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Mark Tennant, un’ode alla ribellione giovanile

Mark Tennant, un’ode alla ribellione giovanile

Mark Tennant ha capito all’età di diciotto anni di voler dipingere e da allora non ha più smesso. Quando si iscrisse al Maryland Institute College of Art di Baltimora, non era ancora certo di voler perseguire questa strada, ma rimase affascinato dalla tecnica pittorica e dall’attenzione all’anatomia umana delle opere di Joseph Sheppard e da quel momento lo volle come suo maestro. Dopo aver completato gli studi alla New York Academy of Art ha intrapreso la carriera artistica. Dal 1998 inizia a dedicarsi anche all’insegnamento, precisamente alla Academy of Art University a San Francisco e tutt’oggi si cimenta in workshop che accolgono allievi da tutto il mondo. I suoi lavori sono stati esposti svariate volte al Salon d’Automne a Parigi e vi è una collezione permanente all’European Museum of Modern Art a Barcellona, senza contare le numerose mostre negli Stati Uniti e non solo.

Uno sguardo al passato per catturare il presente

La tecnica pittorica adoperata da Mark Tennant strizza un occhio ai precetti dell’impressionismo
La corrente impressionista aveva segnato un punto di rottura: il soggetto perde di importanza e ad essere centrale è la sensazione che l’artista vuole veicolare. Da questo momento in poi il suo compito sarà trasporre sulla tela l’impressione di uno stimolo visivo, suscitata in un preciso istante di tempo. Dunque l’artista impressionista si cimenta nell’arduo tentativo di cristallizzare l’ineffabile delizia di un attimo sospeso nel tempo, che si sfalda per dilatarsi e farsi carico delle suggestioni.

I dipinti di Mark Tennant vengono definiti foto-realistici sia per la stupefacente abilità nel catturare i più piccoli dettagli servendosi di ampie pennellate e sapendo giocare con la luce e il movimento, ma anche perché molti dei suoi quadri sembrano essere pervasi dalla luce di un flash. Tuttavia l’artista si riallaccia agli insegnamenti impressionisti, ossia, lasciare alla fotografia il compito di una rappresentazione imitativa della realtà, nell’intento di veicolare la dimensione suggestiva del reale cercando di trasmettere ciò che può essere percepito per restituirlo all’osservatore.

Dell’impressionismo Mark Tennant non coglie solo la filosofia, ma anche i temi che prediligono la realtà quotidiana e della strada, tanto che nel suo caso si potrebbe parlare di impressionismo urbano. Ovviamente la quotidianità catturata dall’artista è quella contemporanea, pertanto se per per Renoir ne La colazione dei canottieri in termini di dettagli è degno di nota il calice con una lacrima di vino e il cappello fiorato di una ragazza, per Tennant sarà il logo abbozzato di Topolino su una t-shirt e una confezione di Kellogg’s Frosties.

Le pennellate di Mark Tennant come segugi di una effimera giovinezza

La maggior parte dei soggetti dei quadri di Tennant sono giovani, perlopiù ragazze. Molte di loro sono di spalle o con le mani che si coprono il viso, quasi a volersi nascondere dal flash di un’amico invadente. Nei casi in cui il viso è palesato appare sfocato. Così come Modigliani non dipingeva gli occhi delle donne di cui non conosceva l’anima, questa sembra la maniera analoga dell’artista per frapporre una distanza tra chi ha catturato quell’istante e il soggetto protagonista, quasi a voler suggerire che si tratti di un momento rubato.

I contorni dei suoi soggetti sono imprecisi e cangianti per rendere la percezione del movimento, altro aspetto cardine dell’impressionismo. Tuttavia, le ragazze di Mark Tennant non hanno niente a che vedere con le ballerine ritratte da Degas: sono scomposte, svestite, spumeggianti, inoffensivamente volgari, in altre parole libere. È come se Tennant nei suoi quadri riuscisse con le sue pennellate veloci e studiate a intrappolare per un solo istante la natura effimera della giovinezza. Sorprendentemente nelle sue tele si può cogliere l’euforia, la noncuranza, l’esuberanza e l’artificio del flash trascina l’osservatore di fronte al soggetto per fargli toccare con mano le emozioni ghermite con un tratto furtivo.

Le opere di Mark Tennant sono una vera e propria ode alla ribellione giovanile e ammirarle è un regalo da concedersi per sentirsi vivi.

Fonte immagini in evidenza: marktennantart

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