La rivoluzione della Mattel: arriva la Barbie con il velo

Barbie con il velo

Per la prima volta da quando esiste la bambola più amata dall’universo infantile, la Barbie indossa il velo. È la Mattel ad aver progettato una nuova serie denominata Shero (parola costituita da she e da hero) per omaggiare tutte le donne che hanno vinto una battaglia. La Barbie con il velo, che avrà le sembianze della campionessa americana di scherma Ibtihaj Muhammad, si inserisce a pieni voti in questa schiera di nuove Barbie che celebrano la grinta femminile.

L’atleta americana ha pubblicato su Twitter una foto in cui sfoggia emozionata la Barbie con il velo con le proprie fattezze, ringraziando la Mattel per aver realizzato un sogno d’infanzia e per averla posta a chiusura della nuova famiglia Shero. Emblema del coraggioso abbattimento di ogni barriera, Ibtihaj Muhammad ha preso parte e conquistato il bronzo alle Olimpiadi di Rio del 2016 indossando l’hijab, che ora ammanta le belle chiome della Barbie. Nella serie Shero, tanto innovativa e rivoluzionaria sul piano culturale, sono state inserite anche la ballerina afroamericana Misty Copeland, la regista di “Selma” Ava DuVernay e la ginnasta Gabby Douglas, memorabile per l’energia con cui si è sobbarcata alcune delusioni sportive.

Volti autentici di donne inarrestabili che, plastificandosi, divulgano messaggi solidali e culturalmente innovativi. Volti comuni di donne rese straordinarie per la tenacia con cui sono riuscite a oltrepassare limiti ben radicati e a realizzare i propri progetti. La Mattel ha ringraziato a sua volta la campionessa olimpionica che avendo portato con orgoglio l’hijab nella dimensione sportiva, quasi alla stregua di un vessillo di battaglia, ha ispirato e incoraggiato il mondo femminile di ogni generazione.

Perché associare la Barbie a un simbolo come l’hijab?

La parola hijab è generalmente riferita al velo islamico che le donne devono indossare secondo le norme della giurisprudenza islamica. Compare in sette versetti del Corano, ma identificata a una qualunque cortina o a una tenda dietro cui si può verificare la rivelazione dello stesso Corano. Tuttavia ci è pervenuta la notizia che Maometto facesse indossare l’hijab (inteso come velo) alle sue moglie, pratica poi estesa a tutte le donne musulmane libere e solo in seguito fatta coincidere con una segregazione sessuale assente alle origini dell’Islam. Oggi l’hijab è inteso, dall’Islam più fedele alla propria tradizione, come manifestazione di un’esistenza di modestia e compassione conforme alle prescrizioni del Corano.

Alla base del progetto della Mattel vi è senza dubbio il desiderio di attrarre un pubblico più vasto e eteromogeneo. Desiderio che si è trasformato in necessità appurando il calo del 6% che la vendita di Barbie ha subito negli ultimi tre mesi, un vero e proprio insuccesso per l’azienda dei giocattoli, che teme l’acquisizione da parte della società statunitense Hasbro. Nel 2016 la Mattel ha proposto al mercato anche la Barbie curvy, che esibiva le fattezze della modella plus size Ashley Graham, con l’obiettivo di schiudersi alle nuove esigenze degli acquirenti, che ricercano simboli di diversità e di apertura culturale.

La Barbie con il velo, un simbolo culturale

La Barbie con il velo che porterà a compimento il progetto di rinnovamento inaugurato dalla Mattel sarà commercializzata dal 2018 e, oltre all’hijab, indosserà una tenuta da scherma bianca e esibirà la maschera sotto al braccio. Un giocattolo che, associandosi a un simbolo come l’hijab, diviene culturale con lo scopo di proporre alle nuovissime generazioni idoli positivi e ammirevoli per la loro combattività. Il suo ingresso nell’armadio dei giocattoli di molte bambine del mondo favorirà quello di nuovi modelli di pensiero ancora troppo effimeri: le possibilità offerte dalla forza di volontà, lo svecchiamento della cultura e alcune delle più esemplari vittorie femminili sono tutte contenute nel velo che questa originalissima Barbie sfoggerà come una conquista assai auspicata.

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A proposito di Duilia Giada Guarino

Il mio nome è Duilia e sono laureata in Filologia moderna. La mia vocazione più grande è la scrittura, in tutte le sue forme.

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