Francis Thompson è stato un poeta e scrittore inglese, famoso nel mondo per le sue liriche che esplorano il misticismo e la fede. Nato nel 1859, vive appieno i turbolenti anni dell’Età Vittoriana, caratterizzati da una forte spinta dovuta alla Rivoluzione Industriale e alla mancanza di diritti per i lavoratori. Nonostante la possibilità di seguire una carriera da medico, come il padre, sceglie di trasferirsi a Londra con il sogno di diventare scrittore. Arrivato nella capitale, osserva in prima persona le tremende condizioni di vita nei bassifondi londinesi, divenendo senzatetto per anni lungo le sponde del Tamigi. Le sue condizioni di vita migliorano quando una famiglia di editori, i Meynell, riconosce in lui un talento e lo salva dalle difficoltà della strada. Le poesie di Francis Thompson riflettono malinconicamente le complessità della vita: con intenti sempre umili, l’autore trova rifugio nel cattolicesimo e si dedica alla scoperta di Dio e del significato della vita. Scopriamo, dunque, le sue tre poesie più celebri.
Quali sono le poesie più famose di Francis Thompson
| Titolo della poesia | Anno di pubblicazione | Tematica principale |
|---|---|---|
| The hound of heaven | 1893 | Misticismo e la fuga dell’anima da Dio |
| The kingdom of God | 1907 (postuma) | Riflessione sulla presenza divina nel mondo |
| Daisy | 1893 | Lirica sentimentale, infanzia e natura |
Indice dei contenuti
1. The hound of heaven – il misticismo di Francis Thompson

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I fled Him, down the nights and down the days; I fled Him, down the arches of the years; I fled Him, down the labyrinthine ways Of my own mind; and in the midst of tears I hid from Him, and under running laughter. […] From those strong Feet that followed, followed after. But with unhurrying chase, And unperturbèd pace, Deliberate speed, majestic instancy, They beat—and a Voice beat More instant than the Feet— ‘All things betray thee, who betrayest Me’. |
Lo fuggii, giù per le notti e giù per i giorni; Lo fuggii, giù per gli archi degli anni; Lo fuggii, lungo le vie labirintiche Della mia stessa mente; e tra le lacrime Mi nascosi da Lui, e sotto risate correnti. […] Da quei Piedi forti che seguivano, seguivano dietro. Ma con inseguimento senza fretta, E passo imperturbato, Velocità deliberata, maestosa insistenza, Essi battevano — e una Voce batteva Più insistente dei Piedi — “Tutte le cose ti tradiscono, tu che tradisci Me”. |
Questo componimento è contenuto all’interno della raccolta Poems del 1893 ed è un’ode sacra a Dio. In questo estratto iniziale dell’opera, che conta centottantadue versi e rimanda alla struttura dei miti classici, è possibile rintracciare gli elementi tipici delle poesie di Francis Thompson: innanzitutto, l’interesse per il misticismo e l’uso di un linguaggio arcaico ma semplice nella sintassi. Nelle costruzioni lessicali emergono i trascorsi di una vita difficile, vissuta tra carestia e miseria. Nella prima parte del poema, l’autore cerca di fuggire dalla divinità attraverso il tempo e lo spazio, non realizzando che proprio in essa risiede la salvezza.
2. The kingdom of God – una riflessione su Dio
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O WORLD invisible, we view thee, O world intangible, we touch thee, O world unknowable, we know thee, Inapprehensible, we clutch thee! Does the fish soar to find the ocean, The eagle plunge to find the air— That we ask of the stars in motion If they have rumour of thee there? |
O MONDO invisibile, noi ti vediamo, O mondo intangibile, noi ti tocchiamo, O mondo inconoscibile, noi ti conosciamo, Inafferrabile, noi ti stringiamo! Forse che il pesce si libra per trovare l’oceano, O l’aquila si tuffa per trovare l’aria — Che noi chiediamo alle stelle in movimento Se laggiù abbiano notizie di te? |
Questo componimento è stato pubblicato postumo nel 1907. Rispetto alla precedente The Hound of Heaven, la struttura è più semplice: composta da sei quartine, questa poesia esplora il rapporto tra il Creatore e l’uomo. Emerge, in particolare, il paradosso della fede: Thompson utilizza termini che generano ossimori, come “invisibile” contrapposto a “vediamo”, sottolineando l’inconoscibilità di ciò che è divino. Con una presa di coscienza, egli comprende che Dio non va cercato altrove, poiché è presente in ogni momento della vita. La sfera spirituale si fonde, dunque, con quella umana, in un continuo gioco di riflessioni sulla religione.
3. Daisy – una lirica sentimentale
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Where the thistle lifts a purple crown Six foot out of the turf, And the harebell shakes on the windy hill— O breath of the distant surf!— […] And with the sea-breeze hand in hand Came innocence and she. Two children did we stray and talk Wise, idle, childish things. |
Lì dove il cardo solleva una corona purpurea Per sei piedi fuori dalla zolla, E la campanula trema sulla collina ventosa — Oh, respiro della distante risacca! — […] E con la brezza marina mano nella mano Vennero l’innocenza e lei. Come due bambini vagammo e dicemmo Cose sagge, oziose, infantili. |
Scritta nel 1893, questa lirica si discosta dalle precedenti per le sue tematiche, vicine alla corrente del Romanticismo. Con un tono malinconico ed elegante, Thompson racconta dell’incontro con una giovane bambina, chiamata Daisy, e dei ricordi che ne scaturiscono. Emerge un racconto semplice che viene idealizzato: nei versi vengono rievocati momenti passati con profonde riflessioni sullo scorrere del tempo. A ciò viene aggiunto il tema della natura, che dona tranquillità ma anche un senso di sinistra malinconia. Con una lingua delicata e aulica, che stimola l’immaginario del lettore, Thompson crea un’atmosfera che ricorda quella dei migliori dipinti romantici.
Il valore dell’assoluto nell’opera di Thompson
Queste poesie di Francis Thompson sono il frutto di una vita difficile: tra povertà e emarginazione, è nato il desiderio di voler trasformare le proprie emozioni in arte attraverso le parole e il contatto con l’assoluto. Per approfondire l’opera di questo autore, è possibile consultare fonti autorevoli come la Poetry Foundation.
Fonte immagine in evidenza: Wikimedia Commons (autore anonimo – di dominio pubblico).
Fonte immagine: Wikimedia Commons – di dominio pubblico.

