Chi sono i Dalit: la storia degli “intoccabili” dell’India

chi sono i dalit

In India la posizione sociale di una persona viene ancora definita sulla base di un sistema castale istituito oltre 3000 anni fa. L’appartenenza a una casta è determinata dalla nascita e non può essere cambiata nel corso della propria vita. Anche se il sistema castale è stato formalmente abolito dalla Costituzione del 1950, continua a influenzare profondamente la vita sociale e politica di gran parte del paese. Ci sono quattro caste principali e, al di fuori di queste, si trovano i dalit, anche detti gli intoccabili. Ma chi sono i Dalit e perché continuano ad essere emarginati dalla società?

Chi sono i Dalit: sintesi della condizione sociale

Caratteristica Dettagli
Significato del nome Spezzato, oppresso (dal sanscrito)
Status sociale Fuoricasta o “intoccabili” (Avarna)
Occupazioni tipiche Pulizia latrine, cremazione, concia delle pelli
Popolazione stimata Oltre 200 milioni (circa il 20% degli indiani)
Principali divieti Ingresso nei templi, uso fontane pubbliche, istruzione

Chi sono i Dalit: definizione e discriminazioni

Il termine dalit in sanscrito e in hindi vuol dire spezzato, oppresso. La parola stessa definisce le terribili condizioni in cui chi nasce da fuoricasta è costretto a vivere. Vengono anche chiamati (e considerati) intoccabili, poiché gli appartenenti alle caste superiori temono che il contatto con i dalit possa in qualche modo contaminare la propria purezza. Si calcola che oltre 200 milioni di persone in India siano fuoricasta, il che vuol dire che costituiscono quasi il 20% della popolazione.

Ad ogni casta viene affidata una serie di lavori da svolgere (insegnanti, agricoltori e soldati) mentre ai fuoricasta vengono imposti i mestieri più impuri. I dalit sono impiegati in tutti i lavori che riguardano nascita, morte o che hanno a che fare con la sporcizia. Solitamente si occupano delle gravidanze, della pulizia delle latrine e della cremazione dei corpi. Sono costretti a vivere fuori dai villaggi, lontani da tutto e tutti e non possono accedere ai templi, preparare cibo per le caste più alte, bere dalle fontane pubbliche o leggere i Veda.

Oltre a subire questo tipo di discriminazioni, non sono rari i casi in cui avvengono crimini d’odio contro i dalit. Secondo la piattaforma indiana The Print, solo nel 2021 sono stati registrati quasi 60.000 casi di crimini che raramente vengono denunciati e/o perseguiti efficacemente per paura e pregiudizi.

Le donne dalit in India vivono in una condizione doppiamente difficile poiché sono screditate sia per il genere che per la casta. Alle donne fuoricasta viene negata qualsiasi possibilità di ricevere un’istruzione e sono costrette a svolgere i lavori più degradanti. Secondo i dati raccolti nel 2019 dal NCRB in India sono stati registrati mediamente 10 casi di stupri di donne dalit al giorno: secondo le stime, dunque, una donna dalit ha il 7,5% di rischio in più di essere stuprata rispetto ad una donna di casta più alta. Numerosi sono i casi di violenza domestica o umiliazioni pubbliche, ma anche in questo caso, molte donne non denunciano perché spesso la giustizia non interviene.

La tutela e l’auto-tutela degli intoccabili

Lo Stato indiano si è impegnato a tutelare la difficile condizione dei dalit già nella redazione della Costituzione indiana approvata nel 1950. L’articolo 17 nello specifico abolisce l’intoccabilità e ne vieta la pratica, rendendola punibile dalla legge. Questi divieti sono stati poi rinforzati nel 1955 con l’approvazione di una legge specifica chiamata Protection of Civil Rights Act. Inoltre viene applicato un sistema di quote riservate ai dalit, che gli dovrebbe garantire dei posti riservati nelle scuole, in concorsi e assunzioni oltre che ad una rappresentanza parlamentare. Le quote riservate e le leggi che tutelano i fuoricasta vengono però spesso percepite come un estremo favoritismo dello Stato nei loro confronti, inoltre non sono pochi i casi di corruzione o di mancata applicazione di leggi e riserve.

Laddove lo Stato si ferma però, ci sono gli stessi dalit a lottare per la propria condizione. La resistenza dalit è un fenomeno che va avanti da molti anni con grande determinazione. Intellettuali, lavoratori e leader dalit hanno portato avanti movimenti politici e sociali (come i Dalit Panthers o il BSP) per far sentire la loro voce. È stata attuata anche una resistenza culturale in cui la letteratura e il teatro dalit fanno da mezzo di denuncia e di lotta. In questo modo i dalit non sono vittime ma narratori attivi, diventano così protagonisti pronti a riscrivere e cambiare il corso della propria storia.

Fonte immagine: Wikimedia Commons – R. V. Russell

Articolo aggiornato il: 04/01/2026

Altri articoli da non perdere
Chiama angeli: un amuleto tra tradizione, gravidanza e simbolo di protezione

Tra i gioielli più ricchi di significato nella cultura italiana, il chiama angeli si distingue per la sua storia affascinante e per la profonda Scopri di più

Paul Poiret, lo stilista capostipite della modernità
Paul Poiret

Paul Poiret nasce a Parigi nel 1879 da genitori mercanti di stoffe. Il giovane trascorre la sua infanzia tra stoffe Scopri di più

Poesie di Wu Zao: 3 da leggere
Poesie di Wu Zao: 3 da leggere

Wu Zao, nata nel 1799, è stata una celebre poetessa cinese, solo poche delle sue poesie sono state tradotte e Scopri di più

Il mito di Andromeda: tra sacrificio e liberazione
Il mito di Andromeda: tra sacrificio e liberazione

Andromeda è uno dei personaggi più affascinanti della mitologia greca. Il suo mito, raccontato in diverse varianti, rappresenta un potente Scopri di più

Daniele Coluzzi illustra la Gerusalemme Liberata a San Gemini
Evento La Gerusalemme Liberata

All’imbrunire di domenica 10 novembre 2024 e dalle parole del prof. Daniele Coluzzi, ha preso vita "La Gerusalemme Liberata" nella Sala degli Scopri di più

Dio Crono: chi era e cosa simboleggiava?
Dio Crono

Chi era il dio Crono, il titano della mitologia greca e padre di divinità come Zeus e Poseidone? E cosa Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Virginia

Ciao! Sono Virginia, una studentessa dell'Orientale di Napoli. Adoro scrivere di musica e filosofia.

Vedi tutti gli articoli di Virginia

Commenta