Tezze sul Brenta, investita durante una manovra: un’altra vittima del lavoro invisibile

Si chiamava Saveria Doldo, aveva 42 anni, era originaria di Cardeto, in provincia di Reggio Calabria, e lavorava nel settore dell’autotrasporto. È morta poco dopo la mezzanotte tra il 1° e il 2 marzo 2026 nel piazzale della Campagnolo Trasporti a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza. Aveva appena completato un carico quando è stata investita da una motrice in manovra, guidata in retromarcia da un collaboratore. L’impatto non le ha lasciato scampo. I vigili del fuoco di Bassano del Grappa hanno lavorato fino alle quattro del mattino per recuperare il corpo, rimasto incastrato in una posizione definita particolarmente complessa, con l’ausilio di un’autogrù arrivata da Vicenza. Saveria lascia due figli.

Cronaca degli incidenti sul lavoro di inizio marzo 2026

Vittima Località Dinamica dell’evento
Saveria Doldo (42 anni) Tezze sul Brenta (VI) Investimento da motrice in manovra (piazzale logistico).
Flori Topalli (24 anni) Naro (AG) Scontro stradale tra auto e camion verso i campi.
Alessio Ardovini (41 anni) Roma Investito mentre veniva accompagnato al lavoro.

La sua morte riporta al centro una questione che le istituzioni europee definiscono da anni prioritaria: la sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nei settori della logistica e dei trasporti. Secondo i dati ufficiali di Eurostat, ogni anno nell’Unione europea si registrano migliaia di infortuni mortali sul lavoro, con un’incidenza significativa proprio nei comparti trasporti, magazzinaggio, agricoltura ed edilizia. Questo scenario conferma quanto analizzato in merito ai morti sul lavoro e agli avvilenti numeri italiani.

La sicurezza nei settori della logistica e dei trasporti

Il fenomeno degli incidenti che coinvolgono mezzi pesanti in fase di manovra è oggetto di specifiche linee guida tecniche: la visibilità ridotta, gli angoli ciechi, l’illuminazione non uniforme e l’assenza di percorsi pedonali separati sono tra i fattori di rischio più frequentemente richiamati nei report europei. L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (OSHA) sottolinea da tempo la necessità di una valutazione dinamica dei rischi nelle aree di carico e scarico, raccomandando sistemi di segnalazione visiva e sonora, procedure di coordinamento tra autisti e operatori a terra e una progettazione degli spazi che riduca al minimo l’interferenza tra pedoni e mezzi in movimento.

Anche la direttiva quadro 89/391/CEE impone ai datori di lavoro l’obbligo di garantire condizioni di lavoro sicure attraverso prevenzione, formazione e organizzazione adeguata degli spazi. Il caso di Saveria Doldo sembra collocarsi proprio dentro quella zona grigia in cui la routine operativa incontra il rischio strutturale, un tema che riguarda da vicino il divario tra statistiche ufficiali e i numeri nascosti di una tragedia quotidiana negli infortuni sul lavoro.

Fattori di rischio nelle aree operative e dati ILO

Le prime ricostruzioni parlano di una manovra in retromarcia e di una possibile illuminazione non uniforme nel piazzale. Sono elementi che saranno oggetto di accertamenti da parte delle autorità competenti, ma che richiamano criticità già note a livello internazionale. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) stima che ogni anno nel mondo oltre 2,7 milioni di persone muoiano per cause legate al lavoro, tra infortuni e malattie professionali, e ribadisce che la prevenzione passa anche attraverso investimenti tecnologici e cultura della sicurezza condivisa.

Incidenti in itinere: le tragedie di Agrigento e Roma

Nel giro di poche ore, altre due tragedie hanno scandito l’inizio di marzo. Flori Topalli, 24 anni, bracciante stagionale residente a Canicattì, è morto all’alba del 2 marzo sulla provinciale 410, nel territorio di Naro, in provincia di Agrigento, nello scontro tra l’auto su cui viaggiava verso i campi e un camion carico di ortofrutta. È una morte “in itinere”, come quella di Alessio Ardovini, 41 anni, dipendente di un fast food romano, investito insieme ai genitori da un’auto in fuga dopo un posto di blocco mentre veniva accompagnato al lavoro.

Anche in questi casi si intrecciano sicurezza stradale e lavoro, una combinazione che l’Unione europea affronta con strategie integrate, come la “Vision Zero” per l’azzeramento delle vittime sulle strade e la Strategia europea per la salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027. Questo sistema espone spesso i soggetti più fragili, come evidenziato nello studio su anziani al lavoro e sicurezza fragile, dove l’invecchiamento della forza lavoro incide drasticamente sul rischio nei settori dell’edilizia e della logistica.

I numeri nazionali degli infortuni in Italia nel 2026

I numeri nazionali confermano la dimensione del problema. Nei primi mesi del 2026 si contano già decine di vittime tra infortuni sul lavoro e incidenti in itinere, con una distribuzione che attraversa quasi tutte le regioni italiane. Dietro ogni cifra c’è una storia, una famiglia, un territorio. Nel caso di Saveria Doldo, c’è anche il profilo di una donna che aveva scelto un mestiere tradizionalmente maschile, percorrendo chilometri tra Sud e Nord, affrontando turni notturni e piazzali operativi. Come ricordato nel dossier lavorare e morire in Italia: le storie dietro i numeri, è fondamentale restituire memoria a chi ha perso la vita.

La tragedia di Tezze sul Brenta riapre interrogativi che vanno oltre il singolo episodio: quanto sono sicure le aree di carico? Quanto sono adeguati i sistemi di illuminazione e segnalazione? Quanto sono diffusi i dispositivi anti-collisione sui mezzi pesanti?

Per Saveria: l’omaggio in versi

Per Saveria

Ci sono pruni di fiore sul piazzale,
spine che fioriscono tra il cemento,
bianche margherite giungono in volo,
dilungano i sospiri di chi resta.
Becchi di gazze sotto il cielo rannodato
si intrecciano ai ricordi e ai sospiri
d’ali che battono gli ultimi istanti,
di invisibili voli che tentano
per trattenere il tempo.
Il piazzale stringe un’eco sospesa,
ogni passo è una crepa nel silenzio,
onda di ferro che increspa la memoria
sulla velatura delle ombre senza luce,
dove ondeggia ciò che non trova approdo.
Ci sono pruni di fiore, spine, petali mescolati,
che se ne vanno lasciandosi dietro
germogli come semi nel palmo,
stelle silenziose tra i fari spenti.

(Di Yuleisy Cruz Lezcano)

Articolo aggiornato il: 04 Marzo 2026

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