Sociale del Vesuvio e Slow Food |
Indice dei contenuti

Un progetto nato da un viaggio speciale in Giappone e dalla visione dei co-founder Emanuele Raniello e Antonio Luigi Improta, insieme a un gruppo di professionisti che ha definito ogni elemento dell’identità del locale:
- Valerio Cozzolino per la sala;
- Carmine D’Orsi per la cantina;
- Alessio Olivieri per la drink list;
- Davide Totaro, in arte Dat Boi Dee, per la direzione musicale.
Il nome stesso racconta una filosofia: Mihao richiama il maneki-neko, il gatto portafortuna giapponese simbolo di fortuna e rinascita. Un’icona che accompagna il progetto come un ponte tra Oriente e Campania, tra ricerca internazionale e radici territoriali.
Mihao Garden: il vinile incontra una villa del Settecento e un progetto sociale
La vera anima della serata è il suono. Nel Mihao Garden – in Via Salvatore Pagliano, 5 a Portici (NA) – la musica non è solo accompagnamento, ma un elemento che definisce il carattere dello spazio e il ritmo dell’incontro. Durante la serata inaugurale del 6 luglio, il DJ set di JALE ha accompagnato gli ospiti attraverso una selezione di vinili, restituendo quella natura intima e ricercata che appartiene ai listening bar giapponesi nati negli anni Settanta.
Il giradischi e la qualità dell’impianto audio riportano al centro una fruizione più lenta e consapevole della musica. L’impianto hi-fi in vinile è progettato dall’ingegnere del suono Antonio Ruggiero, con mixer valvolare rotary e diffusori calibrati sullo spazio.
Sotto gli alberi storici illuminati da Led rosa e arancioni, l’estetica pop ma essenziale ispirata al Giappone si intreccia così alla memoria della villa settecentesca. Linee pulite, dettagli contemporanei e verde storico convivono senza forzature.
Dietro la ricerca, allo stesso tempo, Mihao conserva una dimensione di leggerezza. Ci sono i calici alzati, le fotografie scattate negli angoli estetici del giardino, le risate che creano gli incontri.
Anche il legame con il territorio è al centro della visione Mihao. Oltre il giardino trova spazio l’orto affidato alla comunità Agricoltura Sociale del Vesuvio, nell’ambito di un progetto sviluppato con Slow Food Vesuvio per percorsi di inclusione e reinserimento socio-lavorativo di persone con fragilità psichiche. Pomodori, ortaggi stagionali, mandarini, rosmarino e basilico crescono nel giardino e arrivano direttamente in cucina e nella drink list, creando una connessione concreta con le radici vesuviane.
Tra Osaka e il Vesuvio
Anche il menu della serata inaugurale del giardino seguiva la stessa idea di equilibrio tra territorio e contaminazione. La cucina di Mihao attraversa infatti il Giappone contemporaneo, aprendosi alla cultura nikkei e allo street food asiatico attraverso ingredienti selezionati e lavorazioni essenziali.

Per l’inaugurazione del Mihao Garden è stato pensato un percorso che attraversa alcune delle anime della cucina asiatica contemporanea:
- si parte dagli onigiri per arrivare al Tiradito Nikkei, dove al pesce crudo si accompagna la salsa tiradito e l’aji amarillo;
- passando per il mix di nigiri impreziositi dal Caviale Mihao, selezionato in esclusiva per il locale;
- c’è poi l’Oshizushi, antica preparazione originaria di Osaka reinterpretata con astice, salmone e ricciola scottata;
- insieme al Chipotle Roll e al Katsusando, in un’alternanza di consistenze e sapori che rimane fedele alla filosofia del progetto.

Anche il bere segue la stessa direzione. I sakè, selezionati dalle principali prefetture giapponesi, convivono con una carta di champagne pensata per accompagnare il crudo, mentre la miscelazione firma cocktail che parlano il linguaggio dello yuzu, dello shiso, del miso, del lychee e dei tè orientali. Una proposta che, senza rincorrere l’esotico, costruisce un’identità riconoscibile.

Ogni piatto e ogni calice sono stati introdotti dai co-founder, che hanno condiviso con gli ospiti ispirazioni, viaggi, tecniche e ricerca. Mihao Garden racconta perciò un nuovo modo di vivere la sera a Portici, in un giardino storico che torna ad animarsi attraverso la musica e una cucina che guarda al Giappone, con la naturalezza con cui una villa del Settecento accoglie un immaginario contemporaneo.
Ufficio stampa: Di Punto Studio
Foto di: Annarita Genova

